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The Late Late Late Show with...; S02E01
Topic Started: Sep 1 2013, 17:56 (126 Views)
mattmast
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The Sheep
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Una luce al neon si accende illuminando un piccolo studio apparentemente abbandonato da qualche tempo. Dietro una scrivania, piena di polvere, c'è una infima scenografia di Manchester, seduto sulla poltrona dietro la scrivania, in penombra, c'è il padrone di casa.

No... WAIT! Non è Frank Gallagher! Niente capelli lunghi, niente barba incolta, anzi niente barba affatto e un paio di occhialini rotondi che lo fanno sembrare un quindicenne.

«Salve a tutti. Spero di avervi fatto un piacere risparmiandovi la visione di quel brutto ceffo di Frank Gallagher... Fortunatamente ai piani alti hanno deciso di affidare ad una persona responsabile le redini di questo programma dopo che Frank, come suo solito, è sparito appena finita la prima puntata!»

Nonostante il cambio alla conduzione, il contorno rimane sempre uguale: la sala è semivuota e il sistema di diffusione audio è il solito iPhone collegato ad un paio di casse scadenti.

«...Anyway, io sono McLovin e allieterò le vostre notti solitarie insieme a vari ospiti provenienti dal roster WFS.»

Pausa scenica del conduttore che sfoggia un sorrisetto rassicurante.

«Anche a voi che siete capitati qui per sbaglio alla ricerca di un film porno.»

La sala non coglie la battuta, probabilmente i pochi presenti stanno già dormendo, ma McLovin non si scoraggia e con il sorriso sempre stampato in viso prosegue.

«Posso garantirvi che stasera non andrà in onda la prima e ultima puntata, soprattutto perché ne abbiamo già registrate tre! E adesso diamo il benvenuto ad il nostro primo ospite... Dylan McZax!»

Il wrestler britannico si presenta in scena ricevendo qualche sparuto applauso, McLovin lo fa sedere accanto a se e finalmente l'intervista può iniziare.

McLovin: «Ed eccoci qui con l'Albionic Panther. L'unico wrestler proveniente dalla defunta ASW a non ricevere assegni per la pensione di anzianità!»

Dylan: (sorridendo) «Touchè. Meglio che non ti chieda tu che tipo di pensione prendi però sai.... non vorrei fare battute politicamente scorrette. Comunque è un piacere essere qui, grazie dell'invito.»


McLovin: «Visto che stanotte sei un ospite del Late Late Late Show immagino che tu abbia prolungato il contratto che ti lega alla WFS. Puoi confermarcelo?»

Dylan: «Si, te lo confermo. Quando è finito lo story-arc che ha portato ad Euromania, ed in concomitanza con l'inizio delle »ferie», il mio contratto era scaduto. La dirigenza della WFS mi ha contattato, si è detta soddisfatta del mio lavoro, e mi ha proposto di continuare la collaborazione...»

McLovin: «Una negoziazione apparentemente molto semplice.»

Dylan: «Sai, sono un ragazzo di Manchester e se la più famosa Federazione di wrestling d'Europa, che guarda caso, si trova a due passi da casa, ti propone un contratto beh... solo un pazzo potrebbe rifiutarlo. Per ora abbiamo fissato una scadenza breve, ma chissà... se le cose dovessero proseguire positivamente, non metto limiti alla Provvidenza...»


McLovin: «Parlaci un attimo di questo tuo ritorno. Non ti vedevamo in giro dai tempi della ASW. Ti è mancato l'ambiente?»

Dylan: «Vuoi la verità, McLovin? No, per niente. Io sono un wrestler, il mio lavore mi piace e, per carità, non è rose e fiori ma ce ne sono di peggiori. Ma a volte arrivi al punto di essere saturo. Prendere bump, sera dopo sera, non è un gioco da ragazzi. Ci sono dei ragazzi, mi viene in mente Max Cougar, capaci di andare avanti, ininterrottamente, per anni. Massimo rispetto per loro, ma io non sono di quella pasta. Arrivato ad un certo punto della mia carriera, dopo aver fondamentalmente ottenuto tutto quello che potevo desiderare, ho preferito staccare la spina.»

McLovin: «E cosa hai combinato dal tuo primo stop fino al ritorno a Manchester?»

Dylan: «Non sono mai uscito totalmente dal giro, semplicemente ho ricoperto incarichi diversi: sono stato negli States, dove ho lavorato come trainer sia in strutture pubbliche, per preparare dei liceali in quello che definiscono »amateur-wrestling», sia in Academy private. Non è stato affatto un brutto periodo, poi ovviamente... quando hai assaporato il successo, magari passata la "disintossicazione", torna in te la voglia di essere sotto i riflettori. E, perchè negarlo, anche di guadagni più lauti. A quel punto, dopo il breve stint in PWE, quando è arrivata la concreta proposta da parte della WFS, non ci ho pensato su due volte.»

McLovin: «A proposito di PWE, in quello spogliatoio c'era un misto di vecchi e nuovi compagni. Che differenze trovi tra il backstage della vecchia ASW e quello della odierna WFS?»

Dylan: «Vedi... mi è difficile rispondere a questa domanda, perchè...fondamentalmente, pur non avendo screzi con nessun wrestler, io non sono un tipo che ha chissà quali amicizie nel backstage. Considero tutti dei piacevoli compagni di lavoro, c'è chi è più simpatico e chi lo è di meno, ma non starò a raccontarti storie del tipo che la sera vado per pub con Kurt Hammer o Nathan Storm, perchè racconterei balle. L'unica frequentazione oltre all'ambiente di lavoro, che negli anni è diventata una vera amicizia è quella con Daniel (Stuart ndA). Quindi.... differenze tra la vecchia ASW e l'odierna WFS? Non ne vedo. Si tratta di due Federazioni con ambizioni di Major, pertanto hanno degli staff attenti che curano le esigenze dei wrestler e li spronano a dare il massimo. Non ho partecipato alla WFS delle origini, vedo che a volte viene spesso decantato l'essere...essenziali, spartani. Sarà, ma quando stai dietro le quinte ti accorgi che il livello è curatissimo, fin nei dettagli. Nulla è lasciato al caso. Tutti i wrestlers della WFS mi sono sembrati degli ottimi professionisti, ho notato che esistono gerarchie ben stabilite ed i new-comers stanno ben attenti a non sgarrare. Tutto molto simile all'ASW, sotto questo aspetto. Quindi forse, l'unica vera differenza... sono io. Nel senso che il mio ruolo, in ASW, era più...consistente anche all'interno del backstage, essendo uno dei veterani. Qui ovviamente tengono in conto la mia esperienza, ma il novellino che approda in Federazione, se ha bisogno di un consiglio o quant'altro, è più facile che vada da Nathan, o da Raven, visto che sono loro i veterani presi più in considerazione. Com'è giusto che sia, peraltro.»

McLovin: «Siamo in tema di novellini? E allora parliamo un po' di Kenny McZax e Magnus Borg, spifferi di corridoio dicono che siano sotto la tua ala protettiva...»

Dylan: «Devono trovare la loro dimensione. Stanno facendo bene, senza dubbio, ma come me agli inizi, per ora sono visti soltanto come i »parenti di». Se riusciranno a non essere schiacciati da tale pressione, e continueranno ad impegnarsi, nessun traguardo gli sarà precluso. Sia che continuino in tag-team, sia se dovessero splittare. D'altronde anche io cominciai combattendo soprattutto nella divisione tag-team, nei British Airways, con Charlie Catiati. E da lì poi, ho vinto praticamente tutto quindi... mi auguro che i WFS Tag Team Titles siano di buon auspicio anche per loro.»

McLovin: «Pensi che qualcuno dei giovani in rampa di lancio possa arrivare ai livelli dei mostri sacri come Travis Pain o Red Revolution Raven?»

Dylan: «Beh, se per "livelli" intendi che in un futuro, più o meno lontano, altri wrestlers prenderanno il testimone da Travis o da Raven… la risposta è ovviamente si. E’ fisiologico. Verranno fuori altre star, mentre alcuni si faranno da parte. Ma non credo che sia un qualcosa di così immediato, visto che tutto sommato parliamo di due stelle ancora piuttosto giovani. Tuttavia non credo che Travis Pain o RRR lasceranno “eredi”: si tratta di due wrestlers davvero inimitabili, sebbene il primo vanti più di un malriuscito tentativo d’imitazione.»

McLovin: «Adesso cambiamo completamente argomento... Soprattutto all'inizio della tua carriera eri spesso messo in ombra da tuo fratello Rex, adesso possiamo dire che ne sei uscito definitivamente, ma raccontaci come hai vissuto quei momenti in cui eri conosciuto solo come il little brother.»

Dylan: «Guarda... sarebbe da ipocriti dire che non è mai stato un peso però... alla fine, la cosa non è mai stato nulla di così insopportabile. I mean... quando sei in ascesa, e punti ad essere il Top della Federazione, ti rode il culo che CHIUNQUE stia lì al posto tuo. Cambia poco il fatto che sia tuo fratello o meno. Ma ragionandoci a mente lucida, ovviamente il fatto che sia tuo fratello che sta al posto dove vorresti essere tu, diventa una cosa positiva. Diamine, meglio una persona al quale sei legato, che un altro che magari ti sta sulle palle no? Inoltre, devo dire che essere il fratello di Rex McZax, all'inizio della mia carriera, è stato esclusivamente un vantaggio. Per i nostri stili, per il nostro modo di stare sul ring, il paragone con i fratelli Hart è sempre venuto naturale, quindi si è ricamato moltissimo sulla nostra presunta rivalità fraterna. Ma, nei fatti, mi ha aperto tanto porte. Ovviamente, mi fa piacere che ormai, dopo una vita spesa sul ring, vengo riconosciuto per ciò che ho fatto e non per l'essere "il fratello di". Ma so anche che, ancora oggi, c'è chi si diverte a supporre che io viva nell'ombra di Rex. Quite honestly, sono battute vecchie di almeno 15 anni, mi scivolano addosso come niente, anche se spassionatamente consiglierei a certi pennivendoli di cambiare repertorio, per non sembrare troppo ridicoli.»

McLovin: «Piani per il futuro? C'è qualcuno in particolare con cui ti piacerebbe avere un feud qui in WFS?»

Dylan: «Di recente ho discusso con John Tee... e credo che se mi azzardassi a rivelare quello che ci siamo detti, non esiterebbe un attimo a cestinare il mio contratto. Pertanto non ti dico nulla sui piani, ma ti confido solo qualche ambizione. Mi piacerebbe affrontare Travis Pain in un match: siamo due wrestlers molto diversi, sia fisicamente che come stile, ma sono convinto che ci siano tutte le possibilità per metter su un Dream Match. Invece, sebbene l'abbia già affrontato una volta, se parliamo di faide... well, mi piacerebbe lavorare di nuovo con Red Revolution Raven. Finora ci siamo incrociati, ma come ingranaggi di una storia più grande. Invece mi piacerebbe mettermi alla prova, contro di lui, in una rivalità... old-style anche perchè, caratterialmente mi rivedo un po' in lui.»


McLovin: «Affermazione interessante. In che modo ti rivedi in lui?»

Dylan: «Intendiamoci: siamo due personalità del tutto diverse, suscitiamo nella folla, specie all'Asylum, sentimenti quasi agli opposti... ma credo che la qualit・pi・grande di Raven sia l'ambizione, che non gli ・mai mancata. La voglia di primeggiare in ogni ambito. Fondamentalmente ・anche la mia dote principale, quindi scontrarsi su uno che, su quest'aspetto, ha la mia stessa »visione» sarebbe bello. Come ti dicevo, sto parlando di "sogni", quindi non speculateci troppo, non è detto che accadrà mai.»

McLovin: «Magari John Tee è in ascolto, chi può dirlo!»

Sorrisetto del wrestler.

McLovin: «Beh Dylan, penso che possa bastare. Grazie di essere stato qui e di aver risposto alle nostre domande!»

Dylan: «Well… è stato un piacere. Voglio sperare che rompere la routine in questo modo sia di buon auspicio per »l’anno» che sta per cominciare… altrimenti sappi che ti verrò a cercare McLovin!»

McLovin: «Il piacere è tutto mio Dylan.»

Il presentatore si gira poi verso la telecamera.

McLovin: «Mentre noi ci rivediamo la settimana prossima... Chicka chicka yeah!»
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The Special Uan
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The Good
amo questo genere di rubriche e non si poteva iniziare meglio se non con Dylan McZax che risponde in modo perfetto alle domande di McLovin. Ho apprezzato il modo in cui Dylan si pone, da la sensazione di essere veramente un worker e un esperto del settore. Sicuramente questa rubrica col tempo darà anche la possibilità di creare ed alimentare nuove faide. Ottimo inizio.

Credo che il ritorno di una column di Matt sia il segnale definitivo del ritorno in pianta stabile di Mastellone
ME DOVEDE DA LI SORDI, QUELLI GROSSI, BIG MONEY I BIG MONEY, I WANT BIG MONEY
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mattmast
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The Sheep
Ringrazio Posted Image per il banner.
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