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| Festa del Papà | |
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| Topic Started: Jul 11 2015, 21:34 (86 Views) | |
| Psykomarty | Jul 11 2015, 21:34 Post #1 |
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(Nota: mi ci sono volute 4 settimane per fare questo work, dovrò dargli una sistemata alla fine) Jack entra nella stanza, la sua compagna di notte è andata via, la ha fatta andare ia, non gli va di avere femmine attorno quando c'è Allyson, ma stavolta la ragazza ha insistito, ha detto doveva fare qualcosa. Jack è abitudinario quando non si tratta di combattere, la ripetizione è un rito, il rito è tranquillità. La sala è in ordine, Allyson è in piedi, indossa uno di quegli abiti da festa scolastica, i colori addosso a lei sono un contrasto rispetto al solito abbigliamento. Tiene una scatola in una mano, l'altra tiene un lembo della gonna. :"Che te ne pare zio Jack?" Jack la osserva incuriosito, aproposito di cose che violano la norma e la tranquillità:"Grosso contrasto, senza teschi o ragnatele sembra lo hai rubato da un cadavere" Allyson sorride malinconica:"È la festa del papà oggi" Jack deglutisce:"Si lo so, ho mandato a mio padre una dozzina di prosciutti e due casse di birre, spero basti e non voglia anche il bigliettino o lo hai preso te?" Spesso Allyson si occupa delle cose più comuni, dal fare la spesa a prendere cose facete come bigliettini o giornali:"Anche io ho un papà sai?" Il nervosismo di Jack prende forma, temeva Allyson ne parlasse, il direttore di Habbot, la prigione manicomio dove si conobbero, l'inferno che condivisero:"Si be, io un biglietto per quello stronzo non lo ho preso, ma se vuoi gli facciamo un dito medio con la pasta e la colla e glielo mandi" Allyson tiene la scatolina tra le mani:"Mio padre mi abbandonò che avevo circa 6 anni, lasciò me e mia madre in una sorta di comunità rurale, i suoi seguaci, gente che o lavorava nella sua accieria o lavorava nei campi, ci lasciò lì e se ne andò, dicendomi che da quel giorno un altro avrebbe preso il suo posto, un orrido ciccione di nome Leo; mi disse che avrei dovuto chiamare lui papà" Guarda verso la finestra sospirando:"Leo idolatrava mio padre, io ero per lui la figlia del grande profeta, ogni singola giornata era scandita da eventi ripetuti, ogni singolo gesto era un adorare la parola di mio padre. Io lo chiamavo non-papà, mamma sorrideva della cosa, quando poteva farlo, stava sempre seria, quasi di pietra, ma solo se c'era qualcuno di loro. Ed intanto io venivo istruita, agli studi mi aggiunsero l'arte del cucire, lo studio del corpo umano e la lavorazione dei metalli" Allyson fa volteggiare la mano libera:"So cucire ma se mi dai in mano un saldatore ti faccio certe sculture. Ogni cosa era al fine dell'Unione. Ma quella arrivò dopo. Prima divenni donna, come si dice al sud. Niente di poetico, mamma tentò di tenerlo nascosto, ma la notizia arrivò a Leo, era raggiante, disse che presto ci sarebbe stata l'Unione, presto mio padre sarebbe tornato" resta in silenzio per qualche attimo la ragazza :"E tu come ti sentivi?" Chiede Jack, fa ballare una sigaretta in mano da quando lei ha iniziato, tentato di fumarla, ma convinto che farlo la interromperebbe. Allyson sospira e sorride alla bambina che era un tempo:"Felice, gioiosa, emozionata, nemmeno mi accorsi che tennero mia madre lontana da me. Vedi, non potevamo passare assieme tutto il tempo che volevamo, ma quando potevamo ottimizzavamo i tempi e sopratutto, di nascosto, mia madre mi faceva vedere i film; non so come ci riuscì, ma in camera sua aveva una macchina da cucire, sotto di essa ci aveva piazzato una televisione" Allyson muove le mani, mimando qualcosa che si sposta:"La tele saliva e la macchina scendeva, e stavo con lei a guardare i film, amava le commedie da raggazzi, Breakfast Club, Sant Elmo's Fire, Rock Graffiti e via dicendo, quei mondi di ragazzi che riuscivano a cambiare la loro vita. Avevo una cotta per Ralph Macchio" Jack resta serio, in altri momenti ne riderebbe, ma sa che fintanto che resta in silenzio Allyson parlerà. A:"Quando Leo mi venne a prendere avevo un vestito che mi ero fatta io, un abito da festa scolastica, a pensarci bene era orrendo, troppi lustrini e raso, ma lo adoravo, Leo mi fissò e rimase in silenzio, io sorridevo, lui no. La bocca aperta ed il respiro corto, era sconvolto. Uscì senza dirmi nulla, non capivo, cercai di uscire ma mi aveva chiuso dentro, lo chiamai, chiamai mia mamma ma nulla. Ricordo che rimasi a sedere, vestita, mi tenevo le mani e pensavo se avessi fatto qualcosa di sbagliato" Allyson passeggia ancora avanti e indietro, la stanza è caos, un insieme di poster, locandine, foto, oggetti di tutti i tipi; il suo regno, ci sono sere in cui sta sdraiata appoggiata alle gambe di Jack, lui indica qualcosa e lei gli spiega cosa sia. Allyson carezza il poster di Dirty Dancing:"Vennero la sera stessa, in silenzio, mi portarono di sotto in giardino, non mi ero nemmeno cambiata. Avevano scavato una fossa, molto larga, stavano versando dentro dei secchi di fango e poi svuotarono un carretto pieno di sterco; lo presero dalle stalle. Leo aveva in mano il tubo dell'acqua, lo stava tenendo nella fossa, riempiendola; quando mi vide lo passò a Raymond e venne da me, mi carezzo e disse solo -guarda cosa hai fatto-" Sospira, non guarda Jack e prosegue: A:"Arrivarono con mia mamma, aveva solo una vestaglia, Leo le andò incontro e la prese per un braccio portandola tra me e la fossa scavata. -la gioia è nell'unione, l'unione è nel vuoto, il vuoto è amore, le hai contaminato la testa e l'animo, la tua musica, i tuoi film, i tuoi alimenti" Allyson si siede su una sedia, stanca, le spalle basse, Jack si alza apre un piccolo frigo presente nella stanza, dentro vari tipi di cibi e bevande, con una prepotente presenza di barattoli di burro d'arachidi, bottigliette di sciroppo d'acero e lattine di mountain dew. Ne prende una, la apre e la dà ad Allyson, lei accenna un sorriso e beve, tiene poi la lattina poggiata su una gamba mentre con la mano libera fà ballare la linguetta:"Non ricordo chi ma uno dei membri era di fianco a Leo, con una sacca aperta, mentre elencava i peccati di mia mamma il mio non padre prendeva dalla sacca il contenuto; prima i cd delle colonne sonore che finirono nella fossa, poi le vhs dei film che vedevo con mamma" :"VHS?" Jack parla per la prima volta da quando Allyson ha iniziato. :"Vhs, sai?le videocassette, non ne hai mai vista una?" :"Si che so cosa sono, mi ha sconvolto la cosa" tra se e se però Jack pensa che arriverà presto qualcosa che lo sconvolgerà di più. Allyson fa spallucce:"In quelle zone trovi roba di 30 indietro; quando arrivò al cibo la voce di Leo divenne più acuta, penso fosse incazzato che mamma gliene privasse, era isterico, tanto che non riuscì a prendere bene il contenuto, i barattoli di burro d'arachidi, lo sciroppo d'acero e il pane volarono ovunque" La linguetta della lattina si stacca, Allyson la tiene:"Mia mamma era solita farmi un sandwitch per i nostri film, spalmava un dito di burro di noccioline sul pane, poi ci disegnava una spirale con la punta del cucchiaio e la riempiva con lo sciroppo, altra fetta di pane e via, la nostra versione del pbj" La ragazza ora si alza, poggia la lattina sul comodino di fianco al letto, la linguetta in una scatolina, già satura di altre linguette, un'altra sua mania, collezionare le cose più assurde. Si va poi a sdraiare sul letto, poggiando finalmente la scatola di fianco a se ed incrocia le dita:"Prese mia mamma e le tolse la veste, era nuda, si fece passare uno scudiscio fatto con pelli di vacca intrecciate, mamma mi guardò e sorrise, senza emettere un suono mi disse che mi amava. Poi Leo la iniziò a colpire. Urlai ancor prima che il colpo la toccasse, la chiamavo urlando e urlando, intorno tutti intonavano la loro litania. La gioia è nell'Unione, l'Unione è nel Vuoto, il Vuoto è Amore...." Allyson si copre gli occhi con l'incavo del braccio, Jack quasi si desta, sente le gambe tendersi, pronto ad alzarsi, ma le successive parole lo inchiodano alla sedia. :"Fù allora che mio padre arrivò" Allyson butta fuori l'aria, Jack non si muove più, non gioca nemmeno con la sigaretta, saldamente ferma nella mano; lei prosegue. :"Sembrava il tempo si fosse fermato, erano tutti paralizzati, ma alcuni erano addirittura commossi, mormoravano la solita filastrocca; lui arrivo da mia mamma, si inginocchiò, la coprì con la vestaglia e le carezzò il viso, non disse niente, ma nemmeno lei, penso fosse sul procinto di svenire. Si voltò, Leo balbettando spiegava cosa avesse dovuto fare, penso si fosse addirittura pisciato addosso e poi, poi mio padre allargò le mani verso di me, sorridendo. Mi lasciarono andare subito, li comandava, no, li dominava in tutto e per tutto, se solo glielo avesse chiesto avrebbero mangiato il contenuto del fosso con un cucchiaino" Allyson intreccia le braccia sul petto, simulando il gesto di stringere:"E io, spaventata e sconvolta corro in quell'abbraccio, mi stringo all'uomo che mi ha generata, piango isterica, gli dico di portarci via, gli dico che ci fanno male, tra i singhiozzi ripeto il suo nome: papà, papà, papà" Fissa il soffitto la ragazza, il poster di Navigator inserito sopra quello di Mad Max:"Dolcemente mi solleva il viso, mi guarda, solo allora capisco che non c'è alcun tipo di amore in lui, mi guarda come potrei guardare una foglia che galleggia in una pozza di acqua piovana. -la gioia è nell'Unione, l'Unione è nel Vuoto, il Vuoto è...- mi dice queste parole lasciando la frase in sospensione; lo guardo stupita, sconvolta, non dico nulla, ma percepisco la tensione di tutti i presenti. -papà...- rispondo io, non per rispondere a quanto stava dicendo, ma perchè volevo che lui...." Allyson deglutisce, lentamente tende le braccia in fuori:"Lui si voltò, tenendomi a se, per poi gettarmi dentro il fosso, volai, sai quanto è forte e puoi immaginare quanto io fossi minuta, lo vedevo allontanarsi e poi, il contatro col fango. Finii sotto, riemersi subito, tenendo tesi al massimo i piedi riuscivo a tenere bocca e naso fuori, mi veniva da vomitare, ma farlo avrebbe voluto dire morire in quel momento; tossivo e urlavo, sopra di me calarono una sorta di gabbia per tenermi lì, mi ci appesi e riuscii a staccarmi ancora di poco. Mi lasciò lì" Allyson si mette seduta, accenna un sorriso triste e guarda Jack:"Mi sa che devi prendertene un altra" Per Jack è come destarsi, il racconto della ragazza lo ha portato in uno stato di ipnosi, la fissa e lei fa un cenno verso il basso. Jack si guarda la mano, si è lacerato il palmo con le unghie tanto la teneva stretta, la sigaretta è stata polverizzata. Con un gesto si pulisce spargendo i resti per terra:"Dopo tiro su, come ne sei uscita?" Allyson si poggia la scatola sulle gambe, tende le mani indietro poggiandole sul letto:"Il giorno dopo ricomparvero tutti, prepararono una brace, mio padre si fece portare un maiale, lo uccise ed iniziò a macellarlo. Oh si, dal produttore al consumatore, bè, io ero nella gabbia, urlavo all'inizio, ma le forze mi calarono rapidamente, chiamavo il suo nome, il peggio arrivò però quando cominciarono a grigliare. L'odore mi dava il voltastomaco, mangiarono, un banchetto in piena regola, lui era in mezzo a loro, come un Gesù, li istruiva, raccontava di Ender, di come vi vedesse la grande speranza. Io non urlavo più. Poi alla sera venne sul bordo e mi guardò, rifece la domanda della sera prima. Io singhiozzando gli dissi che il vuoto era amore, che mi dispiaceva, gli dissi che avevo fame. Lui si volto e se ne andò" Allyson si alza, apre il minifrigo ed estrae un tortino cioccolato e noccioline, lo spezza e ne dà metà a Jack, mangiandone il resto:"Vedi non faccia la fine della sigaretta. Il giorno dopo, stessa storia, io stavo male, pensavo di delirare e di star rivivendo la stessa scena, ma stavolta il pranzo era meno allegro; non parlò, guardava me. Alla sera si limitò a ergersi sopra la gabbia. Lo guardai negli occhi" Allyson fissa il pezzo di dolce:"Gli sussurrai che lo odiavo, lui non si smosse e se ne andò. Quella notte mi convinsi che sarei morta, pensai a mia mamma e a quanto avrebbe sofferto e poi mi chiesi se mi avrebbero seppellito o lasciato la. Chiusi gli occhi e lasciai la gabbia. Quando lui mi morse." Jack resta con l'ultimo pezzo di tortino sospeso a mezz'aria, lo sguardo interrogativo. A:"Un gatto, se ne stava sul terreno, mi spostavo per evitare il fango rapprendesse e stavo sul bordo, meno esposto al sole, il morso che mi diede non fu forte ma sufficente a farmi riprendere, lo salutai, era chiaro con le zampe e le orecchie rosse; gli chiesi se era venuto a salvarmi, insomma gli parlai come una scema ed allora mi accorsi della bottiglietta. Era sciroppo d'acero, un rimasuglio del tesoro che Leo aveva scagliato in giro, non ci potevo arrivare ma ci provai, allungai la mano tra le sbarre, spinsi e spinsi, con le poche forse che avevo" Allyson solleva la mano destra, con il dito scorre sul polso, alcuni minuscoli segni le si arrampicano sull'arto, piccolissimi:"Mi tagliai ma non mi fermai, spinsi e spinsi e il gatto mi osservava curioso, poi si spostò e nel farlo urtò la bottiglia che mi rotolò in mano" La ragazza ora porta le mani vicino al volto, tenendovi la bottiglia invisibile, Jack mangia in silenzio:"Morsi, tirai, strappai ed infine il tappo saltò via; oh come la bevvi, diretta, come fosse stata la bevanda più fresca e buona del mondo, era calda, dolcissima e mi diede vita. Piansi e risi assieme, il gatto si mise a camminare sulla gabbia, andando dall'altro lato, mi girai, con molta fatica, lo chiamai e mi accorsi che non eravamo soli. Dove il gatto stava andando c'era un enorme cane nero, un randagio, penso fosse un labrador, seduto mi guardava" Allyson si porta le dita sugli occhi:"Un occhio castano e uno azzurro" Jack prende vita, da quando la ragazza è entrata nel vivo del racconto è rimasto quasi paralizzato, ma ora si porta una mano sotto l'occhio e poi sull'altro, uno azzurro ed uno castano:"Mi prendi in giro bimba?" Allyson non scherzerebbe su una cosa così, ma la domanda gli sorge da se. Lei non lo guarda ma fa cenno di no:"Ero disidratata e magari mi sono sognata tutto, ma sono certa di no" Lo fissa negli occhi ora, lui tace per qualche istante:"Prosegui" Mentee quasi volteggia per la stanza la ragazza continua:"E il cane mi fissava ed io tenevo lo sguardo, non un suono fino ad un rombo fortissimo, ma non dal cane, dal cielo. Iniziò a piovere, inizialmente poche gocce, poi sempre di più, un torrente, il scoppiai a ridere, con la bocca spalancata bevevo felice, il gatto era sparito, il cane invece stava fermo lì. Mi accorsi che il fango stava salendo, ma la cosa non mi impensierì, rimasi calma, pensavo a come uscire, anche il cane ci pensò probabilmente perchè inziò a scavare." Allyson fissa fuori dalla finestra, piove anche nel presente, fuori i numerosi cani che Jack ha adottato se ne stanno nel grosso furgone abbandonato che lui gli ha convertito a dimora; Terrible, unico gatto nella casa sarà rintanato da qualche parte:"Scavò con impegno, il fango stava salendo ma contemporaneamente la parte dove lui stava scavando iniziò a cedere, l'acqua aveva fame, aveva trovato una falla nel terreno e stava mangiando, la gabbia affondò" La stanza viene illuminata da un lampo, la ragazza sta guardando fuori:"Il terreno era ormai svanito, sciolto dall'acqua, il peso della gabbia la spinse in basso, in quel caos mi trovai spinta versa la parte opposta, riuscii ad arrivare al bordo, mi issai fuori, la gabbia scese violentemente, per poco non mi fece sprofondare, ma riuscii ad uscire, i denti metallici mi lacerarono stoffa e pelle. Se passo le dita sulla schiena a volte le sento sai?" Allyson si carezza la spalla:"Rimasi solo con le mutandine, sotto la pioggia, mi trovavo in piedi, il cane mi si affiancò, gli posai la mano sulla schiena e lui iniziò a camminare. Io tenevo gli occhi chiusi, l'acqua mi lavava di dosso tutto, mi purificava, con la bocca socchiusa potevo anche berla. Poi il cane sparì, aprii gli occhi e guardai davanti, mi aveva portato alla casa. Entrai dentro, passai dalla cucina, presi un coltello per sfilacciare ed andai nella sala comune; stavano tutti lì, lui dipingeva e loro lo adoravano. Penso fù il gocciolio a richiamare la loro attenzione, quando mi notarono Leo venne velocemente da me, lo colpii vicino all'occhio, di striscio, urlò come un bimbo, io proseguii ed andai davanti a lui. Feci cadere il coltello, lui attese, -il vuoto è amore- dissi" Allyson si volta e prende la scatola:"Sai perchè indossai quei vestiti? Si, nei film la ragazza andava al ballo e conosceva l'amore, ma ce ne era uno, non mi ricordo nemmeno quale, dove la ragazza andava al ballo ed il padre le si avvicinava, le stringeva la mano e le diceva che anche se da quel momento in poi qualchedun'altro la avrebbe fatta ballare per il resto della sua vita, almeno in quel momento lui le avrebbe fatto da cavaliere." Allyson si porta la mano al volto, sta lacrimando:"Sono scema lo sò, debole, un papà ti protegge, di guida, ti fà stare bene, un papà dovrebbe essere una guida, un eroe. Il mio mi ha lasciato a dei pazzi, ha torturato mia mamma e la ha fatta impazzire, mi ha trattata come un esperimento di laboratorio e poi....mi ha....gettato..." Ora la ragazza piange del tutto:"Scusa Jack...ora mi cambio e poi andiamo a mangiare fuori magari.." Finalmente Jack si alza, arriva da Allyson, le prende la scatola:"No, non usciamo" Jack non dice mai di no ad Allyson, il gesto di lui la stupisce, Jack apre la scatola, un fiore, di quelli che si allacciano al polso :"Soffrire per il male subito è giusto, soffrire per il dolore che ci ricordiamo è giusto. Ma non soffrire per non aver avuto lui al tuo fianco, non soffrire perchè quel figlio di troia non ha avuto le palle per non essere un padre" Jack estrae il fiore dalla scatola:"Mio padre, quando scoprì di avermi avuto venne a cercarmi, voleva aiutarmi, voleva fare il suo dovere. Lo mandai affanculo, lo rifiutai, lo odiai. Lui rimase, lui lottò, tenne duro. E puoi capire cosa possa voler dire avere a che fare con me adolescente. Un padre. Hai ragione bimba, sei debole, ma lo sei perchè sei ancora viva. Lo sei perchè se sei sempre forte prima o poi ti spezzi. Ma sopratutto lo sei perchè puoi avere me" Jack lega il fiore al polso di Allyaon:"E sò bene che in futuro troverai un gatto che ti darà tutto quel che meriti; ma per intanto posso garantirti che se mai qualcun'altro ti tratterà mai male ogni volta che scorreggerà sentirà applaudire perchè gli avrò infilato le braccia nel culo. Sei la persona più forte che io conosca, e chi ti ha permesso di diventarlo, anche se nel farlo ti ha fatto passare l'inferno, si pentirà di ciò che ha fatto. Ed ora, mi permetti di ballare bimba?" Jack fa partire un cd, Allyson sorride:"I Journey?" Jack fa spallucce e stringe la ragazza a sè. Allyson sorride:"Zio Jack" :"Si?" :"Balli da schifo" :"I finocchi ballano, gli uomini pogano" Silenzio. Un altro lampo. :"Papà Jack?" Jack stringe la ragazza:"Si?" :"Grazie, sei una bella persona" :"Non dirlo in giro, poi la gente ci crede" Silenzio, un lampo. |
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| Nibiru | Jul 11 2015, 22:26 Post #2 |
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Non starò ad analizzare il promo (anche perché non ne sono capace), però se può far piacere posso dirti che è forse il promo più bello che abbia mai letto. Sembra un film da tanto è bello e dettagliato. I due personaggi (che letteralmente amo) sono interpretati in maniera divina, le emozioni che provano addirittura trovo che si percepiscano. Complimenti, è un capolavoro! |
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| Psykomarty | Jul 29 2015, 21:13 Post #3 |
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Grazie per i complimenti, scusa per la tarda risposta. E presto la storia prosegue. |
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