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| Il Figliol Prodigo | |
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| Topic Started: Apr 5 2016, 21:14 (77 Views) | |
| Psykomarty | Apr 5 2016, 21:14 Post #1 |
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Si chiama Jenny Lee Belle, pesa attorno ai 100 kili, ed è alto quasi 2 metri; è vestito come una soubrette televisiva ed un suo braccio è più largo del mio. La storia in breve di JLB è che era un culturista, si è riempito di talmentye tanti steroidi che ad un certo punto il pisello lo ha salutato, ufficialmente è stato il cancro, la realtà è stata peggiore. Si è strappato il cazzo a mani nude quando ha capito che non avrebbe più scopato, da allora si è imbottito di estrogeni e gli sono cresciute anche le tette. E' un fottuto psicopatico capace di sollevarmi e scagliarmi in giro come un sacco di patate. Ecco perchè mentre mi avvicino a lui, mentre fa la guardia ad una porta, all'interno di un merdoso condominio nella periferia di Roma, mi tolgo la giacca e la tengo nella mano sinistra, mentre la destra stringe Traumahawk. Fischio. Jenny si volta, il volto truccato in modo grottesco, non ha espressioni, mi pare sia a causa pure di un ictus, non che provi pieta quando gli lancio in testa la giacca, tantomeno quando mollo uno swing che farebbe impazzire Babe Ruth e lo centro a lato testa. Traumahawk non si spezza, è legno usato per fare le scuri anti-incendio che usano i marines; la mandibola di Jenny và in polvere. E mentre accade leggo la scritta incisa sul legno. Semper Fidelis. Ed ecco che vado in palla. Sono indietro, tanti anni fa. Mio padre è appena venuto a recuperarmi dopo il casino che ha rischiato di farmi espellere da scuola. Parla con me, capisce di avere a che fare con un ragazzino più spaventato che altro; ma incazzato come un giudizio divino. Mi porta alla sua palestra, è Venerdì, sale sul ring e mi sfida a metterlo a terra, non schienarlo, metterlo k.o. -Io non ti colpirò, non userò chiavi articolari, userò solo una headlock, se te la lasci fare- Inutile dire che dopo 4 secondi sono chiuso con la testa avvolta dal suo braccio, mi tira a terra e non voglio cedere, svengo. Sabato, dopo una serata passata dove mi sono rifiutato di mangiare e sono stato ancora più incazzato, mi porta fuori paese, tra i boschi, c'è una casa, non ha più il tetto, è fatta di legno. -Questa è una costruzione che va abbattuta, qua passerà una strada e qua vogliono farci un locale, per i tagliaboschi, nessuno se la sente di buttarla giù e la lasciano qua, rischiando di perdere la concessione- mi dà in mano l'ascia, Semper Fidelis è inciso sul manico, la usava lui durante il suo addestramento; lascia una sacca ed un sacco a pelo -Tornerò domani sera, hai due giorni per spaccare ogni cosa- Io resto solo, con un ascia e qualcosa da distruggere. Torna Domenica, del posto resta solo una colonna, sulla quale la testa in metallo dell'ascia è rimasta appesa, io sono in ginocchio, sembra io stia pregando, ho le mani coperte di vesciche e sangue; piango, come se finite le forze, finita la rabbia fosse rimasta solo la disperazione. Mi abbraccia, mi stringe a se e mi bacia in testa -Va tutto bene figliolo, papà è qua- mi porta a casa, resta con me a curarmi, a parlare e poi ad insegnarmi. Dopo 3 mesi riesco ad uscire dalla headlock. Mi fermo e respiro, sono lampi, di ciò che ho vissuto; capitano sempre più spesso da quando sono tornato da solo, come se la mie mente si aggrappasse al passato, per convincermi che ho qualcosa da perdere, che quanto sto per fare è una stronzata. Grazie cervello, lo so bene. JBL è a terra che ansima, io preseguo e tento di aprire la porta e per poco la forbice non mi centra in faccia, è grazie a Traumahawk che non avviene ma mi cade. Lei corre urlando verso di me. La Principessa Forbice, ex modella, dopo anni di interventi chirurgici ha sbottate e si è risistemata da sola usando proprio delle forbici; le usa sempre, anche per mangiare e sopratutto per combattere. Mira alla faccia, alle mie cicatrici, lo ha già fatto ma le blocco i polsi, punto i piedi e la faccio ruotare. Ruotare e ruotare..... Siamo al pontile di fianco a casa mia. Il lago è davanti a noi, io sono in pantaloni al ginocchio, Allyson è con uno dei suoi soliti costumi da bagno assurdi che si compra su internet. -Cosa ci facciamo qua?- frigna e incrocia le braccia al petto, cosa che fa sempre quando frigna appunto. Mi accendo un sigaro -Devi imparare a nuotare- -Io sò nuotare- -Cinthia sa nuotare- una delle sue vecchie personalità, la guerriera. -E chiamerò Chintia nella remota possibilità di combattere un baywatch match- Mi avvicino a lei -I match in acqua non sono rari e tu devi imparare a nuotare- Sbuffa -Hanno inventato i salvagente- Appoggio il sigaro sulla colonna, Salem dorme vicino a noi, le tendo le mani -Ti fidi di papà Jack?- Lei mi fissa e fissa le mani-Hai i sigari in tasca?- -Si- -Quindi non mi prendi e saltiamo in acqua?- -Non bagnerei mai i sigari- Mi da le mani -Mi fido di te papà- Sorrido -stavolta ti sei fidata troppo- spingo indietro il corpo e ruoto, si stacca subito da terra la mia bambolina di pezza, non urla, non si stupisce, mi fissa male, la pazzoide; la sollevo da terra facendola ruotare e lei mi fissa male. La lascio andare e prende il volo a quel punto però urla di gioia, poi silenzio, impatta in acqua. Mi trovo a sentirmi spaventato, sa nuotare mi dico, sa nuotare. E lei spunta da sotto, fissa in alto e resta a galla con una mano -Ho ancora le mutande!- -Una conquista concreta- mi avvicino al bordo e prendo il sigaro, mi inginocchio, lei si avvicina e urla come un aquila -MA SEI SCEMO???E SE C'ERA UN COCCODRILLO CHE MI MANGIAVA AL VOLO?- -Se c'era un coccodrillo Salem e gli altri se lo erano mangiati, io me lo era mangiato- -Non ho mai mangiato un coccodrillo- -Sa di pollo- -Per te sa tutto di pollo- Tende le mani, la prendo per tirarla fuori, lei punta i piedi sul bordo, spinge la bastardina, io perdo la presa e finisco in acqua. A me non piace nuotare. Lei ride e nuota a dorso, ecco cosa volevo vedere, Cinthia nuotava benissimo, non sono solo pezzi, sta imparando quello che sanno loro, anche Annabelle Lee quindi... -Dai, nuota a cagnolino se riesci- ride e si allontana, la inseguo, ridiamo come idioti, come una famigliola normale; io giorno dopo attraversiamo gli States perchè ha scoperto dove fanno le migliori costine di coccodrillo Forbice sfonda la porta col corpo, scuoto la testa, i ricordi sono un casino. Avanzo, cazzo, sono lento e stordito. La stanza è piena di candele, candele ovunque, Forbice si muove barcollando, dimentico i miei preconcetti e la stendo con un diretto. Le candele ballano, danzano, candele.... Mi entra in camera che la ragazza manco si è svegliata, ma lo fa appena sente la trombetta suonare; si spaventa ma Aly se ne fotte, salta sul letto ed ha in mano una torta, enorme, piena di candele. La ragazza, qualcosa con la Q o con la F mi fissa e fissa Allyson, che la guarda maligna -Via- Lei capisce ed esce mezza nuda. Francine forse. -TANTI AUGURI PAPA' JACK!!!- La fisso stupito, non le ho mai detto il giorno, poi cerco le sigarette che sono sparite -Come fai sa...dove cazzo sono...- -Uh che discorso impegnato, soffia!La ho fatta io, ho usato la frolla, il burro di arachidi, tutto quello che ho trovato ed infine la nutella, mamma mia che buona- E' iperattiva- Ne hai mangiata un bel pò?- -Niente!!!Sono contentissima perchè ho preparato la tua festa da un pò e tuo papà mi ha aiutato, anzi, ti manda un regalo- Poggia quella bomba di zuccheri nonchè arma incendiaria sul letto, la devo sollevare per evitare danni; rientra con un involto lungo, un pacchetto più piccolo ed uno che pare un libro-Questo è da parte di tuo papà!- Il pacco lungo, la fisso e sospiro, non festeggio il mio compleanno da una vita, ma le candele sono troppe-Quanti cazzi di anni pensi io faccia?- -Che ne sò, le smutandi facendo il misterioso ed il duro, ho preso quelle che avevano in negozio, soffia!!!- Soffio, la stanza si riempie di fumo, io tossisco e lei no, mi piazza l'involto sul petto-Apri!!!- Strappo la carta ma riconosco subito cosa sia, dalla scritta, Semper Fidelis. Mi ha regalato il manico dell'ascia che usai quella volta. La testa è rimasta nel locale, lo chiamano l'Axe-Handle. -Tua mamma!- Il pacchetto contiene un accendino, vecchio, militare, inciso da una scheggia che in questo modo non ha colpito la testa di chi lo portava con se; mio nonno, seconda guerra mondiale; con l'accendino dei sigari. -Dice fanno meno male delle sigarette, non lo so, ma almeno puzzi di meno; da parte mia!- Sembra un libro, ma al centro è più spesso. E' un libro, senza scritte, grosso di forma quadrata, un album di foto. E la parte grossa è una macchina polaroid chiusa. Alle superiori ero nel giornale della scuola. Lei mi si piazza addosso e pare la polaroid -Sorridi!- La foto. La agita e poi la piazza alla prima pagina -Devi riempirlo, così avremo un album di famiglia ok?- Amavo le foto, erano istantanee di momenti che potevano restare perfetti, fisso questa; non sorrido, non con la bocca, ma forse per la prima volta da Ender mi sento sereno. Lei intanto taglia una fetta di quella bomba calorica-Avrai fatto winki winki e quindi dovrai mangiare su- La torta è fantastica, il primo dolce che mi gusto da 6 anni continua..... |
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| Psykomarty | May 18 2016, 22:27 Post #2 |
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Sto perdendo tempo, sono più lento e meno attivo, sopratutto meno attento, altrimenti avrei sentito la puzza di kerosene e vodka scadente. Si chiama Cortina di Ferro, un altro sottoprodotto di Ender, ha tutte le caratteristiche tipiche di un cazzo di personaggio di un videogioco, è sovietica, ex spetznatz e dicono abbia mangiato un tizio una volta. Ma è stata lei a raccontarlo, e probabilmente sono cazzate. Il punto é che è bravissima a strangolare, la eccita farlo e subirlo, lo sò perchè fu una di quelle che mi scopai in premio ad Ender per una mia vittoria. Cibo, alcool, sesso, potevi avere ogni cosa con le monete che vincevi in un match. Il suo problema è che non ho voglia di divertirmi, e che da Ender ho messo qualche muscolo in più; prima che termini di cingermi il collo tiro una testata indietro, le mordo il braccio, urla, mi getto in avanti e la schianto su un tavolo, con candele che volano ovunque. Prendo fiato, anche lei, ma io sono più svelto e le cingo il collo con il mio braccio, la stringo, la abbraccio. La abbraccio.... Era la prima volta che Allyson venne in casa, la avevo appena svegliata, era appena ritornata ad essere lei, non aveva dove andare, la portai da me. Appena arriviamo arriva il mio branco, 7 cani, tutti randagi, li ho liberati da un allevamento di lotte tra cani e me li sono presi; uno di loro, lo ho chiamato Salem, è il capobranco. Salem andava avanti agli altri e si avvicinò ad Allyson, lei si buttò per terra, pancia all'aria, e rimase con le braccia aperte. I cani rimasero stupiti, iniziarono a girarle attorno e annusare, per poi fissarmi. "Sbranata da dei cani sembra un modo utile per morire" mi disse guardandomi da terra. "Ho appena firmato per portarti qua a casa, finché mio padre non da garanzie per te non diventi merda di cane, alzati" Ero abituato a vivere da solo e cacciarmi il cibo, non sapevo nemmeno cosa volesse mangiare, mi risolse i problemi dicendo di voler andare a dormire senza cenare. Fu a notte inoltrata che iniziai a pensare a cosa stava avvenendo. Dentro di lei c'era Scarlett, una delle sue personalità, che in Mad House, pur di garantirsi protezione e sigarette, scopò con tutti gli inservienti. Allyson era indubbiamente una ragazza bellissima, Scarlett era leggendaria nella passione ed io ero spaventato da tutto ciò. Temevo sarebbe entrata, temevo volesse scopare e sapevo che le avrei detto di no. Perchè? Perchè sapevo di volerla proteggere, di doverla proteggere, come mi chiese Bielobogh. Quando si aprì la porta mi trovai a deglutire, cazzo, mi sentii come un adolescente in un porno con delle milf. "Zio Jack?" Inutile fare finta di dormire, accesi la luce e mi misi seduto:"Cazzo non dirmi che ora hai fame?" Aveva una enorme maglietta, una delle mie, con se aveva solo gli abiti della Mad House e li aveva buttati via appena usciti dall'arena, la strinse con le mani, attorcigliandosela con le dita:"Posso....posso dormire con te?" Aveva paura, aveva un incredibile terrore di stare da sola, una ragazza stuprata nel corpo e nella mente talmente tanto da non riuscire più a far andare dritto nemmeno un pensiero. Perduta e disperata. Sollevai la coperta:"Basta che non scorreggi, Salem si mette a guaire se lo fai" alzando la stoffa vide il cane sotto al letto, sorrise e si gettò tra le coperte. :"Scusami se ho paura, giuro che domani mi passa" lo disse a bassa voce. Non vi era falsità, non vi era malizia, non vi era niente se non sincero bisogno di sentirsi amata, di sentirsi a casa. La abbracciai :"Se non ti passa domani passerà dopodomani, non ho fretta" Ne avevo bisogno quanto lei, lo capì molto tempo dopo, eravamo due disadattati, disperati e senza futuro, ma avevamo l'un l'altro ed quello di cui avevamo entrambi bisogno. Sono di nuovo qua, respiro, ci sono altre due persone a terra e non so come ho fatto ad abbatterle, non so nemmeno chi siano. Non me ne curo e proseguo. La stanza è una libreria, lui è seduto su una poltrona, legge un libro e mi fissa. FTW. Il padre biologico di Allyson, il mostro che ci ha resi come lui, che ha liberato i due ragazzini prigionieri e li ha mutati in killer letali. Cammino e mi inginocchio davanti a lui, abbasso la testa. " Io vada pazza per il burro di arachidi, lo hai mai mangiato con lo sciroppo d'acero?" Si sposta in avanti verso di me. "Sei pieno di cani, non hai anche un gatto?Ti serve un gatto, come fai senza?" Mostro i palmi delle mani :"Eccomi" "No no no, non sarai mai nessuno se non vedi prima i Goonies, e Star Wars e Breakfast Club, mamma mia, non hai mai visto niente" Poggia le mani sulle mie:"Dinnanzi a me torna il figliol prodigo" "Festeggieremo tutti i compleanni d'ora in poi, i miei, i tuoi e anche quelli dei cani!" Deglutisco:"Insegnami, mostrami la via, rendimi più forte" "Voglio un falcetto Giapponese con la catena, lo ho visto in un film coi ninja e lo voglio, e voglio vestirmi da ninja e tu anche!" Mi carezza il capo e mi bacia sulla fronte:"Bentornato, figliolo" "Non mi interessa cosa pensano, non mi interessa cosa sia giusto, tu sei e sarai sempre il mio papà" Lo guardo, stanco e morto. Lui sorride:"E allora ti donerò la tua maschera" "Stupido cane, ciao" Mi poggia la maschera sulle mani, la pelle è quasi calda, nera, ha cancellato la scritta. :"Eccola, ora ti mostrerò come avere la DeVoid Mask" Fisso lui e ricordo per cosa sto facendo questo. E mi chiedo se sarò forte a sufficenza. |
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| Psykomarty | May 28 2016, 21:14 Post #3 |
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Sono in piedi al centro della stanza, tengo la DeVoid mask tra le mani. È di pelle nera, sulla fronte c'era un tempo la scritta REDRUM, poi cancellata dal tempo e dal sangue. Frank la indossò ai tempi in cui lottava, ma la ottenne molti anni prima, mi raccontò che lo avevano rapito da bambino, suo padre era un ricco propietario di una enorme acciaieria. Il mobile della sala scoppia, ci tenevamo dentro le tazze che Allyson insistette a comprare in ogni singolo posto dove si trovò a lottare per la prima volta. Lo rapirono e lo portarono in una casa sperduta sugli Appalachi, e lì trovò la maschera, sotterrata nella cantina, la maschera gli disse come dar fuoco alla casa e bloccare la porta, lui lo fece e bruciò vivi i suoi rapitori. Aveva 5 anni. Il divano era già danneggiato da tutte le volte che mi ci era caduta sopra la cenere, ora sta finendo di soffrire. Cosa avvenne poi a Frank non mi interessa, la maschera rimase con lui fino al momento in cui riuscì a liberarsene e la donò ad un suo accolito, il quale la indossò per qualche mese. Fino a quando non si sparò un colpo in bocca. La camera di Allyson é piena di poster, di cibo nascosto ovunque e di vhs, il materiale di cui sono fatte brucerà velocemente. La prese poi il mio vecchio amico Caliburn, che divenne Therakiel, the Half Way Angel, creò un regno di terrore finchè Frank non tornò e si riprese la maschera. Camera mia ha ben poche cose dentro, so che le cose che giudicava importante Allyson le ha portate via, coi cani, dato che non ho trovato anima viva a casa. Ma Castiel riprese la maschera e la portò in Mad House, rimase con essa, finchè io non lo massacrai e divenni il nuovo propietario. Ed ora sono dentro casa mia, sul lago Voohrestogan, un piccolo ramo del lago Michigan, ci presi casa e dopo anni a viverci da solo venne anche Allyson. Sono dentro casa mia che ho riempito di benzina e a cui ho dato fuoco, poichè Frank me lo ha chiesto. Casa mia, casa nostra, era il nostro angolo di paradiso, nessuno veniva da queste parti, nessuno sapeva dove vivessimo e a noi stava bene. Presi casa qua perchè è in un isola che si trova sul lago Michigan che sorge Ender. Non ne ero a conoscenza quando presi casa, lo scoprii quando in ospedale quel tizio dalla faccia distrutta dai pugni mi disse come arrivarci. La casa sta bruciando, poggio la maschera a terra ed esco, mi accoglie il freddo ma non mi scuote, non mi scuote niente. Nemmeno vedere mio padre a terra sanguinante. Ha aiutato Allyson a venire qua e prendere i cani, poi la ha fatta andare via e mi ha aspettato. Ha detto che stavo facendo una cazzata, che cedere a Frank non è la soluzione, che ho troppo da perdere ora. Ed é questo che mi rende forte ora, ma lui questo non lo ha urlato, ha smesso di urlare quando è arrivato Frank, è sceso da una barca. Che portava la dicitura -manicomio di Habbot- arrivava da lì, mio padre ha sollevato la vanga militare che aveva con se, non voleva combattere von Frank, ma spezzargli gambe e braccia. E allora che lo ho colpito col taser, si è agitato ed è caduto a terra, lo ho sollevato e lo ho messo di traverso sulle mia spalle, con il volto in alto, poi lo ho gettato a terra di testa e ho sentito il suo collo comprimersi e poco dopo il sangue uscire dalla sua testa. Ora la casa brucia, io firmo delle carte, dove attesto che mio padre si sia ferito da solo e che abbia bisogno di cure. Non ha bisogno di essere la verità, ha bisogno di entrare a Ender e poi sarà finita ogni cosa anche per lui. Aspetto, non mi volto mentre lo portano via e guardo la casa, crolla su se stessa e quando lo fà inizia a piovere, restano solo macerie fumanti ed io mi ci addentro. Sposto legno e detriti e la trovo, come la trovò Frank anni e anni fà, ha perso colore, sembra fatta di pelle ora. La osservo e lo vedo. La scritta in rilievo sulla fronte. DeVoid È la mia maschera ora. La maschera che dovrò portare, fino alla fine di tutto. |
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