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Ordine Esule
Topic Started: Jul 20 2016, 19:21 (1,165 Views)
Cross Wizard
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
Luogo sconosciuto, 2 maggio 2017, prime ore della notte..

Non sappiamo di preciso dove siamo, probabilmente nello spiazzo di una stazione di servizio. Qui posteggiata c'è una Innocenti Small Turbo del 1983 di color rosso, e dall'autoradio arrivano le note di “En El Amor Todo Es Empezar” di Raffaella Carrà.

“Ah… en el amor todo es empezar...
Ah… en el amor todo es empezar...”


Posted Image

Il proprietario della vettura è uno strano individuo, un uomo che sembra non essersi arreso allo scorrere del tempo negli ultimi 35 anni, rinchiuso in una bolla temporale dove il periodo 1978-1982 è mandato in loop. Ma parliamo comunque di un uomo giovane, un amante della “Retro-Wave” potrebbe dire qualcuno, o semplicemente... un cretino che nel 2017 porta ancora il pullover annodato sulle spalle.
Il ragazzo dai lunghi capelli castano chiaro è seduto al volante, e al suo fianco c'è qualcuno, che adesso sta per parlare, dopo aver dato un'occhiata allo smartphone.

??: “Maximo...”

A parlare è un ragazzo molto in carne, seduto sul lato passeggero, ma a differenza del suo amico Maximo, il suo abbigliamento è molto più attuale. Non parliamo poi del ciuffo di capelli color blu elettrico, accompagnato dalle tempie rasate.

??: "Cosa c'è Cico Milton? Quante volte ti ho detto che non devi interrompere Raffaella quando canta..."

Maximo Chavarro e Milton Gordo. Sì, sono loro due, il più controverso tag team dell'ultima World Tag League.

MG: “Hai capito che è successo? I Das Extinction sono campioni FWF World Tag Team!”

MC: "Coooosa? I Markus Masini? Ora i titoli FWF verranno ricoperti da una patina di tristezza, disperazione, pessimismo e fastidio... come hanno fatto a vincere?"

MG: “Hanno giocato sporco quei due tizi con la maschera, anzi erano quattro. Hanno pigliato per il culo tutti, si sono scambiati quando l'arbitro era distratto, hanno pure steso Baldone con un taser.”

MC: "Ahahah vorrei esclamare overbooking – rumore di tuono in sottofondo - … ma poi mi prenderei un cartellino rosso dalla vita. Gli hanno fatto un bello scherzetto quei due..."

MG: “Ma quindi adesso che facciamo? Torniamo alla carica? Alla fine noi li abbiamo battuti i Genocide, ci devono un'altra title shot. Non credi?”

MC: "Hai ragione, è nostro diritto. Non ti preoccupare comunque, mi basta fare una telefonata a El Mirlo ed è fatta."

MG: “Anche se io non ho capito una cosa. Il signor Nando adesso è il capoccia della FWF... eh, però manco due biglietti per lo show. Diciamo che si è dimenticato un po' di noi.”

MC: "Noi non abbiamo bisogno di favoritismi! Siamo delle fulgide stelle, anzi siamo Figli delle Stelle, figli della notte che ci gira intorno..."

MG: “Ok, Maximo, però questi Genocide mi sembrano tosti. Cioè hanno messo nel sacco l'nTo.”

MC: "nTo... nTo... nTo... BASTA PARLARE DI NTO. Sono oramai allo sbando da tempo, rimasugli di quello che erano. I Genocide hanno dovuto fare il minimo per vincere..."

MG: “Non ti arrabbiare troppo Maximo. Comunque sai che c'è? Vado a cercare qualcosa da mangiare, ho una fame! Speriamo non abbiano solo cornetti alla Nutella – si tocca la guancia destra – che trauma, carramba!”

MC: "Basta mangiare Cico... basta! Guarda come sei, fai più movimento e staccati dalla Reflex. Stai tutto il giorno a riprenderti mentre giochi a Clash Royal! Vai a fare un giro ogni tanto!"

MG: “Maximo, quando ti parlano di nTo ti incazzi sempre! Beh, io vado, ti porto qualcosa per la colazione e torno...”

Milton scende dall'auto, ma Chavarro è ancora infervorato dall'odio verso i turchi.

MC: "Quei cazzo di turchi. Ho vinto dei titoli per loro... sì, dei titoli che loro ora vantano nel loro palmares, e come mi hanno ringraziato? MENANDOMI! Ah, ma me la pagheranno..."

Nel frattempo la voce della Carrà si diffonde ancora dallo stereo.

“Si tú notaras que es un tormento
Y no se acaba de decidir
Para ayudarle es el momento
De que enseguida le des el sí”


MC: "Se incontrassi ora qualcuno dell'nTo gli sputerei in un occhio. PPPPU... schifosi... PUUUU... MALEDETTI!"

Ad un tratto Maximo si rende conto che qualcuno si è affiancato alla sua vettura. Qualcuno che staziona fuori, osservando con un certo interesse la Innocenti Small Turbo del 1983.

??: “Io questa macchina credo di averla vista da qualche parte...”

??: “Tenuta così bene, sarà di un amatore.”

??: “Però quella che ricordo io aveva tipo i vetri sfondati...”

??: “Tracce di sangue sui sedili. Sangue del proprietario.”

??: “Chiediamo al nostro genio se si ricorda qualcosa... Mehmet vieni qui un attimo.”

Maximo ha ascoltato ed osservato tutto. Sul suo volto si è dipinta un'espressione di terrore puro. Nel frattempo Mehmet, o meglio Mehmet Arkin ha raggiunto i due “curiosi”.

MA: "Kemal e Mustafa... cosa volete per chiamarmi con questa urgenza?"

Mehment, Kemal e Mustafa. Questi tre nomi ci suonano famigliari, come suonano famigliari a Chavarro, che preso da un certo panico tira su il finestrino (rigorosamente a manovella).

KM: “Questa macchina qui, non ti ricorda quella di qualcuno? Come si chiamava quel tizio, quel tuo amico...”

Kemal ricorda bene, era il settembre del 2013, quando il new Turkish order trovò sulla sua strada una Innocenti, come raccontato: qui. E per l'automobile e il proprietario non fu un lieto incontro.

MA: "Non era un mio amico. Era un benedetto dalla mano del Pro-Wrestling Genius."

KM: “Però effettivamente – guarda dentro l'auto – questo signore ha i capelli, io Maximo me lo ricordo rasato a zero. Ok, è passato del tempo...”

Kemal continua a ricordare bene, era il novembre del 2014, quando il new Turkish order decise di punire Maximo Chavarro, reo di aver perso la maschera di Hijo de Halfmoon contro Halfmoon II, come raccontato: qui. Al termine di quell'ancora meno lieto incontro, la criniera di Maximo fu rasata a zero.

MS: “Che palle ragazzi, basta chiedere, no?”

Mustafa avanza e bussa sul vetro. Maximo fa finta di nulla, alza il volume dello stereo, la Carrà a palla.

“Live, live, live, lai,
Qué desastre si tú te vas
Explota, explota,
Me explo explota,
Explota mi corazón


Maximo prova a mettere in moto, ma non ha calcolato che Milton ha lasciato il suo sportello aperto.
Mehmet è entrato nell'abitacolo. Stop, basta Raffaella. Chavarro d'istinto esce dall'auto... e si ritrova tra le fauci di Kemal e Mustafa.

MC: "Porcaccia la puttana. Maledetti gli anni '90 che hanno rovinato tutto e maledetto Milton che ha lasciato quella portiera aperta. Cazzo!"

KM: “Buonasera signore – sistema il pullover ad un impaurito Chavarro – io e miei amici ci chiedevamo se lei conoscesse per caso un certo Hijo de Halfmoon?”

MC: "Ok Maximo ora ti svegli, è un incubo e tu sei nel tuo letto. Ti svegli, bevi un bicchiere d'acqua e torni a sognare Samantha Fox. Sì quei bei sogni che ti tranquillizzano sempre. Uno due tre... svegliati!"

MS: “Io ho sentito che parlava dei Das Extinction.”

MA: "No no... parlava chiaramente di noi... e ne parlava pure male."

Mehmet apre il cruscotto e fruga tirando fuori qualcosa. Dei pass per atleti per entrare nel backstage di qualche vecchio show della FWF.

MA: "Sì... è un wrestler..."

Afferma un Arkin che nel frattempo è uscito dall'auto. Maximo è circondato.

MC: "SVEGLIATI MAXIMO, SVEGLIATI DA QUESTO INCUBO!"

KM: “E se... fosse lui uno dei nuovi Genocide?”

MS: “Cazzo, potrebbe essere.”

MC: "No, è impossibile. L'arena FWF è troppo lontana, impossibile arrivare qua in così poco tempo. Ciò prova che non sono uno di loro!!!"

I turchi ignorano la difesa di Maximo.

MA: "Dovremmo ascoltare la sua voce alterata da una maschera per avere la prova del nove."

KM: “Ma non abbiamo di certo maschere anti-gas tra le mani.”

MS: “Quanto siete poco pratici. Mettiamogli il maglioncino sulla faccia, e sentiamo come strilla.”

KM: “Ottima soluzione!”

Mehmet tira via il maglioncino annodato dalle spalle di Maximo... ma il giovane Chavarro non ci sta!
Reazione disperata del messicano, spintona a turno i tre turchi e si mette ad urlare!

MC: "Basta cazzo, basta. E quello mi stropiccia il maglioncino, l'altro mi spintona, l'altro mi tocca. Basta... basta! Non ce la faccio più. Per di più paragonato a quei tizi con la maschera antigas. NO! Sono stufo e soprattutto sono stufo di voi che continuate a maltrattarmi senza un motivo. Io me lo ricordo cosa mi avete fatto in passato!"

Maximo ora si guarda attorno. Gli sguardi dei tre sono truci. Chavarro si copre gli occhi ed inizia a parlare con la voce rotta quasi dal pianto.

MC: "Vi prego lasciatemi stare, non rovinatemi l'auto e nemmeno i capelli. Io non vi ho mai tradito, MAI! Siete voi che mi avete abbandonato contro Halfmoon II! Ho solo deciso di tornare in Messico e di andare avanti con la mia carriera... basta vi prego, basta!"

Maximo attende la compilation di schiaffazzi... che però non arriva. Il messicano abbassa le mani guardingo... non è più circondato. Ma dove sono finiti tutti? Senza farsi tante domande, Chavarro ritorna immediatamente in auto.

MC: "Oddio...era un sogno. Un incubo... dove è Samantha Fox? Sabrina Salerno? Bah... meglio così..."

Il sollievo di Chavarro dura poco però... si accorge immediatamente che Mehmet è seduto al suo fianco, mentre Kemal e Mustafa si sono accomodati sul divanetto posteriore.

KM: “Andiamo a farci un giro... musica maestro.”

Mehmet fa ripartire lo stereo.

“Ah… en el amor todo es empezar...
Ah… en el amor todo es empezar...”
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Cross Wizard
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
Roma, 1 maggio 2017, tarda sera.

Siamo, come ormai spesso accade, in una camera d'albergo. Dalla finestra della stanza penetra la luce artificiale della strada, e lo skyline della Città Eterna si concede allo sguardo degli occupanti.
Qui seduta c'è Safiye e sulla scrivania c'è un computer portatile. La ragazza naviga tra le pagine web con aria distratta, con il viso poggiato sulla mano, poi accede alla propria casella di posta elettronica.

Posted Image

SF: “È molto che non ci do un'occhiata – picchietta sui tasti – oh, offerte della British Airlines...”

Continua a scorrere le mail con il cursore.

SF: “Il solito materiale pubblicitario...”

Ad un tratto il suo sguardo viene attratto da una mail in attesa di essere letta, proprio come le altre, ma questa volta non si tratta di offerte o newsletter. Un indirizzo inaspettato risalta tra la marea di pubblicità spazzatura.

SF: “Ma... questa mail è... di Allyson!”

La Turkish Delight si concede appena qualche secondo per realizzare, poi clicca, ansiosa di leggere la risposta che da tempo aspettava ad una certa mail (secondo segmento).
Gli occhi scorrono veloci sulle righe di inchiostro virtuale.

“Cara Safiye, vorrei di nuovo poterti chiamare sorellina, come quando il mio volto era solo una maschera, ma non sta a me decidere se io lo meriti o meno...”

Gli occhi di Safiye si inumidiscono.

“Non sta a me sceglierlo ora, se tornassi tra di voi cosa accadrebbe?[...]Ma tu mi hai cambiata, mi hai dato una forza incredibile, che mi ha permesso di sperare, no, di credere che le cose sarebbero andate bene [...]Potrei scusarmi e basta con te, ma voglio invece che tu sappia che non avrei mai vinto senza di te, senza Nene, senza Bernie, non avrei mai saputo combattere senza di voi […] Io sono una Kurofune, mascherata o meno io sarò per sempre una Kurofune[...] non vi abbandonerò mai, e se mai potrò danzerò di nuovo al vostro fianco, se mai mi accetterete. Non smettete mai di credere di essere forti, poiché avete solo fatto il bene di me e di tutti. La principessa Sehrazat.”

Safiye rilegge l'ultima riga mormorando.

SF: “La principessa... Sehrazat.”

Quel momento di stupore viene interrotto da una assonnata Nene, che va incontro alla Turkish Delight sbadigliando.

NH: “Cercavo di riposare, poi mi hai svegliata con tutto quel picchiettare sui tasti, ma che cazzo stai facendo? Stai scrivendo la tua biografia?

Safiye, ignorando il tono innervosito della soldatessa, gira il laptop verso Nene, rivelando alla luce i propri occhi lucidi di commozione.

NH: “Ma che...”

SF: “Qui! Leggi qui! Un messaggio di Allyson!”

Nene si porta una mano alla testa.

HN: “Aspetta... - è ancora intontita dal sonno – ma che stai dicendo?”

La Hatun si sporge per leggere il contenuto della mail, ma Safiye protegge lo schermo con una mano.

SF: “Ehi, volevo solo farti sapere che mi ha risposto, non volevo certo che leggessi tutto!”

NH: “Troppo tardi, ho già letto le parole “danzare al vostro fianco se mai mi accetterete”. È frutto di un brutto sogno o sono davvero qui, sveglia a leggere questa roba? Che per caso vuole ritornare? Non se ne parla proprio! Abbiamo un sacco di casini!”

SF: “Non ha espresso chiaramente la volontà di tornare a combattere... anche perché non credo le farebbe bene.”

NH: “Stai prendendo per caso in considerazione l'ipotesi di farla tornare?”

SF: “Calmati! Non ho detto nulla! Corri troppo!”

NH: “Oh ti conosco bene ormai, ce la troveremo di nuovo fra i piedi, me lo sento!”

Il suono di una nuova notifica interrompe la discussione.

NH: “Insistente la piccola Allyson.”

Safiye si avvicina allo schermo.

SF: “Vedi di calmarti! Non è il suo indirizzo questo!”

La Turkish Delight clicca sulla casella lampeggiante. La sola introduzione della mail è sufficiente a farla trasalire, il cuore le salta in gola, la sua espressione è sbigottita.

NH: “Che cavolo ti prende?”

Safiye non risponde, e continua a fissare lo schermo, con occhi rapidi legge e rilegge le righe, scuotendo lentamente il capo.

SF: “Non... non è possibile...”

NH: “Oh! Stai bene?”

SF: “Non è Allyson …”

La rossa non riesce a staccare gli occhi dallo schermo.

NH: “Che cazzo succede?”

Nene si sporge per leggere il contenuto di quella misteriosa mail che sembra aver sconvolto Safiye.

Silenzio.

Le due ragazze si guardano stupite.

NH: “Ok. È davvero un incubo quello che sto vivendo.”
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Cross Wizard
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
Luogo non precisato, 1 maggio 2017, tarda sera.

Anche i ricchi piangono... ma anche i nostri personaggi mangiano. E lo sappiamo bene.
Un locale, niente di particolarmente lussuoso, un luogo per tutte le tasche, anche se a sedere a capotavola è uno che le tasche le ha sempre generosamente imbottite: Mehmet Arkin.

[img]http://imagizer.imageshack.us/v2/640x480q90/923/BFtan1.jpg[/center]

MA: "Mustafa ci sono novità sugli altri?"

Il Pro-Wrestling Genius non è ovviamente solo. A cenare con lui ci sono oltre al citato Mustafa, anche Kemal, Coban e la solita presenza femminile evanescente, nascosta da una pianta, con prole al seguito. Insomma, “eravamo 5 nemici al ristorante” (semi-cit.).

MS: “I piani sembrano cambiati. Avete letto le notizie?”

KM: “Hanno tolto la palestra a Baldone?”

MS: “Esattamente. Ovviamente il vecchio adesso dovrà tornare in Germania a prendere tutte le sue robe, prima che Alexander le metta in vendita su Ebay.”

MA: "Un grosso cane che si morde la coda. È tutto strano, troppo strano. La Baldhaus chiusa a Berlino e Baldone che non può tornare alla sede originale ad Istanbul. Uno può essere un caso... ma quando sono due le stranezze... inizio a sentire troppa puzza di bruciato."

KM: “Questa storia inizia ad avere fin troppi cortocircuiti. Gli Oturk o chi per loro hanno deciso che il giocattolo nTo non diverte più.”

Mehmet si avvicina un bicchiere di vino rosso alla bocca, ma prima gesticolando sembra voler far notare una cosa a Kemal.

MA: "E non dimentichiamoci i Genocide... i quattro Genocide... è tutto ovviamente collegato!"

KM: “Non è neanche originale come trovata. Vi ricordate? Non lo facevate voi due in WFS?”

Ai tempi dei Troopers, Mustafa e Mehmet, o meglio Trooper Shooter e Trooper Superstar, erano soliti scambiarsi di posto per ingannare gli avversari.

MA: "Sono comunque bei ricordi. Mi ricordo che da lì iniziò la lunga battaglia tra me e Simon Steed. Mi ricordo anche il piacere nel vedere l'americano infortunato."

KM: “È così che abbiamo perso i tuoi soldi – si rivolge allo “spettro” dietro alla pianta – ricordi?”

Durante lo show WFS "Uprising #71”, Simon Steed & Kamikaze sconfissero Trooper #1 & #2, al secolo Kemal & Mustafa, vincendo la posta di 50mila euro; il pin vincente di Steed fu però ai danni di #7, ovvero Mehmet Arkin, che nel frattempo si era scambiato con il compare #2.

??: “Non parlo de ces conneries, nella mia carriera sono stati maggiori les jours de gloire ...”

KM: “Sì signora... ma perché mangi la pizza con le bacchette? Siamo già abbastanza strani.”

La signora non risponde, ma da sotto il tavolo molla un calcio allo stinco di Kemal.

MS: “Comunque, ci saremmo dovuti incontrare a Roma, domani o dopodomani, e lì decidere tutti insieme se tornare ad Istanbul o affrontare prima gli Oturk. Adesso si andrà comunque a Berlino.”

MA: "Secondo me, agli Oturk poco importa di un ritorno in Turchia dell'nTo. Guardate come si sono messe le cose... è l'ultimo dei loro pensieri."

KM: “Credo che tutto rientri nella campagna di demonizzazione nei miei confronti. Lo sfratto della Baldhaus sarà visto come l'ennesimo frutto della svendita dell'nTo della quale hanno deciso di tacciarmi...”

MS: “E a giudicare dagli insulti che Nene scrive ci sono riusciti perfettamente a demonizzarti.”

MA: "È difficile e traumatico, il tempo non ha aiutato soprattutto i rapporti con alcuni componenti del gruppo. Qualcuno addirittura si è legato certe cose al dito come un "tradimento" personale, ma dobbiamo rinsaldare il gruppo. Siamo tutti nella stessa barca."

KM: “Hai ragione Arkin. Dobbiamo serrare i ranghi, ritrovare l'unità. Mustafa prendi tempo, non intendo fare colpi di scena teatrali, la mia presenza non deve essere un pugno nello stomaco.”

MA: "L'unico colpo di scena sarà la prima uscita pubblica dell'nTo con i suoi membri storici."

Mehmet indica se stesso e poi Kemal e Mustafa.

MA: "Dopo di quello vedrete che chi c'è dietro tutto ciò uscirà allo scoperto."

KM: “Tu – si rivolge ancora alla signora – hai fatto quello che ti ho chiesto? Hai provato a contattare...”

??: “La partie la plus complexe del brillante piano tocca sempre a me...”

KM: “E dopo troviamo gli Oturk.”

Coban interviene.

CB: “Io sono pronto ad infiltrami nella nuova palestra. Alla fine ho già lavorato per gli Oturk, non si aspettano che io sia qui con voi. Sarei una spia perfetta nella vecchia Baldhaus di Berlino...”

KM: “Potrebbe essere un'idea per scoprire chi c'è dietro. Ma io voglio un contatto diretto con gli Oturk, Mehmet, tu...”

MA: "Impossibile. Alexander ha paura sopratutto di me. Non sarà facile incontrarlo e nemmeno avvicinarlo."

KM: “Uhm... come fare?”

??: “Cherchez la femme...”

KM: “Come?”

??: “Cercate la donna. Il vecchio Oturk ha sempre amato circondarsi di donne. Le donne savent quelque chose de plus... e con le parole giuste certe donne sono plus disposées a coopérer.”

KM: “Quindi dobbiamo trovare un contatto con le segretarie di Oturk ed affini...”

MS: “Se permettere – brillano gli occhi a Mustafa – questo è un lavoro per me. Ho un paio di numeri delle assistenti degli Oturk. Compresa Sila Sahin, lei lavora ancora per Alexander.”

KM: “Fantastico. Grazie per il consiglio, signora...”

??: “De rien. Certo, non lo faccio par altruisme, sarei fuori dal mio ruolo.”

Nel frattempo sul televisore della sala, vengono trasmesse le immagini del quinto anniversario della R-Pro. C'è Red Revolution Raven che fallisce la riconquista del titolo FWF World Heavyweight.

MA: "Ahaha... ma allora è una splendida serata. Grazie Raven per questo piccolo momento di gioia."

Mehmet alza un altro calice di vino e brinda ad uno dei suoi vecchi nemici storici.
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Cross Wizard
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
Berlino, 2 maggio 2017, mattina.

Un ufficio, estremamente essenziale nell'arredamento, ma non per questo freddo ed impersonale. Infatti, appesa ai muri c'è una vasta collezione di fotografie incorniciate con cura. La stanza è la direzione di una palestra, lo scenario che si mostra dalle vetrate è appunto quello di un luogo adibito all'allenamento sportivo, e la presenza di un ring ci fa capire di che genere. Vediamo gente operosa... ma non sono wrestler o aspiranti tali, sono operai di qualche ditta di ristrutturazione.

Siamo nella Baldhaus, o meglio quella che era la sede di Berlino della palestra di Hun Baldone.
Alexander Oturk ha deciso di non rinnovare il contratto di locazione alla scuola, e adesso ha mandato i suoi a “riconquistare” completamente la struttura.
Seduto alla scrivania c'è un uomo, un individuo che sfoggia una striminzita canottiera fucsia fluo, che mette in evidenza un fisico estremamente muscolare e definito. Inoltre indossa un cappello di lana nero con scritto sulla fronte “Geil” (in tedesco: figo), ed un paio di occhialoni da sole. Questo muscoloso tizio (che può accompagnare solo) è agitatissimo, mentre parla al telefono in viva voce inizia a rovistare nei cassetti.

??: “Oh Scheisse!!! Dofe essere!!!”

La voce dal telefono risponde.

??: “Kid, datti una calmata! Che stai combinando!?”

??: “Io controllare in cassetti, Herr Baldone!”

E adesso sappiamo che all'altro capo del cavo c'è “nTo Mega-Power” Hun Baldone.

HB: “Ma cosa? Kid, avanti, devi fare cose più importanti!”

??: “DOFE ESSERE PISTOLA!? Io fare come pro-zio Adolf in suo bunker, piuttosto che fare me prendere da loro, io mi sparare in bocca!!!”

HB: “Chiudi quel buco dentato, Jabroni! Ed apri le orecchie.”

Nel frattempo qualcuno bussa con veemenza alla porta.

??: “ANDARE A FARE IN CULO VOI!!! Herr Baldone essere tutto orecchie per te...”

HB: “Adesso prendi il nostro mini-van, e caricaci dentro tutto quello che sta nell'ufficio, capito kid? Tutto, dalle mie foto allo schedario, e vai via di lì. Sono le uniche cose che mi appartengono... che mi restano.”

??: “Come Herr Baldone? E i macchinari? I pesi und bilancieri?”

HB: “Quelli restano lì, non sono nostri, ma degli Oturk...”

??: “MA IO AFERE SVILUPPATO RAPPORTO SIMBIOTICO CON ESSI!!!”

HB: “Smettila di fare il Cry Baby! Fai quello che ti ho chiesto, porta via le mie cose sul nostro mini-van, e aspetta il mio ritorno a Berlino. Sono stato chiaro?”

??: “Fappene... ma se incontro Alexander Oturk posso abusare di suo buco posteriore?”

HB: “Assolutamente no! Poi passiamo dalla parte del torto... help me God... avanti kid, aiutami.”

??: “Essere duro... ma io dofere farlo... - si appoggia con fare drammatico al muro – dopotutto domani, essere altro giorno!”

Arrivederci Rossella O'hara sotto steroidi.
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
Luogo sconosciuto, 5 maggio 2017, ora sconosciuta.

Conosciamo ormai la stanza, illuminata in modo lieve in una maniera che impedisce di capire di chi la popoli e che ora possa essere. Conosciamo anche il laptot, ormai immancabile, alle prese con una nuova pagina delle sue cronache.

Posted Image

"Sono passati diversi mesi dal primo incontro con il proprietario della federazione tedesca, mesi di poco conto. Abbiamo avuto solo pochi incontri dopo di allora, per non dare nell'occhio. In uno di questi poco meno di un mese fa è avvenuta la consegna dei documenti.
Il piano ora può iniziare a entrare nel vivo, indipendentemente da tutto il resto non avremo più problemi di soldi. Lui ha chiuso la sua federazione, ma grazie a me non avrà più bisogno di nuove entrate per un bel pezzo. Ha ottenuto questi documenti da suo zio, il vecchio turco a quanto pare non se la passa bene, allettato e in condizioni psicofisiche difficili, non ho approfondito sulla sua salute, ma a quanto pare gli eccessi di una vita di eccessi stanno presentando il conto."


Una vibrazione, il cellulare dell'uomo si fa sentire, accetta la chiamata e parla come al solito con Alexander Oturk.

??: "Alexander... Grande presentazione per la tua nuova scuola nella TWP, i miei complimenti.
Gli Stati Uniti sono una miniera d'oro per il wrestling, solo la vecchia guardia così attaccata all'Europa poteva non rendersene conto."

Non possiamo sentire la risposta di Oturk, ma è rapida sarà un ringraziamento.

??: "Sì, ti ho cercato poco fa, non preoccuparti per non aver preso la chiamata, capisco che tu sia indaffarato con il post show, vorranno tutti saperne di più essendoti presentato con degli autentici campioni."

Altra pausa in cui Alexander si starà lamentando delle incombenze giornalistiche o di pubblico nel backstage.

??: "Stavo ricordando un po' di cose succede qualche mese fa, e pensando a tuo zio Ednan, volevo assicurarmi delle sue condizioni. Siamo tranquilli?"

Un solo secondo di attesa per la risposta.

??: "Il dottore sta proseguendo con il suo lavoro come pattuito?"

Ancora un solo attimo.

??: "Molto bene. Continua pure a occupartene tu e divertiti lì negli Stati Uniti."

La chiamata viene interrotta e l'uomo misterioso torna ai suoi pensieri digitali.

"Ci è bastata una fotocopia, ottenuta approfittando dell'infermità del vecchio, al mio uomo dei contratti non serve altro. Qualche giorno di lavoro, quasi tutte le risorse economiche che ci rimanevano e il professionista del settore a cui mi rivolgo per queste cose oggi mi ha consegnato il contratto firmato da Kemal, per la cessione dei diritti dell'nTo.
Lui è disperso chissà dove tra i bordelli asiatici a quanto pare, mentre il nuovo leader del gruppo, a quanto pare ha concordato la sua fiducia ad Alexander in un incontro a Dubai.
La più grande macchina da soldi del wrestling business ora ingrossa le nostre casse, grazie mille Ednan, grazie mille Kemal, grazie mille uomo dei contratti e grazie mille Alexander.
Oggi è il 24 novembre 2016, il Giorno del Ringraziamento."


Il leggero rumore di un sorriso soddisfatto al termine di una rilettura, poi il salvataggio con nome.

"Cronache della rinascita - 2016 11 24 - Il giorno del ringraziamento"
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
Da qualche parte nell'emisfero nord del globo terracqueo chiamato pianeta Terra.
Per la precisione siamo in quella che potrebbe essere una dimora o un ufficio. Quello che la contraddistingue è la presenza sulle pareti di una delle stanze di una lunga serie di cornici con fotografie, poster di eventi, costumi e magliette messi in esposizione, di una libreria e di due bacheche di cristallo con dentro delle cinture, dei trofei e delle maschere adagiate su delle testine. Al centro del muro principale c'è una bandiera con un logo... quello del new Turkish order.

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Sul divano, posto al centro della stanza, c'è un uomo stravaccato intento a mangiare una banana (?!). Qualcuno si rivolge a lui, qualcuno intento a mettere ordine in una libreria.

“Mustafa, cazzo! Quante volte devo dirti che in questa stanza non si mangia?”

Il tizio intento a mangiarsi il frutto risponde scocciato.

“Che palle Kemal, che palle!”

Kemal e Mustafa, adesso sappiamo bene di chi si stratta.

KM: “Non vedo l'ora di impacchettare tutto e portarlo altrove. Ed io sarò l'unico ad avere la chiave.”

MS: “Se continuiamo di questo passo, impacchetteremo tutto per metterlo in vendita in qualche mercatino dell'usato.”

KM: “Spero di no, testa di cazzo. Comunque, devo attendere ancora molto per sapere queste notizie?”

MS: “Un attimo, fammi finire di mangiare. Ho avuto un calo di potassio in questi giorni di intensa attività.”

KM: “Ne parli come se fosse stato sgradevole.”

MS: “Stancante, fratello, stancante. Ho dovuto immolare il mio corpo alla causa. Tutte brave ragazze eh, qualcuna voleva addirittura presentarmi ai genitori. Dove butto questa?”

Mustafa mostra la buccia della banana.

KM: “Mangiati anche quella. Beh, parla.”

MS: “Allora, il vecchio Ednan non se la passa bene.”

KM: “Si è ingozzato troppo con i soldi che ci ruba?”

MS: “Non saprei, comunque lo scorso ottobre ha avuto un malore al ritorno da un viaggio in Israele. C'erano anche le ragazze, il vecchio Baldone, Selim e Ifrit.”

KM: “È mai tornato in Turchia?”

MS: “No. Effettivamente lui ha avuto sul serio paura delle reazioni al golpe fallito, ma adesso credo che abbia altro da temere. Non è una roba da poco. Entra ed esce da alcune costose cliniche.”

KM: “Uhm... quella vecchia carogna di Ednan?”

MS: “Sai quando si è sentito male l'ultima volta? Quando Almasy è venuto a trovarci alla Baldhaus.”

KM: “Almasy? Ah sì, me lo hai raccontato, per la storia della Hall of Fame.”

MS: “Una settimana dopo è tornato nuovamente in clinica. Ed in tutto questo Alexander...”

KM: “Ha iniziato ad occuparsi degli affari di famiglia.”

MS: “Non di tutti, ovviamente.”

KM: “Ma abbastanza per metterci i bastoni tra le ruote.”

MS: “Una cosa è certa, come ti ho detto ad inizio novembre Alexander ha avvicinato Selim a Dubai, mostrandosi disponibile a collaborare con il new Turkish order.”

Come raccontato: qui.

KM: “Il bravo ragazzo ravveduto, pronto ad inginocchiarsi davanti al gruppo che gli aveva calpestato il giocattolino chiamato OBW?”

MS: “Di più non so, da quel momento in poi c'era comunque lui dietro ogni spostamento, dietro ogni contratto dell'nTo. Umile servo.”

KM: “Ed in tutto questo, quando è iniziata a circolare la voce che io avevo ceduto gran parte dei diritti nTo agli Oturk?”

MS: “Ad inizio anno, più o meno. In origine Alexander aveva raccontato a Selim di non sapere dove tu fossi, che era un segreto tra te e lo zio Ednan.”

KM: “Così doveva essere, ma le voci corrono in una famiglia.”

MS: “Un bel giorno ha comunicato a Baldone che Kemal aveva barattato il new Turkish order per qualche informazione ed un gruzzoletto da spendere chissà dove. A proposito, come erano?”

KM: “Chi?”

MS: “Le ragazze.”

KM: “Non ne voglio parlare. Mesi infernali. Ho resistito solo per strappare da lì il piccolo.”

MS: “Solo lui?”

KM: “Sì, solo lui... comunque io scrivevo mail ad Ednan. Lo tenevo informato sulla mia situazione non proprio felice. Gli chiedevo di mantenere riservatezza, di rassicurare i miei cari e non allarmare voi. E poi, di aiutarmi a trasferire denaro lì dove ero. Ho dovuto pagare la libertà delle madre di mio figlio.”

MS: “Brutta storia, fratello. Resti comunque una testa di cazzo. Perché non ci hai chiesto aiuto? Avresti avuto una mano da tutti noi. Io non ti ho ancora perdonato per questo.”

KM: “Perché me ne vergognavo.”

MS: “E di cosa?”

KM: “Cose che sto superando. Comunque, Ednan, dove è? Sei riuscito a saperlo?”

MS: “Sì – tira fuori il cellulare da una tasca – Ma non so come possiamo arrivarci.”

Kemal guarda lo schermo dello smartphone.

KM: “Troveremo un modo. Tipo possiamo portarti lì per farti operare all'uccello.”

MS: “Chirurgia riduttiva?”

KM: “Sì, è quello che tolgono via lo mandiamo in TWP a sostituire Simon Steed.”




Cambio rapido di spazio e di tempo.




Una stanza molto illuminata, accogliente e comoda. Un letto al centro di essa, con su un uomo, mentre un altro si è accomodato su un divanetto lì accanto. Siamo in quella che sembra essere la camera di una costosa clinica, e sul letto c'è una persona molto abbiente: Ednan Oturk. L'altro individuo? Un tizio quasi grottesco nel suo completo bianco, con un paio di baffi alla Ned Flanders, ed una vasta stempiatura, ma soprattutto dal tono di voce fastidioso.

??: “Adnan, Adnan, carissimo!”

EO: “Ednan, sono Ednan, dottor Goodyear.”

??: “Perdonami, avevo un paziente che si chiamava così. Ah, che parcelle! Comunque io sono Peter, basta formalismi!”

Peter Goodyear, conosciamo questo nome? Certo che .

PG: “Allora, dimmi la verità quando ti sei sentito male l'ultima volta?”

EO: “Nei giorni successivi all'incontro con Seifer Almasy... ma credo sia stato un caso.”

PG: “Un caso? Un caso!? Ednan, perdonami, qui non parliamo di caso, ma di reazione psicosomatica!”

EO: “Ma i miei problemi fisici sono dovuti ad altro.”

PG: “Reazione psicosomatica! Sai cosa è un corpo malato? Un corpo che non mente, Ednan! Ha risposto sinceramente a quello che la tua psiche ha subìto, non capisci?”

EO: “No Peter, non capisco.”

PG: “Almasy... conosco quell'uomo, una persona grigia, da evitare per un uomo come te, così dionisiaco. Infatti come dimostrato dal tuo corpo, la tua psiche si è ribellata ed ha mandato un forte segnale.”

Peter e Seifer Almasy si sono incontrati nel dicembre del 2013, in occasione dello show "The F-World #59".

EO: “Ok, Peter, ma io ho degli interessi da curare, questo isolamento dai miei affari non mi fa bene, soprattutto al cervello. Mi sento recluso in questa clinica.”

PG: “Ma i veri reclusi sono quelli che stanno fuori! Schiavi delle nevrosi che non sanno d'avere! Ednan, il tuo problema è che non ti sai godere la vita!”

EO: “Io non mi so godere la vita? - sorride – Peter, mi conosci perfettamente...”

PG: “Sì ma non lo fai nel modo giusto, il tuo lavoro, la schiavitù del denaro. Sai cosa consigliai ad un uomo che aveva paura di perdere il proprio patrimonio? Gli feci attaccare due monete sui tacchi delle scarpe. E sai cosa accade?”

EO: “No...”

PG: “Il tintinnio delle monete durante il cammino placava la sua paura. Non ti rendi conto che sei come quell'uomo? Il tuo corpo ti dice chiaramente che non conduci la vita che vorresti, tu stesso mi hai parlato di affari in sospeso, e questo sarebbe godersi la vita? Questo sarebbe assecondare ciò che il tuo io interiore desidera?”

EO: “Ma io senza il mio lavoro... non avrei mai potuto godermi la vita come voglio! Peter, i soldi non faranno la felicità, ma senza di quelli, non avrei di certo tutto quello che ho... compreso questa onerosa permanenza tra quattro mura.”

PG: “Odnan...”

EO: “Ednan!”

PG: “Non importa! I bramini e i dervisci seguono un ciclo, ogni danza ha un inizio ed una fine. Tu hai danzato, mio caro, hai concluso il tuo ciclo come uomo d'affari, la tua psiche è ormai esaurita ed ha bisogno di nuovi stimoli, soprattutto adesso che il tuo corpo è malato! Hai due nipoti che anche grazie al tuo duro lavoro sono sbocciati...”

EO: “Insomma...”

PG: “Non vederli come bambini per continuare a nutrire il tuo genitore interiore. Lasciali liberi di crescere e di iniziare la stessa danza dell'esistenza da te ballata! Adesso è il loro turno e non sono io che te lo dico, è un messaggio del tuo corpo.”

EO: “Continuo a non capire...”

PG: “L'egoismo ti avvelena, guardati, hai paura di perdere la tua virilità se non eserciti il potere del controllo! Lo scettro in fondo ricorda il fallo – fa un gesto molto eloquente – ma questo timore della castrazione è insensato! Adesso per il tuo bene, devi abbandonare tutto come un monaco buddista per raggiungere il tuo vero io. E il tuo vero io è un Dioniso che vuole correre dietro le ninfette, perdersi nel carnevale di Rio, vivere solo per se stesso, in se stesso!”

Peter si alza dalla poltroncina, come posseduto da uno spirito orgiastico.

PG: “ABBRACCIA IL CAMBIAMENTO!!!”

Ednan è molto perplesso.
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
Brad John Baldone, nato il 4 luglio del 1963. Nella sua trentennale carriera sui ring di wrestling (quelli pieni di “vecchiume”, cit.) ha cambiato spesso nome di battaglia, ma oggi lo conoscono tutti come “nTo Mega-Power” Hun Baldone, ed anche con una serie infinita di nickname e vezzeggiativi.

Fino ad una decina di giorni fa, Baldone aveva una palestra, ufficialmente con due sedi, un luogo dove provava a trasmettere alle giovani generazioni quanto da lui imparato nel corso delle decadi. Fino a circa un mese fa, Hun poteva vantare tra i suoi allievi un giovane wrestler in rampa di lancio definitiva, pronto a conquistare quel titolo FWF World Heavyweight che ormai all'nTo manca da quasi 4 anni.

Lo sguardo di Hun Baldone, seduto ad un chiosco bar, sembra dirci “hello darkness my old friend”, mentre fissa un boccale di birra, appena spillata da una bionda barista dal generoso petto.
Chissà a cosa starà pensando, forse la sua mente sta tornando indietro, più di quanto lo stia per fare il suo corpo. Sono quasi 7 anni, 7 lunghi anni che una goccia di alcol non entra nel corpo di Brad John Baldone.

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Forse le immagini scorreranno nella testa di Baldone come in un film velocizzato.
Anno 2005, Brad viene coinvolto da Jack Leone, un suo vecchio “amico” conosciuto sul ring anni prima, in un progetto chiamato WBFF, una nuova federazione. Brad aveva già problemi con l'alcol da qualche tempo. Salto di 2 anni, è il 2007, Baldone ha un allievo e tag partner, Eddie Evans, gli insegna tutto quello che sa del business, lo spinge a diventare una stella della WBFF. Ma la gratitudine non è una cosa da tutti.

Evans scarica il suo mentore, Baldone si attacca alla bottiglia. Leone e la WBFF scaricano Baldone con una news infamante. Era il 2008.
Nuovo salto nel tempo, un giorno qualunque di inizio 2010, Brad è un uomo distrutto, incapace di trovare uno straccio di lavoro, in grado solo di raccattare qualche spicciolo firmando autografi in fan convention dimenticate da Dio.

Qualcuno chiede un autografo a Brad Baldone, sono tre ragazzi, anche loro sono dei wrestler. Due sono un tag team l'altro si divide tra ring e cinema. Godono già di una certa fama, in Europa, in Giappone e minimamente anche in Nord America.
Le voci rimbombano nella testa di Hun, ricorda ancora quel dialogo.


?: “Mi ricordo di te, quando ero bambino guardavo i tuoi incontri alla televisione satellitare.”

B: “Well, non mi sembrate di qui. Da dove vieni, Brother?”

?: “Siamo turchi, io sono cresciuto in Germania e lui lo è d'adozione. Ma lavoriamo in giro per il mondo.”

B: “Interessante. So, brother, puoi dirmi il tuo nome per la dedica?”

?: “Certo, io sono Kemal, mentre loro sono Mustafa e Mehmet.”

B: “Ok – inizia a scrivere – come dite dalle vostre parti la parola Brother?”

?: “C'è una parola simile nel suono, si dice birader...”

B: “Birader? Suono bene, kidz!”


I mesi scorrono nella testa di Baldone, fotogrammi rapidissimi. Adesso si ritrova in un Paese lontano, in una palestra angusta, con un ring quasi improvvisato. Sta lottando da tempo contro il suo problema con l'alcol, sta lavorando per tornare quel tizio che quel ragazzo turco-tedesco guardava in tv. Ricorda quella ragazzina, 18 anni, lunghi capelli rossi, una donna in un ambiente di tutti uomini. Una tenacia impressionante.


B: “Ehi, Sweetie, per imparare a volare, devi imparare prima a cadere.”

?: “Spero solo di non essermi rotta il naso – esclama la ragazza – altrimenti mio padre non mi fa più venire qui!”

B: “No, se vuoi puoi farlo venire qui il tuo daddy, ci parleremo noi. Non preoccuparti... come hai detto di chiamarti?”

?: “Safiye, mi chiamo Safiye!”


Ancora un salto, dicembre del 2011. Brad adesso è “nTo Mega-Power” Hun Baldone, è tornato in WBFF, e sta urlando ad un pubblico rabbioso quanto il sogno americano lo abbia tradito. Come in un flash, vede le vittorie su Eddie Evans e su Jack Leone, il titolo FWF World Heavyweight conquistato a 48 anni suonati. È un uomo rinato, la sua vita è ricominciata, e nemmeno un infortunio ferma la sua voglia di fare.

Autunno del 2012, un rombante sidecar arriva in un parcheggio. Hun Baldone ha un nuovo lavoro, si trova a Larissa in Grecia, mentore di una federazione chiamata WTF. Il primo allievo è un austriaco, un caso molto ma molto difficile, arriverà poi un ragazzo, il fratello di Mehmet Arkin, un ribelle, ma con tanto potenziale, un certo Selim. Ritrova poi Safiye, la ragazza con i capelli rossi già allenata anni prima. Larissa è una casa per Baldone, quei ragazzi la sua famiglia.

Poi tutto crolla, di colpo, Selim e Safiye si dividono. Mehmet si mette tra di loro, ma anche quella donna lì, quella Eve Sins, quella che sta facendo perdere la testa a tutti. Baldone ha paura, paura di perdere tutto, e scappa, è un traditore dell'nTo.
Viene ritrovato, pestato per ordine di Mehmet, mentre Selim, il suo Selim è ormai incontrollabile.
Altre divisioni, altre violenze interne alla sua famiglia... Baldone potrebbe toccare il fondo, ma invece torna a galla, e decide di tornare alla riscossa. Per Safiye e per riprendersi Selim.

I ricordi recenti corrono anche più veloci. La Baldhaus, una palestra tutta sua, tanti ragazzi da allenare, ma soprattutto una grande famiglia unita. Adesso la mente di Hun è in Messico, sta parlando al suo allievo Selim.


HB: “Kid, in questi mesi ti ho visto crescere come non mai, come uomo, come wrestler. Cogliere i frutti di anni di lavoro. Non è stato facile, ci siamo fatti male. È stato difficile, ho sofferto, ma ho resistito... come un scultore che si dà una martellata mentre realizza il suo capolavoro... Se dovessi scegliere come essere ricordato... vorrei che ci fosse scritto... Hun Baldone, l'uomo che ha avuto l'onore di allenare, quando era ancora una pietra grezza da sfaccettare, il leggendario Selim Arkin.”


Baldone abbraccia Arkin, Baldone adesso stringe tra le mani un referto medico. Un infortunio, provocato intenzionalmente da Yusuf, un altro dei ragazzi che lui ha allenato. Un infortunio che potrebbe concludere una carriera.
Adesso un'altra voce, quella di Alexander Oturk, un odioso figlio di puttana.


AO: “Kemal ha ceduto gran parte dei diritti dell'nTo alla mia famiglia. Hun, adesso voi lavorate per noi.”


E poi una lettera ufficiale: la Baldhaus non ha più una casa.
Uno sguardo alla strada, dove è parcheggiato un minivan. Lì dentro c'è tutto quello che rimane della sua carriera fino ad oggi o quasi. Le mani di Hun sfiorano il boccale, la prima birra dopo 7 sudatissimi anni di astinenza totale.
Hun afferra il manico, e chiude gli occhi.

??: "Cosa direbbe mio fratello nel vederti in questo stato? Non strabuzzare gli occhi e non arrogarti il diritto di zittirmi. Non lo sto citando, sto portando le sue parole alle tue vecchie orecchie."

Una voce. Nella testa di Baldone? No, reale. È reale, Hun apri gli occhi.

??: "Ragazza togli quella media dalle mani del mio vecchio conoscente e fai due Moka Frappuccino Orange. Qualcosa di più "sano", non per me di certo ma di sicuro per il vecchio ragazzo qua."

Hun mette a fuoco chi ha al suo fianco.

HB: “Tu? Damn! Sono già ubriaco o cosa?”

??: "Comunque mi piace questo bar. La barista oltre ad essere gentile ha anche degli argomenti molto importanti per convincere i clienti. Hun dovresti concentrarti su quello che hai davanti e non sui tuoi problemi se l'effetto che ti fa è questo."

Baldone è come un uomo che si è appena destato da un brutto sogno, svegliato con una secchiata d'acqua ghiacciata. Davanti a sé ha Mehmet Arkin, un uomo per il quale ha provato un ventaglio di sentimenti che vanno dal fastidio all'odio.

HB: “Che diavolo ci fai qui? Cos'è questa scenetta?”

MA: "Nessuna scenetta. Sono qua per evitare che tu possa toccare quella birra."

HB: “So... sei venuto qui a goderti la scena? Sei venuto a vedere se sono caduto in basso?”

MA: "Sono qua per motivi più grandi. Ora calmati e ascoltami..."

HB: “Well, Pro-Wrestling Jabrenius ho una brutta notizia per te, io sono ancora Alive and Kicking! Chi ti manda qui? Sei qui per caso? O ti ha mandato qualcuno, tipo il tuo amico Alexander?”

Baldone è sceso dallo sgabello. Mehmet inizia ad assaporare il suo caffè.

HB: “Apri bene le orecchie, birader, se scopro che tu centri qualcosa con quello che stanno facendo all'nTo, o peggio ancora con quello che hanno fatto al mio kid... io... ti spacco quella noce di cocco che hai al posto della testa! RIGHT HERE RIGHT NOW!!!”

E poi il silenzio, o meglio il rumore della strada, degli uccelli che cinguettano, della tazzina posata sul piattino.
Uno scatto, rapido e felino, Mehmet prende Baldone per la maglietta, e lo travolge di parole.

MA: "Ora apri tu le orecchie e inizia a chiederti perché mi sono scomodato proprio io per venire ad evitare che tu faccia la più grossa sciocchezza della tua vita. Sono qua per me, per Kemal, per Mustafa, per Selim, per Coban... per l'nTo. Ora ti calmi e mi ascolti attentamente. Ti spiegherò tutto nel dettaglio. Ti spiegherò perché mi sto facendo portavoce di una famiglia che ha bisogno che tu non faccia cazzate. E se non vuoi calmarti ci penserò io come ai vecchi tempi."
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
Un imprecisato giorno di inizio maggio 2017.
Siamo davanti alla moderna facciata dello Steigenberger Hotel, una grande struttura ricettiva nel cuore di Berlino. Una giovane donna dai capelli rossi entra dal portone e si dirige verso le reception. Possiamo vederla parlare con il concierge.
Dopo i meccanici convenevoli, la ragazza fa un sorriso e si congeda dal banco della reception, per andare verso l'ascensore. Le porte dell'elevatore si aprono, lei entra, la sua mente viene attraversata da numerosi pensieri.

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Il momento è arrivato, qualche minuto, forse meno, e incontrerà la donna il cui nome ha continuato per anni ad aleggiare come una presenza, e che ora sta per farsi concreto. Il cuore le martella nel petto. La corsa dell'ascensore sembra infinita, in quel momento la giovane donna dai capelli rossi rivede il volto della sua tag partner, che le urla contro. Infondo aveva ragione ad urlare a quel mondo, quel giorno era previsto un incontro molto più importante, per decidere cosa fare in merito alla questione nTo. Eppure lei adesso era lì, a pochi passi dalle risposte che cercava da mesi anzi anni. L'ascensore si apre. Il momento è arrivato. Il rumore dei propri passi sembra rimbombarle nelle orecchie. Stanza 215, è lì che quella donna le ha dato appuntamento, la giovane cerca il numero con lo sguardo lungo il corridoio, quando ecco che una porta si apre.

??: “Ti stavo aspettando, Safiye.”

Ecco chi era la ragazza dai capelli rossi, Safiye. Finalmente è arrivata sul luogo dell'appuntamento. La donna che le appare sulla porta è diversa da come la immaginava. Forse gli anni trascorsi dall'ultimo incontro le avevano donato, nei ricordi, un'aura quasi soprannaturale. Invece eccola lì, sempre bella come la ricordava, ma nient'altro che una normale donna. Capelli legati, abbigliamento comodo e occhiali.

??: “Ne veux pas entrer?”

Safiye continua ad osservare la donna senza proferire parola. La mail ricevuta non la aveva preparata a questo incontro. Cosa, infondo, sarebbe stato sufficiente a prepararla? Mentre questi pensieri corrono nella testa di Safiye, meccanicamente entra. La porta si chiude.

??: “Sei... cambiata.”

Nel tono di voce della donna c'è un'inaspettata tenerezza, osserva Safiye con occhi curiosi, ne indaga ogni particolare.

??: “Sei... plus belle que dans mon souvenir...”

La misteriosa donna va verso Safiye e la stringe a sé, in modo quasi prepotente. La Turkish Delight sta per abbandonarsi a quell'abbraccio, come se il tempo non fosse passato, come se non avesse aspettato altro. Poi la sua parte più razionale la spinge ad allontanarsi.

SF: “Mi hai fatta venire qui per questo? Per dirmi che sono cambiata? Per dirmi che sono carina? Non sono venuta a perdere tempo, dimmi cosa vuoi davvero da me.”

??: “Devo parlarti di alcune cose.”

Safiye sgrana gli occhi con espressione interrogativa.

SF: “Parlarmi di alcune cose? ALCUNE COSE? - chiude un attimo gli occhi per riordinare i pensieri, poi riprende a parlare – fammi capire, sei sparita per anni, sei andata via senza alcuna spiegazione, hai alimentato la mia ansia con strane lettere e messaggi, sei apparsa e ricomparsa come un fantasma... io ho passato mesi terribili, la mia vita è stata sconvolta. L'unica notizia che avevo su di te era che eri finita in un infimo bordello.”

La donna la osserva cercando le parole giuste per intervenire.

SF: “Ti prego lasciami finire. Credi di essere su un palcoscenico? Credi che stiamo recitando un atto di qualche tragedia? Io sono una persona reale, e dopo quello che ho passato per colpa tua, non puoi rispuntare dal nulla dicendomi che devi parlarmi di alcune cose, come se ci fossimo salutate l'altro ieri!”

La Turkish Delight è un fiume in piena, il cuore le batte forte, ma la sensazione di liberarsi dal peso di quelle parole covate da anni le dà quasi il capogiro, la fa sentire libera.

SF: “Un bel posto questo – cammina per la stanza guardandosi intorno – siamo all'ultimo piano, anzi siamo nell'attico, deve costare molto una camera come questa. Sei molto diversa da ciò che mi aspettavo, ti immaginavo in un albergo a due stelle, e invece guarda che bel posto raffinato. Deve averti pagata proprio bene.”

??: “C'est pas ce que tu crois.”

La donna mantiene la sua solita compostezza.

SF: “Non fingere, non ti si addice, non hai mai avuto paura di ammettere la tua natura, di cosa ti vergogni adesso? Kemal è sparito per cercarti, e per ottenere informazioni su dove fossi, ha messo noi dell'nTo su un piatto e ci ha venduti al signor Oturk. Immagino che questa vendita abbia fruttato qualcosina anche a te se puoi permetterti questo bellissimo posto, e soprattutto una vita da donna libera.”

Ad un tratto il pathos del momento viene interrotto da una piccola presenza che entra in scena, la donna si volta e va verso il piccolo. Lo prende fra le braccia e gli sussurra qualcosa. Il tempo sembra rallentare.
Safiye osserva la scena come se si trattasse di qualcosa di surreale e le parole le muoiono in gola. Cosa ci fa un bambino in braccio a quella donna? Perché lo accarezza come se fosse suo figlio? Figlio? Impossibile, lo avrebbe saputo... era tutto così confuso.
La donna di fronte a Safiye ne intuisce lo sgomento.

??: “Te lo avevo detto, ho delle cose da spiegarti...”

La Turkish Delight si lascia cadere su una poltrona, osserva la scena e non riesce a formulare un'ipotesi plausibile che possa spiegare la presenza di un bimbo abbracciato a quella donna. Che sia davvero suo figlio?

SF: “D'accordo... - Safiye continua a sentirsi confusa – parla, ti ascolto...”
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Un giorno non precisato di inizio maggio 2017.

Strade, strade di Berlino. Seguiamo i passi di quelli che in un certo senso sono dei... disoccupati. Anzi peggio, degli esuli disoccupati.
Fino a poco tempo fa, questa città era la loro base, visto che ormai la patria tanto amata è ormai lontana. La Baldhaus era per alcuni di loro l'occupazione principale, lavorare al fianco di Hun Baldone per costruire i talenti del futuro del pro-wrestling. Abbastanza strano, anzi ironico, visto che stiamo parlando del new Turkish order, gente che si è sempre vantata di invadere e distruggere federazioni.




Parcheggio di un grande centro commerciale.
Un mini-van color rosso è posteggiato proprio lì. Vicino ad esso ci sono “il lungo, il corto e il pacioccone”, o meglio la loro versione turca e violenta: Ifrit the Giant, Ediz Gul e Ismail. I “figli di un nTo minore” sembrano attendere qualcuno, e nel frattempo scambiano quattro chiacchiere.

IS: “Sono ancora infuriato! Quei maledetti bastardi mascherati.”

EG: “Non dirlo a me Ismail... eravamo ad un passo dalla vittoria, vero Ifrit?”

Ifrit incrocia le braccia.

IS: “Mi hanno attaccato alle spalle nel backstage, conigli. E poi hanno usato un taser.”

EG: “Un campionario di vigliaccate che li qualifica.”

IS: “Ti ripeto, io sono certo che dietro quelle maschere si nascondeva qualcuno che conosciamo.”

EG: “Ho avuto la stessa sensazione, quando dividi il ring con qualcuno riconosci il suo stile.”

IS: “Erano tutti traditori della Baldhaus... e forse c'era anche quel bastardo. Il grande bastardo.”

EG: “Di questo non sono certo. Ifrit tu hai avvertito qualcosa? Hai sentito il puzzo di carogna?”

Ifrit fa un'espressione che è tutto un programma.

IS: “Rivedremo per bene le registrazioni del match con tutti. A proposito... quando arrivano gli altri?”

Ed una voce risponde alla domanda di Ismail, quella di Mustafa.

MS: “Eccovi qua, sentivo puzza di palle bruciate.”

Mustafa giunge alle spalle dei tre compari. Ismail gli porge la mano.

MS: “Posso salutari o rischio di prendere la scossa?”

IS: “Sempre voglia di scherzare...”

MS: “E se sapessi quante risate tra un po' ci faremo tutti, una sorpresa vi attende...”




Interno del centro commerciale.
Una strana coppia passeggia per la galleria dei negozi. Da un lato abbiamo Kemal dall'altro Maximo Chavarro. Il primo sembra avere l'aria di uno che si appresta a lanciarsi in un precipizio, il secondo ha la faccia di un Miguel Bosé in ostaggio all'anonima sarda.

KM: “Darsi l'appuntamento in un centro commerciale... ma sono ritornati dei ragazzini?”

MC: "Che bei ricordi, gli appuntamenti al Burghy in centro, a Città del Messico. Le sfitinzie che aspettavano di essere accalappiate dal gran gallo. Che bei ricordi. Grazie Kemal per avermi fatto rivivere quell'atmosfera ma volevo chiederti... perché cazzo sono stato trascinato fino a Berlino? Non centro nulla io!"

KM: “Quante volte dobbiamo ripetertelo? Vedi questa copertina?”

Kemal mostra un dvd (dalla regia ci dicono un doppio disco): “nTo: The Life and Death of Most Dominant Stable in Wrestling History”.

KM: “C'è anche la tua faccia.”

MC: "In realtà sono mascherato. Il mio bel volto non compare lì sopra, non si vede il mio profilo da fotoromanzo."

KM: “Vedi che in questa accozzaglia di match, senza uno straccio di intervista a noi membri dell'nTo, voluta dagli Oturk, ci sei dentro anche tu. Hai letto il titolo? Ci danno per morti! Credono di averci ucciso, e nel frattempo ci guadagnano più del dovuto. Guadagnano anche sul tuo lavoro, sui tuoi unici successi in carriera.”

MC: "Si ma anche voi mi avete trattato male. Perché ora dovrei stare a dare retta proprio a voi..."

KM: “Ci sono due tuoi match, ed in tutti e due sei perdente. C'è quello dove hai perso la maschera contro Halfmoon II. E poi sai, che nei contenuti speciali... c'è la tua foto... con i capelli rasati a zero.”

MC: "Oturk maricon... menta tu madre, hijo de puta, vete a la chingada, malparido, HUEVON... culero y cornudo... CHINGATE OTURK CHINGATE!"

Kemal si gode la furia “caliente” di Maximo.

KM: “Come vedi siamo sulla stessa barca, caro messicano. Quindi datti una calmata. E poi, a dirti la verità, se le cose dovessero andare male con gli altri, conto di scagliarti addosso a loro per coprirmi la fuga.”

MC: "Ma che cazz..."

Ed ecco spuntare da dietro un angolo come un sole di tracotanza... la faccia di cazzo di Mehmet Arkin.

KM: “Ecco Mehmet – picchietta Maximo – mi stavo divertendo con il nostro amico Chavarro.”

MA: "Stavate ascoltando i Pet Shop Boys? Comunque Kemal ho una sorpresina per te..."

Neanche il tempo di finire il discorso di Mehmet, che da dietro l'angolo giunge una nuova voce...

??: “Oh My God! Quindi è tutto vero!!!”

Occhi che strabuzzano, sgabelli lignei che si crepano dallo stupore. Ecco che avanza, Hun Baldone!
Uno sguardo incredulo al cospetto di Kemal.

KM: “Hun...”

HB: “Sono senza parole... birader... senza parole, per la prima volta nella mia vita!”




Lontani dal centro commerciale, circa una mezz'ora prima. Siamo fuori da un hotel, lo Steigenberger Hotel nel cuore di Berlino.
Sul marciapiede c'è una ragazza dai lunghi capelli rossi, e il termine più adatto per descriverla è: frastornata.
Safiye ha gli occhi rossi di chi ha pianto a dirotto, e lo sguardo perso di chi è stravolto nel profondo dell'animo. La Turkish Delight è reduce da un incontro, un incontro atteso per circa 900 giorni o 2 anni e mezzo che dir si voglia. Sembra che abbia visto un fantasma, ma un fantasma non era, anzi, era fin troppo reale. Tangibile come il dolore patito, come la gioia recondita che la confusione ottunde.

??: “Safiye, Safiye... eccoti ti ho trovata!”

Una voce maschile solca l'aria, buca la bolla di pensieri che isolava la rossa dal resto del mondo. Qualcuno che parla in turco.

??: “Ciao Safiye, ti ricordi di me?”

Safiye scuote la testa.

??: “Sono Coban, abbiamo passato tanti mesi insieme a Larissa con Baldone, Berenike e quell'austriaco... Dio mio, spero non sia in giro.”

Coban si guarda attorno, Safiye ancora non sa che dire.

??: “Coban... non ricordi? nTo Oldwacker? Ero con voi contro gli Arkin, contro Oldwacker King e i suoi... ehi, cosa c'è? Ti senti poco bene?”

SF: “Tranquillo, solo un lieve capogiro – lo guarda con aria incuriosita – sì, adesso mi ricordo di te. Ma...”

CB: “So che hai un appuntamento, sono venuto qui per accompagnarti. Vedi, ho già chiamato il taxi. Ma sei sicura di stare bene?”

SF: “Ti ho detto che sto bene, ma non capisco come tu faccia a sapere del mio appuntamento. Soprattutto come sei venuto qui? Non eri a Istanbul?”

La Turkish Delight è confusa.

CB: “Sì ero lì. Siete andati tutti via quasi senza dirmi nulla.”

SF: “Beh... - si porta una mano alla testa – beh non hai torto, è che è successo tutto così in fretta. Cioè, mi dispiace. Cielo, sta capitando tutto oggi!”

CB: “Sta per succedere una cosa molto importante, quindi se vuoi seguirmi.”

Coban indica il taxi.




Si ritorna all'esterno del centro commerciale. Siamo nuovamente con Mustafa, Ismail, Ifrit ed Ediz.

IS: “Mustafa, avanti, spiegaci cosa sta per succedere.”

MS: “Tempo al tempo, oggi sarà una giornata importante per tutti noi.”

EG: “Ma è una buona o una cattiva notizia?”

MS: “Quello dipenderà da voi. Io sinceramente ci sono già passato ed è stato abbastanza difficile.”

Ma ecco che qualcuno si aggiunge al gruppo, una figura che non passa di certo inosservata, in positivo o negativo dipende dai gusti: Nene Hatun.

NH: “Allora ragazzi, ci siamo.”

MS: “Ciao. E safiye, non doveva essere con te?”

NH: “Non avete idea di dove sia andata quella cretina! Non lo immaginereste mai!”

la Hatun è visibilmente nervosa.

MS: “Io lo so.”

NH: “E quindi? - sgrana gli occhi – non dici nulla? Ti sembra una cosa normale? E soprattutto, come cazzo fai a saperlo?”

IS: “Un attimo, un attimo! Ma che cosa sta succedendo? Tutti questi misteri, come se la situazione che stiamo vivendo non fosse già abbastanza assurda.”

MS: “A chi lo dite... comunque tenetevi pronti, anche tu cara Nene, perché tra un po' toccherà anche a te e a tutti gli altri strabuzzare gli occhi.”

NH: “Direi che può bastare con i preamboli, no? Siamo venuti qui per stare fermi davanti a questo posto?”

EG: “Ragazzi – indica la strada – guardate, è arrivata Safiye. E chi è quel tizio che sta con lei?”




Interno di un taxi, qualche minuto prima. Safiye è seduta al fianco di Coban. Il suo volto è un puzzle indefinito di emozioni contrastanti. Siamo nel bel mezzo di una discussione.

SF: “... non hai idea di come mi sia sentita! Lei mi supplicava di crederle, mi ha raccontato una storia assurda su quel bambino, sostiene che sia figlio suo e di Kemal. Ma ci pensi? E in più ha aggiunto che Kemal non ha venduto l'nTo agli Oturk. Insomma, c'è qualcosa sotto ne sono sicura, quella donna che mi racconta storie inverosimili, tu che compari a Berlino e mi aspetti con un taxi sapendo dove io debba andare, è tutto troppo strano. Ma tu credi che davvero quel figlio sia il loro?”

CB: “Ehm... non saprei. Veramente... comunque è stato Mustafa a dirmi del vostro incontro.”

SF: “E tu cosa centri con l'nTo? Kemal ti mandò via con un pugno...”

CB: “Le persone cambiano, Safiye, anche io sono cambiato in questi anni. Comunque Alexander Oturk è una persona cattiva, io lo conosco, quindi non bisogna mai fidarsi di ciò che dice.”

SF: “Per quanto Alexander sia una pessima persona, non scordare che se ha comprato l'nTo è perché qualcuno che conosci bene glielo ha venduto. Oturk è un uomo d'affari, ha solo colto l'occasione che Kemal gli ha offerto su un piatto d'argento.”

CB: “Non riesco a credere che tu sia così lapidaria nei confronti di certe persone,”

SF: “Hai detto che le persone cambiano. Beh anche io sono cambiata.”




Fuori dal centro commerciale. Safiye avanza verso i compagni che le vanno incontro, mentre Coban la segue.

MS: “Ed ecco finalmente la luce dei nostri occhi.”

SF: “Ciao ragazzi, grazie del complimento ma devo dire che sono un po' frastornata per apprezzarlo, ci sono un po' di cose che dovreste spiegarmi.”

Safiye cerca quasi riparo tra le braccia di Ifrit.

NH: “Ah eccoti! Come è andato il tuo appuntamento con il passato?”

SF: “Non mi sembra il caso di parlarne adesso.”

NH: “Sono incazzata, lo sai bene.”

IS: “Un attimo, ma chi è lui?”

CB: “Ciao ragazzi sono Coban.”

Silenzio generale.

CB: “Coban! - indica il proprio volto – non vi ricordate di me?”

MS: “Ovvio che non ricordano.”

Come già successo... un nuovo protagonista entra in scena: Hun Baldone.
Big Daddy Baldy ha un'espressione tra il preoccupato e lo scioccato. Anche lui come Safiye sembra aver ricevuto un treno di emozioni dritto nelle gengive.

HB: “Well... kidz, vdo che siete tutti qui – passa in rassegna il gruppo con lo sguardo – ci sei anche tu Coban.”

CB: “Qualcuno che si ricorda di me!”

HB: “Kidz, sinceramente non so cosa dire adesso, vi chiedo solamente di restare tutti calmi e mostrare tutta la maturità possibile.”

EG: “Ma si può sapere cosa sta accadendo?”

NH: “Sì ha ragione, state arrivando alla spicciolata e ci state tenendo col fiato sospeso, ma è uno scherzo? Dove volete arrivare?”

HB: “Promettetemi di non fare scenate, soprattutto in pubblico, promettetemelo.”

Il gruppo annuisce all'unisono.

HB: “Tu – si rivolge a Mustafa – avresti dovuto informarmi...”

MS: “Mi sono trovato in mezzo per caso!”

HB: “Bene, andiamo. Safiye, vieni qui a stringere la mano al tuo vecchio.”

Baldone prende in consegna Safiye da Ifrit e tutto il gruppo entra nel centro commerciale.




Interno del centro commerciale, la galleria è piena di gente. Il nostro gruppo però dà nettamente nell'occhio. Il new Turkish order cammina compatto, parlottando fra di loro. Baldone sembra appoggiarsi a Safiye e allo stesso modo Safiye sembra poggiarsi a lui. Mustafa cammina di lato, rifiutandosi di dare ulteriori spiegazioni ad una nervosa Nene Hatun. Ismail ed Ediz parlano con Coban ma anche lui con evidente difficoltà prova a fare la sfinge. La tensione è palpabile.

Il drappello avanza quando ad un tratto Baldone si ferma; non sembra essere un luogo particolare, ci sono solo panchine e andirivieni di gente.
Lo sguardo di Hun e di Mustafa si poggia proprio su uno di questi sedili, gli altri ancora non si sono resi conto del perché si siano fermati lì.
Seduto su quella panchina c'è un uomo di spalle, scorgiamo la sua lunga barba, poco distanti da lui ecco altri due uomini, poggiati ad un pilastro, e sono questi ultimi due ad accorgersi dell'arrivo dell'nTo.

Un cenno all'uomo seduto. L'uomo sembra trattenere il fiato per lunghi istanti prima di alzarsi e voltarsi. Si gira offrendo il volto allo sguardo di Baldone, Safiye, Nene, Mustafa, Ismail, Ifrit, Ediz e Coban...

??: “Buonasera ragazzi. Era da tanto tempo che volevo vedervi tutti insieme.”

L'effetto che fa quella apparizione è lo stesso del suono delle unghie che strisciano sulla lavagna: stridente e improvviso.

NH: “Cazzo...”

La Hatun non riesce a proferire altre parole, il suo sguardo è scioccato. Safiye sgrana gli occhi e si porta le mani alla bocca, per soffocare un grido di stupore. Gli uomini del gruppo restano a bocca aperta. Baldone chiude gli occhi mentre Mustafa e Coban sembrano più impegnati a scrutare le reazioni dei compagni.

Finalmente qualcuno chiama per nome l'uomo della panchina.

SF: “Kemal! Tu... qui... - gli va incontro quasi dimenticando il sospetto di tradimento che nutre nei suoi confronti – stai bene? Sono stata così...”

La Turkish Delight viene fermata per un braccio dalla Hatun.

NH: “Ma dove vai? Vuoi pure abbracciarlo? Ti sei già scordata di quello che ci ha fatto?”

Safiye torna indietro e affianca Nene.

KM: “Abbiamo tante cose da dirci – i due uomini del pilastro si avvicinano a lui, sono ovviamente Mehmet Arkin e un riluttante Maximo Chavarro – spero voi vogliate ascoltarmi, ed io ascolterò voi. È arrivato il momento di riportare nelle nostre vite... l'ordine.”
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Luogo sconosciuto, 22 maggio 2017, ora sconosciuta.

La stanza è la solita, perennemente in penombra, ad illuminarla oggi è la televisione accesa più che il laptop da lavoro.
Sullo schermo le immagini sono di incontri di wrestling, i protagonisti volti ben noti, membri del new Turkish order. Nell'angolo la scritta “nTo: The Life and Death of Most Dominant Stable in Wrestling History”, l'uomo misterioso sta guardando il DVD con la storia del gruppo turco che da ormai da mesi e mesi sta sfruttando. Divertito apre il laptop da lavoro e lo appoggia sulle gambe per poi iniziare a leggere un'altra pagina delle sue cronache.

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"Così abbiamo preso il controllo sui diritti su ogni apparizione sui ring e presenza televisiva del New Turkish Order e ci siamo assicurati che la benedizione durasse in eterno. Per farlo bisognava battere il ferro finché era caldo, finché il business internazionale fosse stato disposto a pagare per i turchi bisognava darglieli e assicurarsi che fossero vittoriosi.
Vittoriosi, ma lontani. Non dovevano ritrovarsi ogni sera a gioire dei propri successi, non dovevano allenarsi insieme e condividere i pasti e la vita di tutti i giorni. Bisognava mettere quanti più chilometri tra loro, separarli, rendere l'uno marginale agli occhi dell'altro, non più una presenza costante e fondamentale, ma semplici conoscenti e colleghi che non si vedono più quanto prima."


Un rumore fa sussultare l'uomo che si affretta a chiudere per metà il portatile, poi arriva una seconda raffica di vento a far sbattere le persiane contro i vetri e tranquillizzato riprende la lettura.

"E così mandammo il nuovo astro Selim tra gli arabi più ricchi del mondo a Dubai. Gli sceicchi erano disposti a pagarlo profumatamente per comparire ai loro eventi e cifre fuori da ogni logica per metterlo su un ring per spettacoli privati in incontri contro lottatori locali lontano dagli occhi dei sudditi. Tutti vinti, talento, ma anche avversari ben selezionati per non oscurare l'uomo che offriva lo spettacolo con una vittoria contro i pronostici.
Il braccio destro e amico più fedele di Kemal, Mustafa, fuori dal mondo del wrestling, di ritorno nelle MMA, una seconda gioventù nella gabbia in una serie di incontri in Giappone con molti successi e nessun avversario di valore. Anche a costo di rinunciare a ingaggi importanti il suo nome doveva rimanere al vertice e immacolato senza subire sconfitte umilianti per avidità. Due vittorie di un imbattuto fruttano più di un incontro per un titolo perso.
A mantenere alto il nome dell'nTo in Europa e nel mondo del wrestling non più gli assi della Turchia, ma le loro donne. Dominanti in coppia, in trio e in singolo, fino al capolavoro della porta bandiera, che si aggiudica il premio più alto mai visto per una competizione di wrestling femminile.
Oggi è il 14/02/2017 Safiye ha sconfitto Franziska D. James ed è la vincitrice del quarto Empress of Europe Tournament."


File, salva con nome.

Cronache della rinascita - 2017 02 14 - Imperatrice del nuovo impero
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Il ritornello è sempre lo stesso. Da qualche parte nell'emisfero nord del globo terracqueo chiamato pianeta Terra.
Per la precisione siamo in quella che potrebbe essere una dimora o un ufficio. Quello che la contraddistingue è la presenza sulle pareti di una delle stanze di una lunga serie di cornici con fotografie, poster di eventi, costumi e magliette messi in esposizione... la libreria e le bacheche sono però state spostate per fare spazio. Undici persone sono stipate in questo glorificato scantinato, dove al centro del muro principale c'è una bandiera con un logo... quello del new Turkish order.

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Tensione palpabile. L'aria è elettrica. Qualcuno è seduto su una poltrona, proprio sotto il vessillo della stable. Lui è Kemal, un uomo che fino a poche ore fa, per molti dei presenti era sparito nel nulla, inghiottito chissà dove alla ricerca di un fantasma. Peggio, per alcuni di loro era un traditore, uno che ha venduto il lavoro degli altri per ottenere qualcosa. L'uomo che ha venduto il new Turkish order alla famiglia Oturk, condannando i suoi compagni ad un esilio, non tanto fisico dalla Turchia, quanto ideologico e filosofico. L'nTo messo in catene, l'nTo costretto a produrre ricavi con il minimo sforzo, l'nTo come un semplice marchio da far fruttare il più possibile.

Nella testa di Kemal c'è la confusione più totale. Nell'ultimo anno è successo di tutto, un turbine di situazioni che prima di averle vissute in prima persona avrebbe ritenuto assurde. Ufficialmente per il mondo là fuori lui è in vacanza dall'aprile del 2016, dopo l'ultima edizione di “WRESTLEMPIRE”. Un lungo anno sabbatico, anzi, per molti una pensione anticipata. Ma di rilassante in tutto ciò che ha vissuto in questi 13 mesi c'è stato veramente poco. Kemal guarda i volti dei suoi compagni di tante avventure, spera di scorgere in essi un qualcosa, un segnale, vuole tentare di capire se sarà creduto o meno.

Dall'altra parte c'è un divano, qualcuno è seduto, qualcuno preferisce rimanere in piedi.
Hun Baldone si è accomodato al centro, alla sua destra c'è Safiye, capo chino tra le mani, alla sinistra c'è Ismail affiancato da Ediz Gul. Dietro a braccia conserte c'è il gigantesco Ifrit, al suo fianco Nene Hatun.
Nella “terra di nessuno” tra Kemal e il resto dell'nTo ferito ci sono, a partire dalla parete sinistra: Mehmet Arkin e Maximo Chavarro appoggiati al muro, Mustafa al centro della stanza, ed infine Coban che si è seduto per terra.

Il viaggio dal centro commerciale alla base nTo deve essere stato tremendo. Saranno volate parole pesanti, alternate a silenzi imbarazzanti, ma era solo un preludio, il preludio alla resa dei conti finale. Mustafa sta già parlando, il suo dito indica a turno sia Kemal che il resto del gruppo.

MS: “Per quanto mi riguarda, io mi considero super partes. Ci sono cose oggettive che mi spingono a credere alle parole di Kemal, questo per quanto riguarda la storia degli Oturk. Quindi se vi interessa saperlo, lui non ci ha venduti a nessuno. Però mi sento accomunato a voi per quanto riguarda l'incazzatura personale verso Kemal. Ti sei dimenticato di noi, quando avevi bisogno, questo significa che non ti fidi di noi, con questo gesto ti sei allontanato da me e dagli altri come uomo. Ribadisco la mia neutralità, accompagnata dalla mia voglia di picchiare Alexander Oturk e il suo fratello scemo. Ho concluso.”

Mustafa si dirige verso il divano e si accomoda al fianco di Safiye. Attimi di silenzio.
Sembra che adesso sia il turno di un altro, ed infatti dopo qualche tentennamento Ismail prende la parola.

IS: “Io sono innanzitutto confuso, un po' come lo sono gli altri. Il new Turkish order per me è tutto, per questo – indica attorno – ho dato tutto. Sì magari io non ho vinto come voi, non sono mai stato un grande wrestler... ma mi sono impegnato in ogni cosa, anche solo a guidare l'auto o prenotare gli alberghi. Io ho fatto di tutto per tenere questo gruppo unito... anche cose terribili contro gli stessi membri.”

Ismail china il capo.

IS: “Sono 10 mesi che sono lontano da casa, dalla donna che volevo sposare. Tutti noi avevamo deciso di andare via per paura del golpe fallito... doveva essere una cosa temporanea, giusto il tempo di far calmare le acque... ed invece? Siamo ancora lontani da casa. Kemal... se ci tenevi a noi, se sei tornato sul serio per il nostro bene, allora perché hai permesso tutto questo? Perché ci hai abbandonati? Perché dovremmo crederti?”

Kemal ascolta portandosi una mano al mento. Nessuna emozione evidente.
Ismail cede la parola ad Ediz, che una volta tanto non ci sembra così pavido.

EG: “Io voglio dire solo poche parole. È difficile credere a certi scenari. Sì i documenti, ma non puoi negare che Selim non ti fosse diciamo... simpatico. Quindi chi ci assicura che di questo presunto complotto anche tu non faccia parte? Poi cioè sei tornato con lui – indica Mehmet – lui un anno fa voleva distruggerci tutti. Lui un anno fa ha alzato la mano contro il suo stesso fratello. Lui è un traditore, potresti esserlo anche tu Kemal. Ho concluso.”

Kemal guarda male Ediz. Adesso a prendere la parola è Safiye.

SF: “Kemal... - Safiye non riesce a sostenere lo sguardo dell'uomo – mi dispiace di non averti creduto. Quelle carte ti scagionano completamente, ma non avrei dovuto aver bisogno di quelle, avrei dovuto crederti sin dall'inizio. Invece ho pensato che tu fossi un traditore, che non te ne importasse nulla del new Turkish order e di me, è bastata una pulce all'orecchio e ho subito creduto a tutto. Questo perché quando sei andato via ho perso la fiducia in te, non ho mai smesso di volerti bene, non ti ho mai odiato, semplicemente ho smesso di stimarti. Ecco perché mi è stato così facile credere alle calunnie sul tuo conto. Il tuo addio improvviso mi ha gettata nello sconforto, mi ha cambiata Kemal, e io non so se in meglio o in peggio... ma adesso non siamo qui per parlare di me... ma di te. D'accordo non hai venduto l'nTo, su questo ti credo a differenza degli altri, ma quello che ti è accaduto non spiega come mai tu non ti sia fatto sentire, non spiega perché tu non abbia chiesto aiuto a noi. Come vedi la sfiducia è stata reciproca. E poi non comprendo la presenza di Mehmet, se non ricordo male si è macchiato di diversi tradimenti e sotterfugi, perché ora l'hai portato a questa riunione?”

Baldone quasi accarezza Safiye prima di dire la sua.

HB: “Well Kidz and Birader. Che storia, difficile ragionare a mente lucida, ma voglio provarci. Prima di tutto, birader Kemal sono contento di rivederti, siamo stati tutti in pena per te. Sapere che sei qui, non può che farmi piacere. Non so cosa ti abbia spinto a comportarti in una certa maniera, ma sono d'accordo con birader Mustafa e Sweety Safiye, hai sbagliato.”

Baldy si accarezza i baffoni.

HB: “Quando abbiamo deciso di andare via dalla Turchia tu non c'eri, lo abbiamo deciso tutti insieme. Io ero il primo ad essere intimorito dalla situazione, sono ancora un cittadino statunitense, e qualcuno puntò il dito contro il mio vecchio Paese. Il prolungamento del nostro esilio volontario è arrivato dopo, ed erano gli Oturk a consigliarlo, anzi ad imporlo. Ednan dopo il viaggio in Israele ha iniziato a non stare bene, ma è stato lui a dirmi che tu, chissà da dove, avevi ceduto la maggioranza dei diritti di immagine nTo alla famiglia Oturk. La cosa mi colpito, anche Ednan sembrava sorpreso, ma sinceramente conosco a cosa si può arrivare quando si tocca il fondo.”

Il volto del Pure Turkish Steel è serio e concentrato.

HB: “Chi sono io per giudicarti, birader Kemal? Dico, nel caso tu avessi fatto sul serio quello che si dice... io ho toccato il fondo per molto meno. Dovrei capirti, ok birader, dovrei perdonare l'uomo, ma il leader dell'nTo? Quello no, birader, non potrei perdonarlo. Come non potrei perdonare l'amico, il birader, sarebbe troppo. Adesso potrai dirmi che anche io ho lavorato con gli Oturk, ma io ho fatto di tutto senza dimenticare che avevo un debito d'onore con il new Turkish order. Ci ho provato, e adesso mi sento ingannato. Ho perso la mia scuola, ho perso i miei ragazzi, ho visto il mio Sely Kidz dover rinunciare al suo sogno. Sono ferito, ferito birader, ma pronto a combattere. Ma per chi? Per l'nTo ovviamente, e non per chi lo ha venduto. Io non muoverei un mio Pyton per riconquistare il giocattolo venduto da un uomo, che per quanto confuso, ha buttato nelle braccia del nemico il nostro destino. So, birader, voglio essere sincero. Lo hai fatto sì o no? Oltre ad essere un uomo come gli altri, sei ancora il mio birader? Sei ancora il ragazzo che mi ha tirato fuori dal fango della mia vita? E con questo ho detto anche io la mia, kidz.”

Kemal fa un cenno con la testa.
Coban, dalla sua rustica seduta sul pavimento vuole contribuire alla discussione.

CB: “Io posso davvero dire poco su quanto accaduto in questi anni. Io ero al fianco di Baldone e Safiye in Grecia, io ho lottato nel match contro Mehmet e gli altri. Il gruppo si è riunito dopo quello scontro, mentre io sono stato cacciato in malo modo. Ed ogni volta che ho provato a rientrare nell'nTo sono stato ricacciato via, anche quando vi ho consegnato Alexander. Però Hun è stato sempre buono con me, mi ha voluto nella Baldhaus di Istanbul. Quando siete andati via, i ragazzi chiedevano di voi, ed io non sapevo cosa rispondere. Ho passato mesi difficili... però le ultime settimane sono felice di averle passate al fianco di Kemal. Non lo conosco bene come voi alla fine, ma per me è una persona sincera.”

La Hatun dice la sua.

NH: “Vi aspettate anche una mia dichiarazione immagino... - si siede accanto a Safiye ma tiene la testa bassa – ...a Kemal non è importato di noi, quindi adesso non mi importa di lui. È venuto qui per dimostrare la sua innocenza – continua ad usare la terza persona – adesso l'ha fatto, le carte parlano per lui, ma ora che altro vuole? La domanda che mi pongo sopra ogni altra non è tanto perché se ne sia andato, quanto perché sia tornato.”

Lo sguardo di Kemal si poggia sul muro occupato da Maximo e Mehmet.
Arkin fa un sorriso e si prepara a dire la sua, ma...

"Scusatemi ma mi sento di dire la mia."

Chavarro facendo un passo avanti brucia sul tempo il Pro-Wrestling Genius.

MC: "Sono stato abbandonato da solo nella mia sfida contro Halfmoon II a Larissa. Poi sono stato menato più volte senza motivo, picchiato, insultato, preso in giro, RAPATO A ZERO e per quale motivo? Perché non stavo più ai vostri giochi. Io voglio rispetto! Chiedo solo questo. Posso aiutarvi ma desidero essere trattato come voi anche se sono messicano. Voglio che mi sia riconosciuto quanto fatto per l'nTo in passato e voglio che le mie scelte vengano rispettate. Datemi questo e sarò dei vostri."

Mehmet osserva Maximo. Il maggiore degli Arkin allunga il braccio, afferra la spalla di Chavarro e lo riporta al suo posto.

MA: "Mi dispiace che mio fratello Selim non possa essere presente qua oggi per dire la sua. Detto questo lo informerò di questa nostra chiacchierata."

Il Pro-Wrestling Genius osserva i presenti.

MA: "Non mi nascondo, non faccio passi indietro, sono qua per ascoltarvi come Kemal vi sta ascoltando. Mi prendo la mia parte di responsabilità per quanto successo negli ultimi anni. Ma non rinnego quanto fatto. Nessun tradimento, la mia era una visione differente da quella di Kemal che in quel periodo aveva iniziato a frequentare abitualmente le palestre di Larissa. Ma ho pagato per gli errori, ho mosso battaglia per sopraelevare chi ha lo stesso mio sangue e spesso mi sono messo in cattiva luce per difenderlo. Ma è questo che si fa per i fratelli, ed è questo che ho fatto anche per voi in passato. Sono la superstar, il volto da stampare sui cartelloni, abbiamo fatto da apri pista ma ho sempre lavorato con Kemal per il bene del nTo... cosa che tutti noi ci siamo dimenticati di fare. Ed è li che sta la nostra colpa. Ognuno ha badato ai propri problemi senza parlare con gli altri... e per esempio ci siamo dimenticati che nel lontano 2013 il nostro obiettivo era di eliminare per sempre la WFS."

Mehmet fa una pausa. Più per necessità che per motivi scenici.

MA: "Se gli Oturk sono arrivati dove sono è perché abbiamo continuato a dividerci, a pensare ai nostri problemi ed abbiamo abbassato la guardia. A questo punto, mi dispiace per voi, siamo tutti nella stessa barca. Sì avete sentito bene, nella stessa barca del cattivo Kemal che si è dimenticato di voi e del traditore Mehmet Arkin. Ma è obbligatorio combattere per quello che abbiamo conquistato. Dopo di quello, ognuno di noi sarà libero di andare per la sua strada."

Mehmet indica Kemal

MA: "Lo chiamate traditore... ma voi che fate? Baldone, Safiye... e tutti voi avete il coraggio di dubitare di colui che un tempo ha deciso di farsi rompere una gamba accettando una punizione. Dubitate di colui che avrebbe potuto distruggere l'nTo intero ed invece ha fatto di tutto per tenerlo unito? Siete seri? Io sarò anche lo stronzo della famiglia... ma voi, comportandovi così, non siete da meno."

Il silenzio piomba nella stanza. Tutti hanno parlato (tranne Ifrit che non parla mai). Resta solamente lui, il grande accusato.
Kemal si appoggia allo schienale della poltrona, guarda negli occhi i suoi interlocutori prima di prendere la parola.

KM: “Ho ascoltato attentamente, ogni vostra singola parola. Non capitava da anni credo, è stato sia piacevole che no. Voglio essere sincero con voi. I documenti parlano chiaro, anzi, cantano tutta la verità di questo mondo. Io non ho venduto nulla a nessuno. Il mio desiderio, dopo anni di guerre sia esterne che interne, era di sistemare la situazione per tutti noi. Ednan Oturk sembrava essere una persona affidabile, ma evidentemente sono stato ingannato. Ingannato come tutti voi. Yusuf e Alexander hanno ingannato Selim, hanno ingannato anche te Baldone, e a cascata tutti noi siamo caduti in una spirale senza fine.”

Pausa per riordinare le idee.

KM: “Siamo tutti nella stessa barca, volenti o nolenti. In una situazione creata da noi, e che solo noi possiamo sbrogliare. Qualcuno di voi non mi crede, bene, perché allora sarei dovuto tornare qui, tra di voi, al vostro fianco? Anche tuo Ediz, o tuo Ismail, perché avrei dovuto farlo? Non avrebbe senso. Sto per imbarcarmi in una battaglia contro un nemico ignoto, che si nasconde forse dietro gli Oturk, ed ho scelto voi come miei compagni.”

Indica i presenti.

KM: “Voi che mi avete anche mentito ad oltranza, voltato le spalle, ordito a mia insaputa. Mi dispiace avervi mentito, l'essere sparito per tutto questo tempo, ma come vi spiegherò è stata una lunga storia. Ma oltre questo, mettiamo sui piatti i miei peccati con i vostri... da che parte pende la bilancia? Credete che le vostre colpe siano meno pesanti delle mie? Bene, allora, potete anche uscire da questa stanza, concludere definitivamente il lavoro di Alexander o di chi per lui. Dividere il new Turkish order fino a dissolverlo totalmente, qui, in uno scantinato tedesco, senza nemmeno le luci della ribalta. Spegnerci come la luce di una candela consumata. Volete questo?”

Silenzio interrogativo.

KM: “O preferite combattere, dentro e fuori dal ring, per rivendicare ciò che è nostro, ciò che è storia del business? Abbiamo un Paese martoriato da onorare ancora di più nelle difficoltà, dei cari che ci aspettano da mesi, un impero da rinsaldare. Non vi sto chiedendo di perdonarmi, vi sto chiedendo di fare pace con voi stessi prima che tra di noi, vi sto chiedendo di porre fine a questo esilio. Vi sto chiedendo di essere ancora una volta il new Turkish order, la stable più dominante della storia del pro-wrestling. Vi sto chiedendo di essere un'armata invincibile... e per quanto strana, bizzarra e disfunzionale... una famiglia unita. Avanti, ditemi la vostra risposta.”

Kemal chiude gli occhi.
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Luogo sconosciuto, 26 maggio 2017, ora sconosciuta.

Il caldo si fa sentire anche nella stanza solitamente buia e oggi l’uomo misterioso ha rinunciato al favore delle tenebre lasciando spazio alla luce che entra da una finestra spalancata.
Al di fuori si possono sentire uccelli cinguettare e il rumore del vento tra le foglie, segno che il luogo da cui il cospiratore rilegge le sue cronache è all’aperto, probabilmente in un giardino o un parco.
Nonostante la bella giornata estiva però la sagoma dell’uomo fa capolino al tavolo da lavoro, resa indistinguibile dalla luce del sole.
Si può solo capire che prima di sedersi toglie dalle spalle un asciugamano e lo butta via per poi concentrarsi sulla sua opera.

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“Difendere un impero internazionale è un’impresa ardua, lo è doppiamente se è un impero usurpato.
Non ci si può riposare, anche se tutto sembra andare per il meglio e bisogna restare vigili su ogni novità che potrebbe alterare gli equilibri. Ognuna, in tutto il mondo raggiunto dall’Impero e in cui il business potrebbe attirare le pedine fondamentali sulla scacchiera.”


L’afa si fa sentire e l’uomo beve da una bottiglietta sul tavolo prendendosi una breve pausa.

“La novità di pochi giorni fa è la premiazione da parte della WTF di Eve Sins che sarà introdotta per prima nella Hall of Fame della federazione, una situazione pericolosa.
Lei ha guidato i suoi Troopers, i Dev Adam e il resto dell’nTo alla conquista dell’Europa e a quanto pare molti di loro la omaggeranno per l’occasione con la loro presenza in Grecia.
Una riunione che potrebbe mandare a rotoli mesi di lavoro per tenerli separati, soprattutto se presenzieranno anche lei e Kemal, ormai disperso. Le voci lo danno per morto alla ricerca di Eve Sins, ma se l’avesse trovata? Se tornasse e ritrovando i vecchi alleati muovesse per rivendicare quanto gli appartiene?
A tutti gli altri sono state tenute le tasche piene, rispettando i loro accordi con il vecchio Oturk, ma Kemal… lui ha perso praticamente tutto.”


Vibra il telefono, ormai lo sappiamo, è praticamente una linea privata con Alexander Oturk.

??: “Finalmente ti fai risentire, si può sapere dove sei finito?”

Silenzio, mentre Oturk parla dalla parte opposta.

??: “Da cosa ti staresti nascondendo? Non fare l’idiota. Non sarai in qualche altro armadietto.”

Risposta non troppo lunga.

??: “Quindi questa volta ti hanno solo picchiato, fai passi avanti. Chi è stato? Ancora Mustafa o…”

Risposta brevissima, solo il nome.

??: “Maeda…. Quindi un esterno all’nTo che hai fatto incazzare con la storia della Baldhaus. Credi dovremo preoccuparci di loro?”

Si sente il suono delle urla di Alexander.

??: “Ho capito, ho capito, ma mi sembri un po’ troppo allarmato. Hai un esercito ora, esci allo scoperto e combatti quel fallito.”

Il “Noooooo” all’altro capo è talmente alto da sentirsi senza vivavoce e costringe l’uomo mascherato a spostare il telefono dall’orecchio.

??: “Almeno dimmi dove ti stai nascondendo, manderò qualcuno a recuperarti e a portarti in un posto sicuro.”



L’uomo misterioso lancia il telefono furibondo.

??: “Quell’idiota ha messo giù! Rovinerà tutto, lui e la sua paranoia, bisognava internare lui e non suo zio!!!”

Regolarizzando il respiro, cerca di calmarsi e torna a sedersi, come se rileggere come si è arrivati a questo punto potesse tranquillizzarlo, grazie alla perfezione del piano.

”È così che cerchiamo di allontanarli ancora di più, ma nessun angolo del mondo è abbastanza sperduto al giorno d'oggi, con satellitari e aerei, occorre separarli in maniera più definitiva… dentro e fuori dal business.
Se anche Kemal dovesse tornare, l’ideale sarebbe non fargli trovare nessuno. Baldone in pensione, le Amazonlar ormai emancipate e libere dalla sua autorità, Mustafa ormai nelle MMA, a parte gli inutili comprimari… resta solo Selim. Il più difficile da convincere e il più pericoloso per quel che rappresenta oggi nell’nTo.
Fortunatamente oggi, Alexander ha dato la soluzione. Oggi è il 31 marzo e la soluzione si chiama Yusuf.”


Ripensando alla crisi di Alexander e rivedendo la sua lucidità di pochi mesi prima, l’uomo misterioso rifila un pugno al tavolo, poi salva il file con nome.

Cronache della rinascita – 2017 03 31 - Una soluzione chiamata Yusuf
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Siamo in una delle innumerevoli stanza d'albergo che abbiamo visitato in questo ultimo periodo.
Safiye è seduta sul letto, gambe incrociate, cuffie nelle orecchie, impegnata nel vivo di quella che sembra essere una chiamata vocale.

SF: “... e ancora una volta le vampire di Lilith hanno interferito durante un mio match, sta diventando frustrante! Vorrei poter lottare un incontro pulito dove vinca davvero chi è la migliore, non chi riesce a macchinare la scorrettezza più subdola. Io e Nene abbiamo perso l'Amazon Twins per colpa di questa infinita serie di scaramucce. Tra l'altro non sai che scompiglio ha portato l'idea di quelle maledette vampire di rinchiudere le Kurofune in quello sgabuzzino!”

La Turkish Delight parla velocemente, nel tipico modo frettoloso in cui si esprime chi è agitato. Il suo tono è alterato.

SF: “Inoltre si è creata grande tensione tra Nene e le altre, le considera delle buone a nulla e sai come è fatta Nene, quando si arrabbia lei...”

Una voce femminile dall'altra parte dello smartphone la interrompe.

??: “Calmati ma pétite Délice Turque. Cerchiamo di restare lucide e ragionare... a mio parere si cela qualcuno di plus dangereux dietro quel gesto. Qualcuno infinitamente più furbo di Lilith. Non lasciarti ingannare dalla ridiculise di quanto accaduto, per quanto sembri uno scherzo da école primaire.”

Il tono della donna è pacato.

SF: “Spiegati meglio, credi che anche le vampire siano coinvolte nel complotto contro l'nTo?”

??: “Il peut etre...”

Safiye corruga la fronte per rimettere ordine tra i ricordi dei giorni precedenti, poi riprende a parlare.

SF: “Quando abbiamo lanciato la nostra controffensiva alle vampire, Emily ci ha urlato che lei e le altre non c'entravano nulla con quel brutto scherzo. In quel momento ho pensato che mentisse solo per non essere pestata ancora da Nene...”

??: “Forse era sincera, almeno una volta nella sua vita. Forse il mandante è stato l'un des Oturk. Réfléchissez. Colpire te significa colpire anche l'nTo, sanno che renderti haineux, rabbiosa e confusa potrebbe te brisér.”

SF: “In altre parole sostieni che qualcuno degli Oturk voglia rendermi vulnerabile, e sa che questo costituirebbe un'ulteriore passo verso la caduta del new Turkish order. Potrebbe essere così! Ma se fosse vero, non posso certo restare a guardare!”

??: “Oh, je voudraiz te caresser come un tempo, per poter placare le tue ansie...”

Il tono è carezzevole e velato di malizia.

??: “Ma devi fidarti, adesso vous ne pouvez pas réagir. Non ancora.”

Safiye annuisce (anche se è al telefono).

??: “Le spectacle doit continuer. Dovete bluffare, fingere che l'nTo sia ancora diviso. Ricordi le nostre parties d'échecs? Bisogna sorprendere l'avversario e calcolare chaque movement.”

SF: “Se l'intento degli Oturk è quello di farmi cedere, allora stanno per riuscirci. Questa storia, i sotterfugi, le riunioni segrete, i complotti, mi stanno provando.”

??: “Car tu nous as éprouvés, ô Dieu! Tu nous as fait passer au creuset comme l'argent.”

SF: “Cosa?”

??: “Ihihihih.... Dio prova i giusti, come il crogiolo prova le monete d'oro.”

SF: “Ascolta, questi sono stati giorni confusi e ce ne aspettano altri, sono accadute così tante cose e così in fretta...”

??: “Pazienta mon diamant d'innocence. Non fermarti, continua a raccontarmi cosa senti.”

SF: “Il punto è che non so quello che sento, non so come va... non so dirlo, è come se il mondo girasse troppo velocemente. Anche io e te, il nostro ritrovarci, e poi tutte le novità che hai... portato...”

Il tono della Turkish Delight è lievemente imbarazzato.

SF: “Ma quel che so per certo è che sono felice che l'nTo sia di nuovo finalmente un unico corpo, adesso so che nulla riuscirà a fermare l'offensiva della stable. Ci riprenderemo ciò che è nostro, e la faremo pagare cara a chi ha osato cercare di distruggerci! Sarà una vendetta lenta e calcolata, proprio come hai detto tu, simile a una partita a scacchi!”
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
Qualche settimana fa. Esterno, prime ore della mattinata.
Un'insegna campeggia: “TürkWA Kolezyum”.
Un poster in una bacheca ci racconta: “Baldhaus Istanbul”.
Un foglio A4 attaccato dietro il vetro della porta d'ingresso ci informa: “Chiuso fino a data da destinarsi”.

Tre uomini e mezzo, anzi, considerando la stazza possiamo dire anche un quarto, stazionano nei pressi dell'ingresso.

??: “Bentornato a casa Hun...”

??: “Non mi aspettavo di certo un comitato di benvenuto, birader...”

??: “Chissà se viene mai qualcuno a darci un'occhiata.”

A parlare sono stati in ordine: Mustafa, Hun Baldone e Kemal. Sono loro i tre uomini che in una mattinata di maggio decidono di fare visita a quella che era la Baldhaus di Istanbul. E il “quarto d'uomo” chi sarebbe? Semplice, quel piccolo bambino figlio di Kemal e di una donna, dall'incipiente francofonia, che però non ci sembra di conoscere.

KM: “Bene, che facciamo adesso?”

MS: “Semplice, spacchiamo una finestra ed entriamo dentro.”

KM: “Sei serio?”

MS: “Non si capisce dal mio volto?”

MS: “No.”

HB: “Wait birader, sarebbe anche bello farlo, ma lasciamo perdere. Io rimetterò piede qui dentro entrando dalla porta principale, con tanto di chiavi, ed una bella lettere di scuse da parte degli Oturk.”

KM: “Mi sembra anche giusto.”

MS: “Ah sto cazzo, quanto siete poco pratici.”

HB: “Birader Mustafa, non essere troppo sboccato quando siamo con Pure Steel Boy!”

Baldone tira su il piccoletto, che immediatamente scoppia a ridere.

HB: “Ma quanto pesa questo piccolo colosso? Dieci chilogrammi di muscoli!!!”

I Dev Adam si incamminano, seguiti da Hun che porta a spasso il piccoletto sulle spalle.

KM: “State mantenendo tutti il basso profilo che vi ho chiesto?”

HB: “Yes!”

MS: “Io sì, credo anche gli altri.”

KM: “Meno diamo nell'occhio, meglio è. La recita deve continuare, gli Oturk o chi per loro devono continuare a dormire sogni tranquilli.”

HB: “Abbiamo recepito l'ordine, l'importante alla fine per gli altri è stato ritrovare i propri cari.”

MS: “Eh, a proposito, quando hai intenzione di presentare alla zia il pupo?”

KM: “Quando avrò tempo.”

MS: “Ma quella ti vuole fare a pezzi solo perché sei sparito, almeno puoi ispirarle pietà con il bambino.”

KM: “Adesso voglio pensare ad altro, al grande colpo di scena.”

HB: “Quindi sul serio intendi andare a fare guai da Simon Jabreed?”

KM: “Abbiamo la fortuna di avere i nostri nemici concentrati in una sola pozzanghera fangosa. E poi non so voi, ma a me infastidire Steed... diamine, mi fa sempre piacere.”

MS: “Ah sì certo, quel pezzo di me...”

HB: “Birader, c'è il boy!”

MS: “Ah... quel monello dispettoso di Simon Steed.”

KM: “Devono capire che con noi non si potrà mai trattare solo di avvocati e carte bollate.”

MS: “Ma soprattutto di calcetti nel sederino e buffetti sulle guancine. Ho detto bene tata Baldone?”

HB: “Steel Boy – si rivolge al bambino – se il Misericordioso ha deciso di farti incontrare il sottoscritto Big Daddy Baldy, è proprio per evitarti di subire troppo l'influenza di questi ragazzacci.”

Il gruppetto avanza per le strada.

MS: “Ma un posto dove allenarci? Qui si parla da settimane, ma zero pratica.”

KM: “Troveremo un posto, stai tranquillo.”

HB: “La vecchia palestra birader?”

KM: “La Dev Adam Gym... abbattuta Baldone, come tante cose ad Istanbul.”

MS: “Che ci hanno costruito sopra? Uno Starbucks o un Apple Store?”

KM: “Quando saremo tornati nel business faranno la gara per ospitarci, nel frattempo chiediamo a Nene.”

MS: “Ah sì, qualche scantinato popolato da topi e fanatici del fitness estremo. Piuttosto non vedo l'ora di andare da Steed.”




Cambio rapido di spazio e di tempo.




Meno di un ora dopo la fine di TWP #73 "Anarchy Day".

Un mini-van, preso a noleggio, sfreccia dolcemente per le strade di Philadelphia.
Al volante c'è Ismail, uno che sembra conoscere le strade di tutto il mondo, al suo fianco ci sono Kemal e vicino al finestrino Mustafa. Dietro ci sono Ediz, Coban e colui che ha partecipato mascherato al raid, Maximo Chavarro. Ancora più dietro, steso perché vuole stare comodo, Mehmet Arkin semi-appisolato, con una gaudente faccia di cazzo.

CB: “Che emozione, che emozione! Ragazzi, grazie, grazie per questo momento!”

Esclama Coban in preda all'entusiasmo.

EG: “E non ci si abituata, fidati, non ci si abituata assolutamente!”

Kemal piega la testa verso il sedile posteriore.

KM: “Desperado – si rivolge chiaramente a Maximo – grazie ai pass del tuo vecchio Mirlo stasera è stato facile entrare in scena. Grazie.”

Maximo riceve un ringraziamento... non sa che dire dall'emozione.

KM: “Il gusto delle cose semplici Ismail.”

IS: “Sì guidare con voi, per strade che non conosco verso l'aeroporto.”

MS: “Dopo una serata a base di minacce, vandalismo e violenza verbale...”

KM: “Insulti verso Steed e Raven...”

IS: “Potevamo malmenare qualcuno però...”

KM: “Per quello c'è sempre tempo.”

IS: “O rubare un titolo...”

MS: “Scherzi? I titoli della TWP non valgono un cazzo.”

Risatone generali.

CB: “Ho dei messaggi, dei messaggi vocali da Hun...”

KM: “Ancora sveglio il vecchio? Ma in Turchia è notte fonda...”

CB: “Ed anche dalle ragazze...”

MS: “Sentiamo il Baldy.”

Coban preme lo schermo e parte l'audio di Baldone.

HB: “WOOOOW! Birader, F-A-N-T-A-S-T-I-C!!! In tv è sembrato fichissimo, figuriamoci dal vivo. Non so dove sia adesso Oturk, ma anche qui dall'altra parte dell'oceano posso sentire la puzza di chi se le è fatta nei calzoni dallo spavento! Birader, sapete cosa sento anche? L'energia degli nTo-Maniacs che scorre selvaggia per tutto il globo. GREAT!!! WHATCHA GONNA DO WHEN NTO RUNNING WILD ON YOU!?”

MS: “Ma questo alle 4 di notte sta ancora così gasato? Mi spaventa.”

IS: “Hun, che Dio lo benedica!”

KM: “Sentiamo Safiye e Nene...”

SF: “Non sono solita approvare questo tipo di ingressi diciamo violenti. Ma questa volta è stato liberatorio, è stato come scrollarsi di dosso tutte le umiliazioni, è stato quasi come assistere ad una resurrezione! Forse esagero con i termini ma, ragazzi, difficilmente capiterà alla storia del pro-wrestling di assistere ad un ritorno così … wow!”

NH: “D'accordo Safiye smettila di blaterare e dormiamo, che tutte queste emozioni mi hanno cotta... ma stai ancora registrando?”

Sorriso di compiacimento di Kemal.

KM: “Ismail portaci a casa... dobbiamo riposarci perché grandi cose ci attendono!”
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Luogo imprecisato.
Alexander Oturk ha una pessima cera. Il suo stile, quasi sempre impeccabile, ha lasciato spazio ad un look da nevrotico latitante, spaventato da una minaccia che non sembrava doversi nemmeno proporre.

AO: “Basta, io non resisto più. Io vado da zio Ednan.”

Alexander prende una sigaretta, ed una seconda voce tuona.

??: “Che cosa vuoi fare? Zio Ednan!?”

Si tratta di suo fratello minore, Yusuf.

AO: “Questo gioco è andato troppo oltre...”

YO: “E tu ti sei bevuto il cervello – si avvicina alla scrivania del fratello – ormai siamo in ballo, dobbiamo ballare fino alla fine. E poi zio Ednan... come credi che possa reagire?”

AO: “Salvandoci il culo a tutti e due!”

YO: “Datti una calmata, cazzo! - Yusuf strappa la sigaretta dalla mano di Alexander – Smettila di fumare questa merda. E ragiona, ragiona Alexander. Non sei tu il fratellone intelligente? E guardati adesso...”

AO: “Sei tu quello che non capisce ora, Yusuf...”

YO: “No, sei tu quello che sta perdendo il contatto con la realtà. Ti sei spaventato per quel pugno di Maeda, e non ci hai portato a Philadelphia.”

AO: “E PER QUESTO DOVRESTI RINGRAZIARMI!!! Hai visto che è successo, l'nTo, il fottuto nTo tutto insieme, sbucato chissà da dove, e adesso vuole me... e sicuramente anche te!”

YO: “Io non ho paura di loro!”

AO: “E ne dovresti avere invece.”

YO: “Non dirmi cosa devo o non devo fare. Ho passato una vita a sentirmi dire come comportarmi, da te, da zio Ednan... e da Selim. Ed hai visto che fine ha fatto il giovane Arkin? Io ho decapitato l'nTo del suo futuro, quello che hai visto in TWP è solo il rantolo di una bestia che muore. Mehmet e Kemal insieme... dopo tutto quello che è successo. È assurdo! Non sono uniti da nulla, solo dalla voglia di prendersi i nostri soldi!”

AO: “I loro soldi...”

YO: “Abbiamo ancora il coltello dalla parte del manico, è ancora la nostra parola contro la loro, ed i nostri avvocati sono o non sono i migliori?”

AO: “Gli avvocati di zio Ednan...”

YO: “E comunque calmati, hanno chiesto a Steed di organizzare un incontro pubblico...”

AO: “Hanno chiesto la mia testa su di un piatto d'argento!”

YO: “Non capisci? Quelli vogliono farti ammettere in pubblico che li hai truffati! Vogliono solo questo...”

AO: “Solo!? SOLO QUESTO!?”

YO: “Non comprendi che Steed non farà mai una cosa del genere? Lui odia l'nTo così come un sacco di gente in TWP. Scoppierà un conflitto e alla fine quasi si dimenticheranno di noi!”

AO: “Ottimista, Yusuf.”

YO: “Io ho senso pratico, tu se preferisci puoi restare qui a fartela nei calzoni. Io ho una scuola da mandare avanti, visto che quell'incompetente di Tommy Kent non è in grado di fare nulla.”

Yusuf abbandona la stanza senza dire altro.




Cambio rapido di spazio e di tempo.




Luogo imprecisato.
Kemal ha un'ottima cera. Il suo look trasandato degli ultimi mesi, ha lasciato spazio al suo classico stile da elegante “villian”, contento di essere ritornato ad essere una minaccia che qualcuno pensava non potesse riproporsi.

KM: “Continua a cercare di contattarmi. Dovrei rispondere a tuo padre...”

Kemal guarda lo smartphone, ed una seconda voce risponde serafica.

??: “Bien, credi sia un argomento che mi riguardi?”

Una donna, e facciamo finta di non conoscerla.

KM: “Come? Non ti è chiaro? Se mi sta chiamando è per sapere di te. Sa perfettamente che se sono sparito dalla circolazione per oltre un anno era per cercarti...”

??: “Nuisible. Devi proprio dare una risposta a ce allemand? Inventa qualcosa, pour travail de fixion. Non voglio che lui sappia dove sono adesso, chiaro?”

Il tono della signora si altera.

KM: “Non è facile eh.”

??: “Allez, sei bravo a mentire, je te connais. Raccontagli pure che sono morta, comme ma mére... a proposito, il ne savez pas ça. Sarà felicissimo... in un solo colpa le uniche ombre della sua intonsa vita supprimées par la Dame Noire.”

KM: “Quello che dici è tremendo. Ora so che significa essere... padre, ed immaginare l'idea che un figlio possa sparire nel nulla, Dio solo sa che dolore si possa provare.”

??: “Essere padre... Ihihihihi! Mon pauvre fils in nome tuo quante scuse quest'uomo est en train d'inventer! Souviens-toi, lui è mio, nella vita non ho altro che mon choux d'amour. Ho perso tutto: une maison, une famille, non ho più nulla, Je suis un fantôme. Sono costretta ad essere tua prigioniera!”

KM: “Mia prigioniera? Hai bevuto di nuovo donna? Eri una schiava, sprofondata nello sterco, io ti ho salvata!”

??: “Hai salvato me... o lui? Ou plutôt hai salvato la tua coscienza? E adesso cosa ho? Una chambre d'hôtel pagata da te o dai tuoi amici? Quei pochi che mi guardano con il disprezzo con cui si guarda a une pute.”

KM: “Non credo ti interessi il loro parere, tu sei fuori da questa storia.”

??: “Quando conviene a te. Au besoin invece mi hai mandato au front. Vedi Safiye... mi ignora! Tu te rends compte! Mi ignora!!! A cosa mi hai condannata tu, ad essere ignorée!”

KM: “Stai... anzi non stai ragionando. Comunque basta, non c'è bisogno che io dica di te. Io incontrerò tuo padre, è necessario che io parli con lui per una questione personale.”

??: “Azzardati a parlare de mon bebe e io...”

KM: “Non dirlo nemmeno. Donna, chiudi quella bocca da vipera!”

Attimo di silenzio.

KM: “Questioni di affari, la mia speranza è di avere un faccia a faccia con Ednan. Tutto qui.”

Kemal si volta verso la porta.

KM: “Quando tutto questo sarà finito per il meglio... ognuno per la sua strada, signora. E se proprio vuoi saperlo, anche io avrei preferito non ritrovarti più e vivere di ricordi. A dopo.”

??: “Je detéste ces chose! Non sono affatto eleganti le scenate. Avanti Kemal, in questi mesi abbiamo imparato a nos supportér, continuiamo a tollerarci.”

Senza voltarsi Kemal si congeda.

KM: “É la nostra natura, di rana e di scorpione. Siamo già stati abbastanza bravi a non affogare.”
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