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| Ordine Esule | |
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| Topic Started: Jul 20 2016, 19:21 (1,164 Views) | |
| Cross Wizard | Jun 25 2017, 16:51 Post #31 |
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
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La stanza è quella che ormai conosciamo bene, seppur non si vedano aggiornamenti da tempo. L’uomo misterioso in affari con gli Oturk, non è seduto al suo laptop stavolta, ma in piedi, la forte luce che passa dalle finestre impedisce di vederlo in volto o di capirne appieno le forme del corpo. Quel che si vede però, è che ha un telefono in mano e dopo qualche secondo lo porta all’orecchio. ![]() ??: “Oturk, sono io.” Attimo di silenzio, per la risposta, che possiamo solo immaginare. ??: “Chiamo te perché tuo fratello è irreperibile. Gli è bastato subire un assalto per sciogliersi completamente, cosa credeva che nessuno avrebbe fatto domande né obiezioni? Dove si trova?” Risposta breve. ??: “So che non vuole che si sappia, ma ho bisogno di saperlo e poi siamo dalla stessa parte, ora più che mai con il ritorno di Kemal e del new turkish order.” Ancora spazio per una risposta. ??: “E va bene. Stammi a sentire attentamente allora Yusuf. Voglio che tu prenda il posto di tuo fratello.” Solo un attimo di tregua. ??: “Non voglio sentire scuse. Ednan è ricoverato, Alexander è fuori di testa, l’Oturk più alto in grado sei tu ora, abbraccia il tuo destino e prendi il posto di tuo fratello.” Attende la risposta di Yusuf stavolta. ??: “Non mi interessa se vuoi lottare. Abbiamo bisogno di almeno un Oturk sano di mente al comando e se non ne hai altri da presentarmi, tocca a te. Discorso chiuso!” Perentorio, senza dare tempo di rispondere, stacca il braccio dall’orecchio, giusto il tempo di comporre un altro numero probabilmente, perché rialza subito il braccio per parlare nuovamente. ??: “Sono io.” Saluto velocissimo dalla parte opposta. ??: “Sono deluso. Ti ho detto chiaramente di aprire gli occhi ora che è tornato il nTo e invece ti sei fatto fregare e hai perso i titoli.” Stavolta c'è spazio per qualche spiegazione. ??: “So che non ricapiterà, ma devi cambiare la strategia. Il tuo piano con i finti sosia è vulnerabile, ora è il momento di passare alle maniere forti.” Spazio di risposta che probabilmente contempla solo una parola. ??: “Si, lui. È per questo che vi ho avvicinato tempo fa, riscuoti il suo debito nei suoi confronti e riprendetevi immediatamente quelle cinture.” Ancora una risposta. ??: “Non pensare al tuo vecchio partner. Me ne occupo io. Se Kemal metterà le mani su Oturk sarà la fine, quindi la nuova scuola tedesca deve restare unita, rinforzala e portala al trionfo. Questo è il tuo nuovo compito.” Come sempre non attende la risposta, ma si limita ad appoggiare il telefono sul suo tavolo da lavoro, per poi avvicinarsi alla luce fino a sparire. |
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| Cross Wizard | Jul 7 2017, 09:41 Post #32 |
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
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Temporalmente dopo la trasmissione europea di TWP "76" In qualche posto nel Vecchio Continente, una festa è finita. Un party al quale forse ha partecipato anche Mustafa... ma non c'erano donnine allegre. Si sarà annoiato. Il festeggiato è lì, seduto a terra, e sta giocando con dei palloncini colorati e dei coriandoli rimasti sul pavimento. Su un tavolo alle sue spalle un pila di piattini e forchette usa e getta, e quel che resta di una torta di compleanno, con tanto di candelina a forma di numero. Quale cifra? Il “2”. Si tratta del post-festa di un “bienne”. ![]() Seduto sul divano poco distante c'è un uomo, intento a guardare la televisione. La trasmissione è l'episodio #76 della TWP, le immagini del ring e le voci dei commentatori ci parlano di un match tra Mads De Vos & Xenos Sommer e due atleti di bassa statura, Kemalicito & Mustafacito. Il match di ritorno dei Dev Adam in realtà è stata una farsa, e i due NDW si sono ritrovati contro due nani, agguerriti e degni di rispetto, ma comunque non erano Kemal & Mustafa. La cosa però sembra divertire molto lo spettatore che, camicia sbottonata, ride di gusto di quella che è stata una sua trovata. Lui è appunto Kemal, lui ha deciso di rispondere così alla sfida di De Vos & Sommer. Le sue risate, compiaciute, sono interrotte da una voce femminile. ??: “Non è una cosa che mi riguarda sia chiaro...” Una donna accarezza la testa del bambino e si dirige verso Kemal. ??: “Ma credo di avere una certa autorità in fatto di gusto e quell'idea che trovi tèllment amusante non ne ha per nulla, le triomphe du mauvais goût. Non che io abbia qualcosa contro i minis, amo il foloklore e trovo pittoresche le lotte tra mini esrtellas, ma questa volta era del tutto horse-contexte. Se questo è il modo in cui l'nTo cerca di ritrovare credibilità...” La donna si accomoda all'altro capo del sedile, e il suo sguardo si posa su una bottiglia con relativo calice. KM: “Perdonami, ma detto da una donna che amava circondarsi di gente vestita in latex, mascherata da cyborg, quantomeno mi fa sorridere.” Il tono è sarcastico, ma non offensivo. ??: “Eri uno di quelli, se non ricordo male. Le premiere. Ma è diverso, dietro l'idea del cyborg dell'alienazione di un serviteur per la sua maitress, ci vedo forza, eleganza e un peu d'erotisme. Cerchi di paragonare questo alla trovata di due mini estrellas?” La donna si versa un calice. KM: “In quell'occasione, almeno per me, bisognava rendere pan per focaccia a Rex McZax, camuffarmi come nessuno si potesse aspettare. Oggi si è trattato di ripagare con la stessa moneta una persona ridicola per natura come Simon Steed. Ti ricordi, Stuntman Simon Steed a Manchester? Mi sembrava molto interessato a te...” ??: “Solo a pensarci sento ancora sulla pianta del mio piede il suo viscidume. De toute façon se credi di aver chiuso i conti mandando in scena quel intermède maladroit ...” KM: “Certo che non è finita qui, deve capire che sono io a comandare. Io voglio Alexander Oturk, lui deve consegnarmelo. Non ho nulla contro lui, o contro quella baracconata della NDW. Poi se loro hanno deciso di prenderla sul personale, beh sanno bene cosa gli aspetta. Non sai che Kent, quell'inutile idiota, ha distrutto la motocicletta di Hun? Pagherà, e gli Oturk pagheranno anche per quello.” ??: “Scaramouches et motos volées, se vi fossilizzate su questo io sto solo perdendo tempo con voi. Lo sai quello che voglio, voglio ce qui m'est dû. C'è solo una cosa che conta nella mia vita adesso e non deve mancargli rien. Ma se deve durer ça trop longtemps tra nani e motociclette... rischio anche di essere scoperta, les murs ont des oreilles ici.” Secondo calice in arrivo per la signora. KM: “Sì, ok... ma è rimasto un altro pezzo di torta?” Kemal guarda verso il tavolo. ??: “Sei imbolsito, devi recuperare la tua forma anche pour prendre c'est qui m'est du come ho detto, non mi servi obeso.” KM: “Non mi sembra il giorno adatto per farmi questo tipo di osservazioni, avanti, non dirmi che la festa non ti è piaciuta.” La signora misteriosa guarda verso il festeggiato e il suo volto si riempie di tenerezza. ??: “Beh non è stato male, tout ce que je sais, c'est que a lui è piaciuta.” KM: “Sempre meglio di quella dell'anno scorso... anche se c'era più gente, sai le tue ragazze, i clienti nelle stanze. Tutti inconsapevoli invitati.” Il tono è sarcastico e pungente, a sorpresa però, forse è l'effetto dei calici o forse la sintonia di due persone costrette comunque a stare una accanto all'altra, la donna risponde con una risata. ??: “Ihihihi, touché. Questa è bella lo ammetto!” KM: “Comunque posso dire di non essermi perso neanche un compleanno – guarda il bambino – sono già il padre dell'anno vero?” ??: “Oh no ti prego, e io che già volevo récompenser en vous... ihihihi – sì, le bollicine stanno facendo effetto – non dirmi che non sei andato a lottare da Steed per essere qui oggi? Ti prego sarebbe così... coincé. ” KM: “Ti voglio lasciare il beneficio del dubbio.” Kemal si alza dal divano, la donna guarda il bicchiere mezzo vuoto (o mezzo pieno per gli ottimisti). KM: “Comunque – l'espressione cambia – se sono qui, il motivo lo sai...” ??: “Il motivo è lui, non sono io- indica il piccolo – e je ne te blâme pas. Ascolta ti ricordi la storia della rana e dello scorpione, era uno dei miei cheval de battialle – butta giù l'ennesimo sorso – ecco noi siamo così, non riusciremo mai a stare insieme senza ucciderci a vicenda, une histoire d'amour avec toi - altra sorsata – Ihihihihi assurdo! L'alcool mi rende sincera. Pardonne moi. Mi piace ogni tanto trovarti dans mon lit ma, mon dieu, non potremmo mai essere una... coppia.” Risata al suono di quell'ultima parola e poi ancora un calice. ??: “Pensa quando si scoprirà che non è come credono, che non c'è stato un lieto fine, e siamo les connards habitués .” KM: “Siamo ancora i soliti due stronzi... ma veramente la questione è un'altra. È un mese che ritardo un certo incontro...” Nonostante sia brilla, la signora poggia il bicchiere. ??: “No! Jamais! Nessun incontro!” Si alza dalla seduta, e rapida raggiunge il bambino per stringerlo a sé. ??: “No! - la donna è ferina - lui non avrà mai attorno gente de ce genre – avvicina il suo viso a quello dell'infante - vero mon choux d'amour? Tu sarai sempre protetto da maman, costruirò un mond parfait pour toi, non permetterò a nessuno di separarci, jùsqu'à la mort.” KM: “Calmati, quante volte ti ho detto di non delirare, queste parole fanno male alla stima che posso nutrire nei tuoi confronti.” ??: “Je m'en foute, io e lui – stringe ancor più forte il bambino – l'unica cosa che qui a du sens dans ca vie, l'unica cosa davvero mia, io decido per lui, io non voglio che conosca quel allemand connard e non lo conoscerà!” Kemal alza il tono della voce. KM: “Calmati! Calmati calmati e calmati, quando fai così sai che si spaventa.” Il piccolo effettivamente sgattaiola via dalle braccia della madre per rifugiarsi dietro il padre. KM: “Adesso fai un bel respiro ed apri bene le orecchie. Io non intendo fare nulla che vada contro la tua volontà, ma prova a capire, quell'uomo è oltre un mese che tenta di contattarmi, lui sa perfettamente perché sono sparito per oltre un anno. La storiella dell'anno sabbatico è buona per l'opinione pubblica e anche per i nostri nemici, ma lui sa perfettamente il vero perché.” ??: “Non mi piace perdere il controllo, lo trovo vulgaire, ma tu gâches ce jour de fete, meriteresti che me ne andassi e non te lo facessi vedere più. Un enfat è soprattutto della madre ricorda, è la madre che lo porta in grembo, lui è mio, mio! Mais tu ne comprends pas? Quel connard alleman ha soldi, potere, tutto, me lo porterà via, spesso la notte accade che je reve de pas trouver il mio bambino, se accadesse à cause de toi potrei... potrei anche ucciderti!” Kemal afferra la donna per le braccia e la scuote per riportarla alla lucidità. KM: “Quando hai smesso di essere materiale da psichiatra ascoltami! Nessuno te lo toglierà e allo stesso modo tu non devi toglierlo a me, io non mi vergogno di quello che abbiamo fatto, non mi vergogno di lui... - attimo di esitazione – e in un certo senso non mi vergogno di te. Capisci adesso... ascolta.” Lascia la donna che indietreggia in silenzio. KM: “Devi capire che un padre non può continuare a vivere senza sapere che fine ha fatto sua figlia. Devo comunque dare pace a quell'uomo. Solo questo. Non voglio fare discorsi veniali, parlare di soldi, perché rispetto il tuo volere. Potrei dirti che sei l'erede di quell'uomo, sei una Almasy, con buona pace del tuo fratellastro. Hai dei diritti, non solo nei confronti di tuo padre, ma anche nei confronti di chi utilizza la tua immagine.” Si passa una mano sulla fronte. KM: “Il tuo stupido orgoglio... ti ha fatto perdere troppe cose in questi anni, e non parlo solo di soldi... bah, ripeto, ti rispetto... quello che ti chiedo in cambio è lo stesso, rispettami ed abbi fiducia in me.” Prende in braccio il bambino, un po' spaventato dall'alterco genitoriale. KM: “Quell'uomo nonostante tutto ha bisogno di una risposta, quell'uomo è un padre, come me. Ora lo capisco. Dimmi tu che risposta dargli.” L'uomo porge il figlio alla donna, la quale lo abbraccia immediatamente. |
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| Cross Wizard | Jul 10 2017, 22:14 Post #33 |
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
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La festa è finita... ed anche il post-festa. La nostra solita donna del mistero è rannicchiata su una poltrona. Poco lontano, il tavolo è stato ormai sparecchiato dai resti del compleanno del “bienne”, che sicuramente adesso sarà nel mondo dei sogni. La donna dai lunghi capelli neri, che è solita colloquiare con Kemal, è impegnata a digitare freneticamente sul suo smartphone. Dopo vari messaggi e chiamate andati a vuoto, finalmente una voce risponde. ??: “Pronto? Ma cosa succede? Ho trovato 5 chiamate e 7 messaggi, va tutto bene?” ??: “Non agitarti mon diamant à l'état brut – la voce della donna dai lunghi capelli sembra rasserenata di aver ricevuto una risposta – ma pétite continuo a perdere il controllo, sono en plein desordre Safiye!” Adesso sappiamo che l'interlocutrice è Safiye. SF: “Calma, calma – sospira – sei sicura di stare bene? Raccontami tutto dall'inizio.” ??: “Il n'y a pas de début e non c'è nemmeno una fine... so che prenderanno mon enfant! Kemal vuole parlare con Herr Almasy.” SF: “Con tuo pad...” La donna la interrompe. ??: “Herr Almasy – sottolinea scandendo il nome – et je ne veut pas!” SF: “Ascoltami... - sospiro della turca che si porta una mano alla fronte – la tua sta diventando una... un'ossessione.” ??: “Ossessione? Qu'est-ce que tu racontes?” SF: “Soffochi quel bambino di attenzioni, vivi nel terrore che te lo portino via, a malapena gli fai respirare un po' d'aria, credi che questo sia amore? Non ha bisogno di vivere braccato, lascia che conduca una vita normale e... che conosca suo nonno. È un diritto di entrambi, di tuo figlio e di Almasy.” ??: “Lo so cosa vuoi dire – la donna recupera la sua solita compostezza – il mio è egoismo. N'est-ce pas ça, l'amour? De l'egoisme? Forse la più alta forma di egoismo fra tutte. È la natura di ogni essere umano che ama mà chérie.» SF: “Accidenti. Possibile che kemal non riesca a farti ragionare?” ??: “Kemal forse non capisce la dangerosité de la situation. Mio malgrado mi trovo a dipendere da cette situation... l'nTo, mio figlio, Aslmasy...” SF: “L' nTo e la sua riscossa – il tono di Safiye si fa serio - non sono esattamente d'accordo con la scelta di stile. Mi dispiace per Young. Non è così che immaginavo il ritorno della stable, io sono per un pro-wrestling più ortodosso, certo davanti al pubblico dobbiamo dimostrarci tutti leoni, dobbiamo ruggire più forte degli altri, ma... quella è una specie di recita, invece Young avrebbe potuto infortunarsi molto seriamente.” La Turkish Delighet allude a quanto avvenuto durante TWP #75, quando l'nTo ha scagliato Alexander Young dal parapetto della Vip Box. ??: “Êst tu en train de dévier? Cosa ha a che fare questo con mio figlio?” SF: “È proprio questo che non comprendi! Tutto ha a che fare con tuo figlio, perché anche lui fa parte del mondo, non puoi tenerlo rinchiuso tra le tue braccia per tutta la vita, non è un oggetto diamine! - alza la voce spazientita – Mi ritrovo 5 chiamate perse e ben 7 messaggi, solo mezz'ora dopo esserci congedate! Cosa ne è stato della donna che conoscevo? Che rideva in faccia alle sue stesse ombre e paure? Non ti porteranno mai via tuo figlio, soprattutto se dimostrerai di essere adatta al ruolo di madre, e con questo atteggiamento non lo stai certo facendo – Safiye sembra inarrestabile - quello è suo nonno, è una questione di radici, un albero senza radici non crescerà mai con buoni frutti... ehi...ci sei?” Dall'altra parte si sente silenzio, ma la chiamata è ancora aperta. SF: “Almeno promettimi che rifletterai su quanto ti ho detto.” ??: “Promettiamo secondo le nostre speranze, e manteniamo secondo i nostri timori. Parole di François de La Rochefoucauld.” La comunicazione si interrompe prima che Safiye abbia il tempo di replicare. Cambio rapido di spazio e di tempo. Il giorno successivo, due uomini sono in un'automobile ferma. Lato guidatore, canottiera rossa... anzi, maglietta rossa con le maniche arrotolate sulle spalle, come ogni intellettuale che si rispetti, Mustafa picchietta le dita sullo sterzo, fissando l'infinito. Al suo fianco, vestito come per un incontro formale, Kemal è intento a regolare il flusso dell'aria condizionata, prima di rivolgere la parola al suo compare di mille avventure. KM: “Beh, allora, dammi un consiglio.” MS: “Eh?” KM: “Che gli racconto? Mi chiederà sicuramente cosa ho fatto nell'ultimo anno.” MS: “Quello che dicono tutti... sono andato a letto presto.” KM: “Ti dai anche tu alle citazioni cinematografiche?” MS: “A proposito di cinema, non so quanto durerà il tuo incontro...” KM: “Perché, tu non vieni? La cosa è importante.” MS: “Nah. Comunque dopo andiamo al cinema? Voglio vedere Spiderman.” KM: “Spiderman?” MS: “Si, dicono che adesso è lecito fare pensieri sporchi su Zia May.” KM: “Ripeto, l'incontro è importante per tutti noi. Non solo per... me.” MS: “Chiederai mica dei soldi al vecchi Almasy?” KM: “Assolutamente no.” MS: “Ah, mi sembrava strano. Anche se ormai i soldi scarseggiano sul serio. Certo se non spendessimo il 90% delle nostre risorse per rompere il cazzo a Steed, e solo il restante 10% per il nostro business...” KM: “Devo dire che sei diventato molto saggio in questi mesi. L'esilio e la lontananza da me ti hanno fatto bene.” MS: “Ho iniziato a volare da solo – mima il gesto di un volo con la mano – il gabbiamo Mustafa vola alto ormai.” KM: “Per me resti il solito tacchino. Comunque tramite Almasy, voglio arrivare al vecchio Ednan, l'unico Oturk che conta davvero qualcosa.” MS: “Ok, quindi non sarebbe meglio dire... ciao, nonno, questo è tuo nipote, non è che puoi aiutarmi a non finire in mezzo ad una strada o ad evitare che tua figlia sparisca nuovamente nel nulla portandoselo dietro? Sai, nonno, l'essere padre mi sta distraendo dal mio compito principale, ovvero quello di essere un odioso wrestler figlio di buona donna.” KM: “Quanto sei pragmatico, se il mondo ti assomigliasse... sarebbe un fottuto pianeta delle scimmie.” MS: “Si, ok, ma Safiye dove è finita?” KM: “Eccola – guarda oltre il parabrezza - sta arrivando...” MS: “Ma non doveva essere sola?” Il volto di Kemal è sorpreso, ma non dice nulla, abbandona la vettura per andare incontro alla Turkish Delight. Dopo qualche istante nell'automobile entrano in ordine, sul sedile posteriore, una donna con i capelli neri, un piccolo bambino e Safiye, ed infine sul lato passeggero anteriore, Kemal prende posto nuovamente. KM: “Posso capire che è successo?” ??: “Je suis ici, non è questo che conta? - la donna cerca gli occhi di Kemal nel riflesso dello specchietto retrovisore – so che sei qui pour tes interéts, per quanto mi riguarda puoi fare o dire ce qu'il plus te plait, non mi importa in che modo racconterai la tua storia ad Herr Almasy, ma pour ce que me concerne, non deve sapere dove sono e non deve sapere di suo nipote. L'unica cosa cui ha diritto è sapere che ma mére est morte.” SF: “Avevi promesso che avresti riflettuto sulle mie parole...” ??: “Ihihihihi j'adore la tua ingenuità. Se sono qui è perché in modo collaterale, ces affaires interessano anche me.” KM: “Non capisco allora per quale motivo sei entrata in questa macchina.” ??: “Mi annoiavo in quella stanza d'albergo, e poi je veux surveiller plus étroitement.” KM: “Quindi non ho capito, io andrò da Almasy e tu resterai qui con Mustafa?” ??: “Non ci metterai tanto, à moins que toi non voglia spremerlo come un limone, pour obtenir ce que nous est du, e non avrei nulla in contrario se lo facessi.” KM: “Ma cosa stai dicendo?” ??: “Ihihihi. Noto che vi piace perdere tempo. Vous ne comprennez pas qui per ottenere quelque chose da Steed, dovete avere tra le mani qualcosa che gli interessa. Lorsque vous restera a faire les hooligans non otterrete nulla. Fidatevi di me, dovete cercare di impossessarvi di quelque chose de concret!” Si rivolge a Safiye. ??: “Va' con lui e fa' in modo che quei due non parlino troppo. Je te fais confiance.” KM: “Ma, ma che diamine stai dicendo?” MS: “E io in tutta questa storia?” KM: “Puoi intrattenere il bambino...” MS: “Io!?” ??: “Comincia a prendere confidenza avec les enfants, visto il tuo stile di vita potresti ritrovartene uno toi-meme. Ihihihihi!” |
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| Cross Wizard | Aug 26 2017, 21:10 Post #34 |
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
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Siamo già stati qui, signori lettori. Monaco di Baviera, Germania. Uno studio moderno ed elegante, la cui formale sobrietà è “rotta” esclusivamente da una serie di sciarpe di squadre di calcio appese sulla parete dietro la scrivania. Il panorama fuori dalla finestra ci dice che è sera. Una pagina di giornale incorniciata, scritta in tedesco, ci racconta senza ulteriori dubbi chi è il proprietario di questa stanza: “Seifer Almasy eletto consigliere regionale”. Qui si è appena concluso un incontro formale, si è parlato di lavoro. L'ospite di Almasy è ancora una volta Keiko Tanaka, una leggendaria wrestler giapponese, proprietaria in patria di una propria federazione, la Rainbow Bridge Girls, ed in Europa tra le promotrici della THÈA, unica sigla interamente femminile attiva nel Vecchio Continente. Dalle questioni professionali, si è virato su quelle personali... anche se al momento è calato un improvviso silenzio. KT: “A cosa sta pensando Mr. Almasy? Se non sono indiscreta.” SA: “Nulla... - trasale – cioè, pensavo ad un altro incontro che ho avuto qualche giorno fa. E non per questioni lavorative.” KT: “Comprendo, questioni riservate.” SA: “Mrs. Tanaka – il tono è quasi divertito - alla fine sa perfettamente di cosa si finirà a parlare, come l'altra volta.” KT: “Di sua figlia... comprensibile, ma io ne so quanto lei.” L'imbarazzo si dipinge sul volto della Tanaka, lei sa molto più di quanto voglia far credere. SA: “Ho incontrato Kemal, da quando è ritornato in pubblico ho nutrito una certa speranza. Io credevo sapesse qualcosa su mia figlia... non so se credergli, mi è sembrato sincero a metà.” KT: “Non conosco quell'uomo, ma considerando il vostro rapporto, di certo le avrà detto la verità. Poi non so cosa le abbia raccontato. Io ho conosciuto sua figlia e sono sicura che ovunque sia se la starà cavando bene.” Almasy abbassa lo sguardo. SA: “Sembra che io debba perdere sempre le cose a cui tengo di più, anche senza saperlo. Sa cosa ho saputo? L'unica notizia certa avuta da quell'incontro... quella donna, la madre di mia figlia, non c'è più.” Keiko china il capo dispiaciuta. SA: “Pensare che ricordo solo il suo viso giovane e non so nemmeno com'era prima di morire. Per me resterà sempre quella ragazza incontrata per caso, poco fuori dall'hotel. Anche io ero giovane, primo viaggio all'estero per curare gli affari di famiglia. Mi creda, in quella storia non c'era nulla di... sporco. Erano sentimenti sinceri, se solo avessi saputo prima – sospiro - Bei tempi, meno potere, meno responsabilità, meno denaro... ma molta più stupida felicità.” Un sorriso amaro si dipinge sul volto del tedesco. SA: “Comunque non intendo tediarla con i ricordi del giovane Almasy!” KT: “Si figuri. Il passato è passato Mr. Almasy, c'è solo un momento in cui possiamo cambiare le cose e non è né ieri né domani, non si tormenti. Abbiamo potere solo sull'oggi.” SA: “Lei è una donna saggia, Mrs. Tanaka.” Almasy si ricompone, ritornando al suo classico charme degno di Michael Knight. KT: “Grazie. Non si angosci, tra uomini cresciuti la cosa migliore è parlare per chiarire. Magari questo Kemal, sicuramente sa qualcosa di preciso su sua figlia...” SA: “Lui racconta il contrario, di averne perso le tracce, sa solo che era ritornata dalla madre. A dire il vero quella visita, mi ha quasi infastidito per come si è svolta. Era nettamente più interessato a chiedermi di combinare un incontro con Ednan Oturk, per questioni di contratti... non lo ho mai visto così attaccato ai denari, sembrava troppo preso dalla questione, come se in ballo ci fosse qualcosa di importantissimo. Neanche un padre che rischia di perdere un figlio è così agguerrito. Un po' mi ha deluso.” KT: “Non saprei che dirle...” SA: “Nulla, alla fine mi conosco. Anche se non si direbbe, senza falsa modestia, sono troppo buono – sorride – alla fine tendo ad aiutare tutti. È la mia natura, e lei Mrs. Tanaka apprezza la mia ospitalità teutonica?” KT: “Assolutamente sì, Mr. Almasy.” SA: “Allora adesso le offro uno dei miei celebri drink.” Seifer sorride compiaciuto, e si alza dalla poltrona. Ed anche qui, amici miei, ci siamo già stati. Francia, Provenza. Campi coltivati a lavanda a perdita d'occhio. Siamo nel periodo di massima fioritura dell'arbusto, il viola regna quindi sovrano. Un'automobile è ferma ai bordi di questa distesa fiorita, due figure scrutano lo scenario e parlano tra di loro. Si tratta di un uomo, l'artista noto come Kemal, e di una donna senza nome. ![]() KM: “Perché sei triste? Tutto va come desideri. Ho affrontato tuo padre, raccontato le tue bugie, e forse otterrò quello che voglio. Stiamo ancora lavorando per il portafoglio degli Oturk, la causa legale non è semplice come credevamo. Grazie ad Almasy, forse riusciremo ad avere il vecchio Ednan...” ??: “Peu m'importe...” Una brezza estiva accarezza la lavanda, ed il fruscio riempe il silenzio tra i due. KM: “Sei a vedere finalmente i campi di lavanda, non sei contenta? Non è più solo una cartolina ingiallita. Questa è la realtà.” La donna fa spallucce. ??: “Le cose non contengono la bellezza in sé. Un paesaggio può apparirti magnifique ou simplèment banal. Dipende dagli occhi con cui lo osservi. Cependant mi da molta serenità, merci.” KM: “Due anni fa, quando giocavi al nascondino dall'Indocina, ci sono venuto qui, da solo... come Mustafa ed Ismail.” ??: “Ihihihihi! Pardonne moi ma è sempre divertente questa storia.” KM: “Pensavo di trovarti qui... libera, a tuo modo felice.” Il vento continua a far “bisbigliare” i fiori viola. KM: “Comunque, hai detto serenità? Uhm, un passo in avanti per te, una cosa così rara per l'algida signora.” ??: “Si, ho detto serenità. Je ne peux pas croire di aver fatto tutta questa strada nella mia vita solo per vedere questo. È questo il mio Voyage en Occident?” KM: “Ma che racconti? Non lo hai fatto solo per questo.” ??: “No, ma anche per questo. Pour que je puisse nutrire me stessa di eleganza e bellezza, per non essere come ma mere. I miei quadri, le mie sculture, la mia personale...estetica. Tutto solo pour etre le contraire d'une salope, morta per amore di un immeritevole demone straniero.” Il fruscio spegne le parole dure, ed accompagna le successive più eleganti. ??: “Visioni de visages idéntique, donne esili dai pétit pieds, coperte da strati di seta. Donne nate, cresciute... costruite per diventare compagne perfette, sublimi instruments de plaisir, con la pelle marchiata dai loro padroni. Donne che sopportano toute pein, donne che sanno stare al loro posto... sostenute da un amour inconditionnel. Anime candide e rare in corpi fatti pour le péche... e alla fine? Non ricalco forse questo stereotipo? Je suis un cliché .” KM: “Per qualcuno sei una leggenda.” ??: “Sono solo una femme avec un bebé, plus âgée, et qui est sur le déclin.” KM: “Sei sempre una bella donna... che dice cose terribili.” La donna vorrebbe rispondere, ma preferisce affogare il suo sguardo nel viola. |
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| Cross Wizard | Sep 18 2017, 21:35 Post #35 |
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
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Riconoscere il luogo dell’incontro è impossibile così come è impossibile riconoscere chi sta parlando nella penombra. Ciò che si vede è che uno dei due è seduto, mentre l’altro ha un ginocchio a terra davanti a lui. ![]() 1: “Che notizie dovevi comunicarmi con la massima urgenza? Avrebbero potuto seguirti.” L’uomo seduto redarguisce quello inginocchiato. 2: “Mi sono assicurato di non essere seguito. Sono qui per parlare del new Turkish order, se avete un attimo.” Verso indecifrabile dell’uomo seduto. 1: “Sei il mio Araldo e questo è il tuo compito. Ti ascolto.” 2: “Con il ritorno dei Dev Adam la situazione è cambiata, i turchi si sono coesi e si sono riuniti attorno al loro nucleo storico. Sono svanite le fratture interne e ora sono compatti nel proseguire la ricerca di Ednan e Alexander Oturk.” L’uomo seduto annuisce e dal tono della risposta non sembra preoccupato. 1: “Non credevo ci avrebbero messo così poco, ma non è qualcosa che non avevo previsto. Ad ogni modo, Ednan è al sicuro così come Alexander, possono mettere a ferro e fuoco tutte le federazioni del mondo se è quel che vogliono.” Stavolta è l’Araldo ad annuire, ma non lascia la stanza. 1: “Di cosa volevi parlarmi oltre questo? Vedo che altro ti turba.” 2: “I piani futuri per me.” 1: “Non sono cambiati.” 2: “Non sarebbe meglio intervenire prima che le cose si complichino con i turchi?” Stavolta il tono è duro e non ammette repliche. 1: “Attieniti al piano. Sta andando tutto come previsto, non farti distrarre proprio ora. I turchi non sono un tuo problema. Pensare a loro è il compito della scuola degli Oturk.” L’Araldo non può che chinare il capo convinto. 1: “E non dimenticarti mai, tu sei il mio Araldo e questo non è che l’inizio. Il tuo compito è preannunciare il mio arrivo e preparare il campo affinché avvenga come prestabilito.” |
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| Cross Wizard | Oct 4 2017, 23:02 Post #36 |
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
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Istanbul, pieno giorno, sullo sfondo c'è Aghia Sophia. Siamo sul ponte di Galata, piano inferiore, diverse attività, tavolini, gente che mangia le generose colazioni turche, ed uno stuolo di pescatori sulle ringhiere che armati di canna provano a tirare su qualcosa. Il nostro interesse si focalizza su uno specifico gruppetto di persone, intente a parlottare a ridosso delle protezioni. I loro nomi si svelano poco a poco. ![]() ??: “Oggi non abbocca nulla, Ismail.” IS: “Capita, serve solo pazienza, Mustafa. Oggi c'è troppa gente, ma ho appena cambiato esca, ho messo quella giusta.” MS: “Attendere che qualcuno abbocchi alle esche, ormai è il nostro sport preferito. Vero, Kemal?” Il signor Kemal continua a fissare l'acqua. MS: “Ho capito, stasera vi devo offrire una cena a base di pesce.” IS: “Miscredente.” Un nuovo personaggio raggiunge la scena. Un uomo possente, due baffi stupendi, ed un piccolo bambino sulle spalle. ??: “Ecco qui i nostri pescatori.” Il volto di Kemal si scioglie in un sorriso alla vista dell'infante. ??: “Ancora niente Ismail? - si rivolge poi al piccolo – Allora vorrà dire che Grandpa Baldy dovrà buttarsi in acqua e prendere a Leg Drop qualche pesce per darlo da mangiare al suo Little Champ!!!” Il bimbo ride. IS: “Pazienza. Alla fine già il solo fatto di poter tornare qui a casa, quando vogliamo, mi consola tantissimo.” MS: “A me non consola vedere i miei soldi dirottati ancora verso gli Oturk.” HB: “Kemal, allora da Almasy nessuna notizia?” KM: “Ednan è un uomo malato. Non incontra nessuno. E non sappiamo neanche se sia presente o meno, capace di intendere e di volere. Se la situazione è questa, mi fa quasi pena.” MS: “In compenso sappiamo dove sta.” KM: “L'unica informazione sensibile ottenuta da Almasy.” MS: “Bene, prendiamo un aereo ed andiamoci, semplice!” KM: “Non credo sia semplice entrare, per noi soprattutto.” HB: “Uhm... per noi magari no.” KM: “Ma pensandoci bene qualcuno potrebbe farmi questo favore.” Allunga le mani verso il bambino, che passa così dalle spalle di Baldone a lui. KM: “Qualcuna che è ormai abituata ad essere un fantasma. Potrebbe attraversare le mura senza che nessuno se ne accorga. Vero ragazzo mio?” Il bambino sorride al genitore, gli altri guardano perplessi Kemal... ma ad un tratto... IS: “Ha abboccato!!! - tira su il mulinello – Ve l'avevo detto, esca giusta e pazienza!” KM: “Hai ragione Ismail, molta ragione.” Prime ore del pomeriggio, Grand Bazar d'Istanbul. Una folla immane, tra visitatori e turisti. Un'orgia di colori, tra spezie e tessuti, frutta e dolciumi. Il più grande ed antico mercato coperto al mondo, affondato in un'atmosfera senza tempo e senza luogo. Siamo storditi da suggestioni mediorientali, e pure siamo a due passi dalla “bianca” Europa. Una bottega di lanterne, di ogni foggia e colore, ed una donna che si ferma ad osservarle. Una felpa col cappuccio alzato, dal quale si scorgono lunghi capelli rossi. ![]() ??: “Immaginavo che ti sarebbero piaciute!” Riconosciamo la ragazza, è Safiye. È visibilmente entusiasta e sta tirando una misteriosa donna per mano. SF: “Guarda quanti colori!” La donna misteriosa annuisce e si guarda intorno bevendo a gran sorsi con gli occhi tanta abbondanza di bellezza, riflessi e luccichii. SF: “Allora?” Lo sguardo di Safiye è pieno di attesa. ??: “C'est superbe, ma quando sei in un tourbillon des couleurs fai sempre fatica a distinguere cosa sia vero da cosa sia falso, una patacca può essere spacciata per un tesoro all'acquirente meno attento, comme dans la vie.” SF: “Hey – sorride – stai cercando di insegnarmi qualcosa?” ??: “La mia vita è stata come una des ces beux lanternes, sembrava un pezzo di pregio invece voyez ce que je suis devenu... cosa sono diventata.” SF: “Ma cosa dici? Dai! Ti ho portata qui perché me lo avevi chiesto, credevo ci saremmo divertite...” La delusione di Safiye è palpabile. ??: “No mia cara, non, non, – la donna si affretta a riparare - mi dispiace non volevo sciupare la tua gioia mon diamant à l'état brut, sto deliziando i miei occhi qui al Grand Bazar, Merci de m'avoir emmené, non essere triste per me, tu devi splendere, sei come la più bella e preziosa di queste lanterne, perché sei il lueur qui brille dentro la lanterna stessa.” SF: “Beh... - arrossisce lievemente – ammetto che è cosi che mi sento, sì – l'entusiasmo è tornato sul volto di Safiye – mi sento come... come un fuoco che brucia. Adesso che l'Nto è riunito ed è pronto a conquistare tutto, adesso che sono nuovamente campionessa FWF, anche se...” ??: “Tu vois ça ? - accarezza così lievemente una lanterna con la mano da non farla quasi muovere – c'è sempre un ma.” Il commerciante osserva le due donne. SF: “Oh beh, vedi... spesso mi manca Allyson, è stata come una sorella per me, e Nene... non so se tornerà con noi, lo sai che infondo le voglio bene, e questi pensieri mi impediscono di essere completamente felice. Ma ho capito una cosa: che la felicità non esiste, perché è una cosa perfetta. E le cose perfette... La donna misteriosa nota una crepa nel vetro colorato. ??: “Les choses parfaites n'existent pas. Brava, stai diventando saggia.” SF: “Vedo che hai capito cosa intendo, ma non si può negare che per quanto sia straordinaria quella lanterna – indica verso l'oggetto che la donna sta sfiorando - quella crepa ne diminuirà sempre la bellezza...” ??: “Quand les Japonais riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura avec de l'or. Essi credono che quando qualcosa ha eu de blessures ed ha una storia, diventa più bello. Cette technique è chiamata Kintsugi.” SF: “Hai mai pensato che forse la felicità è un'utopia? Dovremmo smettere di inseguirla e apprezzare anche le imperfezioni. L'obiettivo è la serenità, anche se ci sarà sempre qualcosa che mancherà, e anche nei giorni più belli, la notte le nostre mancanze verranno a tormentarci come fantasmi. Ma immagino che invece di combatterlo, dovremmo accettarlo.” La donna misteriosa continua a scorrere con gli occhi le altre colorate lanterne, ma poi torna a quella che aveva accarezzato e sulla quale aveva scorto una crepa. ??: “Quanto costa questa?” Un ufficio, sera. Se vogliamo essere così generosi nel definirlo tale. Una stanza, male illuminata, una scrivania dozzinale, delle sedie altrettanto economiche, ed i muri ingialliti dal fumo di migliaia di sigarette. Un uomo, aria poco raccomandabile, ma con due baffi memorabili, legge con attenzione un documento, prima di alzare lo sguardo davanti a sé. ![]() ??: “Una carriera di tutto rispetto nelle forze armate, signorina Hatun.” Una voce con tono piccato risponde. NH: “Sergente Hatun.” ??: “Ci tiene ancora al suo grado? - sorride – Ma ormai qui siamo tra civili. Spero questo sia chiaro, noi siamo civili, un'agenzia privata che offre servizi di vigilanza e sicurezza in zone di guerra.” NH: “Mercenari...” ??: “Cosa ha detto?” NH: “Nulla, nulla. So cosa siete.” ??: “Bene. Ma giunti a questo punto, devo farle alcune domande. La prima è perché.” NH: “Perché... uhm, mi servono soldi. E nella mia vita ho fatto solo questo. Eseguire ordini, portare a termine obiettivi, maneggiare armi, insomma quella che voi definite vigilanza e sicurezza.” ??: “No vorremo solamente essere sicuri della sua scelta, soprattutto che lei non nasconda qualcosa. Lei faceva parte dell'esercito, e sa perfettamente che in questo periodo...” NH: “Non mi interesso di politica.” ??: “A noi risulta che lei dopo i fatti del luglio 2016 ha abbandonato il Paese per 10 mesi circa.” NH: “Impegni lavorativi. Posso dimostrare che viaggiavo molto anche prima.” ??: “Bene, e che lavoro faceva?” NH: “Niente di interessante.” ??: “Ora che la vedo bene, ha un volto famigliare. Dove posso averla vista?” NH: “In giro... mi ha vista? Non passo di certo inosservata.” |
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| Cross Wizard | Oct 13 2017, 21:43 Post #37 |
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
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Come spesso accade, ad accoglierci è una stanza qualunque, di un qualunque posto. Eleganza formale, ordine, divani in finta pelle, e un timido sole autunnale filtrato dai vetri di ampie finestre. Un uomo passeggia, lento ma nervoso, si mette la mani in tasca prima di fissare due donne sedute sul divano.![]() ??: “Allora... devo ancora spiegarti quanto sia importante per noi che tu faccia questo?” Una delle due donne, lunghi capelli neri e vestaglia rossa, volta la testa verso sinistra, chiaro segnale di negazione. ??: “No? – sbuffa rabbioso lui – Safiye, ti prego, prova tu a convincerla!” L'uomo si rivolge all'altra signora nella stanza, lunghi capelli rossi e felpa nera col cappuccio. SF: “No aspettate, io voglio starne fuori... Kemal – guarda l'uomo - per me questa non è una buona idea.” KM: “Anche tu? Anche tu mi remi contro? Ma è una congiura!” SF: “Anche se devo ammettere che... - guarda ora l'altra donna al suo fianco - se c'è qualcuno che possa riuscire in questa impresa sei tu. Un fantasma entra dappertutto.” La signora dai lunghi capelli neri incrocia le braccia. ??: “N'est pas amusant, per niente, sai che non sono une fantome e tu – indica Kemal – sai quanto sarebbe pericoloso? Introducendomi nell'ospedale deguisée, potrei comunque essere riconosciuta e personne ne doit savoir che esisto ancora, soprattutto non deve arrivare alle orecchie di Herr Almasy, e invece qui sait? Il caso è imprevedibile, tutto può accadere étant exposé trop.” KM: “Ma che che cosa vai ad immaginare? Avanti, non ti sto chiedendo di rubare o uccidere qualcuno. Devi visitare solo un povero malato. Ti sto chiedendo solo un favore, importantissimo, per tutti noi... te compresa! Ne va del futuro del nostro... del nostro...” ??: “Figlio, n'aie pas peur di dirlo. Vuoi farmi la morale, turco? Perché tu et ton ami Mustafa non avete partecipato alla World Tag League? Anche quello è argent que je ai besoin per... il MIO bambino!” Come spesso accade quando si tocca l'argomento “enfant”, la donna inizia a diventare isterica. KM: “Avevo altro a cui pensare, cioè non ci ho pensato... e comunque non abbiamo la maschera giusta per partecipare.” ??: “Foutaise. Scuse.” KM: “Quella maschera, il tuo esercito non esiste più da anni.” ??: “Nel 2014 tu t'a mis à genoux, sei venuto a chiedermela in ginocchio quella maschera. À ce moment-là serviva a te, l'ennesimo favore che ti ho fatto. Questa volta, questa volta c'était à mon tour. Dovevi vendicarmi! Hai letto chi si è iscritto? Quel usurpateur scozzese il suo scudiero portugaise.” La signora si alza di scatto dal divano. Safiye la guarda atterrita. ??: “Era la tua occasione, dopo anni. Volevo vederli écrasés par mes forces. Perché – guarda sia Kemal che Safiye – sì, je suis peut-être un fantome, ma questo non mi nega di governare il mondo da mon sépulcre!” Il silenzio piomba, la donna in vestaglia si allontana andando verso il mobiletto dei liquori. Sguardo allo specchio davanti a sé. KM: “Avanti, non bere quella roba...” ??: “Safiye, puoi lasciarci soli, s'il te plaît. ?” SF: “Assolutamente. Vado.” Scatto da centometrista della Turkish Delight che abbandona la stanza. Nuovi attimi di silenzio. KM: “Che devi dirmi adesso?” La donna slaccia la cintura della vestaglia. ??: “Bene... - si volta – farò ce que tu voulais. Sia chiaro, non lo faccio per te, non lo faccio per i tuoi amici. Lo faccio pour mon enfant et pour Safiye. Per lei sì.” KM: “Grazie... lo sapevo che avresti detto sì. Grazie, mille volte...” ??: “Basta salamelecchi. Voglio qualcosa in cambio, c'est le minimum.” KM: “Uhm... - chiude gli occhi con fare rassegnato – ho capito, dovrò mascherarmi io o Mustafa?” ??: “Tu te trompes, turco.” Lascia cadere la vestaglia restando nuda. ??: “Voglio un altro figlio.” KM: “Che, che, che... COSA?!?” Il volto del turco sbianca. ??: “Tu as complètement tapé juste. Non credo sia difficile, sai perfettamente comment on fait.” Sudori freddi, giramenti di testa. ??: “È giusto che abbia un fratellino con cui giocare, quelqu'un à qui tenir oltre sua madre. Non deve éprouver la solitude come me, o crescere trop égoïste comme toi. Per coerenza è giusto che abbiano lo stesso padre, trop de bâtards in famiglia.” Kemal vorrebbe rispondere ma la lingua è immobilizzata. La donna si stende sulla poltrona in posizione... “elegantemente” esplicita. ??: “Avanti, fait un effort... o preferivi salire sul ring con Stuart?” KM: “Ma... ma...” La donna si rimette su di colpo e scoppia a ridere. ??: “Ihihihihihih!!! - risata irritante – Ihihihihihi! Dovresti vederti, mon Dieu, tu est si hilarant! Ihihihihi!” L'uomo è confuso e provato, si siede sul divano. KM: “Vipera! Serpe infame!” ??: “Volevo solo controllare se il tuo cuore regge bene en vue des grand réncontres! Ihihihihi!!!” KM: “Tu mi vuoi morto, morto!” ??: “Mais De quoi tu parles? Ihihihihi!” Tira l'uomo a sé, portandosi in grembo la sua testa senza trovare resistenza. ??: “Mi servi vivo, per tormentarti!” |
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| Cross Wizard | Oct 15 2017, 21:20 Post #38 |
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
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Vociare di sottofondo, tipico dei posti affollati. Siamo in uno di quei fast food, uguali in tutto il mondo, dove chi ha voglia e desiderio di spendere male per mangiare male trova rifugio. Seduta su uno di questi divanetti c'è una donna, una donna fuori dal comune in quanto a stazza e altezza, Lei è sola, davanti ad un vassoio di plastica, dove c'è davvero poco. Il minimo indispensabile per giustificare la fruizione della connessione wi-fi. Tamburella con le dita sul tavolo, controlla il cellulare, si guarda attorno... è così che scorge qualcuno, qualcuno di davvero inaspettato. ![]() ??: “Cazzo, ma è lui? Che diamine ci fa qui?” L'istinto della donna è quello di nascondersi, ma troppo tardi, la persona si è accorta di lei. ??: “Cazzo, cazzo, cazzo! - borbotta tra sé e sé – Kemal maledetto.” L'uomo rapido raggiunge il tavolino, dribblando la folla. Chiama la donna per nome. KM: “Nene... non è stato facile.” NH: “Già, sarà stato più che facile, facilissimo. Chi non ha saputo tenere la bocca chiusa?” KM: “Tua cugina. Posso accomodarmi?” NH: “Mi pare di non avere molta scelta. E poi fai pure, il locale mica è il mio... - guarda l'uomo sedersi – bella stronza, mia cugina. Vatti a fidare dei parenti.” KM: “Sono preoccupati per te. Tutto qui. Ma non se la sentivano di venire loro.” NH: “Tutti? Ma pensa! Ed hanno mandato l'eroe della situazione...” KM: “Come te la passi? So che cercavi un nuovo lavoro.” NH: “Se sai già tutto perché mi riempi di domande?” Attimi di pesante silenzio, poi la Hatun continua. NH: “Ho vagabondato, mi serve a ragionare. È quello che ho fatto quando ho lasciato l'esercito, prima che qualcuno mi presentasse Arkin.” KM: “Sono 3 mesi che non sali sul ring, devo considerarlo un ritiro?” NH: “Consideralo come ti pare. Avevo da fare con la famiglia. Non ricordi? Il tuo amico Oturk ci ha demolito la casa.” KM: “Lo sapevo, ma stiamo lottando in TWP e tu...” Nene scuote il capo NH: “Ah no, ho capito sai? Sei venuto qui perché vi servo, non perché ti interessa di me.” KM: “Non pensi a Safiye?” NH: “Safiye? È il tuo jolly per farmi sentire in colpa, ma non ci casco. La ragazza ha le spalle larghe, più di quanto tu possa pensare.” KM: “Sei padrona del tuo destino, sono venuto a dirti che gli altri sono già partiti per gli USA, adesso se vuoi venire con me sei ancora in tempo. Le tue compagne delle Kurofune hanno bisogno di te.” NH: “Cosa vuoi che me ne freghi di Berenike, Cyome e Franziska?” KM: “Non posso darti torto, ma Safiye ci tiene, e questo mi importa.” NH: “Uh, come sei gentile. Ti importa di Safiye? Che tenero, a lui importa...” KM: “Mi importa di tutti, questa è la seconda volta che vengo a cercarti, se non hai realizzato.” NH: “So fare i conti Kemal, ma non ti ho certo chiesto io di venire. Ricapitoliamo tu sei sparito per un anno quasi, senza dire nulla a nessuno, e ora vieni a fare la ramanzina a me perché mi sono presa tre mesi per capire cosa fare della mia vita? La verità? Se siamo in questa situazione, la colpa è solo la tua! Sì, non ci hai venduto agli Oturk direttamente, ma se tu... se tu non fossi andato a cercare quella maledetta, inutile, odiosa... guarda, non si merita nemmeno i miei insulti.” KM: “Non chiedo di essere capito. Ma la situazione è chiara. Nene, ho un figlio, non potevo lasciare quel bambino lì.” NH: “Solo uno stupido come te poteva fare un figlio con una puttana.” Gesto di stizza, Kemal tira un pugno sul tavolo che attira l'attenzione delle persone vicine. Silenzio tra i due. KM: “Hai cinque minuti per deciderti, ti aspetterò fuori. So che intendi fare, bene, ti avviso che per me quello non è la stessa cosa dell'esercito, non è combattere per la nazione. Chi sono io per giudicarti? Nessuno. Provo solo dispiacere, alla fine mentre gli altri, Safiye compresa, vedevano in te solo una mercenaria, io ho sempre visto qualcosa in più. Una donna che ha combattuto sul serio per il nostro Paese, che ha rischiato la vita. Evidentemente mi sbagliavo.” L'uomo si alza. KM: “Spero di non dover mai leggere il tuo nome nella pagina sbagliata del giornale.” Kemal si volta. NH: “Adesso tu stai a sentirmi. Hai visto in me qualcosa di più? Ma cosa oltre al soldato attento e ligio? Hai mai visto che sono una donna? No, vero? Sai cosa sono le ossessioni? Oh devi saperlo perché quello che hai fatto per inseguire la tua puttana...” Kemal non risponde. NH: “Le ossessioni sono come dei proiettili che ti entrano nella carne e scavano fino al tuo cervello. E adesso non me ne frega un cazzo, non serve a nulla fingere. Quel proiettile mi ha colpita e sopra c'è il tuo nome. No aspetta, prima che tu possa intervenire non è un romanzo rosa questo, non è definibile come... amore... Dio solo sa quanto questo sia diverso dall'amore. È un'ossessione, una fissazione costante, e ho avuto bisogno di allontanarmi per guarire da questa pazzia. E adesso che sei qui davanti a me e sono guarita, vedo solo un uomo mediocre che ha fatto un figlio con una puttana e che adesso ha bisogno di me per il suo interesse, l'nTo. Solo che adesso qualcosa è cambiato, sono cambiata io e so che tra me e te sarà sempre così, ora non tremo più in tua presenza.” Sguardo imbarazzato tra i due. NH: “Che stai lì impalato a guardarmi? Non me ne frega più niente adesso, te l'ho detto sono guarita da quando sono qui. E non voglio ammalarmi di nuovo.” |
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| Cross Wizard | Oct 19 2017, 20:07 Post #39 |
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
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Una struttura, luminosa, formale, ma accogliente e comoda. Siamo in quella che sembra essere una costosa clinica, in un Paese anglofono, a giudicare dai cartelli informativi affissi sui muri dei corridoi. Siamo in orario di visite, gli abbienti ricoverati ricevono nelle loro camere, o forse sarebbe meglio definirli mini-appartamenti, i loro cari, amici, soci in affari e avvocati. ![]() In tutto questo via vai, noi ci concentreremo esclusivamente su due figure: un'infermiera ed un visitatore. La prima indossa una casacca medica bianca con lo scollo a v, un paio di occhiali da vista enormi, capelli raccolti, ed un badge messo non troppo in evidenza. Il secondo è vestito in modo elegante, guida una macchina di foggia europea, ed ha un volto che rasenta l'anonimo; la vettura entra nel parcheggio, dopo che l'uomo ha mostrato un tesserino alla guardia. Entrambi avanzano con circospezione, senza però dare nell'occhio. Forse nascondono qualcosa? Non lo sappiamo, possiamo solo dire che evitano con eleganza lo sguardo di chi passa. “Vorrei essere ovunque meno che qui. Gli ospedali e le cliniche sono così decadenti, mi ricordano l'inevitabile destino, non della morte ma della putrescente malattia. Non mi piace questo odore di disinfettante, né queste luci abbacinanti. Adesso sono qui e devo fare il mio dovere, spero di sbrigarmi il più presto possibile, e spero che nessuno mi scopra. Ma sono un fantasma e forse riuscirò ad evitarlo. Ho fatto di tutto per rendere il mio aspetto il più anonimo possibile, almeno queste scarpe sono comode. Ci sono quasi. Non lo sto facendo di certo per lui e per i suoi amici, ma per mio figlio e per Safiye.” Con questi pensieri in testa (in francese ma tradotti per il lettore), il Fantasma dà uno sguardo alle porte, alle targhette con il numero degli alloggi. L'unica stanza a non avere ancora gente nei paraggi. Gli occhi della donna si poggiano su un altra superficie scritta, al bordo della porta, dietro la bacheca di plastica, un foglio che recita: Mr. Oturk. "Vorrei essere ovunque, meno che qui. Gli ospedali e le cliniche mi mettono a disagio, mi fanno sempre ricordare tutto quello che potrebbe succedere, se anche una sola piccola cosa dovesse andare storta. Sono i rischi del mestiere, lo sappiamo tutti, ma questo non significa che non si conviva quotidianamente con la sensazione di precarietà, in questi giorni più che mai questa sensazione sta crescendo dentro me e venire qui non mi aiuterà di certo. Ma sono l'Araldo e non posso evitarlo. Lui è nel Vecchio Continente per affari e non può venire qui per la normale visita, ma deve comunque essere aggiornato e questo è come sempre il mio compito, quindi vediamo di fare in fretta una visita veloce, un aggiornamento della situazione e via." Con questi pensieri in testa, l'Araldo chiude a distanza la sua vettura e si dirige verso l'intero della clinica. Uno sguardo al tesserino mostrato in precedenza, sa che dovrà farlo vedere ancora a qualcuno, un permesso speciale per visitare un paziente, come recita il badge: Mr. Oturk. Il Fantasma è finalmente fuori dalla struttura, esegue il movimento delle spalle e del petto, tipici di chi sbuffa, probabilmente non più in ansia una volta uscita. Velocemente si allontana per una strada secondaria, si guarda attorno per essere sicura di non essere vista. Un paio di digitazioni rapide sul suo cellulare e i classici squilli di una chiamata al telefono. Una voce femminile risponde. ???: "Allora?" Fantasma: "Allora, mission accomplie Safiye." Safiye: "Come sta il vecchio Oturk?" Fantasma: "Continuano a tenerlo sotto morphinique, è assente, completamente dimentico de la réalité, anche se..." Safiye: "Anche se?" Fantasma: “Mi ha chiesto se Kemal fosse tornato, diceva che avevo un visage familier, gli ho risposto che si sbagliava e j'ai changé de sujet, ho sviato, poi è tornato nel suo mondo.” Safiye: “Speriamo che ti abbia subito dimenticata. Ma il nostro segreto è al sicuro?" Fantasma: "Credo di sì, ne vous inquiétez pas." Safiye: "Bene, ottimo! Anche se umanamente mi dispiace che un uomo venga tenuto in quello stato..." Fantasma: "Sarebbe solo ce qu'il mérite." Safiye: "Comunque... sapevo che ci saresti riuscita." Fantasma: "...Il y avait un homme nella struttura..." Safiye: “Quindi?" Fantasma: "Era diverso, mi sembrava di averlo deja vu da qualche parte, ma non saprei dire, il avait l'air bizarre, come se cercasse di non farsi notare." Safiye: "Descrivilo." Fantasma: "Mah niente di che, un uomo anonimo, je ne saurais pas lé decrire." Safiye: "Ma se ti sembrava di averlo già visto forse vi conoscete, e quindi il nostro segreto non è al sicuro come dici..." Fantasma: "Ce qui est fait, est fait. Ti ho detto di stare tranquilla." ???: "Grazie, a nome dell'nTo e mio. Adesso sta venendo a recuperarti.” L'Araldo è finalmente fuori dalla struttura, esegue il movimento delle spalle e del petto, tipici di chi sbuffa, probabilmente non più in ansia una volta uscito. Velocemente come in precedenza percorre la strada che separa l'ingresso dal suo mezzo e sale a bordo. Un paio di digitazioni rapide sul computerino di bordo e i classici squilli di una chiamata al telefono, udibili grazie al vivavoce inserito. ???: "Fatto?" Araldo: "Sì." ???: "Non sei in vena di parlare a quanto pare." Araldo: "Non mi piacciono gli ospedali." ???: "Lo so, ma dimmi di lui." Araldo: "Il vecchio Oturk è sotto controllo." ???: "Completamente?" Araldo: "Continuano a tenerlo sotto oppiacei, non sente dolore nonostante la terapia ed è contento di questo" ???: "Di certo non potrebbe essere contento del resto" Una risatina dell'uomo misterioso. Araldo: "Non sa dove si trova, nè ricorda chi siano le persone che gli fanno visita." ???: "Non ti ha riconosciuto? Saprebbe identificarti?" Araldo: "Direi proprio di no, qualcosa si muovo nel suo cervello, ha capito che non era la prima volta che ci vedevamo, ma pensava che io fossi un amico di suo nipote Alexander." ???: "Bene. Quindi non potrebbe farlo nemmeno con me." Araldo: "Assolutamente." Il tono preoccupato tradisce l'Araldo. ???: "Non ti sento euforico per le buone notizie che mi porti." Araldo: "C'era una donna nella struttura..." ???: "Credo ce ne sia più di una, quindi?" Araldo: "Era diversa, mi sembrava di averla già vista da qualche parte, ma non saprei dire, era strana, come se cercasse di non farsi notare." ???: "Descrivimela." Araldo: "E' questo il punto, ci riusciva benissimo, non ricordo praticamente niente di lei, se non l'odore. Deve essere un profumo francese o qualcosa di simile. E' come se fossi fatto anche io come il vecchio zio Ednan." ???: "Non ci pensare, hai altro su cui concentrarti ora." Araldo: "Lo so bene." ???: "So di chiederti molto, con il tuo doppio incarico, ma tieni duro, non mollare proprio ora, manca solo l'ultimo passo. Presto sarai libero di tutti questi fardelli. Tieni duro e rendimi fiero della scelta." Araldo: "Lo farò." Si riesce a scorgere un dito assolutamente anonimo dell'Araldo, che si allunga verso il cruscotto e poi il click che interrompe la chiamata. |
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| Cross Wizard | Dec 5 2017, 13:04 Post #40 |
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
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Frammenti riassemblati da show TWP. Da qualche parte in California, fine agosto 2017. Siamo in una palestra dove si praticano vari sport da combattimento, come testimoniano i ring e gli ottagoni d'allenamento montati in giro per l'ampia struttura. Seduti su una panchina ci sono due individui molto noti al pubblico del pro-wrestling internazionale... o quasi. Mi spiego meglio. La donna è Safiye, l'attuale Empress of Europe, e lei sicuramente è famosa. Ma dell'uomo al suo fianco, seduto sulla stessa panca, non possiamo dire lo stesso. Un volto nuovo, un volto mascherato, quello di MURAD. Una sottile maschera rossa da allenamento, che copre comunque i tratti somatici salienti. Il “Flying Assassin”, come ogni bravo lottatore mascherato, difende la sua vera identità anche in occasioni non pubbliche. Safiye sposta una ciocca madida di sudore, si asciuga il volto, beve un sorso d'acqua, e poi prende a parlare. Safiye: “Ed anche questa possibilità di vincere un titolo... contro Cassie Carter – sospira – è sfumata.” Il mascherato si abbevera prima di rispondere. MURAD: “Non dovresti preoccuparti di questo, sei una veterana ormai. Hai le spalle larghe. E sai andare oltre l'ostacolo.” Safiye: “Se l'esperienza mi ha insegnato una cosa è che quando sali sul ring sarai sempre un debuttante, che tu ci salga per la prima volta o dopo anni di esperienza. Avrai sempre qualcosa da dimostrare, anzi più sai fare, più si aspettano da te.” MURAD: “Beh però non avevo torto... sei saggia.” Safiye: “Sai – sorride - mi ricordi molto una persona. Un ragazzo che si sta riprendendo da un brutto infortunio. Infortunio... gli hanno fatto volontariamente del male. Comunque, forse seguirà le orme del fratello, volerà verso lo star system, lo rivedrò solo sullo schermo ogni tanto. Lo capisco... alla fine questo business gli ha dato più dolori che gioie.” La Turkish Delight si sistema l'asciugamano dietro il collo. Safiye: “Ero giovane e non gli perdonai una debolezza... lo so sono giovane anche adesso ma ero molto più idealista allora, pensare che mi chiese perdono tante di quelle volte! - sorriso malinconico – Forse avrei dovuto dargliela un'altra possibilità ma ormai... le parentesi si sono chiuse, ammetto che è stato un bel periodo però.” MURAD: “Stai sul sentimentale oggi.” Il “Flying Assassin” sorride dietro la stoffa. Safiye: “Sì anche la tua risata mi ricorda molto quella persona! Ahahaha – altro sorso d'acqua - Ma ora basta con i sentimentalismi. Devo pensare a quale strada percorrere se voglio arrivare a qualcosa. Cassie ha ragione quando mi dice che sono arrabbiata. È vero lo sono, e per quanto accaduto questa settimana forse anche di più. Prima Lilith e le sue vampire... anzi sanguisughe, che mi fanno bandire dalle contese FWF, e poi quella detestabile Dark Viper, che non sa fare altro che attaccare alle spalle. Vigliacca.” La rossa sbuffa. Safiye: “Un po' mi spiace per lei. Una wrestler dovrebbe lottare per vincere, per uno scopo o anche solo per se stessa. Lei invece è una marionetta degli Oturk, pagata solo per darmi fastidio.” MURAD: “Ne hai viste ed incontrate molte, quindi non ti serve arrabbiarti più di tanto. Hai tutta la forza della tua giovinezza per rispondere a questi attacchi.” Safiye: “Ah, la giovinezza! Un concetto molto relativo per le donne in questo sport. Cassie pensa di me che io abbia fatto il mio tempo! Ok, ho solo 25 anni, ma ho già lottato molto, da quando ne avevo 18... però mi sembra un po' presto per parlare di tirarsi indietro. Tu trovi che io sia troppo vecchia per questo sport? Cioè, tu trovi davvero che io non abbia più niente da dare? Io ho ancora voglia di vincere, diamine!” MURAD: “Vecchia? Ma di cosa stai parlando? Cosa dovrebbero gli altri dell'nTo? Da Nene in su hanno superato tutti i 30 da un pezzo, per non parlare di Hun Baldone. Sei una ragazzina, la più giovane del gruppo... o forse lo sono io? Sotto questa maschera magari c'è un adolescente!” Entrambi scoppiano in una sonora risata. Safiye torna seria. Safiye: “Questo non cambia la mia situazione. Non posso partecipare al Gauntlet Match con le Kurofune, sono tagliata fuori dalla corsa per ogni titolo, compreso per il momento quello TWP. Ah, sì che adesso sono colma di rabbia. No, paura no, alla sensazione di nodo alla gola prima di salire sul ring ci sono abituata, e se non la provassi più allora si che sarei finita, indipendentemente dai miei anni dentro o fuori dal wrestling.” Il mascherato si alza dalla panchina. MURAD: “C'è una soluzione a tutto, non lo sai? E spesso le soluzioni basta cucirsele sul volto.” Safiye lo guarda con sguardo interrogativo. MURAD: “Ho un'idea, vuoi starla a sentire?” Lontano dalle telecamere, e chissà quanto dalla TWP, sia nello spazio che nel tempo. Un uomo è seduto al tavolo di un locale, dallo scenario che si scorge dalle vetrine si comprende che siamo in un ambiente mitteleuropeo. Quest'uomo è noto al pubblico come Kemal. Costui dopo oltre un anno ritornerà sul ring, dopo un lungo stop che per l'opinione pubblica non ha mai avuto una spiegazione. Kemal non è solo, di fronte a lui c'è una presenza femminile, quasi celata da un paio di enormi occhiali da sole, che gli rivolge la parola. ???: “Hai ricominciato a fare d'avant en arrière in aereo, non credi che questo possa influire sulle tue prestazioni dans le ring?” Kemal: “Ci sono abituato, alla fine fa parte della vita che ho scelto. Restare in un solo posto per tanti mesi è stata una necessità dovuta...” ???: “Non c'è bisogno di ricordarmi quanto tu sia le père de l'année, hihihi. Per quanto mi riguarda e du bas de ma expérience diretta, lo sei già.” Kemal: “Ti riferisci anche alla firma con Steed?” ???: “Ti ho detto più volte che prima o poi un uomo è costretto a pugnalare la propria integrità per andare avanti. E comunque l'argént est nécessaire, per quanto prosaico sia.” Kemal: “Sì, l'obolo che sono costretto a pagare per non farti sparire, anzi perdonami, per non fartelo portare via.” ???: “Iihihi! Cependant, tu ferais mieux a preoccuparti dei tuoi avversari, stai per affrontare qualcuno que tu ne connait pas e che dalla parte sua ha un credo e una disciplina.” Kemal: “L'incognita il più delle volte non mi spaventa, anzi mi esalta. Chi sono questi? Effettivamente sono persone interessanti, sembrano quasi appartenere alla tua stessa scuola filosofica.” ???: “Tu penses que avoir les yeux bridés significhi essere tutti uguali, che ci accomuni la medesima filosofia. Ammetto di essere una figlia dell'imperscrutabile oriente, ma sai perfettamente che amo m'abrevoiure alle fonti di madre Europa. Il concetto dietro gli Hinoarashi è à sa façon interessante.” Kemal: “Sì, mi ricorda qualcuno dei tuoi libri, quelli che ami tanto leggere.” ???: “Mi compiace come tu giochi a essere meno istruito al mio cospetto. Comunque questi giapponesi tellement fiéres della loro cultura, cultura che hanno saccheggiato dai loro plus nobles voisines. Questi Hinoarashi mi ricordano sai cosa?” Kemal: “Un cartone animato giapponese? Quello copiato da Saint Seiya?” ???: “Furinkazan... significa letteralmente vento, foresta, fuoco e montagna e trae origine dal motto scritto sullo stendardo di Shingen Takeda, conquérant japonaise du XVIéme siècle, tratto a sua volta dal famoso libro "L'Arte della Guerra" di Sun Tzu, qui disait: "muoviti rapido comme le vent, sii silenzioso come la foresta, attacca fiero come il fuoco, la tua difesa sia inamovibile aussi qu'une montagne". ” Kemal. “Mi sembrano tutte caratteristiche che noi dell'nTo abbiamo fatto nostre. Forse ci manca l'essere silenziosi, anche il più muto dei nostri fa talmente rumore che sicuramente non passa inosservato.” ???: “Mi faccio latrice di quella caratteristica. Le silence est tellment elégante. Comunque come ogni buon bushi eus sont les disciples degli insegnamenti di Musashi Miyamoto. I cinque anelli, Terra, Acqua, Fuoco, Vento... voi li affronterete in forma ridotta mais ce sont ceux.” Kemal: “Hai detto cinque anelli. Il quinto chi è, il Cielo?” ???: “Il quinto è il Vuoto, ma quello dovrà essere tuo, tuo e dei tuoi compagni mon chér turc. I bushi che state per affrontare sono convinti di essere nel giusto, perché credono seulment dans les enseignements del loro Buddha. Per questo non riescono a comprendere il Vuoto, ciò che non si conosce ma non per questo va dato per scontato che non esista o peggio ancora qu'il soit faible e da non considerare.” Kemal sorride, ed è un sorriso quasi di ammirazione. ???: “Anche tu, Mustafa, Mehmet siete stati dei bushi, pronti a seguire la loro via sans réaliser il vuoto, e questo vi ha portato quasi ad annientarvi mutuellement. Alla fine avete deciso di uccidere il vostro Buddha e tu sei stato il primo a farlo, n'est-ce pas?” Kemal: “E tu sei stata il mio coltello?” ???: “Oh non, io ti ho solo convinto dégainer ta sabre, e tu hai deciso di usarla avec sagesse.” Dove siamo? Probabilmente nella nuova sede della Baldhaus. Siamo comunque in una palestra, le rifiniture non sono ancora ultimate, qualcuno in un'imbarazzante tenuta fluo sta passando una mano di colore con il rullo. Imbarazzante perché porta dei pantaloncini talmente corti da mostrarci le sue muscolose natiche. E qualcuna sta per saggiare la loro consistenza... “Bad” Berenike Wagner molla una vigorosa pacca sul posteriore del misterioso imbianchino. Berenike: “Ehi, bel lavoro, süße Arschbacke!” Imbianchino: “Giù tue mani estrogenose da tesoro di intera Österreich! Non essere mica su set di House of Cards! Purtroppo...” Berenike: “Sei uno spasso muscolino.” La bionda bavarese avanza, per poi fermarsi vicino a due sue note colleghe: Safiye e Nene Hatun. Le due Amazonlar sono impegnate a montare i sacchi dell'allenamento. Berenike: “Di che state parlando? Ancora di Arianne? Sembra una strana fusione tra voi due, ingegneria genetica... modifiche al DNA, strani esperimenti. Avranno raccolto il nostro patrimonio genetico senza che noi ce ne accorgessimo!” Nene: “Ma che sciocchezze dici? Parli come quella scoppiata di Cymone.” Berenike: “Io scherzo, ma quella senza-tette potrebbe essere la macchina perfetta del pro-wrestling femminile.” Safiye: “Nene l'ha messa KO, ma non dobbiamo sottovalutarla. Non è con un semplice calcio che sconfiggeremo il Kommando, sono una minaccia infida.” Nene: “Se è questo il problema ho calci per tutti, non ti preoccupare. Di certo questa biondina ha più palle dei suoi amici.” Safiye: “Ma non le basterà per sconfiggermi facilmente. Tra una settimana saggeremo le sue capacità sul ring in prima persona.” Berenike prende Safiye sotto una spalla e Nene (a fatica) sotto l'altra. Berenike: “Beh bando alle ciance, tra una settimana saremo in Giappone... la Heavenly QueenScramble ci attende, e voi siete pronte a conoscere la nuova Sehrazat?” La Hatun si sottrae dal braccio della tedesca. Nene: “Voglio proprio sapere di chi si tratta visto che l'hai tirata in mezzo tu, quel personaggio morto e sepolto. Non sarà Allyson spero!” Safiye: “Ma che dici, Allyson ha altro da fare. So che non potrebbe essere lei, e poi tu non la vorresti mai nuovamente nel gruppo.” Nene: “Sta meglio con il suo papà Jack che con noi...” Berenike: “Ehi ragazze vi avevo fatto una domanda. Se eravate pronte a conoscere la nuova Sehrazat.” Nene e Safiye rispondono in coro: “Si” Berenike: “Beh muoio dalla curiosità di vedere che faccia farete.” Espressione sconcertata delle due Amazonlar. Berenike: “Non fate così, non ho chiamato nessuna delle nostre ex-rivali nella speranza di redimerle.” Nene: "Meglio così, avevo il timore che potesse essere Emily Lazer." Berenike: “In realtà avevo puntato tutto su Dvora Meir, sin dall'inizio, perché so che è una fanatica di Safiye e di certo avrebbe accettato...” Nene: “Gli amici israeliani degli Oturk...” Berenike: “Ma ha il pancione, e non sono fagioli e mucho mucho jalapeno, ragazze, è una cicogna in arrivo... insomma è incinta. Addio pro-wrestling.” Safiye: “Uh che bella notizia!” Berenike: “E a quel punto non mi è rimasto altro da fare che...” Nene: “Ma che cazzo!? E adesso la sesta dove la troviamo? Ma perché ti consideriamo la leader delle Kurofune?” Safiye: “Berenike ci hai messo nei guai.” Berenike: “Lo so, lo so... Big Problem, ma questa Big Girl ha per voi una Big Solution... non mi ricordo come si chiama.” Nene: “Andiamo bene... proprio bene.” (Sora Lella Hatun) Berenike: “È proprio lì. L'unica ragazza in quel gruppo di volenterosi pulcini pronti a spiccare il volo nei cieli del pro-wrestling.” La bavarese si mette due dita in bocca e tira un fischio degno di Christian De Sica. Subito qualcuno accorre. Una ragazza dai lunghi capelli castani, magra, leggermente più alta di Safiye. ???: “Eccomi... salve... mi presento, io dovrei essere, cioè sarò la vostra Princess Sehrazat, sempre se vorrete.” Berenike: “Cosa è questo abuso del condizionale? Questa incertezza? Ragazza!” La Wanger “assale” la castana mettendole quasi a forza la “maschera” di Sehrazat... Nene: “Berenike che diavolo significa? Chi è questa?” Berenike: “La nostra nuova principessa da Mille ed una Notte, ve lo ha detto no? Non è perfetta?” La nuova Sehrazat si aggiusta intimidita il velo. Berenike: “Baldone ci vede del potenziale, io ci vedo del potenziale. Può fare al caso nostro.” Safiye gira attorno alla nuova arrivata, mentre Nene la scruta restando a braccia conserte. Sehrazat: “È stato Baldone a consigliare a Berenike di chiedere a me di fare da sesta nella squadra, se vi fidate del parere di Hun... non che io mi senta completamente all'altezza, dannazione non mi sento mai all'altezza, ma ecco, è Baldone che mi manda.” Berenike: “E voi che non vi fidavate, eh?” Nene: “Quindi dobbiamo ringraziare il baffone per averti portata qui, eh scricciolo. Quanti anni hai?” Sehrazat: “Ventuno, signora Hatun” Nene: “Oddio – le fa il verso – signora Hatun.” Safiye: “Così è stato davvero Baldone a suggerirtela?” Berenike: “Certamente e mi sono fidata ciecamente.” Sehrazat: “Ma c'è qualche problema? - osserva Berenike, Safiye e Nene – perché se è un problema io...” Safiye: “Niente affatto, ci fidiamo del nostro Big Daddy Baldy e di riflesso ci fidiamo di te.” La Hatun alza un sopracciglio con fare di sufficienza. Sehrazat: “Anche io mi fido di Baldone se dice che sono pronta a farvi da sesta nella squadra. Perché altrimenti non avrei tanta... fiducia... ho iniziato da poco sapete, cioè ho provato la Suicide Academy della TWP, poi ho voluto conoscere Baldone e...” Safiye la interrompe. Safiye: “Sei visibilmente agitata, calmati, andrà tutto bene.” Nene: “E poi non vogliamo sentire la storia della tua vita.” La nuova Sehrazat abbassa il capo e arrossisce violentemente, offesa. Berenike la prende sottobraccio e la scorta fuori. Berenike: “Andiamo a fare due passi.” Nene guarda Safiye. Nene: “Abbiamo una settimana per tirare su quella invertebrata?” Safiye: “Credo molto di più...” Qualche giorno fa... Siamo in un affollato caffè di Tokyo, ad un tavolo siedono “Bad” Berenike Wagner, Cymone Tavernier, Franziska D. James, Princess Sehrazat, Nene Hatun e Safiye. Un bel sestetto intento a chiacchierare animatamente dello show appena trascorso. Il servizio arriva al tavolo, ognuna prende ciò che ha ordinato. Nene: “Nel primo match... - sorbisce il caffé – che schifo questa brodaglia... - si ricompone – dicevo che nel primo match Arianne è riuscita perfino a sollevarmi! Ci ha fatte fuori come birilli, crede di spaventarci adesso, non sa che si è scavata la fossa da sola, dal momento che ora ho quel pallone gonfiato nel mio mirino. Ammetto però che se non fosse stato per Princess Sehrazat...” La principessa arrossisce. Sehrazat: “Ecco io nel primo incontro ho tirato una pedata ad Arianne, la detesto Arianne, poi però nello scontro decisivo mi hanno fatta fuori per prima, mi dispiace un sacco, io mi sono impegnata al massimo ve lo giuro...” La ragazza è in evidente difficoltà. Safiye: “Calmati, calmati, ti crediamo. Ti farai venire un infarto.” Cymone: “Hey un attimo, un attimo, il primo incontro l'avete vinto grazie a me! Non merito nessun riconoscimento io?” Safiye: “Sei stata grandiosa Cymone.” Cymone: “Hum... un po' pochino... ma tanto lo so che nessuno mi considera mai. Vabbè.” Berenike: “Dai, quel che è fatto è fatto, anche se non mi piace fare la parte della solita a cui alla fine non frega un cavolo di aver perso.” Franziska: “C'hai raggione, ce frega eccome, ma all'urtimo match chi c'a poteva fa contro a' Tanaka?” Cymone: “Quella è furba, e non scordate che è contro di noi da mesi ormai!” Safiye: “Ancora con questa storia? Dovevamo fare di più forse. Ho solo una soddisfazione, se Lady Hattori voleva portarmi all'inferno è dovuto venirci con me. L'ho trascinata giù dal ring insieme a me! Certo alla fine abbiamo perso ma... almeno questo mi consola.” Berenike: “I dolci qui sono fantastici...” Safiye: “Sono soddisfatta anche di un'altra cosa. Di aver visto un gruppo unito e coeso. Siamo state un solo corpo.” Sehrazat: “Grazie, ho fatto di tutto per amalgamarmi, grazie davvero, grazie mille.” Berenike: “Ormai noi Kurofune siamo rodate da tempo, è stata solo questione di – si ferma un momento per masticare – di riuscire a integrare la nostra nuova principessa.” Safiye: “Ora il mio, anzi il nostro obiettivo, sarà quello di farla pagare ad Arianne, voi tre invece Franziska, Cymone e Berenike, resterete in Giappone e dimostrerete alla Tanaka che siete le più forti in Rainbow Bridge, perché per sconfiggervi ha avuto bisogno di ricorrere a delle esterne alla federazione. Animo ragazze, animo!” Sehrazat: “E io? Io dove vado?” Nene: “Il destino non ti è clemente. Tu torni con noi.” |
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| Cross Wizard | Dec 19 2017, 22:33 Post #41 |
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
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Una settimana fa, Berlino. Lontano da occhi indiscreti. Una giovane dai capelli castani cammina per i corridoi della nuova Baldhaus, apparentemente senza una meta, forse intenta a pensare. A un certo punto sulla sua strada incontra una figura: una donna con grandi occhiali da sole, i capelli legati e un semplice completo jeans e maglione. La ragazza dai capelli castani si affretta a scusarsi. Ragazza: “Mi perdoni, non l'avevo vista, per caso non si può andare di la? Perché se non si può io non lo sapevo, mi dispiace.” La donna dagli occhiali da sole alza una mano. ???: “Calma cara, Je suis de passage, sei un po' nervosa... Sehrazat.” Sehrazat: “Oh accidenti adesso sa chi sono senza il velo, chi te lo ha detto? E adesso cosa faccio?” ???: “Ne t'inquiète pas piccola, sei nella casa di Baldone, les secrets sono al sicuro qui.” Si toglie gli occhiali da sole, Sehrazat la osserva incuriosita. Sehrazat: “Ma lei, scusi mi ricorda qualcuno...” ???: “Credo di avere un volto très commun. Comunque tranquilla, conosco il signor Kemal.” Sehrazat: “La mia identità è al sicuro se stai dalla parte dell'nTo. Io mi trovo in una cosa ecco così grande come il new Turkish order e ne sono onorata, profondamente onorata, ma non mi aspettavo di capitarci – allarga le braccia – mentre combatte una guerra così importante.” ???: “Sbagliato,non sto dalla parte dell'nTo sto dalla parte di mes propres intérêts, e stranamente coincidono con quelli dell'new Turkish order.” Sehrazat: “D'accordo allora io... io vado, mi dispiace averti, cioè averla disturbata.” La donna la pone una mano sulla spalla. ???: “Non così in fretta. Laisse-moi jeter un œil a chi si nasconde sotto il velo... è un bel... viso” La accarezza con il dorso della mano, poi riporta la mano sulla spalla della ragazza, che arrossisce dall'imbarazzo. ???: “Un naif nouvelle fleur nel giardino turco.” Sehrazat è a disagio. Una figura arriva a rompere l'imbarazzo, una voce maschile. Uomo: “Non conosci vergogna.” La velata (non velata) si volta e riconosce immediatamente l'ammonitore. Sehrazat: “Signor Kemal! Ecco, veramente io...” Kemal: “Non so come tu sia riuscita ad entrare, ma la palestra è chiusa ora.” La ragazza è mortificata. Kemal: “Qui non ci sono né Safiye, né Nene. Baldone è fuori.” Sehrazat: “Mi dispiace io... io... cioè ero qui per allenarmi, forse sono arrivata in anticipo.” ???: “Kemal calmati, on discutait juste, non mi sta dando alcun fastidio.” Kemal: "A me sembrava che tu stessi dando fastidio a lei." Il turco allontana con ferma "delicatezza" la mano della donna dalla spalla dalla ragazza. Sehrazat: “Kemal – china il capo – non preoccuparti, va tutto bene.” Kemal: “Vai al piano di sopra, e controlla se è tutto in ordine. Poi attendi pure Baldone.” Il tono è perentorio. Sehrazat si allontana senza dire altro, lasciando Kemal con l'altra signora. ???: “Ihihihihi – ridacchia - non cambi proprio mai, Je m'amusais juste.” Il turco apre una porta, invitando la donna ad entrare in un ambiente più discreto. Kemal: “Ti esponi troppo per essere una che ambisce ad essere un fantasma. Questo presto sarà un luogo pubblico, molto affollato si spera.” La donna entra nella stanza, e si siede su una sedia con fare altezzoso. ???: “Touché. sai ogni tanto anche i fantasmi hanno bisogno di prendre l'air e visitare posti nuovi, mi incuriosiva la struttura donata da Mehmet pour nettoyer la conscience, volevo vederla con i miei occhi.” Kemal: “In questi anni abbiamo sofferto molto, tutti, nessuno escluso. Ma bisogna pur andare avanti, accettare ed accettarsi. Ricordi dove eravamo un anno fa? Ma che dico! Fino a 6-7 mesi fa. Preferivi essere ancora lì? Preferivi quel posto a questo?” ???: “Accettare non vuol dire dimenticare, quanto al posto in cui sono è chiaro che Je préfère de loin être ici piuttosto che in quel postaccio. Tu piuttosto sei grognon, in altra parole intrattabile.” Kemal: "Credi che sia facile avere a che fare con te? Vuoi nasconderti da cosa?" ???: “Nessuno deve vedermi, soprattutto quel tedesco. Deve credermi dissoute nel nulla, e tu mi darai asilo... almeno fin quando non avrò mon argent.” Kemal: “Soldi, soldi, soldi. A volte mi sembra di non aver fatto un figlio, ma di essere finito tra le mani di uno strozzino.” La donna cambia espressione, visibilmente offesa dalla battuta. ???: Non tirare in mezzo l'enfant! Neanche io sono felice di aver fatto un figlio vraiment aprés toi.” Kemal: “Perdonami – il suo sguardo è desolato – non volevo di certo dire qualcosa contro il piccolo. Tanti pensieri, uno show da organizzare, ad ancora il nostro lavoro finisce per ingrossare la boria di Lieder.” La donna si siede. Kemal: “Tra un po' dovremo anche ripartire, ed andare a fare una nuova festa a quei dannati tirapiedi del Kommando. Adesso tocca a Genocide avere la sua difesa titolo facilitata...” ???: “Ma dove credi ti porteranno queste guerrette, ces chamailleries, queste dimostrazioni di forza? Voi avete un problema clairment plus serieuse e c'è solo un modo per risolverlo: dovete sciogliere il vostro nodo gordiano.” Kemal: “Che intendi dire?” ???: “Secondo un'antica profezia solo chi sarebbe riuscito a dénouer le nœud nel palazzo in Frigia, avrebbe potuto avere il dominio sull'Asia minore, mais personne riusciva a sbrogliare quel nodo. Un giorno arrivò Alessandro magno e di netto lo tranciò avec une épée, con la sua spada. È questo che dovete fare, risolvere la questione in maniera definitiva.” Kemal: “In parole povere...” ???: “Il vecchio, dovete liberare il vecchio Oturk.” |
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| Cross Wizard | Jan 18 2018, 20:29 Post #42 |
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
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Frammenti riassemblati da show TWP. Aeroporto di Berlino-Tegel, qualche giorno fa. Questo scalo è il punto di partenza per alcuni membri del new Turkish order, che in questi ultimi giorni dell'anno dovranno affrontare alcuni importanti impegni contro il Kommando. Match che però si terranno in due posti molto distanti del globo terracqueo, perché se Safiye dovrà affrontare Arianne a Dublino in Irlanda, Kemal, Mustafa & MURAD saranno invece a Las Vegas negli USA per sfidare Genocide e i fratelli Muller. La Turkish Delight, nonché bi-campionessa FWF-TWP, passeggia poco fuori un Duty-free shop, tentando di ingannare il tempo in attesa del suo aereo non ancora arrivato. Qualcuno trafelato sopraggiunge alle sue spalle... ???: “Cosa ci fai ancora qui? Il tuo aereo parte prima del nostro.” La rossa si volta, e si trova al cospetto di un uomo con il cappuccio della felpa tirata su ed una sciarpa a coprirne la bocca. Fa molto freddo a Berlino. Non sappiamo chi possa essere, ma la ragazza ci aiuta. Safiye: “MURAD? Cosa ci fai qui?” MURAD: “Dovrò restare seduto per quasi 20 ore sull'aereo. Quindi preferisco muovermi.” Safiye: “Uhm... comunque il mio aereo è in ritardo – il tono è ironico - Quindi tranquillizza Kemal o chi per lui, non intendo fuggire dal nemico.” La donna si volta nuovamente verso il negozio. Safiye: “Che ironia, gli scorsi compleanni mancava sempre qualcuno, quest'anno ci sono tutti ma ognuno va in una direzione diversa.” MURAD: “Questa è la vita che abbiamo scelto. Che tu hai scelto. Una vita nomade.” La Turkish Delight allarga le braccia davanti alle parole del “crumiro mascherato” chiamato MURAD, e poi entra finalmente in questo benedetto Duty-free shop. Lo sfidante al titolo TWP King of War la segue tra gli stand. MURAD: “È il tuo compleanno?” Safiye: “Tra qualche giorno, il 31 dicembre. Se credi sia bello essere nata l'ultimo dell'anno, ti sbagli di grosso. Sono sempre tutti impegnati a festeggiare altro per ricordarsi del tuo compleanno, e poi a scuola ero sempre la più piccola di tutti.” MURAD: “Siamo in un negozio di chincaglieria, scegliti qualcosa, pago io, quello sarà il mio regalo.” Safiye: “Non è così che si fanno i regali – ride – un dono va pensato, scelto con cura.” MURAD: “Non basta solo il pensiero?” Safiye: “Per una persona che ti sta antipatica, si.” Continuano ad addentrarsi tra la merce non soggetta a tassazione. MURAD: “Ti secca partire da sola?” Safiye: “Ho ventisei anni adesso, non mi fa paura viaggiare da sola. Sono stata più volte a Dublino, la conosco abbastanza bene, poi il mio scopo non è certo quello di fare una vacanza, ci vado per mettere in palio tutto quello che ho conquistato quest'anno contro quella specie di mostro chiamato Arianne.” MURAD: “Fai bene a non sottovalutare l'impegno.” Safiye: “E chi la sottovaluta? Si... e poi sono un po' dispiaciuta di non poter festeggiare il mio compleanno per bene... forse è infantile ma mi sarebbe piaciuto spegnere le candeline su una torta con tutti voi, magari una bella festa alla Baldhaus, anche con Berenike, Cymone. Franziska non verrebbe mai... ma sto fantasticando.” MURAD: “Saremo a Las Vegas a fare tutt'altro che applaudire per delle candeline spente.” Safiye: “Anche voi affrontante il Kommando, ma non c'è di che lamentarsi, se si vuole stare sul tetto del mondo è normale doversi confrontare continuamente per restarci. E questo mi rende fiera di noi. Guarda te, hai iniziato da poco e già vieni premiato con dei riconoscimenti.” MURAD: “Non contano nulla. Per quanto mi riguarda i voti del pubblico o i pareri di qualche critico non sono niente rispetto a quello che si può conquistare sul ring.” Safiye: “Ah, ecco... quindi sono una collezionista di cose da poco?” MURAD: “No, non intendevo dire questo. Volevo dire che posso anche essere considerato il miglior debuttante di questa o quella federazione, ma se non riuscirò anche solo a battere Genocide a cosa sarà servito?” Safiye: “A prendere fiato per un istante.” Attimo di silenzio. MURAD: “Allora. Il tempo stringe, lo vuoi questo regalo, sì o no?” Safiye ride. Safiye: “Vuoi proprio farmi un regalo a tutti i costi.” MURAD: “Hai detto che i regali non pensati si fanno alle persone antipatiche.” Safiye: “Allora ti sto antipatica?” MURAD: “Certo che no, lo sai. Ti prendevo un po' in giro.” Grande umorista mascherato. Safiye: “Ahahahaha – ride – se vuoi saperlo c'è qualcosa che mi interessa, ma non è qui. E no, non è il titolo King of War.” MURAD: “Permettimi di aiutarti a cercare...” Safiye: “Questa vita nomade ha i suoi svantaggi, non c'è un posto che possa davvero chiamare casa, e non c'è spazio per tante cose...” MURAD: “Si trova spazio per tutto anche nella nostra vita nomade, basta volerlo.” Safiye arrossisce e si volta per non farsi vedere. Safiye: “Oh come passa il tempo, il mio aereo sarà qui tra poco. Devo proprio andare. Scusa per le chiacchiere inutili!” La rossa si allontana a passo svelto, lasciando MURAD da solo. "Perché sei qui?" Nella penombra possiamo vedere un uomo imponente, sedersi su una poltrona comodamente e irrispettosamente, difficile capire di chi si tratti. "Sai benissimo perché sono qui." "I patti non erano questi Oturk. Dovresti essere in una delle case sicure che ti abbiamo messo a disposizione." "Non me ne frega niente di dove dovrei essere Lieder... Non prendo ordini da te. Siamo soci, non sono un tuo galoppino come gli altri del Kommando." Da una parte quindi sappiamo esserci Heinz Lieder, anche se ora è facile capire che il suo interlocutore altri non è che Yusuf Oturk. Lieder: "Tecnicamente, io e te non siamo soci, io ho comprato ciò che ti apparteneva, non lo abbiamo diviso." Yusuf: "E praticamente, siamo soci, perché io posso far sparire dalle tue mani tutto quello che hai così faticosamente ottenuto 'Kaiser'." C'è del sarcasmo nella pronuncia del titolo nobiliare del capo del Kommando da parte di Oturk. Lieder: "So perché sei qui ad ogni modo, Oturk, ma quando ti chiedevo perché tu sia venuto, la domanda era retorica, sappiamo bene entrambi che non posso darti quanto chiedi, al momento." Yusuf: "Già. Il punto è che sono stufo di sentirmelo ripetere Lieder, quindi voglio che tu mi dica quando? Quando potrò avere il mio 'posto al sole' come amavano chiamarlo i tuoi amici?!?" Un raggio di luce illumina il volto di Lieder nella penombra, glaciale come al solito il Kaiser sembra abbastanza infastidito, chissà se dall'accostamento o se dai tristi ricordi. Lieder: "Vuoi sapere il giorno? Il momento preciso in cui accadrà? Non lo so Yusuf, me ne dispiaccio. Le variabili sono molte, quanto sarà affrettato il new Turkish order, quanto ci disturberà Steed, quanto i miei uomini saranno abili in combattimento..." Yusuf: "Non sai quando, quindi, allora perché dovrei aspettarti ancora?" Lieder: "Perché non so il giorno e lo show in cui avverrà, ma il quando è 'presto' ed è: quando il new Turkish order sarà distrutto per sempre." Yusuf: "L'erba cattiva non muore mai, Lieder." Lieder: "È vero Yusuf, ma mi piace pensare di essere l'erba cattiva della storia." Il turco ride, divertito, probabilmente a sua volta si ritiene l'erba cattiva della storia. Lieder: "Ho notato sai che ti stai facendo sempre più audace, ma devi stare attento. Prima hai iniziato a presentarti nelle stesse arene in cui si trovano i nostri nemici, poi sei addirittura intervenuto in un loro match... A proposito, complimenti per l'ottima trovata, colpire Genocide, come se tu fossi davvero contro di noi, per fargli mantenere il titolo è stata una buona strategia... Seppur non concordata." Yusuf: "Non hai capito niente Lieder... Non era una strategia per fargli tenere il titolo. Volevo spaccare la faccia a lui, a Steiner, ai Bruder Muller e a te, a chiunque faccia parte del Kommando, per come mi state facendo vivere! Come un ratto rintanato costretto a nascondermi, mentre vorrei essere lì in prima linea a fare a pezzi i nostri comuni nemici!" Lieder: "Come un vero soldato." Yusuf: "Sì cazzo! Come un vero soldato!" Il Kaiser dissente tre volte con il suono prodotto con la lingua contro i denti superiori. Lieder: "Ma un vero soldato rispetta gli ordini, Oturk e tu hai disatteso i tuoi. Resta al sicuro, aiutaci a proteggerti dal nTo e quando sarà il momento, avrai finalmente quello che meriti per il tuo sacrificio. Che tu lo volessi o no, la tua interferenza ha dato il miglior risultato possibile, Genocide è ancora il King of War e questo significa che possiamo ancora distruggere il nTo, ma tu non devi farti più vedere... E dannazione NON SOGNARTI MAI PIU' DI TORNARE A CASA MIA SE NON TI VIENE ESPLICITAMENTE DETTO DI FARLO!!!" Il finale di Lieder non ammette repliche, Oturk non può che uscire dalla stanza e andarsene, il buio ci impedisce di capire se sia soddisfatto o meno della risposta. "E così quel maledetto turco voleva colpire me davvero." Un'altra figura prende il posto di Oturk, impossibile distinguerne il viso o avere indizi sulla sua identità, dal momento che si sdraia sul divano rimanendo coperto dallo schienale. Lieder: "Tu cosa ci fai qui Genocide?" Genocide: "Ah... Ora sono solo Genocide, non più il tuo Araldo, non più il t..." Lieder: "Taglia corto. Oturk poteva vederti!" Genocide: "Ebbene? Come avrebbe potuto associarmi a Genocide? Non mi ha mai visto senza maschera." Lieder: "É comunque sospetto che tu sia qui, poteva collegarti." Genocide: "Lo sopravvaluti. Come sulla storia della strategia per farmi mantenere il titolo." Il Kaiser sembra davvero furioso ora. Lieder: "Io non sopravvaluto nessuno. Io evito di sottovalutare chiunque è così che si evitano le leggerezze dovute alla troppa convinzione. Il momento in cui ti convinci di avere il tuo nemico in pugno è quello in cui diventi più vulnerabile ed esposto. E vedi, Araldo, io non sono uomo da concedersi leggerezze. Tu difendi quella cintura da chiunque Steed voglia metterti contro, senza sottovalutare nessuno, dal più grosso dei mostri come Valtharius all'ultimo dei debuttanti come Rushmore e finalmente scriveremo la parola fine di questa storia." Genocide: "Interessante... Mi piacerebbe saperne il titolo sai? Come era? Le Cronache della Rinasci?" Risata malvagia di Lieder a interrompere il titolo dato da Genocide. Lieder: "Non più. Quella storia finiva con l'acquisizione dei diritti della più grande storia sul wrestling che sia mai stata scritta. La chiamavano l'ascesa e la caduta del new Turkish order... Ma ora che i diritti sono miei, diventerà la nascita... E la morte del nTo!!!" Genocide: "Mi piace, mi si addice e non vedo l'ora." Lieder: "Non sottovalutare nessuno, sii pronto a tutto quel che potrebbe accadere, difendi quella cintura e distruggeremo il new Turkish order una volta per tutte." |
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| Cross Wizard | Feb 14 2018, 12:59 Post #43 |
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
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Frammenti riassemblati da show TWP. Un pennello viene intinto in una boccetta di vetro. Smalto rosso che tinge le unghie di una mano, piccola e curata. L'atmosfera è soffusa, la luce illumina solo il tavolino dove una donna è intenta nell'opera di colorazione dei propri “artigli”. Il resto è immerso in una semi-oscurità, illuminato solo da una luce giallo/arancione. ![]() Qualcuno bussa sommessamente alla porta, la donna quasi sbuffa, infastidita dal dover sospendere la smaltatura delle unghie. Chi sta dietro la porta insiste. La signora si alza, la porta viene aperta, una catenella la blocca, una voce giunge da fuori. ???: “Finalmente! Sono io.” La donna toglie il blocco e fa entrare un uomo. Donna: “Non fare troppo rumore. L'enfant dort.” Uomo: “Non sono io quello che non apriva la porta. Certo che fa caldo qui dentro.” L'ospite inizia a togliersi il pesante cappotto, la donna ritorna silenziosa al suo tavolino. Uomo: “Giorno di paga. Gioisci pure.” Sventola una busta imbottita gialla prima di poggiarla sul ripiano della donna, che incurante continua nella sua attività. Attimo di silenzio. L'uomo si allontana verso una poltrona. Uomo: “Ah, ha proprio ragione Mustafa – il tono è canzonatorio – la donna che paghi di meno è quella che paghi in anticipo ed in contanti.” Senza alzare lo sguardo, la signora sentenzia. Donna: “Kemal, tu n'as aucune classe, sei un uomo greve.” Finalmente sappiamo il nome di questo gentiluomo. Kemal: “Non ho studiato in un collegio cattolico. Comunque scusa, solo che il tuo scarso entusiasmo...” Donna: “Mi immaginavi a te prenais dans mes bras? Mi si rovinerebbero le unghie.” Kemal: “Forse ti aspettavi qualcun altro.” Donna: “Forse mi aspettavo una persona qu'il semblait tenìr a moi e che invece si sta allontanando ogni giorno di più. Lo sai di chi parlo allez, di Safiye. Ormai mi scrive très peu et rarement. Dopo tutto quello che le ho insegnato... se è la persona che è lo deve anche a me... e invece chi sembra son confident? L'ultimo arrivato, Murad. Che quei due si piacciano?” Kemal: “Ha diritto di vivere la sua vita. Sono stati anni terribili per lei. Tutto a causa nostra. Un po' di serenità, se la merita.” Donna: “Dev'esserci Cupido entre les cieux perché c'è anche qualcuno a cui piaci tu, Nene. Ormai lo hanno capito aussi les pierres.” Kemal: “Ma che vai dicendo.” L'uomo afferra il telecomando per accendere un televisore. Donna: “C'est drôle la vie. Quando non c'ero mi cercavano tutti e ora che ci sono s'éloignent de moi! E abbassa quel volume. Est irritant.” Kemal abbassa rapidamente l'audio. La donna guarda fiera le sue unghie. Donna: “Poco male. J'adore la vie dell'eremita. La via dei saggi, passa attraverso attitudes considerate estreme dalla società. Dagli stiliti anacoreti che vivevano sur une colonne, ai monaci buddisti che praticavano l'auto-momification, c'è la volontà di avvicinarsi al divino allontanandosi da les accords humaines.” Il turco fa zapping. Donna: “Sai cosa fanno alcuni mistici induisti, gli Aghori? L'unione sessuale avec dés prostitués nel corso del cycle menstruel... - sorride sadica – … unione orale.” Kemal fa un'espressione che è tutta un programma, ma qualcosa di peggiore si palesa sullo schermo della tv: una replica della TWP. Kemal: “Ecco, la mia nausea è continua oggi.” La donna si alza, guardando incuriosita la televisione. Stanno replicando un segmento con Genocide. Kemal: “Quel miserabile di Steed. Ma io un giorno gli tirerò il collo a quel figlio di madre ignota. Hai sentito cosa ha fatto? Ancora una volta si mette in mezzo tra noi e il Kommando. Piccolo ed insignificante bastardo.” Il turco bestemmia come da tradizione nazionale, ma la donna è interessata all'uomo sullo schermo. Kemal: “Dovevo ficcargli due dita negli occhi, strappargli la lingua. Steed dannato.” Donna: “Je connais quell'uomo.” Kemal: “Eh? Ovvio, è quel pezzo di fango di Genocide. È il campione della TWP.” Donna: “Certo che lo so. Riconosco l'uomo sous le masque.” Kemal: “Come?” Donna: “Sensazione.” Kemal: “Bah, il segreto meglio custodito del pro-wrestling.” Donna: “Homme de peu de foi. Si può riconoscere qualcuno non solo cause de visage. Anche il corpo parla, ho conosciuto molti uomini de bien des façons, riconosco anche il più piccolo gesto, fais-moi confiance.” Kemal: “E dove l'avresti visto?” Donna: Non riesco a ricordarlo, ma... quel modo de bouger ses mains, impacciato... - osserva la tv - ...sembra quello che era nella stanza con il vecchio Oturk.” Kemal: “Cosa mi stai dicendo? Quindi saresti in grado di riconoscerlo se lo vedessi senza maschera? Cioè, l'uomo dell'ospedale, se lo rivedessi saresti in grado di riconoscerlo?” Donna: “Je ne te promets rien ma sento che è lui – continua a fissare lo schermo – è divertente dargli la caccia n'est-ce pas?” Kemal: “Dargli la caccia? Se scoprissi che sono la stessa persona e me lo ritrovassi in mezzo alla strada gli salterei al collo.” Donna: “Là, c'est toi qui n'es pas futé. Potrebbe essere la chiave per arrivare a qualcuno più in alto. Non ci arrivi?” Kemal resta in silenzio a pensare. Donna: “Sarebbe un ottimo motivo per uscire di qui, anche les fantômes hanno bisogno della loro parte di azione.” Kemal: “Ah sì? E in cambio cosa vorresti.” La donna sventola le mani per asciugare lo smalto, poi soffia sulle proprie unghie. Donna: “Sappiamo entrambi cosa succede entre un homme et une femme quando sono soli e attratti l'uno dall'altra...” Kemal: “Dove vuoi arrivare?” Donna: “Lo sai bene. Ma non è quello che cerco cette fois... in cambio ti chiedo di fingere di amarmi, almeno pour une fois. È tutto quello che ti chiedo. Juste pour voir ce que ça fait.” Il momento di imbarazzo è rotto da una risata. Donna: “Ihihihihihi! Sai che mi piace provoquer ta réaction. Dovresti vedere la faccia che hai fatto.” Un posto non precisato di quella palla di acqua e fango chiamata pianeta Terra. Una strada di una grande città, parcheggiato in una via laterale un mini-van, appartenente ad una ditta di trasporti. Ma questi sono forse dettagli inutili all'economia del racconto, chi ci interessa sono gli occupanti del mezzo. Un uomo tamburella annoiato sullo sterzo. ![]() Uomo: “Ho paura di addormentarmi – sbadiglia – maledizione.” Risponde qualcuno al suo fianco, una voce femminile. Donna: “Tu t'ennuies Kemal?” Grazie signora per averci svelato il nome del tizio al volante. Kemal: “Sono stanco.” Donna: “Se vuoi conosco metodi... très efficaces per tenerti sveglio.” La donna, occhiali neri e cappello nero calato sulla fronte, sorride maliziosa. Kemal: “No, no... devo restare vigile.” Donna: “Ihihihihihi – risatina irritante – C'est moi qui deve riconoscere qualcuno, non tu.” Kemal: “Sarebbe una distrazione anche per te.” Donna: “Je sais fair più cose en même temps.” Kemal: “Bah...” Il turco si tira su il cappuccio della felpa. Donna: “Sta uscendo quelqu'un.” I due stanno chiaramente controllando l'ingresso di qualche edificio. Kemal: “Ti sembra lui?” Donna: “No, je ne crois pas.” Kemal: “Ma perché non ti metti gli occhiali da vista?” Donna: “Perché siamo sous couverture, non devo farmi riconoscere.” Kemal: “Ah si certo. Perché per il resto sei molto credibile come scaricatrice, hai proprio il physique du role. Ora che ti vedo bene, mi ricordi proprio mio cugino che ci ha prestato questo camioncino.” La signora sembra essere indispettita, ma poi scoppia in una sonora risatina. Donna: “Ihihihihihi!!! Avremmo dovuto portare anche l'enfant. Ci sarebbe valso come temps passé ensemble come una fam...” Kemal: “Sì, che bello il primo appostamento e pedinamento con mamma e papà. Stupendo.” La donna decide di cambiarsi gli occhiali, mettendone un paio da vista. Donna: “Ora ci vedo meglio. Beaucoup mieux.” Kemal: “Speriamo che porti a qualcosa. Certo che è divertente. In ogni birreria una spia dalla Turchia. Quando ero bambino e ragazzino c'era la leggende metropolitana, o forse sarebbe più giusto chiamarlo pregiudizio razziale, che i turchi spiassero i tedeschi. Mi dava abbastanza fastidio... e adesso cosa sto facendo? Non lo trovi ironico?” Donna: “Tutto nella vita è così... ironique.” Kemal: “Non puoi capire, non sei stata di certo una teenager turca nella Germania anni '90.” Donna: “Je n'ai pas eu la chance di essere stata una teenager – il tono è tra l'infastidito e il triste – tanto meno in Germania.” Il silenzio cala nell'abitacolo per qualche istante, quando ad un tratto... Donna: “Merd! È lui, lo riconosco, lui!” Kemal: “Chi? Dove?” Donna: “L'uomo de la chambre, è lui, all'ingresso vicino l'auto. Vite!” Senza dire altro il turco tira fuori una fotocamera con teleobiettivo ed inizia a scattare foto. Kemal: “Troppo veloce. Spero di aver inquadrato la targa.” La signora scrive qualcosa su un foglio e lo mostra al turco. Donna: “Eccotela, écrite pour toi...” Kemal: “Ma come?” Donna: “Memoria fotografica... Trooper #1.” D'istinto l'uomo stampa un bacio sulla guancia dell'occhialuta. |
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| Cross Wizard | Mar 7 2018, 11:17 Post #44 |
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
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Frammenti riassemblati da show. Roma, Città Eterna. Lontani dalla finale dell'Empress of Europe, sia temporalmente che fisicamente. Lontano anche dalla storia di questa immortale urbe, visto che siamo nel più semplice dei giardinetti pubblici. Bambini che giocano sotto il timido sole di febbraio, e due donne sedute su una panchina. ![]() Una delle due signore, nascosta dietro grandi occhiali oscuri, segue ogni spostamento di uno dei pargoli con malcelata ansia, l'altra invece osserva il verde attorno a sé. La prima donna distoglie per un attimo lo sguardo dal bimbo, per rivolgere la parola alla sua compagna di seduta. Donna: “È proprio un bel posto, n'est pas Safiye?” Scopriamo quindi che l'altra protagonista di questa mattina non è altro che Safiye, l'attuale Empress of Europe. Safiye: “Sì, e questi bimbi sono così allegri.” Sorride e saluta con la mano il bambino che l'altra donna tiene d'occhio. Safiye: “Mi fa pensare che forse potremmo prendere la vita più alla leggera.” Donna: “Que tu veux dire?” Entrambe ora stanno fissando la masnada di ragazzini saltellanti. Safiye: “Beh, buttarci alle spalle il passato e i pensieri negativi, essere presenti nel momento che stiamo vivendo e goderne al massimo.” Donna: “Non è qualcosa che l'être humain può riuscire a fare superata l'adolescence. Siamo destinate al rimpianto, ma petite.” Safiye: “Sai questa sera potrei dire addio alla corona di Empress of Europe, e forse anche ai miei titoli. Dovrei esserne spaventata o quasi, ma non dimenticherò mai questa mia seconda reggenza.” Sorride come a voler sottolineare una finta solennità. Safiye: “Sono successe molte cose durante quest'anno. Più fuori che dentro al ring. Il new Turkish order è tornato ed è più unito che mai, pronto a riprendersi quello che gli spetta... per me invece quello che importa è che sia tu che Kemal siate ritornati. La mia bella corona d'ottone potrà anche lasciarmi stasera, ma ho una nuova consapevolezza di me.” Prende una mano della donna al suo fianco, e la guarda negli occhi. Safiye: “Non mi sento più una ragazza, sono diventata una donna, e mi sento abbastanza saggia da dire che sì, dovremmo puntare a vivere come quei bambini ogni giorno della nostra vita.” Proprio in quel momento, il bambino si fa incontro alla signora dai grandi occhiali scuri e le siede in braccio. Lei lo stringe come fosse un tesoro, per poi tornare a parlare a Safiye. Donna: “Forse ti ho insegnato molto mais pas tout – accarezza il bimbo che scende dalle sue ginocchia e torna a giocare – Sono fiera del tuo cambiamento mais n'oublie pas, tutto ciò che abbiamo non è altro che poussière dans le vent. Qui a Roma lo hanno capito da secoli.” Si volta alla sua destra, dove in lontananza ci sembra di scorgere San Pietro. Donna: “Quando veniva eletto un Papa al soglio pontificio nel Medioevo, si praticava une cérémonie in cui trois chandelles venivano accese. Ciascuna di esse veniva spenta avec un souffle e dopo veniva recitata la frase sic transit gloria mundi.” Safiye: “Ovvero?” Donna: “Così passa la gloria del mondo. Come un soffio sur une faible flamme. Tienilo a mente.” Safiye: “Mi sembra di essere tornata ai vecchi tempi – sorride dolcemente - ai tuoi racconti, ai tuoi insegnamenti, pendevo dalle tue labbra.” Donna: “Pendevi dalle mie labbra... avant. Credo di averlo già detto a qualcuno, mais je m'étonne ogni volta che lo ripeto... quando non c'ero tutti mi cercavate, ora che ci sono semble qui tout le monde disparaissiez, le vostre visite si diradano, i contatti s'amenuisent. Cosa c'è? Sono una vecchia matrona che non serve più a nulla?” La donna senza nome incrocia le braccia. Safiye: “Non è questo... è che... - si ravvia un ciuffo sulla fronte – sono cambiata. È passato molto tempo, sono successe tante cose ed io non sono più la stessa. Non fraintendermi, non che non sia più legata a te ma... ecco il punto è che...” La Turkish Delight è in evidente difficoltà. Donna: “Pardonne moi, mi detesto quando cado nell'autocompatimento.” Safiye: “Ora so camminare sulle mie gambe ecco. Mi sento in grado di reggermi in piedi da sola. Quando ci siamo conosciute credevo di essere già grande, invece... tu mi hai aiutata molto a crescere davvero. E adesso sono qui, adulta, senza il bisogno di stare costantemente attaccata alle gonne della mia mentore.” Donna: “Calmati ne soyez pas anxieuse, non ho bisogno di tutte queste spiegazioni mon petit diamant a l'etat brut, lo vedo da me come sei cresciuta e ne sono fiera. Laisse moi croire che sia anche un po' merito mio.” Prende la mano di Safiye e se la porta al volto. Donna: “Il merito di aver cresciuto sa majesté, Empress of Europe.” La signora bacia la mano della Turkish Delight. Siamo nella portineria di un moderno grattacielo. Sì, proprio quelli che siamo abituati a vedere nelle serie televisive. L'addetto al portierato, di pelle scura giusto per rispettare un altro stereotipo, è impegnato in una chiamata con l'interfono. Portinaio: “Signorina Karen, ha capito bene. No non è un pacco di scarpe, è una... una suora... come sarebbe a dire cosa vuole una suora da lei, come posso saperlo signora?” Ed eccola, dall'altra parte del bancone, una suora. Una semplice veste grigio chiaro, che scende senza sottolineare le forme e un copricapo a velo dello stesso colore. La pia donna indossa un paio di grandi e antiquati occhiali da vista fumé. ![]() Portinaio: “Signorina Karen, si – appoggia la mano sul ricevitore – come si chiama sorella?” ???: “Thérèse, suor Thérèse.” Un sorriso si dipinge sul volto della religiosa. Portinaio: “Suor Thérèse, ecco si chiama cosi.” Thérèse: “Le dica che ho una richiesta importante da farle, une faveur. Devo solo chiedere una cosa e andrò via comment je suis venue.” La suora inclina la testa di lato con divina grazia. Balzo temporale e spaziale. Siamo in un lussuoso appartamento, Karen ha deciso di ricevere suor Thérèse. La giovane ragazza ha lunghi capelli biondi meshati, e indossa “comodi abiti da casa”: una magliettina rosa shocking aderente e dei pantaloncini in jeans che lasciano poco all'immaginazione, ai piedi un paio di scarpe dal tacco vertiginoso, il viso è truccato pesantemente. La pia donna è stata fatta accomodare dalla padrona di casa su una comoda poltrona. L'ambiente è moderno, chiaro e luminoso, non mancano tracce dell'eccentricità della padrona. Sculture di dubbio gusto, quadri male assortiti, la suora tira un sospiro. Le presentazioni sono già state fatte, siamo nel bel mezzo di cordiale dialogo. Thérèse: “Quindi comme je l'ai dit, la voiture che lei ha noleggiato, è la stessa che l'arcidiocesi di Los Angeles aveva preso par une trés importante visite pastorale...” Karen: “Mi spiace sorella – replica la bionda – avrò anche io affittato quella macchina, ma non sono stata io a guidarla. Non ci sono stata nemmeno dentro se è per questo.” Thérèse: “Il nostro dubbio è che in quella voiture ci sia rimasto un precieux breviario, dono de notre aimée la abbesse alla cathédrale Saint-Ignace di Xujiahui.” Karen: “Bre... che?” Thérèse: “Un libro, un piccolo libro. Apparteneva ad un prete ucciso da les gardes rouges durante la Révolution culturelle.” Alza gli occhi al cielo facendosi il segno della croce. Thérèse: “Per questo sono qui, solo per chiederle se ha trovato quei documenti, desolée de vous déranger.” La religiosa si alza dalla poltrona. Karen: “Ma no, si metta comoda suor Thérèse, tanto qui sono sempre sola. Ad ogni modo, se fosse stato trovato un libro nell'auto l'avrei saputo, almeno credo. Posso chiedere.” Thérèse: “Oh quelle dommage, era davvero importante. Il mio ordine sta promuovendo la beatificazione di quel padre, victime de violence dei maoisti.” Gli occhi della suora diventano lucidi, prontamente Karen la soccorre. Karen: “Accidenti mi dispiace, ha bisogno di qualcosa?” Thérèse: “Un bicchiere d'acqua si c'est pas trop dérangement. Grazie.” Karen provvede. Karen: “Eravate amici?” Thérèse: “Chi?” Karen: “Lei e quel povero prete.” Thérèse: “No... - sorride – è successo molto prima che io nascessi.” Karen: “Ah...” Thérèse: “Ma che incantevole appartamento, arredato avec aussi bon goût. Vive da sola?” Karen passa il bicchiere d'acqua nelle mani della sorella. Karen: “Sì, questa è la mia... reggia.” Thérèse: “Un po' grande per non condividerla con qualcuno. Ha mai pensato de vous marier? Di prendere marito?” Karen esplode in una risata. Karen: “Sorella, diciamo che in qualche modo la condivido con il mio uomo ma lui non c'è mai, infondo devo essere sincera, non che mi dispiaccia troppo, certe volte sembra che non gli importi davvero di me ma solo del mio corpo. Chiedo scusa sono discorsi fuori luogo per una suora.” Thérèse: “Figliola, ho girato il mondo con queste vesti e ne ho viste e sentite de toutes sortes, non pensi che mi scandalizzi. Sono una missionnaire. Il mondo moderno è la sfida di ogni donna o uomo di fede.” Karen: “Oh beh, come le dicevo io sto qui a occuparmi di me stessa, sa cosa intendo no?” Thérèse: “La cura dell'anima e della casa?” Karen: “Diciamo più la cura di me stessa, lei è una suora e non lo sa, ma per noi ragazze è davvero impegnativo mantenersi un uomo, parrucchiere, estetista, trattamenti di bellezza, palestra, fortuna che paga tutto lui... Ahahahah!!!” Risatona sguaiata della bionda. Thérèse: “Interessante. E quel travaille fait il suo uomo? Dove lavora?” Sorriso gioviale della suora. Karen: “Se lo sapessi di preciso. Passa una settimana all'estero per affari torna qui ogni due settimane. Non usciamo spesso e questo mi secca molto, sa com'è Los Angeles è piena di locali in cui... mi scusi non credo che una suora ne sappia di vita mondana...” Thérèse: “Parli sans craindre.” Karen: “Non so perché sto dicendo tutto questo ad una suora, forse perché sono spesso da sola qui – si guarda le unghie laccate – in pratica credo che lavori per una sorta di multinazionale tedesca. Sa parlare molto bene in tedesco. Nei weekend ha quasi sempre meeting in America o in Europa... ma poi la settimana dopo è qui... ma anche qui ci vediamo poco. Perché un paio di giorni a settimana fa queste visite allo zio malato, al cugino depresso e al suo capo, una noia mortale mi creda.” Thérèse: “Uno zio malade et un cousin déprimé?” Karen: “Sì, ma non li ho mai visti. Di certo deve essergli molto affezionato.” Thérèse: “Il suo uomo è veramente une bonne personne. Far visita aux malades è cosa buona e giusta.” Karen: “Sorella, mi creda... per una donna non basta solo questo. Ma lei non conosce gli uomini.” La suora si volta verso una specchiera. Thérèse: “Sì fidi, anche il mio uomo è molto esigente ed impegnato.” Karen scuote la testa sorpresa. Karen: “In che senso?” Thérèse: “Nostro Signore, Karen, sono una sposa di Dio.” Avanza verso una console (il mobile, non quella per giocare). Thérèse: “Jolies photos.” Karen: “Eh, una vita fa. Volevo essere una stella di Hollywood, ma invece...” Qualcosa attira l'attenzione della religiosa, una foto in una cornice. D'istinto la suora solleva il portafoto... e strabuzza gli occhi per un istante (tradendo un probabile DNA made in ASW). Thérèse: “Questo è... votre homme?” Karen: “Sì, non stiamo bene insieme? Non vorrei dire, ma il mio Harald ha un fisico eccezionale per essere un impiegato!” La suora dissimula imbarazzo. Thérèse: “Pardonne moi... - riconsegna la foto a Karen – non volevo. Comunque siete une joli couple, davvero. Quando dovrebbe ritornare?” Karen: “Credo tra un po'. Dovrebbe essere già atterrato.” Thérèse: “Oh, bene. Il se fait tard. Grazie per l'ospitalità.” La suona punta diritta all'uscita, lasciando Karen un po' sorpresa. Karen: “Sorella, e il suo libro? Chiederò ad Harald se sa qualcosa. E nel caso come la contatto?” Thérèse: “Non si preoccupi. Saremo noi a farci sentire...” Sorriso gaudente. |
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| Cross Wizard | Mar 23 2018, 10:33 Post #45 |
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Grazie Gianni, GIAOOOO!
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Prima di TWP #94... difficile dire quando. Il bianco e il nero. A cosa vi fanno pensare? Oltre che ad una squadra di calcio piemontese (che fa spesso rima con diversi termini volgari), ai quadrati di una scacchiera. Ed è proprio una partita del gioco dei sovrani che si sta svolgendo sotto i nostri occhi, in un ambiente intimo, quasi in penombra. ![]() ???: “Resto dell'idea che quello che hai fatto è stato quanto meno azzardato. Per non dire altro.” Guarda la scacchiera meditando la sua mossa. ???: “Travestirti da suora... ma come diamine ti è venuto in mente? È proprio vero che sei un diavolo ingannatore.” Una voce femminile, quella dell'altra giocatrice, tuona piccata. ???: “Sarebbe questa la tua reconnaissance Kemal?” Svelato il nome dell'uomo. ???: “Se non fosse stato per Suor Thérèse, non saremmo entranti danse l'antre du loup, conquistando preziosi segreti.” L'uomo fa la sua mossa. Kemal: “Va bene. Ti ho già dato atto di questo. Ma preferirei che tu non ti esponessi più in questo modo. Sbaglio o sei tu la prima a tenerci così tanto al tuo status di spettro? O la tua smania di cacciarti nei guai è troppo forte?” La donna guarda la scacchiera. ???: “Ciascun uomo ha la sa passion che lo rode internamente, au fond de son coeur, come ciascun frutto ha il suo verme... - sguardo verso l'avversario - Alexandre Dumas.” Kemal: “Adesso bisogna pensare alla prossima mossa.” ???: “Per arrivare al Re... bisogna catturare l'Alfiere, distrarre la Torre, ed ingannare la Reina.” Attimo di silenzio. Sposta il suo pezzo... ???: “Échec et mat, Kemal.” Kemal: “Dannazione. Non riesco mai a vincere.” ???: “Ihihihihihi!” Prima di TWP #94... difficile dire quando. Siamo in un lussuoso appartamento. L'ambiente è moderno, chiaro e luminoso, non mancano tracce di eccentricità, come sculture di dubbio gusto e quadri male assortiti. La proprietaria di casa è distesa su un lettino, sul suo viso una maschera di bellezza, avvolta in un accappatoio bianco, con lo sguardo perso nel suo smartphone dorato, che sulla scocca posteriore ci svela forse il nome della signorina: Karen (rigorosamente scritto con brillanti). Ad un tratto un telefono squilla... quello fisso. Sì, c'è ancora chi utilizza il telefono fisso. Karen trasale, quasi sbuffa, prima di rispondere alla cornetta. ![]() Karen: “Pronto?” Dall'alto capo rispondono. Karen: “Suor Thérèse?! Certo che mi ricordo di lei sorella.” Risposta non udibile. Karen: “Un attimo sorella.” La bionda donna preme un pulsante sulla tastiera, passando la conversazione in viva voce (grazie Karen, possiamo sentire anche noi), prima di accomodarsi su una poltroncina. Karen: “Eccomi.” Thérèse: “Pardonne-moi per il disturbo. Chiamavo per il breviario.” Karen: “Nessun disturbo! Il vostro libro, certo che me ne ricordo. Ho chiesto ad Harald, e mi ha detto di non aver trovato nulla nell'auto. Sa lui è un uomo molto preciso ed osservatore.” Thérèse: “Pas de souci. La chiamavo appunto per informarla che il prezioso breviario a été retrouvé e sta per arrivare alla cathédrale Saint-Ignace di Xujiahui. Nos prières sono state ascoltate.” Karen: “Sono molto contenta per voi... suore.” Thérèse: “Désolé de vous avait déranges. A lei e al signor Harald.” Karen: “No sorella, nessun disturbo.” Thérèse: “Porti nos remerciements al signor Harald.” Karen: “Non si preoccupi, lo farò subito, prima che vada via. Ora è sotto la doccia.” Thérèse: “Un altro viaggio d'affari?” Karen: “No, non ancora, deve solo andare trovare il suo caro cugino.” Thérèse: “Quel bon fil il suo Harald.” Karen: “Un vero tesoro.” Thérèse: “Bien, signorina Karen, je dois raccrocher, la Madre Superiora ha bisogno di me.” Karen: “Ok...” Thérèse: “Il Signore sia con voi.” Karen: “Grazie. Buongiorno.” La comunicazione viene chiusa. Prima di TWP #94... difficile dire quando. Il tipico sobborgo americano. Una lunga strada asfaltata e tante villette mono-famigliari a schiera con garage incluso. Abbastanza stereotipato? Sì, così come l'anonimo furgone che in realtà nasconde qualcuno appostato. ![]() Due uomini iniziano a dialogare. ???: “Ma siamo sicuri che venga qui per incontrare qualcuno che ci interessa?” ???: “Ma che ti stai cagando sotto Ediz?” Ediz: “No... Mustafa. Solo che vorrei essere sicuro.” Una voce femminile interviene. ???: “Zitti voi due. Non sapete proprio come funzionano certe cose.” Mustafa: “Non siamo mica stati tutti nelle forze di sicurezza. Chissà quanta gente hai fatto sparire, Nene, ai bei tempi della divisa!” Nene: “Se vuoi posso farti sparire anche adesso, da civile.” Un nuova voce maschile interviene. ???: “Chi si nasconde lì dentro non importa, ma è sicuramente qualcuno che ci interessa.” Nene: “E questo chi lo dice Kemal? Suor Thérèse... pff...” Kemal: “Non credo ci sia Lieder lì dentro. Ma questo importa poco, il nostro obiettivo è uno solo, arrivare al vecchio Oturk...” Ad un tratto, l'uomo al volante, che fino ad ora non ha parlato, esclama. ???: “QUEL MALEDETTO!?” Kemal: “Ismail che dici?” Ismail: “Guardate chi sta uscendo dal retro della casa...” Tutti spostano lo sguardo. Silente stupore. Ediz: “YUSUF!?!?” Prima di TWP #94... difficile dire quando. Un salotto tipicamente statunitense. Degno scenario di una sit-com di altri tempi, anche se molto essenziale e moderno. Tutto molto bello, roba da rivista specializzata. Peccato per il tavolinetto rotto, qualche mobile rovesciato, e il rumore di colpi che si abbattono su qualcuno. ![]() ???: “BASTA EDIZ! VUOI AMMAZZARLO???” La voce è quella di Nene Hatun, il tono è perentorio e preoccupato. Il mansueto, e spesso codardo, Ediz Gul, proprio lui, sta tempestando di colpi un uomo, nettamente più possente di lui, ma ormai inerme sul pavimento. Qualcuno interviene, staccando il furioso Gul dalla sua vittima, sono Ismail e Mustafa. Nene: “Che cazzo ti sei messo in testa?” Ediz schiuma di rabbia. Mentre qualcuno osserva tutta la scena. Braccia conserte, Kemal si avvicina all'uomo pestato. Kemal: “Ti vedo fuori forma, Oturk – guarda verso il basso – ma sei scusato. Nessun traditore è mai pronto quando l'ira dei traditi si abbatte su di lui.” Yusuf: “Anche tu... - tossisce – anche tu eri un traditore. Sei andato via... per... AHHH!!” Un calcio secco al costato di Oturk da parte di Kemal. Kemal: “Sei un fortunato bastardo, Oturk. Fortunato che qui non ci sia un Arkin. Fortunato che tu ci serva integro e presentabile. Andiamo tutti a fare una visita a zio Ednan. Giusto ragazzi?” Yusuf: “No, non possiamo...” Kemal: “Preferisci passare forse dal pronto soccorso?” Yusuf: “No, no... basta, mi arrendo.” Nene: “Si arrende, il vigliacco.” Yusuf: “Mio zio – sospira – non è più qui, è stato portato in Europa.” Kemal: “E noi dovremmo crederti?” Yusuf: “Perché dovrei mentirvi ormai?” Il giovane Oturk rantola dal dolore. Kemal: “Di certo non sei la persona più affidabile di questo mondo.” Yusuf: “Ma ve lo posso dimostrare!” Nene: “Ti converrà farlo.” Yusuf: “Alla fine io ero diventato quasi loro ostaggio.” Kemal: “Quindi questo è il giorno della tua liberazione.” Nene: “Recuperate telefoni cellulari e portatili, potrebbero contenere informazioni molto utili.” Yusuf: “Fate pure, che credete? Non ci troverete nulla, vi sto dicendo la verità!” Kemal si guarda attorno con aria pensierosa. Kemal: “Una cosa è certa, caro Oturk, almeno hai il merito di averci riuniti. E adesso non hai più tanta scelta.” Yusuf nel frattempo si è messo seduto sul pavimento tenendosi la testa. Yusuf: “Vi giuro che non so dove sia mio zio adesso, né tanto meno mio fratello.” Kemal: “Vorrà dire che se non potremo utilizzarti come chiave d'accesso, ti useremo come trofeo da esibire.” Il Dev Adam sorride. Kemal: “È proprio un peccato che io debba già partire, ma credo di lasciarti in buone mani, vero?” Nene: “Assolutamente.” |
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