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Il Risveglio
Topic Started: Feb 11 2017, 22:28 (156 Views)
The Undetected Hero
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[align=center]19.06.2016
2FH Diamonds Revolution – Ain't No Stopping Us


Immagini registrate.

Lunghi capelli corvini invadono l'inquadratura. Una figura femminile dal corpo esile ci appare di spalle, avvolta da una giacca di pelle nera e da dei jeans stretti in vita, mentre osserva la luna da una finestra che, lontana e luminosa, si staglia in lontananza in un cielo terso. Un bicchiere di vino rosso è pieno a metà, appoggiato su un tavolo bianco che, in tono con quello che è l'aspetto del luogo, ostenta lusso, eleganza e candore. Un candore che, oltre dalla figura che osserviamo muoversi, è rotto dal tenue fuoco delle candele che illuminano la stanza.

La ragazza osserva pensierosa il bicchiere mezzo vuoto.
Tutto quello che vede attorno a se sembra starle stretto. Sembra impaziente, sembra voler fuggire da quella prigione dorata. Probabilmente, non comprende nemmeno perché vi è finita, in quel luogo, tutto tranne che consono a lei. Attende ancora qualche istante, ammirando la bellezza degli astri che si perdono nella notte più profonda, poi esce dalla stanza. E un primo piano della telecamera, finalmente, ci permette di darle un volto ed un nome.

Un nome che già conosciamo.

Un nome...anzi, un cognome pesante.

Clarissa Hero.


La giovane Hero sembra essersi ripresa completamente dall'infortunio patito qualche mese fa. Non porta alcuna protezione medica e si muove tranquilla nel lungo corridoio semibuio che la conduce all'uscita di quella magione. La seguiamo uscire da tale luogo e percorrere l'elegante scalinata che la conduce al giardino della villa. Per un attimo, Clarissa sembra fermarsi, mostrando nel suo volto un quasi impercettibile segno di insicurezza. Poi, tornata inespressiva, continua a camminare fino a sedersi su una poltrona immersa nel verde, rivolta verso la luna. Di fronte ad essa un tavolino in cristallo e due bicchieri di vino rosso. Clarissa si volta verso sinistra, verso la parte della poltrona fuori dall'inquadratura.

CH: "Sto solo sprecando il mio tempo, qui."

??: "Ammirare una luna così incantevole non è cosa da tutti i giorni."

Una voce, lieve come un sussurro, si rivolge a Clarissa con fare quasi gentile. Non ci è possibile sapere di chi si tratta, ma probabilmente è collegata alla ragione per cui la Hero si trova in tale luogo. Forse, la stessa persona che Clarissa aveva incontrato quando era ancora in ospedale.

??: "Così..."

CH: "Cosa vuoi da me?"

??: "...eterea."

Clarissa pare innervosirsi, vistasi quasi ignorata dalla fanciulla che l'ha condotta in questo luogo così lontano da lei e che probabilmente, non la sta degnando di uno sguardo.

CH: "Due mesi.
Probabilmente per te tutto questo equivale a normale quieto vivere, questo che ti circonda è il tuo habitat naturale. La vista al chiaro di luna, il calice sempre pieno di pregiato vino rosso. Ma quella che per te rappresenta ogni piacere possibile di cui poter godere, al contrario rappresenta per me la costante agonia di essere prigioniera.

Sono stufa.

Stufa di dovermi riposare dopo un intervento che ha quasi rischiato di strapparmi via la carriera, stufa di essere incatenata a questo luogo con una promessa che sino ad oggi è ben lontana dall'essere sia definita che mantenuta. Stufa di dover credere alle parole di una donna che non ha rivelato nemmeno il suo nome e crede di poter decidere ciò che è meglio per il mio futuro. Io non..."

??: "Eppure sei qui, Clarissa."

CH: "Questo non vuol dire che io mi fidi di te."

??: "Non ti ho mai chiesto di fidarti di me. Non è necessario.
Non sei qui per fidarti.
Sei qui perché sai che io posso indicarti una strada per ottenere ciò che vuoi veramente."

La misteriosa figura alza il calice di vino, invitando ad un brindisi la Hero.

??: "Per quanto chi mi conosce possa credere il contrario... I'm not the Devil.
Non sono qui per accecarti con una prospettiva piacevole senza accennarti le conseguenze.

Ti offro una scelta. Con tutto ciò che ne comporta.

E... non è poco. Per ottenere ciò che vuoi, dovrai sacrificare tutto. Arriverai a un passo dall'autodistruzione. Mi odierai, ed odierai ancor di più te stessa per aver accettato di seguirmi. Sarai costretta a compiere un sacrificio, un sacrificio che pagherai caro. Sarei costretta a sacrificare la tua stessa anima, se necessario. Ma se sto pronunciando queste parole, è perché so che è qualcosa che puoi sopportare. E' perché in te vedo qualcosa solo poche sono degne di possedere. Ho visto tante intraprendere lo stesso processo che io ti propongo. Ho visto molte di loro fallire miseramente, venir consumate da quello stesso potere che desideravano così ardentemente. Non spreco tempo con esseri inferiori che credono di poter divenire qualcosa che non saranno mai. Ma in te... in te vedo qualcosa che potrebbe divertirmi conoscere a fondo.

Fino a comprendere se quel che vedo è solo apparenza o qualcosa di più...puro."

Clarissa non risponde al brindisi della sua interlocutrice sembrando, anzi, abbastanza seccata.

CH: "Sono tutte parole senza senso."

??: "Libera di crederlo. Eppure, i tuoi occhi non mentono."

CH: "E... cosa vedresti nei miei occhi?"

Una risata, flebile e sommessa, dolce e sadica allo stesso tempo.

...

??: "Vendetta.
E' questo che ti spinge, non è forse così?

E' evidente, Clarissa: quel velo di malinconia nel tuo sguardo è lo specchio della tua anima. Soffri, sempre di più, senza sosta. Un pezzo di vetro arroventato ti trafigge le vene fino a giungere al cuore, senza darti pace, senza darti tregua. Soffri, ma a differenza di chiunque altro ne conosci la ragione. Sai che la spirale di dolore che provi ha un'unica e sola genesi. Ed allora tale dolore diviene odio, un odio profondo, intimo, viscerale. Da odio diviene vendetta. Ed infine, potere. E' questo che vuoi da me, è per questo che mi hai seguito fin qui: vuoi che io renda il tuo dolore forza, anziché debolezza. Vuoi che lo renda potere, affinché tu possa riversarlo su colei che tale dolore lo ha creato.

...








Zoey di Maggio.

D'altronde, l'affetto di una sorella verso il proprio fratello è il più puro che esista, non è forse così?"

Quel nome.
E' lì che Clarissa ha smesso di ascoltare, quando la voce pungente ha pronunciato quel nome.

CH: "Parli come se conoscessi interamente la mia storia, come se non avessi segreti ai tuoi occhi. Sembri voler cercare spudoratamente, con assurda arroganza, di dipingere il quadro della mia anima...Mentirei se dicessi che hai sbagliato, ma mentirei ugualmente se non affermassi che stai compiendo la scelta peggiore per la tua incolumità.

Vuoi offrirmi il tuo aiuto?

Io l'accetto. Poiché non c'è peggior umiliazione per me di uscire di scena in una maniera così becera, così umiliante, dalla compagnia della donna che ha annichilito la mente di mio fratello. Che l'ha sottomesso al suo volere e sfruttato sino a giungere al suo sporco successo. La mia ira è cieca, sarei disposta a qualsiasi cosa purché la sorte giochi un orrendo scherzo a Zoey."

Afferra il calice di vino.

CH: "Poiché una Hero l'annienterà."

Bevendone un sorso, assieme alla misteriosa figura.

Clarissa, però, non ha finito.

CH: "Ma non sarà l'unica che rimpiangerà le proprie scelte."

Per quanto le parole della giovane Hero paiono minacciose, la misteriosa figura che le fa compagnia in quel luogo non sembra esserne molto colpita. Sembra quasi irriderla piuttosto, con una risata sommessa come unica risposta a quelle parole.

??: "Spero che sia così, allora. Sarebbe divertente.
Ma prima di allora ci sarà molto da fare. Il tuo carattere, il tuo modo di pensare, il tuo modo di essere... la tua anima. Dovrai abbandonare tutto ciò che sei e concentrare te stessa nell'odio stesso che ti rende viva. Non sarà facile, e questa è l'ultima occasione che avrai per sfuggire da tale destino: d'ora in poi non tollererò fallimenti.
Ma se vuoi seguirmi, ora è il momento."

Sentiamo la figura misteriosa alzarsi, dirigendosi dal lato opposto rispetto a quello inquadrato dalle telecamere, le quali indugiano su Clarissa. Un attimo di indecisione, poi la Hero lascia cadere il calice che si frantuma in mille cocci, per poi seguire la sua nuova strada.

La strada che la porta verso la sua vendetta.


TO BE CONTINUED[/align]
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The Undetected Hero
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[align=center]Lascia cadere il cellulare sul letto, per poi aprire la tenda e far entrare la luce nella camera, prima semibuia. Osserva con una certa malinconia il panorama, forse anche un pizzico di noia, salvo poi voltarsi e giungere all'armadio. Prende i primi panni capitati dinnanzi e, nel tirare un pantalone dalla cima dell'alta montagna di panni, lentamente una foto si adagia sulla moquette. Clarissa si veste, notando solo dopo la fotografia.

L'osserva non curante della sua provenienza, per poi chinarsi e afferrarla.

La foto vede Clarissa e Shane abbracciati, con un sorriso spensierato sul volto della prima e un sorriso sincero sul volto del secondo...Un semplice e comunque così unico sorriso sul volto d'entrambi, quell'istantanea racchiude un momento che, Clarissa pensa, non tornerà. La foto presenta anche un piccolo rettangolo piegato e non appena lo nota s'acciglia. La ripiega, mostrandoci la foto per intero.

Lei nel mezzo, tra Shane...E Zoey.

Sarà una foto risalente ad almeno quattro anni fa, ad un periodo diverso. Un periodo, come già detto, spensierato e innocente. Inguardabile, oggi, con gli stessi occhi. Ma affogando nei ricordi del passato non otterrà ciò che più desidera...Ed è per questo che due tocchi colpiscono la porta della sua camera, per riportarla nel presente.

CH: "Arrivo subito."

Clarissa apre la porta, frettolosamente. Quasi annoiata si rivolge alla figura che è comparsa sull'uscio. Una giovane donna dai lunghi capelli biondi e dallo sguardo gelido, quasi vitreo. Occhi cerulei scrutano la Hero,
quasi volessero percepirne i segreti e le emozioni più recondite. Una voce del tutto innaturale, quasi meccanica e priva di qualsivoglia emotività, si ode.

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??: "La Maestra richiede la vostra presenza, Milady Clarissa."

CH: "Lo so, Aya. Dille che sto arrivando."

...

La scena cambia.
Un piccolo ring desueto, fiocamente illuminato da luci smunte e opache, troneggia al centro dell'inquadratura.
Le telecamere divengono gli occhi di Clarissa che, lentamente, vi sale. Con un indosso semplicemente una t-shirt ed un leggins sportivo, la Hero mostra tutta la giovane età che le appartiene e, nel contempo, non può nascondere la vistosa fasciatura al collo, ricordo di quando ancora combatteva in 2FH.
La Hero alza gli occhi, incrociando una donna dall'elegante mise, semplice eppur graziosa, ed il volto coperto dal cappuccio di una felpa. Non c'è dato vederne il viso, ma i lunghi capelli biondi si muovono fluenti, come fili di una lira dalle corde d'oro. La voce lieve come un sussurro e suadente come un sibilo di una serpe riporta Clarissa alla consapevolezza di ciò che sta per accadere.

??: "Sei sicura di essere pronta, giovane Hero?
E' l'ultima possibilità che ti concedo di lasciare questo luogo. Ciò che ti attende non sarà semplice. Arriverai ad odiarmi, ed ancor di più odierai te stessa per aver accettato. Verrai distrutta, pezzo dopo pezzo, affinché tu possa rinascere. E' nella sofferenza, nel puro dolore che verrai temprata. Ma... non sei obbligata a sottoporti a tutto questo. Tu..."

CH: "Silenzio!"

Uno scatto rapidissimo di Clarissa sembra cogliere di sorpresa la ragazza, che però riesce ad evitare il successivo montante, schivando di lato, per poi portarsi all'angolo opposto.

CH: "Sono qui per allenarmi, giusto?
Ed allora sia. Non voglio perdere tempo. Pensa a difendere te stessa, piuttosto!"

Altro scatto della Hero, che cerca di non concedere alcun tipo di tregua a quella così misteriosa "maestra". Questa volta la sorellina di Shane finta un gancio destro e prova a colpire con un diritto sinistro al volto della giovane, che schiva arretrando. Clarissa incalza, prova una spazzata ma un elegante salto all'indietro la rende inutile. La "maestra" si ferma, ed una risata suadente si ode, mentre Clarissa attacca nuovamente, caricando un calcio alla testa.

??: "Credo che tu abbia fatto la tua scelta..."

Ginocchiata allo stomaco.
Rapida. Fulminea. Clarissa si piega in due. Sente il respiro fermarsi, l'aria mancare. Appoggia le mani al tappeto, cercando di recuperare.

Poi, black out.
Un calcio, nemmeno troppo forte ma tremendamente preciso. Non diretto alla tempia, dove pur Clarissa cercava di coprirsi, ma al collo. Quel collo ferito, ancora dolorante. Un punto debole troppo facile. Clarissa si ritrova distesa sul mat, incapace persino di urlare dal dolore. Completamente inoffensiva. Totalmente alla mercé.

??: "Credo che in questo modo tu possa ascoltarmi, non credi?
Se ho scelto di allenarti è perché noto delle capacità notevoli in te. Sei un diamante grezzo, hai qualcosa dentro di te che ti ha resa degna della mia attenzione. Ma non è sufficiente un animo indomito per essere qualcosa di più di un semplice e caduco mortale. Non è sufficiente la tua voglia di vendetta affinché questa si realizzi. Devi imparare a controllarti, a sfruttare il tuo impeto affinché sia arma e non intralcio. Accettare te stessa ed agire di conseguenza. In caso contrario, rimarrai per sempre... debole."

CH: "Tu...non...mi...conosci."

Clarissa si rialza, a fatica.

??: "So quanto mi è sufficiente, giovane Hero.
Ora..."

CH: "Non mi interessa!
Combatti! Affrontami, o ne pagherai le conseguenze!"

Con le poche forze residue, la giovane Hero si lancia in un attacco quasi disperato. Colpi rapidi, ma inefficaci, che la sua "maestra" schiva con precisione quasi chirurgica, cercando persino di spiegarle la maniera in cui sta evitando i colpi.

??: "Diretto al volto. Schivata all'indietro, se lo spazio lo consente."

...

??: "Calcio allo stomaco, parata bassa per sfruttare il poco equilibrio dell'avversario..."

...

??: "...che si rialza stordito ed è privo di guardia."

Calcio alla tempia.
Clarissa barcolla, finendo per avanzare.
Gomitata al mento. Pugno allo stomaco, esattamente nel punto più doloroso.

Clarissa crolla al tappeto, priva di sensi.

Per un attimo il buio e poi...Il sorriso, forse anche l'orgoglio. Sta seduta sugli spalti, da sola, mentre osserva fiera il centro della palestra. Lì è posizionato un ring sul quale si sta tenendo un seminario. Suo fratello Shane parla alle nuove leve quando, non riuscendo più a trattenersi, scatta l'ennesima foto. Gira e rigira la sua macchina fotografica tra le mani, guardandosi attorno e non perdendo mai il sorriso.

"Se non ti conoscessi capirei che sei sua sorella solo da come lo guardi."

Una voce la fa voltare, Clarissa pare conoscerla.

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Zoey Di Maggio. Ma non la solita Zoey, non quella che conosciamo.
E'...Diversa.

Clarissa abbassa lo sguardo e sorride. Tra le due pare esserci una sorta d'intesa, nonostante quello sia lo stesso giorno in cui Shane le ha introdotte una all'altra.

CH: "Lui...Insomma, ti parla mai di me?"

Zoey accenna ad un sorriso, rispondendole mentre non stacca gli occhi da Hero.

Z: "Diciamo che ho impiegato un bel po' di tempo prima d'ottenere la sua fiducia. Quando poi è stato annunciato questo seminario per la CWA ha subito pensato di farci conoscere, nel momento in cui ho detto di sì non ha fatto altro che parlare di te. Costantemente."

Sorride.

Z: "Sei stata la sua prima ammiratrice, sin da quando lottava in questa palestra dinnanzi ad una dozzina di persone. A differenza di ogni altra persona le tue parole l'hanno sempre ispirato e spinto a diventare ciò che è oggi. Se Shane ha raggiunto i suoi sogni è merito anche tuo, Clarissa."

Gli occhi di Zoey, così profondi e penetranti, incrociano quelli di Clarissa, innocenti e forse un po' distratti.

Z: "Hai un forte ascendente su di lui."

Il tono appare in leggero contrasto con il sorriso che Zoey ha in volto. Clarissa però non se ne cura, scattando un'altra foto.

CH: "Mi piacerebbe così tanto entrare lì dentro e ascoltare quella lezione, sapendo di poter divenire come lui..."

Zoey rivolge lo sguardo prima verso il ring, poi verso Clarissa.

Z: "Credo tu sappia chi è mio fratello, quale peso comporta il mio cognome. Quando lo vidi debuttare compresi che tra noi c'era un legame profondo, che nonostante avessi vissuto buona parte della mia vita lontana da lui c'era una passione che ci univa. Sono entrata in quel ring e penso che non ne uscirò così facilmente. Non prima di aver dato orgoglio al mio cognome, non prima d'essere divenuta la donna più dominante di questo business."

Shane pare aver concluso la lezione, stringe la mano ad una serie di ragazzi ed esce dal quadrato.

Z: "Un cognome così importante è solo un pretesto in aggiunta per non fallire.
E, non saprei spiegarti per quale motivo, ma tu non sei destinata a fallire...Clarissa. Non così facilmente."

Clarissa riflette su quelle parole e annuisce, ma non ha il tempo di replicare. Shane giunge assieme ad altre persone sugli spalti, stringendo a sé le donne della sua vita.

SH: "Avete parlato fin troppo, non credete?"

Z: "Il tempo vola quando si è in ottima compagnia."

Clarissa annuisce, salvo poi rivolgersi a Shane.

CH: "Fratello...Credo proprio che ben presto mi allenerò in quel ring. Voglio renderti orgoglioso di me!"

Shane sorride, per poi rivolgere uno sguardo sorpreso a Zoey. La Di Maggio annuisce, quasi ammettendo d'averla spronata a inseguire il suo sogno. Clarissa porge poi la macchina fotografica ad uno dei ragazzi che passavano da quelle parti.

CH: "Potresti scattarci una foto?"

I tre si mettono in posa, Clarissa è al centro con Shane e Zoey che la stringono forte. In quel preciso istante, per la prima volta, Zoey e Clarissa vengono a contatto. La piccola Hero avverte una sensazione strana, che la mette a disagio, quasi l'angoscia. E' come se quel breve lasso di tempo durasse in eterno, isolando il mondo e lasciando solo le due in una dimensione oscura, vuota...

Dannata.

Clarissa rivolge lo sguardo a Zoey, che non pare accorgersi di quelle sensazioni. E proprio nel momento in cui la Hero sembra sfiorare il pensiero che la Di Maggio non si sia accorta di nulla perché forse ella vive, convive, sopporta quelle sensazioni...

SH: "Sorridete!"

Shane riporta Clarissa alla realtà. Forse è stata solo una sensazione, nulla di più. Clarissa si volta e sorride felice per l'obiettivo, la macchina scatta la foto...Quell'istantanea, la stessa che Clarissa conserva gelosamente nel suo bagaglio. Quello è il momento in cui ricorda che colei che la spinse a divenire una lottatrice, che l'ha portata a rischiare il collo, che l'ha costretta a sottoporsi a tali devastanti allenamenti è la stessa donna che gli ha portato via il fratello.

Gli occhi di Clarissa si spalancano nello stesso istante in cui la Maestra s'accinge ad abbandonare il quadrato. Ella si ferma proprio nell'istante in cui ode la Hero battere con forza i pugni sul tappeto, rialzandosi ancora una volta. Clarissa lecca i denti intrisi del suo stesso sangue, ridendo poi di gusto.

CH: "Sei sicura che sia già finita?"

Ghigno malefico della Maestra, deliziata dall'atteggiamento della giovane Hero.

CAMERA FADES


TO BE CONTINUED[/align]
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The Undetected Hero
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[align=center]L'allenamento prosegue così come era cominciato. Ogni tentativo di Clarissa va a vuoto e, puntualmente, alla Maestra basta un solo, fatale, colpo per farla cadere ai suoi piedi. Invano il tentativo di Clarissa di tracciare quei movimenti, crearsi uno schema mentale per provare ad arginarlo.

??: "Tutto qui?"

La domanda saccente torna a scatenarla. Ancora una volta si rialza, ancora una volta ogni colpo viene schivato. La giovane Hero sente mancare fiato, cosicché poggia le spalle all'angolo. Non ha il tempo per respirare, la Maestra le si para davanti e la colpisce a più riprese con colpi mirati. Clarissa si sente indifesa, forse per la prima volta in vita sua, sente che quei colpi non cesseranno e che potrebbe essere il suo ultimo giorno. Proprio quella paura per quel dolore così lancinante, tutto d'un tratto...

Fa scattare una scintilla.

Chiude lentamente gli occhi, nonostante i colpi non cessino ha la capacità di rilassarsi. Quello strano atteggiamento costringe la Maestra a fare un passo indietro.

Clarissa riapre gli occhi e accarezza il collo.

??: "Interessante."

Un semplice scambio di sguardi rivela ogni cosa.

??: "Mi nascondi qualcosa, non è forse così?
Una sensazione inconscia. Un brivido lungo la schiena. Qualcosa che può si distruggerti, ma che dalle cui ceneri può trovare ciò che cerchi.
Gli occhi sono lo specchio dell'anima, giovane Hero. Ed io ho.. una certa dote nel leggere ciò che chi ho di fronte cerca di nascondermi.

You... you have a twisted soul, do you?

Conoscere il perché renderebbe le cose quantomeno interessanti."

CH: "Maestra..."

E' la prima, primissima volta che le si rivolge con quell'appellativo, la prima volta che le rivolge parole con una simile solennità. Rotola fuori dal quadrato, spedita giunge dinnanzi ad un tavolo e l'accarezza. Mentre l'afferra e lo porta nel quadrato la Maestra se ne resta ad osservala.

Clarissa posiziona il tavolo dinnanzi all'angolo, e poi chiede...Chiede l'impensabile.

CH: "Conosce la Into Devoid?"

Un ghigno malefico della donna misteriosa, ancora una volta deliziata dal suo atteggiamento. Clarissa vuole scavare affondo, nell'evento più traumatico per il suo corpo e la sua psiche. Quell'evento che risale a 2FH Diamonds Revolution, quella morte senza onore contro Allyson: [/align]

Quote:
 
L'AVVICINA VERSO L'ANGOLO, ALLY SI SIEDE SULLA TERZA CORDA. NO. NO. NO.



NON. FARLO.



Cristo santo.



INTO!!!
FUCKING!!!
DEVOID!!!




HOLY SHIT!!!
HOLY SHIT!!!
HOLY SHIT!!!




DOUBLE UNDERHOOK PILEDRIVER DALLA TERZA CORDA, SUL FOTTUTISSIMO TAVOLOOOOOOOOOOOOO!!! IL COLLO DI CLARISSA E' ORMAI ANDATO!!! LA FOLLA E' IMPAZZITA!!!




UNO!!!



DUE!!!








TRE!!! TRE!!! TRE!!!


Allyson b. Clarissa Hero via Into Devoid


Finita. E' finita, finalmente. Allyson sorride maleficamente mentre si appoggia alle corde, l'arbitro fa immediatamente il segno della X e invita i paramedici a soccorrere Clarissa Hero. Immobile, distrutta dopo un bump atroce al collo, la Hero non sembra dare alcun segnale positivo. Allyson se la ride sulla sua carcassa, Clarissa nel mentre viene portata via in barella e con un collare.


[align=center]La Maestra si avvicina all'angolo e si siede. Clarissa l'osserva priva di emozioni, mentre lei le aggiusta i capelli...

??: "Il destino che ti attende richiede un pegno da pagare. Te lo dissi, il primo giorno che m'incontrasti.
Ti dissi che mi avresti odiato con tutte le tue forze. Avresti odiato il giorno in cui decidesti di seguirmi.
Raccoglierò su di me tutto l'odio, tutta la sofferenza che hanno reso il tuo animo pregno di ferite, lacerato. Reciderò il legame con la tua umanità, ridurrò la tua anima in polvere. I miei occhi diverranno il tuo incubo peggiore.
Un'incubo senza fine... se non sarai degna. Se non sarai pronta. Se non accetterai di lasciarti completamente te stessa alle spalle, di gettarti nell'abisso.
Ma, se fossi davvero ciò che suppongo tu possa essere... ricorderai questo momento come quello in cui hai cominciato a vivere.
Sta a te decidere, il mio compito è solo quello di renderti libera di farlo."

Clarissa non arretra.
Avanza.
Va faccia a faccia con la "maestra", sul cui volto compare un ghigno inquietante.

??: "Wise choice... maybe.
Addio, Clarissa Hero."

La afferra.

Double Underhook Piledriver con schianto sul tavolo.

Clarissa è caduta con tutto il suo peso e quella della Maestra sul collo. E infatti lì rimane, inerme al tappeto mentre ella si rimette in piedi e l'osserva.

??: "Aya, ti affido le..."

Si avvicina alle corde intenta ad abbandonarla, se non fosse che un rumore richiama la sua attenzione. Non è possibile, non dopo quell'impatto su sul punto debole. La Maestra osserva soprattutto quel respiro regolare, in contrasto con i denti intrisi dal suo stesso sangue, da tutte quelle energie sprecate.

Si muove con leggiadra, come se non avvertisse più dolore...

O come se il dolore fosse parte di lei.
Per sempre.

Con uno scatto fulmineo è capace di prendere in contropiede anche lei, contro la quale non è andato a segno nemmeno un singolo colpo. Ma stavolta è diverso, Clarissa agisce in preda ad un desiderio superiore, ha gli occhi sgranati e un sorriso sadico sul volto mentre attacca con una veemenza animalesca la sua Maestra.

Ogni colpo viene schivato, ma stavolta la sorpresa è chiara. Tant'è che ad un certo punto diviene impossibile evitarlo.

Clarissa le assesta una gomitata al busto, per poi infierire con una ginocchiata in pieno volto. L'afferra per la gola e stringe la morsa, avida al cospetto di quel desiderio:

Provare dolore, causare dolore.

Se non fosse che quella morsa perde la sua forza a poco a poco, la mano scivola e così come tutto il suo corpo si riversa sul tappeto del quadrato. Le sue energie sono completamente esaurite, il giusto prezzo da pagare per quello sguardo d'approvazione.

Aya giunge ai piedi del ring, la Maestra non stacca gli occhi da Clarissa.

??: "E' pronta."

CAMERA FADES[/i]

TO BE CONTINUED[/align]
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