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Epilogo 3/4; perdona coloro che non capiscono.
Topic Started: Mar 2 2017, 12:14 (22 Views)
Psykomarty

Si dice la pioggia sul lago Shawalaska sia narcotica, non per qualcosa che ha al suo interno, ma perchè è spesso così fitta e scrosciante che trovarcisi in mezzo è come finire in una camera di rumore bianco; diventa semplice rilassarcisi e addormentarsi.

Ma non per l'agente Torque, il quale ci si trova immerso, protetto da una cerata utile quanto un fazzoletto, per una serata che non potrà mai scordare.

Le barche arrivano da Carnate, ognuna di esse porta dei degenti, i primi erano volti sotto shock, a volte spenti ed in molti casi pieni di speranza.
Sbarcavano sulla terra ferma sfuggendo ad un incubo.

Habbot, il manicomio sull'isola, qualcuno aveva scoperto un vaso di Pandora della follia e del dolore, Torque ci era entrato tra i primi, aveva osservato il mondo al suo interno sentendo qualcosa avvolgergli il cuore, qualcosa che non si sarebbe più staccato da lì.

L'indagine, partita addirittura dall'ambiente militare, era esplosa come un razzo, tutti si aspettavano di trovare un istituto in pessime condizioni sanitarie, ma nessuno si sarebbe mai aspettato di trovare quello che vi si celava.

Habbot non era solo un manicomio, Habbot sembrava un incubo divenuto realtà, la maggioranza dei degenti veniva tenuta in condizioni di vita inumane, una stanza comune con un materasso ed un secchio per i bisogni.
Tre volte a giorno un pasto e nulla di più.
Le cure, aveva raccolto gli schedari, erano torture, fisiche e sopratutto psicologiche.

Habbot non curava i malati, li rendeva ancora più pericolosi, li deumanizzava del tutto per portarli oltre la follia, con uno scopo ben preciso.
Ogni malato poteva infatti aspirare a ben altro al di là delle scarse condizioni igieniche del posto.
Potevano avere letti, cibo delizioso, servizi igienici, compagnia sessuale, droghe.
Qualsiasi cosa.
Ma per ottenerlo dovevano combattere.

Habbot, o come la chiamavano i degenti, Ender, era un arena per malati di mente.
Dopo le prime barche arrivarono infatti quelle con i casi piu pericolosi.
Incubi viventi, veri e propri mostri, svuotati della loro identità e riempiti con storie e fantasie da killer.

Loomis arriva con una delle barche, i tizi all'interno sono tutti sedati, il collega è un volto di pietra, ma lo sguardo non nasconde il disagio.

:"Finito?" Chiede Torque porgendo un caffè al collega.

:"Magari, queste sono tutte le stanze, ma abbiamo scoperto che c'è una parte sotterranea piena di gente"

86 degenti, 35 dei quali appartenenti al gruppo dei "combattenti"
Non tutti pericolosi, un gruppo, la sezione 8, pare aver avuto al suo interno quello che ha fatto la soffiata.

:"Aspetta, altri oltre questi?"Torque si sposta verso il piccolo campo base, non immune dall'umidità ma coperto per placare la pioggia.

Loomis assapora la bevanda calda:"Si, a quanto pare quando i tizi andavano del tutto di testa li spedivano in una rimessa se la vuoi chiamare così.
Il sotterraneo ospita enormi spazi dove vivevano i peggiori, Midian lo chiamano"

Torque morde il tappo della penna mentre osserva gli ultimi caricati sulle ambulanze:"Cazzo, quei tizi sono pericolosi, quelli che dici te saranno un incubo, dovremmo chiamare altri militari"

Stringendo la tazza Loomis fissa il collega:"Sono tutti apatici, dal primo all'ultimo"

Torque aggrotta la fronte:"Dicono che loro sono stati catturati" Loomis versa del dolcificante:"Non chiedermi chi siano loro, fatto sta che sembrano soldati che si sono arresi.
Il dottore?"

A guidarli nell'incubo è stato il primario del manicomio prigione, Everald Killjoy, un uomo che pare strappato da una pellicola degli anni '20.
Ha aperto i reparti e mostrato le carte, indicando il nome dell'unico carnefice.
Frank Thompson Walker.

:"Disponibile e gentilissimo, ne uscirà pulito come un fiorellino primaverile"

Torque sbuffa:"Che casino"

:"E lei?" Loomis indica alle proprie spalle, seduta in un angolo della tenda, con lo sguardo nervoso una ragazza non toglie gli occhi di dosso ai due.
Danielle Carstairs, figlia del noto giornalista Miles, leggenda per quanto riguarda qualsiasi sport da combattimento, wrestling su tutti.
Torque le si avvicina, come se emanasse elettricità la ragazza scatta in piedi:"Quindi?Posso uscire da qua?Devo fare le foto e prendere le testimonianze!"

Torque le passa una tazza di caffè:"Non ci sono storie da raccontare qua"

La tazza resta sospesa a mezz'aria mentre a poco a poco il viso della ragazza diventa sempre più rosso:"Mi prende per il culo?
Un ospedale psichiatrico riconvertito a prigione/palestra/allevamento di mostri.
Degli internati che al 90% sono parenti di gente piena di soldi ed infine, crema sul caffè, il tutto si riconduce agli eventi del luogo chiamato Ender, 16 anni fa."

Torque poggia la tazza nel tavolino di fianco alla ragazza:"16 anni fa potevi guidare?"

Lei incrocia le braccia:"No, scrivevo per il giornalino della scuola, denunciai un insegnante che faceva foto alle ragazze facendolo finire in prigione"

Torque fa una smorfia di approvazione:"Che peperino sin da allora.
Allora facciamo così, tu bevi il caffè e io ticspiego perchè non potrai pubblicare mai nulla ne fare nemmeno mezza foto"

Danielle resta in silenzio, poi lentamente solleva la tazza stringendola con ambo le mani, si sente come una spugna lasciata a mollo per giorni in un lavandino di piatti sporchi.

:"Il problema lo hai espresso te, quelli sono figli di gente potente E..." alza la mano per evitare la pronta risposta di lei:"E, sono malati di mente.
Questo significa che dovresti ottenere un permesso dalle famiglie per poter anche solo nominarli e nel caso non ci sia una famiglia dovrai comunque attendere"

"Cosa?"

:"Che una commissione medica li giudichi sani di mente e nel caso contrario che un medico dichiari possibile l'intervista."

Torque tira fuori una sigaretta e ne passa una seconda alla ragazza, che pensierosa la prende:"Avevo smesso cazzo...quindi non ho opzioni?"

Torque fissa fuori, il muro d'acqua che nasconde ogni cosa:"No, potresti comunque pubblicare, online o comunque qualcuno troveresti.
Ma la cosa verrebbe prima messa a tacere e tu avresti le gambe spezzate"

Silenzio.

:"È accaduto qualcosa qua, ma noi siamo solo spettatori.
Quel che posso dirti è che hanno eliminato qualcosa di brutto e orrendo."

Danielle resta in silenzio, dopodichè si alza e da la sigaretta a Torque:"Nessuno degi internati parlerà giusto?
E se non fosse un internato?"

Torque la fissa stranito mentre la ragazza corre fuori sotto il muro d'acqua.
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