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Ohana.; Ritorno a Tana delle Tigri
Topic Started: Apr 18 2017, 21:33 (34 Views)
MrXion

[align=left]Una flebile luce filtra attraverso gli scuri in legno, la tanta polvere danza tra un fascio di luce e uno d’ombra di una camera da letto completamente in disordine mentre la sveglia di uno smartphone suona ripetutamente nella vana speranza di destare dal sonno il suo possessore, la melodia cambia e dalla sveglia si passa al suono più squillante di una telefonata.
Dall’altro capo telefono un uomo sbuffa quando per l’ennesima volta parte la segreteria telefonica e si lascia uscire un malinconico “pendeco” mentre butta già la chiamata pronto per farla ripartire.
Nella stanza è tutto come prima e la figura addormentata si muove in quello che deve essere un sonno agitato e non troppo riposante a quanto sembra, il telefono alterna la sveglia alla suoneria per decine di minuti quando finalmente una mano vi si posa sopra per rispondere senza nemmeno vedere chi sia all’altro capo del telefono:

ERC:“Pronto qui parla Fr…”

REJ:“Mi devi 250 pesos pendeco, più 60 litri di benzina. Cosa cazzo di ti è saltato in mente ieri sera? Devi essere totalmente uscito di cervello”

ERC:“Ma chi ca.. Rejes ma sei tu?”

REJ::“no chi pensi che sia fratello coniglietto? Certo che sono io” Lamenta svogliato l’uomo all’altro capo del telefono:"Come ti senti sta mattina?”

ERC:“Come uno a cui hanno grattugiato la faccia contro una gabbia, come vuoi che mi senta, la vera domanda è cosa vuoi tu? Perché ti devo dei soldi e soprattutto della benzina?”

REJ:“Ti spiegherò tutto appena arrivo in tanto preparati per partire!”

ERC:“Non dire cazzate punto primo Rejes non sai nemmeno dove abito, punto secondo io con te non vengo da nessuna par…”
L’uomo nella stanza sbuffa un laconico ‘te’ mentre il telefono chiude la chiamata.[/align]

-----------------3 ore dopo----------
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One way ticket dei Darkness risuona a tutto volume dall'autoradio di una Cadillac cabrio azzurra dove Reyes e d El Rey viaggiano nel deserto di chihuahua.
ERC:“Ancora non mi hai detto perché ti devo soldi e capisco la benzina se è la stessa strada che hai fatto all'andata ma dove cazzo stiamo andando? Perché siamo su una cabrio? E soprattutto per quale motivo hai ancora la stessa compilation di musica che avevamo quando avevamo 16 anni”
Si lamenta il cacciatore mentre il suo amico ed autista continua a guidare:

REJ:“Goditi il paesaggio pendeco, sei tutto rotto dopo ieri sera. Riposati. Ti ho già detto che sai benissimo dove stiamo andando solo che non te lo ricordi”

Risponde pazientemente il gigante aggiungendo prima che il cacciatore potesse rispondere:
REJ:“È soprattutto non hai mai avuto gusto per la musica. Questa canzone è anche adeguata al viaggio.”
ERC:“Come cazzo faccio a rilassarmi? siamo nel deserto con una cabrio, sono le 13 e 30 e ci sono 38 gradi, Reyes perché non ti puoi comprare una macchina normale? Invece di queste muscole car coperte di brillantini…”
Il cacciatore continua con il suo piagnisteo incessante mentre Reyes ride di gusto ad ogni frase per prenderlo in giro

REJ:“Non te la ricordi la tua prima macchina, una impala rossa a bianca degli anni 70. Eri ridicolo”
Ride Reyes mentre si prende beffe del Re seduto di fianco a lui, il viso di El Rey si fa triste al ricordo della sua vettura:

ERC:“Certo che me la ricordo quella macchina, mi è costata una fortuna ai tempi mi sono dovuto esibire per un mese di fila a giorni alterni per permettermela.”

REJ:“VI siete dovuti esibire campione"
Sottolinea Reyes
REJ:"Eri in coppia con tuo fratello ai tempi voglio ricordati e se non vado errato ti ha dato anche una parte del suo di stupendio vero?”

ERC:“Non voglio parlarne Reyes, lo sai che è colpa SUA. Non sono io il cattivo tra noi due è lui. C’eri anche tu quando è successo”

Sbuffa il cacciatore come se stesse ripetendo la storia per l'ennesima volta.

REJ:“NO PENDECO È COLPA TUA INVECE. PERCHÉ MIGUEL DOPO TI HA CHIESTO SCUSA, SEI TU CHE HAI FATTO QUELLA SCENATA DEL CAZZO. INSICURO DI MERDA CHE NON SEI ALTRO. ADESSO STAI ZITTO FINO A CHE NON ARRIVIAMO.”
Grida Reyes alzando il volume della radio mentre il caldo diventa sempre più insopportabile ma nell’abitacolo ormai è il gelo. [/align]

Ore 18 e 30 dello stesso giorno
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LA Cadillac uscita dell’autostrada prende una stradina sterrata mentre si addentra sempre di più nella viscere di un paesino delle montagne del Messico del nord vicino alla penisola della California, tra i due avventori il silenzio regna sovrano fino a quando giunti ormai sulla sommità dell’altura un edificio all’apparenza abbandonato segna la fine del loro percorso. La macchina si accosta in quello che doveva essere un parcheggio, oggi solo uno spiazzo polveroso di roccia rossa messicana.

REJ:“Scendi Francisco, da adesso non sei più un problema mio.”
Intima il gigante al cacciatore

ERC:“Cosa cazzo significa Reyes, dove cazzo siamo? Nel bel mezzo del nulla mi vuoi lasciare?”
Gli risponde il Cacciatore

REJ:“Va bene che ormai dici di non essere un luchadores, passi che tu ormai non credi più alla sacralità della tua mascara, passino tutte le stronzate sulla famiglia ma almeno la storia speravo non l’avessi dimenticata. Guardati intorno Pendeco.”

I due amici si guardano per un minuto o anche di più quando un rumore di passi alle spalle dei due provenienti da quella che sembra una palestra abbandonata

NM:“Sempre puntuale come un orologio il piccolo Reyes vedo. Passano gli anni ma le buone abitudini non si perdono mai.”

Reyes sorride mentre l’anziano alle spalle di El Rey si avvicina. Il cacciatore ha gli occhi sgranati dalla paura quasi non crede alla voce che ha appena parlato, il labiale mostra chiaramente le parole: NONNO MIGUEL.
Miguel Unipero Gutierrez il cacciatore originale Nonno di El Rey e fondatore della dinastia Unipero.

NM:"Ho parlato con Jefe, Reyes puoi prendere il posto di Francisco fino a che non lo farò tornare indietro.”

Nonno Miguel si avvicina sempre di più alle spalle del cacciatore mentre Reyes riparte lasciando El Rey al suo destino. Il nonno posa le mani sulle spalle del nipote mentre la polvere causata dalla Cadillac si posa.
Le mani del nonno raggiungono i nodi che tengono legata la maschera del cacciatore ed iniziano a slegarli:

NM:“Questa è mia, nipote”
dice iniziando a togliere la maschera del cacciatore
NM: “te la ridaró se è quando lo riterró opportuno”
Le telecamere si alzano passando dalla nuca del cacciatore allo sfondo della palestra diroccata.

ESCUOLA DE LUCHA: EL CAZADOR.

Il cacciatore è diventato preda, il re è stato spodestato.[/align]
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