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Erfenis "The Devil Within" (1x04); 04/09/2017
Topic Started: Sep 5 2017, 21:02 (64 Views)
The Undetected Hero
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[utube]https://www.youtube.com/watch?v=sql2E1t83Dg[/utube]

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Un gioco di luci e poi la vista di un pubblico che non sta nella pelle, nei sotterranei del Castello de Haar si sta svolgendo il quarto episodio di Erfenis. Nel quadrato l'apertura è come al solito affidata all'Erede, seguito fedelmente da Orpheus, Eurydice, Rhyfel e Judah. L'Erede pare essersi ripreso dopo l'episodio spaventoso che l'ha portato a grandi sofferenze e, adesso, annuncia con orgoglio l'inizio ufficiale dell'episodio.
Afferma che stanotte sarà diversa da ogni altra, poiché finalmente conosceremo il primo campione di Erfenis. L'Erede ha portato grandi novità in questa disciplina che tanto adora, ma sa che i lottatori non desiderano lottare solo per lui, bensì necessitano un un simbolo materiale capace di renderli i Prescelti, capaci di elevarli a figure superiori rispetto ad ogni altro lottatore. E' per questo motivo che annuncia che stanotte stessa avremo un campione...

Ma tale riconoscimento non verrà assegnato attraverso una contesa. Queste parole scatenano l'ira della folla, poiché il quadro successivamente spiegato è piuttosto scontato: L'Erede afferma che lui ha già trovato il Prescelto, colui che darà inizio alla Legacy di Erfenis e sarà capace di aumentare il prestigio della sua creatura a livelli che nessuno può solo immaginare.

L'Erede quindi dichiara che nell'evento finale di stanotte, Orpheus verrà ufficialmente eletto come primo campione di Erfenis! Il Prescelto non pare stupito, mentre Judah e Rhyfel si guardano come per esternare lo stesso sentimento di dissenso per questa scelta. L'Erede inoltre aggiunge che...

...

"FALLING TO PIECES"!!! La theme di Puzzle rimbomba nei sotterranei del castello mentre il lottatore mascherato si dirige a lunghe falcate verso l'Erede e i suoi affiliati acclamato dal pubblico! Nessuno dei presenti sul ring si aspettava una comparasata di questo tipo e tutti sembrano impreparati mentre Puzzle, armato di microfono, va faccia a faccia direttamente con l'Erede che ferma Judah e Rhyfel che stavano per intervenire e fa cenno a Puzzle di parlare senza troppi indugi. E così è.

Il lottatore originario di Londra punta subito il dito contro l'Erede chiedendogli che razza di ingiustizia sia quella che lui intende mettere in atto quando questa notte volgerà al termine: com'è possibile che qualcuno venga nominato campione senza che abbia mai dimostrato a nessuno di essere degno di tale appellativo? Com'è possibile che qualcuno riceva un qualunque riconoscimento senza aver prima compiuto qualcosa che gli consenta di meritarlo?

Sono queste le domande, retoriche per la verità, che Puzzle rivolge all'Erede, il quale dal canto suo sembra decisamente infastidito dall'insistenza del lottatore mascherato, che però ha altro da dire.
Puzzle ricorda come l'Erede abbia cercato in tutti i modi di toglierlo di mezzo senza però riuscirci, egli sa di essere la sua spina nel fianco, di essere l'ultimo baluardo che non può crollare per evitare che il Castello de Haar divenga teatro di oscuri avvenimenti malefici... Ed è per questo che chiede qualcosa.

Una sfida contro Orpheus. Una sfida contro colui che dovrebbe essere il campione di Erfenis. Una sfida per dimostrare che egli non è assolutamente degno del riconoscimento che l'Erede intende conferirgli e per porre fine a questa patetica messinscena.

L'Erede cerca di farsi avanti, per interrompere il discorso di Puzzle, ma è Orpheus stesso a fermarlo. Avanza, il musico, ponendosi di fronte al mascherato, rimanendo in silenzio. Gli sguardi di entrambi gli uomini, coperti dalle rispettive maschere, si incrociano mentre nell'arena cala la quiete. Non comprende, l'Erede, ma attende anch'egli che qualcosa accada. Spera in un cenno, un attacco del suo Prescelto, ma la figura minacciosa di Orpheus non si muove di un centimetro, così come il suo volto, pervaso da un sorriso rassicurante.

La voce tranquilla e gentile dell'uomo si diffonde nel castello de Haar. Comprende, Orpheus, le parole del mascherato al suo cospetto. Comprende come sia difficile vivere nell'eterna attesa, nella consapevolezza di un destino nefasto alle porte. Nelle parole di Puzzle, Orpheus riconosce una richiesta sincera.

La fine delle proprie sofferenze.
La pietà.

Le melodie più capaci di toccare l'animo umano sono espressioni di melancolia, dice Orpheus. Angoscia, sofferenza, dolore. Rassegnazione. L'animo umano si incupisce, toccato dalle corde di una lira o dai tasti di un pianoforte, fino a riveder la luce quando questa si conclude. Puzzle vuole tale luce, Puzzle la cerca disperatamente nel suo anime triste e sofferente. Ciò che egli richiede, ponendosi al suo cospetto, è una fine dignitosa e breve. Il veleno di un serpente, che paralizza i sensi e abbandona all'oblio. Una dolce melodia di Requiem, che accompagni fino alle rive dello Stige.

Ed Orpheus, magnanimo, gliela concederà.

Scriverà per Puzzle il Requiem più triste. Donne piangeranno lacrime amare, uomini forti abbasseranno la testa quando egli comincerà a suonare. Il caldo abbraccio del pentagramma pervaderà questo pover uomo, fino a che ogni nota sia un battito del cuore.

Fino alla fine dello spartito.
Fino all'ultima nota.
Fino all'ultimo battito di una grama esistenza.


...


...


...ma non oggi.

Il pubblico mormora. Puzzle sembra innervosirsi, ma Orpheus precisa che, purtroppo, non gli è possibile concedergli tale grazia. Lui è solo strumento, infatti, di un volere superiore. Lui non è pianoforte, violino o lira, non melodia di per sé. Lui è spartito, pentagramma, non note. Non è a lui che spetta decidere il fato di un individuo. Ma, se tale uomo desidera ardentemente giungere alla fine del suo percorso, non gli resta che attendere.

Non gli resta che udire il sussurro delle foglie. Lo scorrere dei ruscelli, le gocce di rugiada che si adagiano sui fiori. Il fruscio del vento che travolge il respiro, il suono del mare in tempesta. La soave melodia che alcun mortale può comporre.
Gli occhi di colei che governa lo scorrere del tempo.




Un ghigno inquietante compare sul volto di Orpheus.


...


Lights out.

Il buio accoglie il castello di de Haar. Un mormorio di sorpresa lascia spazio al silenzio più totale. Qualche istante ancora, poi una luce soffusa rende appena distinguibili le figure al centro del ring. Orpheus è arretrato, affiancandosi all'Erede. Puzzle è immobile. Una figura compare di fronte a lui.
Appena visibile, sinuosa e giovanile, in un'elegante veste. La pelle candida, come la neve appena caduta. I lunghi capelli corvini a coprire le spalle, sottili come corde di un'arpa. Una fascia bianca a coprirle il collo. Due grandi occhi aurei che sembrano scrutare l'anima di Puzzle così tanto celata dalla sua maschera.


Ella è lì.
Di fronte a lui.

Eurydice, la ninfa di Orpheus.
La chiave del mistero che circonda il Castello de Haar.


Avanza, la giovane venuta dal nulla. Un movimento lento, fragile come una foglia d'autunno ma al contempo dal regal incedere. E' di fronte a Puzzle, la fanciulla. I suoi occhi, fissi su Puzzle. Nessuna parola, nessun gesto che possa comprendere la sua natura, le sue azioni. Distante ed eterea la vede, Puzzle, pur ad un passo da lei. Con la mano alza il monile che porta al collo, avvicinandolo a Puzzle. L'osserva, opaco, per poi lasciarlo tornare a cingere le sue vesti. Un lungo attimo di silenzio. Poi, una voce soave e dolcissima avvolge le nostre orecchie, lieve e misteriosa. Una sola frase.


"Il tuo cuore è puro."


Le luci vanno via di nuovo.
Al loro ritorno, Ella non è più lì. L'Erede osserva preoccupato la scena. Orpheus si fa nuovamente avanti. Un sorriso gentile è comparso nuovamente sulle sue labbra. Si avvicina a Puzzle, lo fissa.

Gli dice che il suo desiderio è stato esaudito.

Egli si confronterà con lui.
Scriverà il suo dolce Requiem. Gli concederà riposo eterno.

Perchè così Ella gli ha comandato.

Stavolta giunge l'interruzione dell'Erede il quale precisa che non sarà così semplice. Puzzle non ha dimostrato nulla affinché possa sfidare il Prescelto per il prestigioso titolo di Erfenis. Per questo motivo dovrà guadagnarsi la sua opportunità, e nel dirlo l'Erede sogghigna convinto della propria idea. Afferma che il prossimo evento di Erfenis segnerà il giro di boa per la sua creatura, sarà lì che Puzzle dovrà mettere alla prova ogni parola che ha pronunciato: Nel prossimo evento Puzzle affronterà Orpheus, Rhyfel e Judah.

In caso di vittoria otterrà la sua occasione titolata.
Ma in caso di sconfitta...

Lascerà il Castello per sempre! Il pubblico è sorpreso tanto quanto Puzzle, che in poco o niente si ricompone e pare deciso ad affrontare questa sfida che lo vede in nettissimo svantaggio.


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ANNO DEL DRAGO: 1174 (A.D. 1994)

OGNI DIO HA IL SUO DEMONE.

Il Dragone ha bisogno di mutare. Il Dragone ha bisogno di cambiare corpo. Mr. Donovan Fletcher è vecchio. Mr. Fletcher ha resistito alla tentazione, la tentazione che lo tormentava giorno e notte sin dalla sua giovinezza.
Ogni Dio ha il suo demone. Sin dai tempi degli antichi egizi in cui il Dio Ra era costretto a sventare quotidianamente la minaccia che il demone Apofi portava sul suo creato e sulla millenaria civiltà egizia. I tempi cambiano, le civiltà si susseguono. Uomini diversi, diversi dei. Diverse culture. Stessi demoni.
Il signor Fletcher era di buon cuore, era un uomo prudente che aveva vissuto magnanimamente. Lo spirito del Dragone glielo aveva riconosciuto. Lo spirito del Dragone lo aveva scelto, lui era il tredicesimo corpo che ospitava lo spirito del Dragone. Il Dragone Gallese vigliaccamente ucciso dall’armata inglese nell’820.

Il Dragone non poteva morire.

Tredici corpi aveva già abitato la sua anima dopo quella disfatta, ma la popolazione gallese era rimasta sempre in piedi. La sua anima era lì con loro.

Ma anche in un Dragone Gallese l’equilibrio fra il bene ed il male deve sempre essere mantenuto.

L’uomo che ospita l’anima del Dragone è il più forte di tutto il Galles, ma deve subire la costante tentazione del suo demone: la costante tentazione di Owl.

Tredici corpi ci erano riusciti, ma nel suo anno 1174 lo spirito del Dragone entra in un corpo più fragile, un corpo che viene tuttavia in ogni caso invasato dei poteri del Dragone. Ma questa volta era diverso. Probabilmente il Dragone stesso lo sapeva. Prima o poi sarebbe successo. Era inevitabile.
Il Dragone entra nel corpo di un bambino innocente, figlio di una modesta famiglia, umili origini. Era stato scelto lui, senza un apparente motivo. Era bello, la madre era anch’ella una donna giovane, i cui capelli biondi mossi cadevano ondeggiando sulle labbra che avevano conosciuto solo quelle del marito, Sir Anthony Cedrics, aveva un agiato impiego in banca lui, mentre la moglie badava alla casa ed alla famiglia. Un’infanzia tranquilla avrebbe atteso il buon Justise, se il Dragone non fosse entrato dentro di lui con tutto il suo fervore.

Justise era un bambino biondo che sorrideva.

Lo spirito del Dragone ne rimase estasiato. Era bellissimo. Come la madre.

Non badò alle virtù del ragazzo, come aveva fatto prima per Fletcher e dodici prima di lui.
Lo spirito passò di lì trovando il piccolo Justise.
E ci entrò dentro.
Senza dire nulla.
Ma la vita di Justise era più dura di quanto si potesse sospettare.
Lo spirito del Dragone lo vide così bello però, non seppe resistere.
Entrò.
In millenni di vita non aveva mai fatto un errore così grande il Dragone.
Perché non pensava ad altro quando vide Justise.
Dimenticandosi, per l’unica e fatale volta che anche lui aveva un demone al suo interno.
E questa volta il demone sarebbe apparso davanti ad un innocuo ed innocente bambino, un Dragone del tutto nuovo, che non aveva nulla a che fare con Fletcher e con gli altri.

The Owl lo sapeva.
Se ne accorse.
Prima del Dragone.

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In quella piccola sala oscula del castello il nervosismo è palese. L’uomo mascherato, Rhyfel, cammina avanti e indietro per la stanza. I passi rimbombano grazie ai soffitti alti che trasformano i suoni in modi bizzarri.

Seduto con le spalle contro il muro troviamo il gigante Judah che regge tra le mani la Bambola. La sta accarezzando e a suo modo le sta parlando. Dei versi provengono da sotto il cappuccio della Bestia misteriosa. Resta un mistero capire cosa stia dicendo ma sicuramente è chiaro che Judah sta parlando alla bambola e non al lottatore mascherato.

Rhyfel non sembra curarsi del fatto di star parlando da solo. Si sta solo sfogando e il solo avere Judah nello stesso spazio fisico è più che sufficiente. Il lottatore mascherato passa in rassegna quello che è successo in precedenza ricordando il match annunciato per il prossimo show. Judah risponde con grugniti.

Come già successo in passato il Gallese inizia a dubitare dell’Erede e dei suoi modi. Si lamenta della situazione, alza la voce e sottolinea che non ha firmato per questo. Judah impassibile sembra continuare la conversazione con la bambola. Il mascherato gli si avvicina e gli strappa la bambola dalle mani con un gesto rapido. Non passano secondi che il Big Man si alza di scatto riprendendo possesso dell’oggetto di plastica. Segue poi uno spintone con Rhyfel che gli va incontro. Non è un gesto di sfida, ma un modo per attirare la sua attenzione.

Rhyfel urla contro il Gigante che sembra prestargli attenzione seppure stingendo al petto la bambola. Ripetuta la cantilena, Judah resta in silenzio per un istante. Un altro grugno. È un SI? È un suono di conferma? Judah e Rhyfel sono pronti a schierarsi contro l’Erede?

...

Un rumore attira l'attenzione dei due. Sull'arcata della porta se ne resta ad osservarli, ridendosela sotto ai baffi. Per l'Onnisciente i due hanno coraggio ad intraprendere ancora una volta un sentiero così tortuoso, a tentare di tradire ancora una volta l'Erede. Già ci provarono quando le porte del Castello furono spalancate e, ammette, fu egli stesso ad avvertire l'Erede del tentativo di furto. Rhyfel gli domanda stizzito come sapesse del suo piano di mesi fa e l'Onnisciente si avvicina a passi lenti.

Affermando che lui sa tutto, lui vede tutto, lui sente tutto.

E' per questo che non li ha consegnati ancora all'Erede, scoprendo le loro reali intenzioni. Perché dopotutto i due possono essere utili, la loro ostinazione potrebbe dare all'Erede un altro Prescelto. Egli afferma che Puzzle è divenuta un'ossessione per l'Erede e che, chiunque dovesse sconfiggerlo nella contesa del prossimo episodio, vedrà visto di buon grado dall'Erede...

Addirittura potrebbe ricevere un'occasione titolata.

Rhyfel guarda male Judah, mentre l'Onnisciente ridacchia maleficamente. Alla fine quel che pareva essere un ammutinamento dei due potrebbe tramutarsi in un conflitto per prevalere agli occhi dell'Erede. L'Onnisciente si dilegua nel nulla, mentre Rhyfel e Judah hanno molto a cui pensare.


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ANNO DEL DRAGO: 1188 (A.D. 2008)

IL PESO PIU’ GRANDE

Aveva avuto un’infanzia difficile, Justise.
Aveva sentito su di sé il peso di un’intera nazione. Quando il Dragone entrò nel suo corpo era ancora piccolo, ma capì già tutto. Impossibile persino da pensare per un umano, ma i poteri del Dragone sono straordinari. Justise sapeva tutto, ma l’errore di calcolo del Dragone aveva fatto entrare lo spirito del Dragone stesso in un corpo bellissimo, ma altrettanto fragile.
La vita di Justise fu tormentata dal Demone di Owl per tutta la vita, la tentazione era forte. Ma Justise sapeva di non dover cedere, sapeva quello che i corpi del Dragone precedente a lui avevano fatto: doveva resistere anche lui, non c’erano alternative.

The Owl per la prima volta si sentì di poter fare di tutto, sapeva che questa volta il Dragone era in un corpo fragile. The Owl agì di conseguenza.
Tormentò la vita di Justise sin dal primo momento, ma Justise era diverso.

Justise era diverso da chiunque.

Ed era diverso in un modo assurdo.

Justise sentiva su di sé questo peso enorme.

E decise di non agire.

Scelse di non scegliere.

Si vide così la vita passare davanti, mentre Owl agiva indisturbato.

In realtà Justise credeva di poter mantenere alto l’onore della nazione e dello spirito del Dragone, ma aspettava un qualcosa; è come se Justise credesse che i suoi poteri sarebbero stati utilizzati nell’esatto momento in cui ne avesse bisogno.

Quello che frullava nella mente di Justise è inspiegabile a parole, incalcolabile.

Da un lato il fervore del Dragone bruciava in lui.
Non cadeva alle tentazioni.

Ma d’altro canto era fragile e timoroso, sentiva su di sé un peso enorme che non gli permetteva di agire.

The Owl cambiò strategia quella notte.

Aveva già eliminato dalla vita di Justise la madre. Un dolore incommensurabile.
Fece la stessa cosa con la prima ragazza di Justise.
Justise era una persona finita. Non vedeva l’ora di morire.
Il Dragone meritava di meglio.
Justise avrebbe voluto che il Dragone cambiasse corpo, auspicando la sua morte.

Ma Owl fu più furbo quella notte.

Owl manipolò la mente già fragile di Justise.

Stando al racconto di Cedrics stesso (vd. Erfenis 1x01) il Demone si presentò di fronte a Jusitise, sotto le sembianze di un gufo pilotando la sua mente e dicendo come stesse facendo rammollire il Dragone che c’era dentro di lui, la creatura più forte che il mondo abbia mai visto. Il Dragone stava morendo a detta del demone e Justise non riuscì a sopportare quanto gli stava venendo detto in quel momento. Ed ecco che ci fu il patto.

In questo modo Justise è solito raccontare la sua disfatta.

Justise era fragile. Justise quella notte non resse.

Pensava di essersi liberato da quel peso…

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Lui lo aveva predetto. Sin dalla sua prima apparizione ad Erfrenis, Padre Callahan aveva ammonito chiunque, fedele o meno, riguardo la presenza del maligno nel torneo. Molti però non gli avevano dato ascolto, ma per Desmond il dubbio era più che lecito. Persino San Tommaso Apostolo del resto era incredulo riguardo la Resurrezione di Cristo nostro signore, eppure si dovette ricredere lui stesso, infilando le dita nel costato dilaniato dalle lance, che testimoniava le sue cocenti sofferenze. Il Reverendo ha così fatto lo stesso, mostrando le dirette prove dell’esistenza del male, incarnato nella figura di Justise Winslow. Non è però il ragazzo il problema, per lo meno secondo il prete. Colui il quale deve essere estirpato è invece The Owl, lo spirito maligno che ha preso possesso di lui attraverso la maschera. Callahan è ben consapevole del dolore che a creato al povero ragazzo obbligandolo ad indossare quell’oggetto maledetto, ma ribadisce che è purtroppo un dolore necessario. L’umanità deve sapere dell’esistenza del Demonio sulla terra, e deve essere consapevole che l’unica vera fede è quella in Dio. Solo attraverso la Fede in lui è possibile salvarsi, solo con la sua Parola tra le labbra si può raggiungere il Paradiso, l’unico luogo dove Satana non può mettere piede. Perché sta dicendo tutto questo? Semplice, perché fu proprio Desmond, in primis, ad avere a che fare con the Owl, ben prima che la sua strada si incrociasse con quella di Justise. Quest’entità demoniaca non è nient’altro che Gerald, l’empio demonio che anni fa possedette suo padre, e che egli riuscì a scacciare, ancor prima di divenire un sacerdote. Ci è voluta tanta forza di volontà, unita ad una fede implacabile, ma alla fine è riuscito ad avere la meglio sul demonio. Scacciarlo è servito a liberare la sua famiglia per un po’, ma non a debellarlo dalla Terra dato che, come si tutti hanno potuto vedere, è riuscito a trovare un’altra anima, questa volta più giovane e forte, da corrompere e da piegare alle sue volontà. Ragion per cui, sottolinea il gesuita, batterlo stavolta richiederà uno sforzo immane, lui però è in grado di farlo, grazie al duro allenamento al quale il Cardinale Jacobs l’ha sottoposto. Per tutta la vita si è preparato in vista dello scontro finale con Gerald, o the Owl che dir si voglia. Ed ora che si è palesato in questo castello maledetto, può aver finalmente la sua vendetta finale. Solo che, sottolinea il nativo di Salem, adotterà un metodo differente. Non si limiterà a scacciarlo nuovamente, non servirebbe a nulla dato che riuscirebbe a sfuggire nuovamente dalle porte dell’Inferno e a tornare sulla terra. Nel mentre Callahan tirò fuori un rosario dalla sua tunica e lo baciò, prima di comunicare la sua ultima sentenza. Lui lo ucciderà, estirpandolo definitivamente dalla Terra. Non avrà pietà, non questa volta.

“…ordisci insidie ogni giorno; la tua lingua è come lama affilata, artefice di inganni. Tu preferisci il male al bene, la menzogna al parlare sincero. Ami ogni parola di rovina, o lingua di impostura. Perciò Dio ti demolirà per sempre, ti spezzerà e ti strapperà dalla tenda e ti sradicherà dalla terra dei viventi.”

Salmo 52


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…MA DELLE VOLTE IL FUOCO CHE ARDE DENTRO DI NOI E’ PIU’ FORTE DI QUANTO SI POSSA PENSARE

Perché la reazione di Justise avvenne subito dopo.

Quando i conti sembravano chiusi.

The Owl non fece in tempo a festeggiare. Lo spirito del Dragone si rese conto dell’errore, quattordici anni dopo. Il fuoco del Dragone bruciava all’interno del corpo di Justise, proprio mentre tendeva la mano ad Owl.

Ci fu un incendio. Justise divenne fuoco. Esternando l’ardore del Dragone.
Justise non aveva mai sentito lo spirito del Dragone così forte dentro di sé. Mai più lo ha risentito. Justise teme che in quella notte il vero Dragone sia morto.

Ma lui era lì.

Vivo.

Si rese conto che ora toccava a lui.

Non allo spirito del Dragone Gallese.

Ma a Justise Cedrics.

Tornò nella sua dimora, dopo l’incendio.
Non sentiva più forte lo spirito del Dragone dentro di sé, ma sentiva Owl sconfitto, con quell’esplosione. Pensava che d’ora in poi sarebbe spettato a lui, veniva lui, ora, più di qualunque altra cosa.
Ma…

Frugò nella tasca…

UNA MASCHERA!

CON SU’ IL VOLTO DI THE OWL!

La buttò via.

Fino al…

ANNO DEL DRAGO: 1196 (A.D. 2016)

Justise ha vissuto in modo sereno, finalmente. Il padre si è messo in proprio con un’azienda, seppur ferito dal dolore della perdita della moglie, Justise lo aiuta nella gestione della sua azienda.
Justise sta vivendo, finalmente. Serenamente.

Justise ha un amico. Si chiama Jay.

In questi anni Jay è il suo punto di riferimento. Non fa nulla senza di lui. Jay gli fa scoprire la vita, negli anni dell’adolescenza ed in quelli subito successivi. Justise non aveva mai vissuto così bene.

Era un normale sabato sera a Cardiff.

Justise e Jay escono dalla discoteca, è notte.
Scoppia una rissa e Jay viene attaccato da un gruppo di gente poco raccomandabile, probabilmente perché scambiato per qualcun altro.

Vento forte.
Vicino al piede di Justise arriva spostata dal vento qualcosa:

ERA LA MASCHERA DI OWL!

Preso da chissà che la indossa.

Quella sera ci fu una strage.
5 morti.
Fra cui Jay.
Un solo responsabile: Justise Cedrics.

The Owl è un bastardo.
Diede a Justise la forza di togliere la maschera.
Per essere condannato.

Justise non capì.

Non capì nessuno.

Fu rinchiuso in manicomio.

Per un anno.

MA I DRAGONI NON MUOIONO MAI.

ANNO DEL DRAGO: 1197 (A.D. 2017)

Il Dragone appare in sogno a Justise, ridandogli la stabilità mentale.
Gli spiega tutto, per filo e per segno.

Justise non può più sbagliare.

Sa che indossare la maschera di nuovo sarebbe fatale.

Sapeva che indossarla un’altra volta sarebbe potuto essere fatale.

Ma ora aveva consapevolezza del suo potere e dei suoi mezzi.

O è solo quello che Owl vuole fargli credere?

Forse da solo non può saperlo.
Ha bisogno di un amico. Di un fratello.
Jay è andato.

Tu, Puzzle, ce la farai?

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Fa strano vederli così, faccia a faccia, rivali. Li conosciamo come due pezzi che formano un automa perfetto, una macchina distruttrice che dal primo giorno ha rasato al suolo ogni cosa dinnanzi al proprio sentiero. Ed oggi sono lì, faccia a faccia, con l'unica consapevolezza di finirsi a vicenda per liberarsi da una maledizione.

La campana suona tre volte.

Non-Sanctioned Match
Allan "Leviathan" King vs Edgar King

Il primo passo è un faccia a faccia, Edgar ha uno sguardo gelido contrapposto ad Allan, il quale prova a parlargli come a convincerlo. Edgar crede sia solo un modo per fargli abbassare la guardia e lo colpisce con un calcio al busto, quando scatta alle corde Allan si piega e Edgar gli rotola sulla schiena, andando a vuoto col calcio rotante basso poiché Leviathan salta. Lo spinge alle corde e riprova a parlargli, convincerlo che è vittima di un incantesimo, se non fosse che Edgar lo colpisce con una testata. Scatta e ginocchiata al volto, Roaring Elbow e successivo German Suplex. Allan rotola fuori dal quadrato e si lecca le ferite, mantenendo a fatica la pazienza.

Torna all'apron, tentando ancora di convincere quel riflesso...

Invano.

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I .mob dall’esterno appaiono come un meccanismo ben rodato, di quelli che potrebbero sopravvivere anche alla fine del mondo. Vi è chi esegue, le braccia, e chi pensa, la mente: D’Arby. Ad interrompere questa pace idilliaca vediamo un uomo. Edgar King. Il Re Rosso entra dando un sonoro calcio alla porta del camerino dei .mob. L’aria subito si fa tesa, ma D’Arby appare tranquillo come non mai. Il tutto appare avere tratti quasi onirici, ma Edd non si ferma ed avanza come un uomo ferito che vuole tamponare il sangue che sgorga dai tagli che ha su tutto il corpo con altra violenza. L’espressione dell’adepto del Culto dei Re è quella di qualcuno che sembra essere coinvolto in un giro più grande di sé, ma non comprende nulla.

Edgar afferma di volerli subito, vuole mettere le mani su di loro per averlo attaccato lo scorso show. Vuole far provare loro quello che lui ha passato, con la sola differenza che adesso ci andrà giù pesante. Perché egli è qui per combattere e per mandare avanti la sua ideologia. Lui è stato scelto da tutti e quattro i re per mandare avanti il loro progetto e SOLO LUI è quello adatto a tale ruolo. E se per cominciare dovrà compiere dei sacrifici, afferma, che lo farà piacevolmente col .mob intero. Il tutto detto con un sadico sorriso, ma D’Arby continua a rimanere impassibile.

Il Boss, seduto su una sedia a gambe incrociate, ha ascoltato le parole del wrestler di Providence con grande tranquillità nonostante il tono minaccioso, e con la sola espressione del volto ha fatto sì che i suoi uomini non muovessero un dito nonostante fossero chiaramente sul piede di guerra. D’Arby dà anzi il benvenuto a Edgar allargando le braccia, e si scusa per il malinteso di qualche settimana fa, perché di malinteso si è trattato: i suoi uomini si sono trovati costretti ad attaccarlo in quel modo per evitare sicuri danni che di lì a poco avrebbe provocato inutilmente per colpa dell’effetto del Necronomicon.

L’espressione di Edgar denota pronunciata perplessità, e D’Arby dichiara di non esserne affatto stupito: il fatto che non se ne renda conto fa parte del sortilegio a cui è stato sottomesso, ovviamente, dall’Erede. Il suo vero interesse, infatti, è quello di soggiogare l’uno dopo l’altro tutti i migliori guerrieri viventi ed utilizzarli per i propri scopi: alcuni hanno scelto di seguirlo, altri invece non ne hanno alcuna intenzione e ad essi è diretto il potere del Necronomicon. La mente di Edgar è stata completamente distorta, e per questo infatti adesso crede di vedere il proprio riflesso.

L’espressione rabbiosa e violenta di Edgar si placa per un istante, al sentire nominare il Necronomicon il wrestler adepto del culto dei Re inizia a mettere insieme i pezzi. Lui sa del famoso libro in possesso dell’Erede, egli è a conoscenza di quel potere infinito e ciò causa in Edgar una maggiore furia, ma stavolta non è più diretta verso i .mob. Il Mad King dice che adesso le cose si fanno più chiare ed inizia a capire di cosa si tratta. Il suo riflesso è un doppelganger probabilmente, una creatura evocata per metterlo alle strette. Per ucciderlo. Un anteposto alla sua posizione. Qualcuno che rappresenta Edd stesso, ma anche il suo contrario. Sarà una guerra all’ultimo sangue che dovrà combattere, ma che non lo spaventa. Alla fine di questo fiume di pensieri, King, inizia a ridere. Una risata assai malata.

Conclude dicendo che le cose hanno preso una piega davvero interessante. Egli stasera si batterà contro il proprio riflesso e lo ucciderà. Porrà fine alla sua non esistenza, riportando l’equilibrio dentro il Culto per poi cominciare, finalmente, il suo lavoro. Il doppelganger dovrà morire e così sarà.

D’Arby si dice sollevato dall’esser riuscito a spiegare il corretto andamento dei fatti ad Edgar, ed è lieto che il Mad King abbia capito chi sia il vero nemico. Il Boss ritiene assolutamente certo che cancellando da questo mondo il doppelganger Edgar riuscirà a fare un importante passo in avanti nella lotta all’Erede ed al potere che risiede nel Necronomicon, potere che è stato palesemente utilizzato per danneggiarlo e che potrebbe prima o poi essere direzionato contro i .mob. Tirando le somme, sembra proprio che ci sia un potente nemico comune, e né loro né Edd dovranno farsi scrupoli per contrastarlo e sconfiggerlo quanto prima in modo da impedire che venga tolta loro la libertà di vivere come meglio credono.

Dopo queste parole il Mad King si congeda ribadendo la sua rabbia e le sue intenzioni bellicose nei confronti del doppelganger e dell’Erede. Una volta rimasto solo con i suoi uomini, D’Arby sfodera un compiaciutissimo sorriso ed estratto dalla tasca l’amuleto sottolinea quanto facile sia ingannare e plagiare una mente così debole: se lo avesse saputo prima, probabilmente avrebbe fatto un discorso simile anche all’altro gemello, ma per stavolta è disposto ad accontentarsi di vederli odiarsi e ridursi l’un l’altro in fin di vita.


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Edgar scatta contro il rivale, Allan con un salto sulla terza corda gli passa alle spalle e lo sgambetta. Lo afferra per il collo e gli urla di fermarsi, nel mentre prosegue il pin ai danni di Edgar che si libera e chiude l'avversario con una morsa delle gambe alla gola. Leviathan si libera e Edgar fallisce un calcio alla schiena, venendo scagliato fuori dal quadrato. Allan rotola anch'egli, basta un istante per abbassare la guardia ed Edgar va a segno con un colpo di sedia alla schiena, e un altro dritto al capo. Allan crolla al tappeto mentre il suo riflesso prepara un tavolo poggiandolo contro le barricate.

A quel punto Allan afferra Edgar alle spalle e con un Back Suplex lo schianta sull'apron ring. Ennesimo tentativo inutile, non riesce a fermarlo e Edgar lo assale. Allan a quel punto lo scaraventa contro le barricate e con un Uppercut in corsa lo mette a sedere. Comincia a colpirlo con una serie di stomp, quanti sono necessari affinché Edgar desista dal volerlo attaccare. Resta al tappeto mentre Allan gli tiene la suola dello stivale alla gola.

Gli parla, affermando che qualcosa non va in tutta questa storia. Edgar deve ascoltarlo.

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Ci troviamo nei corridoi del Castello di De Haar. Allan King è stato svuotato dal legame più importante della sua vita, suo fratello Edgar che stasera dovrà affrontare. Come reagiranno i due alla vista del loro riflesso? Allan sembra ancora abbastanza intontito da ciò che gli è successo, cammina lentamente per i corridoi finchè non si ferma di fronte ad uno specchio e inizia a guardarsi. Allan inizia il discorso chiamandosi Leviathan per poi interagire con il riflesso nello specchio come se si trattasse di Edgar. Leviathan asserisce che ricorda quel riflesso, gli ricorda qualcosa ma non sa dire cosa. Ha diversi sentimenti, diverse reazioni a guardare quel riflesso che ora inizia a chiamare Edgar King come se fosse una persona sconosciuta. Leviathan riflette sul fatto che questo Edgar possa essere un sosia o un Doppelganger di qualche genere. Leviathan è incuriosito da questa situazione, una sfida contro sé stesso può essere la sfida più dura della sua vita. Conoscere il suo riflesso vuol dire conoscere se stessi e magari capire come mai prova questo turbinio di emozioni nei confronti di questo Edgar King. Leviathan non sa se deve odiarlo, deve amarlo o deve ucciderlo. Sa che deve conoscerlo ma l’unica via per la conoscenza che ha Leviathan è la violenza. Non vuole andare oltre, non vuole ucciderlo. Vuole scoprire tramite la sacra arte del wrestling cosa si cela dietro questo riflesso che per lui è familiare. Leviathan conclude dicendo che spera che dopo questo incontro possa trovare le risposte che cerca perché si trova in una situazione emotiva complicata. Amore e Odio spesso si confondono, la linea è sottile. Leviathan vuole capire da che parte stare. Terminato il discorso, Leviathan rimane immobile a fissare il suo riflesso nello specchio mentre le telecamere staccano.

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Prova a convincerlo di non essere rivali, che non devono esserlo. Edgar cessa questa sua furia e ostinazione di portare al termine la sua missione. Allan lascia cadere il piede e nel momento stesso Edgar lo scaglia contro il paletto, è quello il momento in cui Leviathan comprende che tutti i suoi tentativi saranno vani. Afferra il capo di Edgar e inizia a colpirlo con una dozzina di ginocchiate alternate, dopodiché si carica il corpo dell'avversario e con una PowerBomb lo schianta contro il tavolo contro la barricata! La folla si scalda sempre più mentre Leviathan rilancia nel quadrato Edgar.

Quest'ultimo esce dal conteggio e si rialza a fatica all'angolo.

Leviathan gli va faccia a faccia, schiaffeggiandolo. Scatta contro le corde e riceve in cambio un calcio rotante al busto, s'inginocchia e Deadlift Suplex di Edgar che viene annullato dall'avversario! Leviathan cade in piedi e Saito Suplex...Ma Edgar si rialza nuovamente e lo afferra alle spalle stendendolo con una Rolling Cutter! Si dirige all'angolo e fa impazzire la folla con una 450 Splash perfetta, se non fosse che Allan la evita. Edgar si rialza a fatica, Leviathan lo colpisce con la suola allo sterno e lo fa sbattere alle corde.

Superkick di Edgar!
Superkick di Leviathan!
Roaring Elbow di Edgar!
Roaring Elbow di Leviathan!

DOPPIO SUPERKICK.
DOPPIO ROARING ELBOW.

DOPPIA
EVEN
DEATH
MAY
DIE

I DUE CROLLANO AL TAPPETO! La folla è impazzita dopo questa fantastica sequenza, sono due gocce d'acqua anche nell'esecuzione delle manovre. E' in questo momento che tra i fischi arriva il .mob, con D'Arby che incrocia lo sguardo di uno sfinito Edgar passandogli...Del filo spinato, per poi suggerirgli di farla finita adesso, nella migliore occasione. Edgar osserva il filo e poi striscia verso l'avversario, chiudendolo in una Crossface, stringendo il filo attorno al collo di Allan!

L'arbitro non può farci niente, questo match non ha regole!

Allan cerca di scappare, ma quando comprende di non avere possibilità utilizza quel filo di voce per convincere Edgar un'ultima volta. Edgar proprio desiste nella presa, salvo poi raddoppiare la pressione attorno al collo del rivale, finché Allan non sembra perdere del tutto i sensi. L'arbitro urla a Edgar di farla finita ma in tutta risposta quest'ultimo lascia andare Allan e spinge via l'arbitro. Si dirige quindi verso l'angolo e urla a D'arby di passargli una sedia. La posiziona attorno al collo di Leviathan e...

Vuole farla finita con la Fall of all hope.

Giunge sulla terza corda, sa che questa manovra può costare carissimo al rivale. E infatti, per la prima volta, tentenna. Non era mai successo prima d'ora eppure Edgar si sente in colpa solo al pensiero...Guarda poi d'Arby che gli urla di farla finita.

MA EDGAR VOLA CON UN MOONSAULT SU TUTTO IL .MOB!!!

Un Moonsault dall'angolo all'esterno del quadrato, Edgar si rialza e guarda male d'Arby. Afferra poi Rogue e lo porta nel quadrato. Allan si rialza e assieme ad Edgar colpisce con una sequenza di calci, Elbow e Uppercut Rogue, concludendo con un doppio Evan Death May Die! I due fanno impazzire il pubblico, posizionandosi ad angoli opposti. Ed appena Rogue si rialza...

CAROL OF OLD ONES!

Mettono a segno la loro manovra combinata, i due sembrano aver risvegliato i propri ricordi attraverso la loro strepitosa alchimia nella lotta. I fratelli King adesso osservano Juggernaut prendere la carcassa di Rogue per ordine di D'Arby, il .mob batte in ritirata mentre la folla è in festa per Edgar e Leviathan, tornanti di nuovo l'automa perfetto.

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Un uomo è seduto in una stanza.
Fuma una sigaretta mentre osserva un libro, è antico, molto, le sue pagine sono fatte di pelli di animale, le scritte su di esso sono un linguaggio antico e dimenticato.

Non sono profezie, ma è una mappa, a differenza delle mappe normali non indica come raggiungere un posto, indica dove andare dove si è destinati ad andare.

L'uomo vi passa sopra le dita, le parole che escono dalla sua bocca sono antiche e dimenticate, come la scrittura del libro.
La fanciulla nella stanza sta caricando un carillon, chiede all'uomo dove egli debba andare.

Egli le risponde che lo comprenderà quando vi arriverà, si alza indossando una giacca al cui interno vi sono numerosi simboli geometrici.

Lei chiede se avrà bisogno di un arma con se, l'uomo prende un mazzo di tarocchi ed un pacchetto di sigarette dicendole di averlo fatto.

Il carillon fa partire una melodia allegra mentre l'uomo lascia la stanza.


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[spoiler=Palmares]ECF World Heavyweight Title /w Shane Hero (unificato)
FWF World Women's Title /w Zoey Di Maggio
THEA Divas Tag Teah /w Angelina Anderson (& Maya Maze)
FWF World Heavyweight Title /w Shane Hero
ECF Undisputed Title /w Shane Hero
ECF Hydra Title /w Shane Hero
Thèa Divas Tag Team Champions /w Zoey di Maggio (& Katheryn Hudson)
FWF World Women's Title /w Zoey Di Maggio
2FH Diamonds Title /w Zoey Di Maggio (forever)
2FH Diamonds Title /w Zoey Di Maggio
FWF World Heavyweight Title /w Child of Havoc
EWS True Berserk Title /w Waylon Ives
DWF Hardcore Title /w Drew Galloway
EWW Title /w Child of Havoc
DWF World Heavyweight Title /w Sting
WTF Starlette Title /w Zoey Di Maggio
WTF Tag Team Titles /w Los Santos Brothers
TürkWA Heavyweight Title /w Shane Hero
Thèa Divas Tag Team Champions /w Zoey di Maggio (& Pain)
NWE World Heavyweight Champion /w Stardust [forever]
NWE World Heavyweight Champion /w Stardust
2FH World Heavyweight Champion /w Charles Casey
DPW World Heavyweight Champion /w Finn Balor
R-PRO 6-Man Tag Team Champions /w Muse's Demons (Conor Myers, Hiroyuki Hasegawa & Shane Hero)
Thèa Divas Tag Team Champions /w Zoey di Maggio & Chelsea
WTF Starlette Champion /w Nene Hatun
LA PLAYA Campeon de La Playa /w Jackie Roberts (non riconosciuto dalla federazione)
AVLL Junior Heavyweight Tag Team Champion /w Selim Arkin (& Ediz)
WTF Rising Star Champion /w Conor Myers (as Genocide)
WTF Tag Team Champion /w Selim Arkin (& Ediz)
R-Pro Unified World Tag Team Champion /w Shane Hero (& David Kelevra)
WFS Internet Champion /w Shane Hero
WFS FTR Champion /w Shane Hero
GWF International Champion /w Shane Hero
TPPW World Heavyweight Champion /w Shane Hero (non riconosciuto dalla federazione)
GWF X-Division Champion /w Shane Hero
GWF Sorrow Champion /w Shane Hero
DWF United States Champion /w Paul Burchill
DWF World Heavyweight Champion /w Charles Casey

Others

Thea Empress of Europe 2016 /w Zoey Di Maggio
2FH Wrestler of the Year 2014/2015 /w Charles Casey
2FH Heel of the Year 2014/2015 /w Charles Casey
2FH Champion of the Year 2014/2015 /w Charles Casey
2FH Moment of the Year 2013/2014 /w Charles Casey
DWF Wrestler of the Year 2015 /w Sting
DWF Babyface of the Year 2015 /w Sting
DWF Feud of the Year /w Sting (vs CM Punk)
DWE OMG Moment Of The Year /w Kevin Owens
GWF Hope Winner (Pro) /w Shane Hero
Game of Thrones II Finalist
Thea Amazon Twins Tournament I con Zoey Di Maggio & Chelsea Di Maggio[/spoiler]
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The Ugly
Scopriamo nuovi aspetti del passato di Justise mentre la faida tra il .mob e i fratelli King prende una piega decisamente interessante.
Il segmento finale credo di averlo capito e di sapere chi ne sia il protagonista ma non dico altro per non fare spoiler (anche se forse lo conosco solo io :D ), per il resto sono estremamente soddisfatto del segmento scritto con Marco che dimostra doti narrative superiori a chiunque, spero di lavorarci ancora in futuro.
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