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Erfenis "Spooky Scary Skeletons" (1x06); 31/10/2017
Topic Started: Oct 31 2017, 20:26 (90 Views)
The Undetected Hero
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[utube]https://www.youtube.com/watch?v=K2rwxs1gH9w[/utube]

E' una notte buia e tranquilla al Castello de Haar, dove l'Erede si perde nella lettura del Necronomicon. A tratti lo accarezza, quasi come se fosse una creatura da proteggere ad ogni costo. Ad un certo punto però ode la presenza di qualcuno al portone principale. Rimasto da solo è costretto a chiudere il libro e a dirigersi verso il piano terra per rispondere all'insistente bussata. Quando apre il portone dinnanzi a sé non nota nulla, quantomeno finché non china il capo.

"Dolcetto o scherzetto?"

Un bambino travestito da scheletro e con un contenitore a forma di zucca già colmo di caramelle. L'Erede osserva la scena piuttosto perplesso, afferma di non voler nulla e si accinge a chiudere il portone. Il bambino però gli specifica che non vende nulla, al contrario desidera dei dolcetti. Ancora una volta l'Erede non sa replicare, dicendo che non fa carità. Quando tenta per la seconda volta di chiudere, il piccolo specifica che vuole caramelle per Halloween. Ed è a quel punto che l'Erede s'incuriosisce perché in tutti questi anni non ha mai saputo di questo Halloween...

Il piccolo prova a spiegargli cos'intende, ma lo stregone lo interrompe bruscamente e poi apre il Necronomicon.
Pronuncia alcune parole in lingua arcaica e il piccolo diviene come ipnotizzato, con gli occhi sbarrati e una voce demoniaca.

Halloween è una festività che ha radici celtiche e si consuma tra la notte del 31 Ottobre e 1 Novembre. E' nota per i suoi toni macabri, oggetto di travestimento, coi bambini che girano di casa in casa chiedendo dolcetti con la classica frase 'trick or treat', dolcetto o scherzetto.

L'Erede a quel punto chiede se basta semplicemente travestirsi per festeggiarlo e il bambino replica con un gelido sì. Inizia a ridacchiare, dopodiché apre il Necronomicon e schiocca le dita. Il bambino riprende conoscenza e vede il portone chiudersi. Scappa in preda al panico mentre l'Erede, felicemente, afferma che Erfenis festeggerà Halloween.


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[utube]https://www.youtube.com/watch?v=sql2E1t83Dg[/utube]

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RHYFEL COLPISCE CON UN CALCIO IN PIENO VOLTO ORPHEUS

E CHIUDE PUZZLE NELLA KATA HA JIME!!! Puzzle è vittima della sua miglior manovra di sottomissione, prova a stringere i denti ma a lungo andare non reagisce più! Però non cede, non intende cedere! Rhyfel urla furioso sinché...

PUZZLE NON RISPONDE PIU'! HA PERSO I SENSI!

L'ARBITRO FA SUONARE LA CAMPANA

COSA DIAVOLO E' SUCCESSO


La vista di Puzzle è annebbiata, un rumore incessante gli rimbomba nella testa come se un martello pneumatico stesse martellando direttamente la superficie del suo cervello, nausea e giramenti di testa gli contorcono gli intestini e la mente in un’unica sensazione di malessere che raramente ha mai provato prima d’ora.
E’ svenuto, ora se ne rende conto, ma ha da poco ripreso i sensi. Cosa stava facendo prima? Non lo ricorda.
Le luci del Castello de Haar rimbalzano sulla sua maschera e filtrano attraverso i fori da cui gli è permessa la vista, dagli altoparlanti arrivano parole e musiche a lui sconosciute.

Tell the rambler,
The gambler,
The back biter
Tell 'em that God's gonna cut 'em down
Tell 'em that God's gonna cut 'em down


Un uomo ben vestito e con una maschera che gli copre il volto ha appena messo KO Judah e l’ha fatto sprofondare nel ring dopo che il corpo del boia ha aperto un buco al centro per l’impatto.
Ma cosa è successo? Chi è quell’uomo e perché è lì?
Lentamente i ricordi affiorano, Puzzle comincia a rammentare. Era su un ring, stava affrontando Orpheus, ma il suo avversario non era da solo: assieme a lui c’era Judah e un altro ancora… Puzzle non riesce a ricordarne il nome al momento.
Per cosa stava lottando? Ma certo! Se avesse vinto, Puzzle avrebbe avuto l’opportunità di sfidare lo stesso Orpheus per il titolo di campione di Erfenis! Ora ritornano alla mente tutti i buoni propositi, tutti gli obiettivi, tutte le promesse fatte: Puzzle avrebbe sconfitto l’oscuro potere dell’Erede e per far questo doveva battere Orpheus e conquistare il titolo che arbitrariamente gli era stato consegnato.
Ma questo non spiega nulla di cosa è accaduto dopo, questo non spiega nulla del perché Puzzle ha perso i sensi.

Rhyfel.

Un lampo squarcia le tenebre in cui stava vagando la mente di Puzzle. Rhyfel, era lui che stava lottando con Orpheus e Judah, era lui che all’inizio si era schierato dalla loro parte, ma poi all’improvviso era successo qualcosa, Rhyfel aveva voltato le spalle ai suoi vecchi compagni di lotta, Rhyfel aveva tradito l’Erede che fino ad ora aveva servito e riverito, Rhyfel aveva tramortito Orpheus e si era accanito proprio su Puzzle.
Kata Ha Jime.
Una manovra dalla quale Puzzle nelle condizioni in cui si trovava in quel momento non era assolutamente in grado di uscire. Puzzle aveva provato a resistere ma non c’era stato nulla da fare, lentamente aveva perso i sensi e li aveva recuperati proprio in quel momento.
Ora Puzzle sa tutto e il suo animo si riempie di tristezza.

Puzzle ha perso.
E ora deve abbandonare il Castello per sempre.

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Nella sala più grande del Castello de Haar vediamo tutti (o quasi) i lottatori al servizio dell'Erede. Chi travestito da Dragone, chi da Satana, fanno fatica a convivere tutti assieme nella stessa stanza...Quantomeno sino all'arrivo dell'Erede. Egli tiene con sé il Necronomicon e con aria festante augura a tutti un buon Halloween. Afferma che solo recentemente è venuto a conoscenza di questa tradizione e ha deciso di festeggiarla nel modo migliore possibile. Halloween a quanto pare è sempre stata una festa in maschera, per una notte tutti hanno desiderato di essere qualcun altro...

E stanotte l'Erede accontenterà quel desiderio, rendendolo ancor più speciale.

Apre il Necronomicon e pronuncia delle frasi, dopodiché la scena viene distorta finché si odono lamenti. Quei costumi prendono improvvisamente possesso dei corpi di chi li indossa, prendendo vera e propria vita. L'Erede si destreggia tra loro con una risata malefica e annuncia tutti loro che sono sue creature e stanotte lotteranno per ottenere una grandiosa ricompensa!


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Esistono storie innumerevoli su Samhain, ogni Santi, Halloween.
Molteplici persone sfruttano questa festività per il proprio "tornaconto".

Ma non siamo al 31 Ottobre, è il 30, la Notte del Diavolo.

Castiel Caliburn è in piedi davanti ad una vetrata distrutta, dentro un appartamento, non è dato capire dove sia in realtà.

La città incorniciata dall'enorme finestra rotta è un quadro avvolto nel fumo e accompagnato dalla musica di sirene dei pompieri, stridio di gomme e spari.
Un debole colore rosso delimita questo quadro sul lato sinistro, un riflesso di un incendio in lontananza.

Castiel è in piedi, compie qualche passo e si ferma solo per donare una carezza ad un gatto dal pelo candido e pulito, una anomali rispetto alla decadenza e sporcizia nell'abitazione.

Caliburn si accende una sigaretta, inspira ed espira per poi appendersi al bordo superiore della vetrata e lasciarsi dondolare.
Conosce bene la caduta, la ha provata sulla sua pelle e ci sono segni che ti restano dentro che pochi uomini riescono a mostrare.

Il dolore e la sofferenza sono parte di ognuno di noi, non sentirli è come vivere in un coma eterno.

The Half Way Angel dondola in avanti, rimanendo dentro la stanza solo con la punta di un piede.

Potrebbe cadere ora, il suo corpo compirebbe una caduta che equivarrebbe ad un sospiro nella vita di una città come questa, qualcuno se ne accorgerebbe?
Non crede, come nessuno noterà la caduta dell'Erede, un uomo che possiede un potere che non capisce e non sa usare.

Possedere una fiamma e usarla per bruciare le dita alle persone non ti rende potente, ti rende un idiota.
E per idioti simili esistono gli insanicida come Caliburn.

A lui non interessa dei giochi dentro il castello, di coloro che danzano convinti di essere i direttori d'orchestra.
A lui non serve quello che tutti credono essere un grande potere.

Caliburn ora si dondola del tutto fuori, compie un arco in avanti e resta quasi sospeso fuori, ma la terra lo reclama, riportandolo indietro, compie una torsione e atterra in ginocchio, per poi alzarsi.

È qui per colui che catalizza il potere nella sua malvagità, è qui per i suoi peccati e per fornirgli il sostegno morale che meritano coloro che si perdono come l'erede.

Castiel si allontana dalla finestra, passa dinnazi ad una specchiera rovinata sulla quale stanno delle vecchie riviste da sposa.
Vi sono due rose sopra esse, le prende e le porta via con se uscendo.


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C’era voluto un po’ di tempo per riprendersi del tutto, c’era voluto tempo a recuperare tutte le energie e a tornarsene nel suo spogliatoio facendo affidamento solo sulle sue gambe. Più della spossatezza fisica c’era lo shock emotivo che lo aveva messo letteralmente KO e gli impediva di compiere anche il più semplice movimento.
Avrebbe voluto protestare ma in fondo a cosa sarebbe servito? Tutto si era svolto regolarmente, tutto si era svolto secondo il regolamento. Rhyfel l’aveva costretto alla resa e ora Puzzle non poteva fare altro che eseguire ciò che la stipulazione dell’incontro disputato gli imponeva: abbandonare il Castello de Haar per non farvi più ritorno. Che stupido che era stato! Come poteva pensare di riuscire a resistere all’attacco congiunto di non uno, non due, bensì tre avversari! Lui che era solo un misero essere umano, lui con più debolezze che punti di forza, lui che alla fine aveva dovuto aprire gli occhi e arrendersi all’amara verità: non sarebbe stato lui l’eroe che avrebbe salvato Erfenis dall’oscurità.
Chissà, forse Castiel…
Puzzle scuote la testa, in fondo ora nulla di tutto ciò è più affar suo. L’ultima doccia, il borsone riempito con tutti gli effetti personali e infine l’uscita dal Castello.
Non avrebbe più messo piede in quel luogo così tetro ma al contempo affascinante, non si sarebbe più specchiato nelle acque che circondano quelle antiche mura, non si sarebbe più mosso in quelle stanze ricoperte di arazzi e vecchi dipinti. Il cuore di Puzzle si stringe e l’inglese sente un forte magone: pensava di potercela fare, e invece la sua avventura è giunta al capolinea dopo pochi mesi in cui non è riuscito a dimostrare ciò che avrebbe potuto fare. Forse non si sarebbe dovuto esporre sin da subito, forse non avrebbe dovuto affrontare l'Erede a viso aperto senza prima sincerarsi di poter contare su qualche aiuto in più.
Ma ormai è inutile piangere sul latte versato, ciò che è stato è stato, e per Puzzle non c’è più molto altro da fare qui a Utrecht. In cuor suo spera che Castiel, Justise Cedrics e chiunque altro sia dotato di un nobile animo, riescano a portare avanti quella lotta in cui lui per primo ha fallito; con un ultimo sguardo lancia i suoi auguri di buona fortuna a coloro che restano, nella speranza che non cadano come è accaduto a lui, quindi si avvia verso l’uscita del Castello.
Solo un cancello lo separa dalla fine della sua avventura a Erfenis. Solo un cancello lo separa dal dover tradire ogni promessa fatta. Solo un cancello lo separa dal dover dire addio a tutto.

O forse no.
Una figura misteriosa si staglia ora di fronte a Puzzle sbarrandogli il passaggio.

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Siamo giunti all'attesissima Battle Royal, tutte le 'creature' dell'Erede sono già all'interno del quadrato, pronte a darsi battaglia al segnale della campana. Che arriva...

Ora!

Treat or...Treat? Battle Royal
Spooky Scary Reward
Cavalieri dell'Apocalisse (.mob)
Dark Dragon (Rhyfel)
Gabriel (Father Callahan)
Giano (Allan "Leviathan" & Edgar King)
Orpheus (Orpheus)
Satan (Justise)

Quando la campana suona un'immediata rissa avviene nel quadrato. E' un vero e proprio Caos sotto gli occhi dell'Erede, giunto personalmente a bordo del quadrato per assistere ai più folli e mistici festeggiamenti di Halloween che ci siano mai stati nella storia. Sono subiti immediati i tentativi di eliminazione da parte dei lottatori presenti nel quadrato, che combattono per una speciale ricompensa in caso di vittoria. Ad un tratto però ad emergere dal caos sono due personaggi in particolare, che si guardano a debita distanza. Un colpo d'occhio vero e proprio.

Gabriel, l'Arcangelo.
E Satana.

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"In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.2
Le parole del prologo del Vangelo di Giovanni sono quelle pronunciate da Gabriele. Tra tutte le creature, Dio ha creato gli angeli, i suoi Messaggeri, per distruggere il male. Il suo stesso nome ne è l’esempio, in quanto significa, letteralmente, “Potenza di Dio”. Egli è stato il primo a manifestarsi agli uomini, in quanto prediletto dal Signore. Lui, come tutti gli angeli, è un Messaggero. Ma se altri prima di lui sono stati nunzi di pace ed altre notizie benevoli, lui porterà con se qualcosa di molto, molto peggio. Gabriele è un messaggero di morte, per coloro che non vivono nella Grazia di Dio. Gli infedeli, gli impuri, gli adoratori di Satana. Tutti periti a causa della sua furia, nel nome del Signore. Le antiche cittadine di Sodoma e Gomorra osarono sfidare Dio, praticando atti impuri e violando i precetti di Nostra Signora Chiesa. Ridevano quando nominavano suo Padre, bestemmiavano e fornicavano tra loro, convinti di poter farla franca. Ma tale credenza era fallace, e tali comportamenti troppo oltraggiosi, per non essere puniti. Cosi l’Altissimo mandò lui, il suo Arcangelo, a punire direttamente quei peccatori. E così fece, contento di poter compiacere la volontà del proprio Padre. Una punizione esemplare, due intere città vennero completamente distrutte e date alle fiamme. Le fiamme erano il suo strumento preferito, l’unico in grado di purificare realmente l’animo di un vile peccatore, tanto che venne soprannominato “angelo del Fuoco”. Ed ora, tanti secoli dopo, suo Padre lo ha chiamato ancora una volta, per punire dei peccatori. Anche questa volta, come tanti anni fa, si trovano dentro una fortezza. Una magione dove il Male regna sovrano, un vero e proprio covo di infedeli. Lui andrà lì, portando nuovamente il Messaggio del Signore. Un Messaggio di morte, fuoco e sangue. Dopo la distruzione di Sodoma e Gomorra, Gabriele lasciò in vita una singola famiglia, quella di Lot, dal quale discesero i Moabiti e gli Ammoniti. Francamente, Gabriele non sa se farà altrettanto in quel castello maledetto. Dubita fortemente che, fra quei senza Dio, ci possa essere qualcuno degno della misericordia divina. Qualcuno che possa portare il suo Messaggio all’umanità, ammonendo tutti coloro i quali vorranno sfidare ancora una volta suo Padre. Spera di sbagliarsi, e di trovare qualcuno che possa smentirlo, ma è consapevole che sarà difficile. In ogni caso lui andrà nel Castello pronto a combattere, per dimostrare all’Erede che Dio non ha paura di lui, ed ha mandato il suo Arcangelo migliore per fermare lui e la sua vergognosa attività di propaganda. I demoni che popolano quelle nere mura verranno estirpati, uno per uno. Le fiamme purificheranno quegli ambienti, liberandoli finalmente dal male, lasciando il Castello come monito della Potenza di Dio. Parola di Gabriele, l’Arcangelo. La mano sinistra di Dio.


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I due si colpiscono furiosamente sinché Satan lancia oltre la terza corda l'avversario, Gabriel però si salva per un soffio. Dopodiché entra nel quadrato e Big Boot! Satan rimbalza alle corde e lo afferra per la gola, tentando di strangolarlo! Gabriel è appoggiato alle corde e Satan preme per farlo cadere, a quel punto l'Arcangelo afferra il braccio stesso e trascina sull'apron ring Satan! Quest'ultimo si scaglia sull'avversario, Callahan si sposta e sbatte contro il paletto! E' appoggiato con meta corpo già fuori ring. Gabriel prende la rincorsa...

LEAP OF FAITH SULL'APRON!

STANDING SHOOTING STAR, SATAN CADE FUORI RING MA GABRIEL SI SALVA!

Satan è il primo eliminato

A quel punto ci concentriamo su un altro scontro interno davvero interessante...Dark Dragon e Orpheus!

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Una telecamera inquadra una figura in cima ad una delle torri del Castello de Haar. La camera si avvicina e mostra chiaramente un mostro alato che notando l’attenzione si lancia verso il vuoto sparendo.
Il video passa ad un bosco dove un gruppo di bambini sta camminando allegramente alla ricerca di frutta. Un crack attira la loro attenzione. Si voltano ma non vedono nulla. Un altro crack. Una foglia pestata. Il gruppo, curioso più che spaventato si muove piano piano verso la fonte del rumore.
Crack.
Si voltano.
È li. Il mostro alato è li.
Le urla. I bambini scappano in direzioni opposte mentre il mostro alato resta li fermo. Le grandi ali si allargano a manifestare la sua grandezza.
Ancora un cambio immagine.
Questa volta siamo in un piccolo villaggio.
È notte, ma nella piazza principale i paesani sono riuniti. Reggono delle armi grezze: pale, bastoni, forconi. Qualcuno ha del fuoco. Urlano che devono fermalo. Il mostro alato deve essere fermato.
Sciocchi.
Il mostro alato è li vicino. È appollaiato sul campanile del villaggio. STANG. Strappa la campana e la lascia cadere in terra. Scatena il panico tra i paesani che lasciano le armi e corrono via come topi.

Il mostro ride, ride. E urla.


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« Open up your mind,
let your fantasies unwind
in this darkness which
you know you cannot fight:
the darkness of
the music of the night »


E' una notte buia e tempestosa, al castello de Haar.
E non potrebbe essere altrimenti, d'altronde. E' un giorno particolare, questo, ancor più in un luogo tetro e misterioso quale il maniero dell'Erede. Mentre la pioggia ticchetta decisa sulle finestre mosse dal vento, il suono di un organo si ode in lontananza. Avvicinandoci ad esso, percorrendo i lunghi corridoi resi ancor più misteriosi dalla luce intermittente che li illumina, quasi per l'occasione, osserviamo colui che esegue la melodia. Un lungo mantello nero copre il suo corpo, e dal suo largo cappello fuoriescono ciuffi di chioma argentea. La maschera in volto ci dice ciò che già sapevamo sulla sua identità. Orpheus, il protetto dell'Erede, suona armonioso un organo Hammond, muovendosi tra le note dello spartito.

<span style='font-family:Geneva'>Andrew Lloyd Webber - The Phantom of the Opera
Overture


Le telecamere indugiano sul suo volto. A differenza dalle altre occasioni, sembra trasparire una certa... malinconia. Non v'è tempo di approfondire, perché un rumore di passi irrompe sulla scena. Un suono elegante, un passo cadenzato. Una figura, esile e pallida come la luna che fa capolino tra le nuvole nere, appare alle spalle di Orpheus. Lunghi capelli neri, il collo coperto da un piccolo monile. Il volto "macchiato" da un inquietante facepaint.

Ella.

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...


"Why didn't you save me?"

Orpheus smette di suonare.
Abbassa lo sguardo, il suo volto si contorce in una smorfia. Orpheus chiede perché rivangare quel passato... tutto si è concluso. Il suo corpo si trova nella fredda e gelida terra, oramai. Lui stesso l'ha seppellita, con le lacrime a rigare il suo volto.

Perché ricordare? Perché ora?

Ella ripete la frase, lieve come un sussurro. Gli dice che, per questa sera e questa sera soltanto, Ella è potuta ritornare dal mondo in cui... quel demone angelico la confinò, anni fa. Ella ha voluto incontrarlo di nuovo. Ha voluto rivedere il volto di colui che provò a salvarla, per un ultima volta. Egli si ricorda di lei, non è forse così? Si ricorda di colei che così ardentemente amava? Ricorda il soffio della vita svanire dal suo corpo, mentre il suo esile collo si spezzava, lasciandola giacere inerme?

Il cadavere di quella donna è ora davanti ai suoi occhi.
Il cadavere della donna di nome Melissa che egli non riuscì a salvare.

...

Orpheus non risponde.
E' il suo corpo, i suoi movimenti, a parlar per lui. Trema, non osando voltarsi. La voce tremolante racconta una sofferenza repressa, una ferita mai guarita. Egli... chiede perdono. Chiede perdono per non aver salvato quella dolce e ingenua fanciulla, quella Melissa che così tanto amava. Ma... non poteva immaginare, quel giorno. E' quando vuole la tua anima, che il diavolo ti accarezza... e quel sorriso angelico lo illuse. Non poteva... non poteva pensare che... sarebbe andata a finire così. Provò a salvarla, provò tutto quello che poteva... ma era troppo tardi.

Fu allora.. che iniziò a suonare.

Le sue grida di dolore divennero note di uno spartito. I suoi ultimi, flebili respiri lo mossero e lo muovono ancora tra i tasti di questo organo. E... anche se la musica della donna di nome Melissa si è conclusa, Egli continuerà a suonare per lei. Finché anche l'ultimo lieve soffio di vita sarà rimasto dentro di lui. Glielo promise, davanti alla sua tomba. E continuerà a rispettare quella promessa.
E la maschera sul suo volto è monito e segno di tale profondo voto.


...

Orpheus si volta.
Si slaccia la maschera, mentre le lacrime rigano il suo volto. Non possiamo vedere, ciò che quella maschera nasconde. Ma... come nel mito che diede a lui nome, Ella non è più lì, nel momento in cui lui si volta. Orpheus si tranquillizza, si rimette la maschera e... riprende a suonare.


Fine del primo atto.





...



...



Una donna si muove furtiva. Si allontana, dalla scena che abbiamo appena osservato.
Ella sorride. Le telecamere inquadrano il suo volto.

Iside.

Quello che ha udito le interessa, molto.
Ed ora, oltre ad un deja-vu, ha anche un nome ed un passato da scoprire.

...

...Melissa.


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I due sfidanti per il titolo, così come deciso dall'Erede, si ritrovano in vesti diverse ma l'odio resta. Si colpiscono ad oltranza, dopodiché Dragon scatta alle corde tentando un calcio, Orpheus si sposta e German Suplex! Scatto alle corde e Shining Wizard...Parato dal drago che poi gli urla in faccia, lo sbatte contro le corde e Roundhouse Kick violentissimo! Afferra Orpheus e lo lancia oltre la terza corda, Orpheus però riesce a resistere e non cade! Con assurda follia Dragon si lancia alle corde e prova a colpirlo in corsa, Orpheus però lo colpisce al busto!

Rientra nel quadrato...

Enzuigiri e Vertical Suplex!

Il loro round è davvero combattuto, quando poi vediamo uno scontro a dir poco folle svolgersi a centro ring.
Uno scontro a più uomini.

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Vediamo una stanza vuota, dominata dalla penombra e soprattutto dal silenzio.

Improvvisamente si sente una voce dire che è finalmente giunto il momento in cui l’Apocalisse si abbatterà su questo Mondo e, soprattutto, su chi lo popola. La voce viene presto accompagnata dalla propria fonte, una figura incappucciata non molto alta e ricoperta da una veste completamente bianca, che porta in una mano un arco ed una corona nell’altra. L’individuo continua dicendo di essere venuto per portare al Mondo la Pestilenza, un Male che difficilmente può essere affrontato con mezzi diversi dalla sola Speranza: con la sola passività, però, è impossibile andare oltre la semplice sopravvivenza ed è al contempo certo che il Potere venga lasciato in mani altrui.

Un secondo individuo si unisce a colui che ha appena parlato: ha una veste del tutto simile ma rossa, è di stazza eccezionalmente massiccia ed ha in mano una grande spada. Il suo compito, dice, è portare al Mondo la Guerra: non esiste uomo nel quale non risieda la Violenza, ed essa è all’unanimità il mezzo ritenuto più efficace per raggiungere e mantenere il Potere. Essa è attività nei confronti dell’altro e della sua distruzione, ma non per questo è da considerarsi meno pericolosa e dannosa della passività: se na la si utilizza nel modo più appropriato, null’altro è così autodistruttivo.

La scena viene arricchita da una terza figura anch’essa molto alta ma non massiccia come chi l’ha preceduta, la cui veste è nera e che porta in mano una bilancia: rivela di aver fatto la propria comparsa su questo Mondo per portare e diffondere la Fame, che mette tutti sullo stesso piano. Non esiste infatti individuo alcuno che sia immune ai Suoi morsi, nessuno può ignorarla perché nessuno può negare quanto combatterla al meglio sia indispensabile per la sopravvivenza. Non c’è nell’Universo intero Potere alcuno che non passi attraverso la capacità di controllarla, sia su sé stessi che sugli altri, ma allo stesso tempo nessun Potere è capace di opporvisi: di fronte ad essa qualsiasi verticalità tra gli individui si dissolve completamente.

I tre individui vengono raggiunti da un quarto di corporatura media, con indosso una veste verde e che a differenza dei precedenti non porta con sé alcun oggetto. Esordisce dicendo che Pestilenza, Guerra e Morte agiscono per vie diverse ma conducono ad un unico ed inevitabile esito: la Morte. Ad essa nessuno può sfuggire né tantomeno opporsi, al massimo si può cercare di ritardarla ma essa è l’inevitabile fine di qualsiasi cosa ed è lui a rappresentare quello che è il più grande di tutti i Poteri, il più ambito ed allo stesso tempo il più temuto: in Suo nome porta l’Inferno ai cadaveri di coloro che attimo dopo attimo cadono, destinati a soffrire per l’Eternità bruciando tra le sue inestinguibili fiamme.

L’Apocalisse è giunta, dicono quindi in coro i quattro, e nessun Falso Messia potrà opporsi quando arriverà il suo turno.
In nomine Patris.
In nomine Potentiae.
Amen.


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Ci troviamo in una delle stanze del Castello di De Haar dove notiamo due personaggi uno di spalle all’altro con due “maschere” che sembrano unirsi..
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Questi due sono immobili, la telecamera si avvicina. Improvvisamente uno dei due inizia a parlare ma non in inglese ma bensì in latino asserendo “diuum êpta cante diuum deo supplicante”. La voce è strana, vecchia e stanca, che ripete queste parole come se fosse una cantilena. La prima delle due maschere si presenta dicendo di essere Giano. Uno dei primi dei della storia e quello era un canto che una volta gli veniva dedicato spesso che letteralmente tradotto vuol dire che lui è il Padre degli Dei e che devono supplicare il Dio Degli Dei. Dio Degli Dei, Giano ripete queste ultime parole con enfasi ricordando i bei tempi. Giano inizia a raccontare la sua storia, proprio come farebbe un vecchio Dio dimenticato, dicendo che lui è conosciuto anche come Giano Bifronte: il Dio dai due volti. Una che può guardare al passato e una che può guardare al futuro. In questo momento stiamo assistendo al volto del Passato che sta rimembrando i vecchi tempi. I tempi dove i Latini e i Romani lo adoravano come unico dio prima che il suo culto venne, per qualche oscura ragione, dimenticato. In questo momento lui sta osservando il passato e vede soltanto desolazione ma spera che il suo Volto riferito al Futuro possa vedere prosperità, possa vedere la rinascità del DIO DEGLI DEI.

La telecamera ruota attorno alla figura e vediamo che anche l’altro volto inizia a professare parola, è sempre Giano, ma stavolta è il volto che vede il futuro a parlare. Dalla bocca della maschera fuoriescono parole di sfida per il fato stesso, un destino crudele quello che ha portato il Dio degli Dei in quel luogo nefasto. Ma tutto avrà la giusta soluzione, perché così è scritto e così sempre sarà. Egli, guardando al futuro, vede le civiltà cadere, gli uomini divenire cenere, ma loro rappresentano l’unica costante. Sono i massimi esponenti di un potere divino capace di creare ogni cosa dalle proprie ceneri. Essi, dunque, scenderanno in campo nella battaglia che li ha portato in quel luogo e trionferanno. Perché bisogna sempre guardare alle spalle, al proprio passato, per maturare, così come bisogna guardare in avanti, al futuro, per potersi evolvere e diventare i padroni del proprio destino. Queste ultime parole vengono pronunciate con una solennità maggiore. Se gli uomini moderni hanno dimenticato Giano come proprio Dio, a partire da stasera avranno modo di correggersi per la loro miscredenza. Così è stato deciso, il Padre di tutti gli Dei conclude così il suo discorso.


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I due fronti si osservano a distanza, dopodiché...GABRIEL, DRAGON E ORPHEUS SI INTROMETTONO E LI ATTACCANO! Violentissimo scontro e si torna nel Caos, ma i Cavalieri essendo in superiorità riescono a reagire. Orpheus viene trascinato da Split all'apron, nel lato opposto Rogue fa lo stesso con Rhyfel mentre Juggernaut viene assalito da Gabriel, che poi si lancia alle corde...VENENDO AFFERRATO PER LA GOLA E SCAGLIATO FUORI DAL QUADRATO! Gabriel viene eliminato!

Gabriel è il secondo eliminato

Nel mentre Orpheus vince la battaglia con Rogue, rientra nel quadrato e scatta contro Dragon per eliminarlo, venendo colpito al volto. A quel punto entra in scena Giano, Allan attacca Split mentre Edgar assale Juggernaut, i due alternano sui rispettivi rivali la solita incredibile offensiva fatta di ogni variante di Kick, seguito da una Samoan Drop su Split, un doppio Roundhouse Kick su Juggernaut e per finire un doppio Double Foot Stomp su entrambi. A quel punto provano ad eliminare Jugger e lo mettono alle corde. Scattano...

DOPPIA SPEAR DI JUGGERNAUT!

Ma attenzione perché Orpheus nel mentre combatte con Dragon sul bordo del quadrato. I due si colpiscono sino a barcollare...OH MIO DIO, SPLIT CHE CAZZO FA?! TOP ROPE SUICIDE DIVE E ELIMINA ORPHEUS E DRAGON, MA ELIMINA ANCHE SE STESSO!!

Orpheus, Dragon & Split vengono eliminati

Da una parte Giano, da una parte due terzi dei Guerrieri dell'Apocalisse. I quattro incominciano a colpirsi furiosamente e sembrano quasi annullarsi, a fare la differenza è Juggernaut che col suo strapotere fisico ha l'abilità di sbarazzarsi di Giano...

E INVECE I FRATELLI KING REAGISCONO CON DUE EVEN DEATH MAY DIE, UNA DIETRO L'ALTRA!!!
Jugger crolla al tappeto, dopodiché Rogue li attacca alle spalle colpendo uno con un calcio alla nuca e poi

SAP!!! DRAGON CLUTCH SU LEVIATHAN!

Rogue lo fa svenire, a quel punto lo posiziona contro le corde e prende la rincorsa...LO ELIMINA! NO PAZZESCO, LEVIATHAN SI TIENE CON SULL'ULTIMA CORDA! Rogue riprende la rincorsa...

EVEN DEATH MAY DIE DI EDGAR!

E-N-D DI LEVIATHAN! PUNT KICK!

E I DUE ELIMINANO ROGUE OLTRE LA TERZA CORDA...

MA OCCHIO A JUGGERNAUT CHE SCHIACCIA ENTRAMBI CONTRO LE CORDE, FACENDO CATAPULTARE EDGAR FUORI RING! Leviathan prova un altro Spin Kick su Jugger, che stavolta riesce a pararlo e...Oh mio dio! OH MIO DIO!

SE LO CARICA, NON CI POSSO CREDERE

BURNING HAMMER OLTRE LA TERZA CORDA!!!

GOODBYE...SKELETON!!!

Rogue, Edgar & Allan King vengono eliminati

I Cavalieri dell'Apocalisse vincono

Juggernaut trionfa per i Cavalieri, la vittoria di questa Battle Royal speciale va a loro! L'Erede osserva entusiasta la scena e applaude, mentre il dominante Juggernaut è l'unico padrone del quadrato!

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Soltanto la pallida luce della luna illumina la persona che ora sta di fronte a Puzzle, lentamente iniziamo a scorgerne le fattezze e i tratti distintivi del volto…

ISIDE.

I due restano a osservarsi per alcuni interminabili istanti prima che Puzzle, con tono vagamente seccato, si rivolga alla donna. Il lottatore mascherato non sembra felice di vederla e infatti le chiede come prima cosa quale sia il motivo che l’ha spinta a recarsi in questo luogo e in questo momento: è forse l’ilarità di festeggiare la sua disfatta? Vuole davvero osservare la sua umiliazione fino all’ultimo istante passato nel Castello? Iside tace, facendo montare sempre più frustrazione nell’animo del wrestler di Londra che la esorta a parlare, a dire cosa diavolo vuole da un animo tormentato e lacerato come il suo.

La donna precisa che il fallimento di Puzzle, oggi, è indiscutibile. Ha dimostrato per la prima volta di non essere all'altezza della sua nemesi, di non poter ostacolare il cammino dell'Erede, di non poter salvare il mondo da questo Castello divenuto catalizzatore di malvagità. Il più semplice e essenziale concetto di lotta, riconducibile al mero bene e male, mette in bilico le sorti dell'umanità e nemmeno il suo più grande paladino è riuscito a dire la sua, a dare un lieto fine come in ogni storiella per fanciulli. Puzzle si irrita ad ascoltarla e le chiede di giungere al dunque.

Iside non si scompone e, anzi, sul suo volto resta un sorriso malizioso. E poi afferma che è qui per concedergli un'altra opportunità. Puzzle non sembra crederci inizialmente e reagisce rimproverando malamente Iside, dicendole che non si è fermato a parlare con lei per far sì che al danno di dover abbandonare Erfenis si aggiungesse anche la beffa di una presa in giro da parte sua, quindi fa per tirare avanti ma Iside lo blocca ancora una volta.

A quel punto lei insiste dicendo che Puzzle non può abbandonare il Castello, che non c'è motivo valido per farlo nonostante la sua disfatta stanotte. Il mascherato non pare per niente convinto da quelle parole ed è a quel punto che Iside gli mostra un oggetto misterioso, a noi non ben precisato, che lascia il mascherato non solo sorpreso ma anche impaurito, come se avesse visto un fantasma del proprio passato. Iside aggiunge che da una missione come la sua derivano enormi rischi.

Quella paura però nel mascherato deve svanire, conscio di quanta strada ha fatto fino ad oggi.

Puzzle sembra quasi paralizzato da ciò che Iside gli ha mostrato e inizialmente sembra incapace di reagire, poi però torna in sé e si rivolge alla stessa Iside, serrando i pugni come se fosse pervaso da un rinnovato spirito combattivo. Il lottatore mascherato mostra tutta la sua determinazione a tornare nel Castello e a lottare con più vigore e più forza, per non fallire una seconda volta e per portare a termine ciò che aveva iniziato, affrontando ogni avversario e battendolo come solo lui sa fare.

Questa volta Puzzle non sbaglierà e finalmente sconfiggerà l’Erede.

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Ormai la serata è giunta al termine e l'Erede torna nella sua solitudine...Se non fosse che, per l'ennesima volta, la sua lettura viene interrotta. Conscio della serata, si appresta ad aprire alla porta per quello che è un moccioso non vestito per Halloween. Gli chiede cosa voglia, il ragazzino si limita a tenergli gli occhi inchiodati addosso e, quando l'Erede chiede di nuovo cosa voglia, non riceve risposta. E' a quel punto che chiude il portone, ma proprio in quell'istante il ragazzino alza il braccio e con una lametta con un taglio netto si procura una ferita profonda al polso. Versa sangue copioso sotto gli occhi dell'Erede che, incredulo, resta ad osservarlo.

Il ragazzino chiede all'Erede perché non sente dolore. L'Erede nel momento stesso in cui prova a replicare avverte un grande dolore al polso, seguito da giramenti di testa come se stesse perdendo velocemente una quantità copiosa di sangue. Si appoggia al muro mentre il ragazzino si fa strada nella sala del Castello lasciando una scia di sangue.

L'Erede prova a muoversi per poi immobilizzarsi subito dopo. Nota che il piccolo inizia a girargli attorno a passo lento, formando una circonferenza col sangue. In quel preciso momento l'Erede giura di assistere ad uno sdoppiamento del ragazzino, che poi si divide in quattro e poi in sei. Viene completamente accerchiato da quelle figure, che gli preannunciano di desistere dal suo destino o il Dolore arriverà.

La seconda Profezia sta per avverarsi.


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Red Revolution Raven
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The Ugly
Show di Halloween succoso e ricco di misteri: da Puzzle che sta ritornando alla seconda Profezia, dagli indizi sul passato di Orpheus all'esordio di Castiel.

Mi sanguinano gli occhi a leggere i promo di padre Callahan così tutti attaccati ma se riesco a resistere leggo sempre degli ottimi segmenti: magistrale in questo caso l'interpretazione dell'arcangelo Gabriele.

Il mostro alato boh: dovrebbe essere Dragon forse?

Un po' difficile alla lettura il segmento dell'Apocalisse, ma molto gradevole, e comunque: Apocalisse Erfenis > Apocalypse JLW.

Geniale l'idea di mascherare i fratelli King da Giano, ottima idea!
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zanding/STEWIE01
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Oh cristo che inizio. L’erede che non conosce Halloween è bellissimo, così come è bellissimo come ne scopre l’esistenza. In pieno stile Erfenis.

Mi sono piaciuti tutti i travestimenti e i relativi promo. Mi sembra giusta la vittoria dei .mob che si prendono un’importante vittoria.

Ottima anche la storia di Puzzle, cosa gli mostrato Iside? Sembra possa essere un oggetto del passato, conoscendo poco la storia di Puzzle mi verrebbe da dire la maschera con la quale fondò il Project Lobotomy ma è proprio una sparata a caso.

Assurdo il finale, sempre un bambino che sembra avere un legame con l’Erede. La seconda profezia si sta avverando, ho hype.

Ottimo modo per ripartire.

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